The 4 Freedoms Library

It takes a nation to protect the nation

Amir Abbas Fakhravar e l’orgoglio persiano
[ http://www.lisistrata.com/cgi-bin/02lisistrata/index.cgi?action=vie... ]

Il termine ”islamista”, cioè terrorista islamico, una volta mi fu contestato da un illustre navigatore di internet, ora me lo ritrovo pronunciato da un dissidente iraniano in una conversazione informale a un tavolo imbandito tra amici. Il mio interlocutore è il famoso trentaquattrenne Amir Abbas Fakhravar, figlio di un ufficiale dell’Air Force al tempo di Reza Palhavi, recluso varie volte nelle carceri dei mullah con l’accusa di sedizione e fuggito dall’ultima detenzione, dove avrebbe dovuto scontare la condanna di sette anni di isolamento sottoposto alla “tortura bianca”. Secondo Amnesty International è la peggiore tortura riservata a un oppositore del regime degli Ayatollah, dalla quale è impossibile uscirne vivo: una cella tutta dipinta di bianco, luce al neon perennemente accesa di giorno e di notte e cibo a base di riso. Amir Abbas è riuscito a sopravvivere alla galera senza perdere la ragione ed a salvarsi dopo meno di un anno, in occasione di un permesso per dare un esame all’università, facendo perdere le sue tracce. Attualmente vive negli USA braccato dalla polizia segreta del suo amato Paese, sul cui capo pende una “fatwa” del tribunale di Teheran con l’ordine di cattura internazionale e di sparargli a vista. Vive di giornalismo, di convegni in giro tra gli USA e l’Europa e di libri che scrive di suo pugno preparando la rivoluzione anti-islamista. Parla correttamente l’inglese ma la sua lingua madre è il “farsi”, antico idioma persiano d’estrazione indoeuropea non araba, parlato in Iran e in alcuni Paesi limitrofi, segno che Amir Abbas si batte per il recupero delle antiche tradizioni di questo popolo. Sogna di rientrare in patria accanto ai suoi fratelli e di scrivere libri per bambini allo scopo di educarli alla democrazia. Nella nostra conversazione è emersa una lucida descrizione delle caratteristiche della sua gente che conosce benissimo avendo intrattenuto contatti nelle diverse scuole della capitale, divenendo ben presto leader indiscusso dei giovani universitari di Teheran.

Attualmente è a capo del “Movimento Iraniano per la Libertà” (in persiano: Jonbesh-e-Azadi voi Iraniyan) per il riscatto dal regime dei mullah [vedi: Iranian Freedom Movement postato su questo Blog il 30/1/09]. “Devi sapere" – mi informa Abbas – che “il popolo persiano ha la memoria lunga”. “Il giorno che rovesceremo questo regime sanguinario, e sarà molto presto, esamineremo chi lo ha mantenuto in vita con i suoi commerci per lucrare energia al miglior prezzo e ci regoleremo di conseguenza, scegliendo i nostri futuri partner”. Una promessa che sa di minaccia all’Europa che oggi “va a braccetto con chi fa il proprio comodo” che lui, Abbas, non accetta considerando un “indecente appeasement” che avvantaggia un regime che vuol distruggere l’Occidente a partire da Israele. In altre parole, il messaggio che Fhakravar lancia al mondo è che gli occidentali, piuttosto che studiare quando e come bombardare le centrali nucleari, dovrebbero interrompere le relazioni commerciali, cominciando dalla mediazione con Ahmadinejad presso l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) prima che l’Iran riesca a costruire la bomba atomica. E lo devono fare presto perché secondo la logica musulmana, dimostrata nei secoli di lotte di conquista, i primi a “pagare” saranno proprio quei governi che, per il proprio tornaconto, rinnegano le proprie tradizioni accordandosi con quegli Stati come il mio, che calpestano i diritti umani. Il che equivale a dire che chi tradisce i propri principi, domani sarà pronto a tradire chiunque; per tal ragione in nome di Allah “il puro”, si sentono in dovere di eliminarti in via prioritaria [vedi: ‘Testimonianza di Nahid Persson’].Secondo alcuni osservatori sarebbero queste le tesi che avrebbe suggerito in alcuni dei suoi incontri avuti con lo stato maggiore americano e con George W. Bush. Parole sinistre che riecheggiano in ogni intervista che rilascia da quando è in Occidente, come quella del 2007 rilasciata ad Elio Bonazzi, dalle quali Amir Abbas non indietreggia di un millimetro, convinto di essere in linea con l’opinione della parte più sana della stragrande maggioranza del suo Paese (il 90%) che rifiuta il regime sanguinario dei mullah. “Devi sapere – mi confida - che “nelle nostre scuole si impartiscono ore di lezioni di odio verso l’usurpatore occidentale e nessuno si rende conto che questi giovani così indottrinati, domani potranno rafforzare il regime che si prepara a distruggere gli “impuri””. Da queste considerazioni emerge ciò che già si conosce, cioè che la cricca dei mullah è una dittatura come quella hitleriana contro la quale, la miopia dei Paesi del Vecchio Continente non riuscì negli anni trenta a prevedere la catastrofe che si profilava all’orizzonte, mentre i dissidenti dell’epoca nelle piazze ammonivano che alimentare il “coccodrillo”, nella speranza di non essere divorati o magari di essere mangiati per ultimi, era pura illusione. Un monito forte quello di Fakhravar per i Governi occidentali che non può restare inascoltato.

F. P.

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La rivoluzione se l’è mangiata
[ http://area7.ch/dettagli.php?id_edizione=1018&id_articolo=2783&... ]
G. H.

Ha fatto la rivoluzione cacciando lo Scià. Poi la rivoluzione ha mangiato i suoi figli. E lei è fuggita dall'Iran per trovare rifugio in Svezia. Nahid Persson, diventata regista cinematografica quasi per caso, è oggi una delle più attente e critiche osservatrici della realtà politica e sociale del suo paese. Anche se ha il divieto di metterci piede. "Behind the Veil", un film sulla prostituzione in Iran, non era infatti piaciuto al regime islamista di Teheran. Persson ha presentato lo scorso mese di agosto nella Settimana della critica al Festival di Locarno il suo penultimo lungometraggio, "Four Women, One Man": ritratto al contempo toccante, impressionante e divertente di una famiglia composta da un marito, quattro mogli e i loro figli. E proprio questa settimana Persson al Festival del documentario di Amsterdam ha proposto il suo ultimissimo film, "The Queen and I", curioso confronto fra lei e la vedova dello Scià che sarà lanciato in occasione del trentesimo anniversario della rivoluzione, nel prossimo mese di febbraio. L'abbiamo intervistata.Nahid Persson, lei nel 1979 era un'attivista molto giovane del movimento rivoluzionario che portò alla destituzione dello Scià. Quali erano le sue attese, le sue speranze? Avevo solo 19 anni, ma come molti altri miei coetanei volevo impegnare le mie energie per distruggere il regime. Tutti volevamo una società più giusta. Eravamo divisi in piccole organizzazioni. Io ero da due anni una militante attiva in un partito comunista. Quando si prospettò l'ipotesi di avere l'ayatollah Khomeini come leader del movimento rivoluzionario fummo d'accordo, purché terminata la rivoluzione sgombrasse il campo e lasciasse il posto ad una società comunista.

Ma purtroppo s'impose la Repubblica islamica, che mise fine alla nostra rivoluzione.

Non ve l'aspettavate che il movimento islamista si sarebbe imposto?

No, anche perché i suoi leader avevano promesso che avrebbero rispettato tutte le componenti del movimento rivoluzionario. Invece un anno dopo la caduta dello Scià cominciarono gli arresti di massa. Finirono in prigione anche i miei due fratelli più giovani e molti amici. Sei mesi dopo uno dei miei due fratelli, che aveva appena 17 anni, fu impiccato. L'altro fece molti anni di carcere.

Lei fuggì dall'Iran solo nel 1982. Perché ci rimase ancora per tre anni malgrado gli evidenti pericoli che correva?

Speravamo di poter cambiare il corso delle cose, che una seconda rivoluzione fosse ancora possibile. Ci aspettavamo un appoggio da parte degli Stati comunisti che però non ci giunse. Fra il 1979 e l'82 continuai quindi ad essere molto attiva politicamente e cominciai a scrivere su diversi giornali. Formalmente ero iscritta all'università, ma non avevo tempo per studiare. Poi, nell'82, ritenni più prudente fuggire a Dubai, dove rimasi due anni prima di essere espulsa perché con dei compagni avevamo proseguito il nostro lavoro politico. Giunsi così in Svezia. In breve tempo ci organizzammo e con dei compagni fondammo una stazione radiofonica per gli esuli iraniani in Svezia. Quella radio si rivelò importantissima per sopravvivere, per continuare a tessere dei legami di comunità. Io però smisi ben presto di occuparmi di politica, non ne potevo più, e lasciai che fossero altri ad occuparsene alla radio.

Poi è arrivato il cinema.

Sì, quasi per caso. Fu solo dopo alcuni anni che facevo dei film professionali soprattutto per la tv svedese che, nel 2004, decisi di iscrivermi ad una scuola di cinema e tv. Sempre nel 2004 girai "Prostitution behind the Veil" ("Prostituzione dietro il velo"). Parla della prostituzione in Iran. Ero già tornata in Iran nel 1999 per girare "End of the Exile" ("Fine dell'esilio"). "Prostitution behind the Veil" è figlio di una rabbia profonda nei confronti della società iraniana: ero furibonda per la quantità di tossicodipendenti e di prostitute che nel '99 avevo visto nelle strade e che il regime sistematicamente nega. Mi ci vollero 5 anni per ottenere i permessi per filmare in Iran.

La lavorazione di "Prostitution behind the Veil" fu costellata di difficoltà.

Sì, in realtà avevo ottenuto i permessi per girare un altro film. Il pretesto era di girare un cortometraggio su due donne anziane che convivono a Teheran. Ma non era facile eludere il controllo della polizia, gli agenti continuavano ad importunarmi. Un giorno ci riuscii, andai in centro e incontrai un uomo che vendeva prostitute. Lui mi condusse nel suo postribolo, le donne erano tutte lì. E le filmai con la camera digitale. Appena uscita due poliziotti mi fermarono e mi condussero al commissariato. Volevano vedere cosa avessi filmato, ma negai di avere con me la camera. In realtà l'avevo in tasca, ma siccome i poliziotti erano due uomini e le colleghe donne erano in pausa non mi poterono perquisire e così salvai il girato. Poi il film uscì, facendo infuriare il regime. Così quando mi trovavo di nuovo in Iran fui arrestata e tenuta per due mesi agli arresti domiciliari. Fu un periodo psicologicamente molto pesante. Mi liberarono solo dopo aver firmato una dichiarazione secondo la quale non sarei mai più tornata in Iran a fare dei film. Non sapevano che mi trovavo in Iran per fare proprio "Four Women, One Man" ("Quattro donne, un uomo").

Dovetti lasciare l'Iran in tutta fretta e mandai mia figlia a finire le riprese.

"Four Women, One Man", il film su una famiglia poligamica, le ha procurato gli stessi problemi?

No, perché non abbiamo quasi mai girato all'aperto. E nessuno tranne la famiglia coinvolta e qualche vicino sapeva che stavamo facendo un film. Non ero preoccupata perché mi interessavo alla vita quotidiana, non a questioni politiche. Non avevo nessuna intenzione di creare ulteriori problemi alla mia famiglia, che ancora vive in Iran.

Come ha conquistato la fiducia della famiglia protagonista del film?

Lui è molto fiero di sé, non vedeva l'ora di mettersi in mostra, di esibire la sua ricchezza e le sue donne in un film. La fiducia delle donne l'ho conquistata in pochi giorni, parlando con loro. Avevano un gran bisogno di comunicare con qualcuno. In breve tempo hanno cominciato a mandare i loro figli a chiamarmi con un bigliettino.

Diventai la loro confidente. Ed essendo molto gelose tra di loro, dovevo anche stare attenta a non preferire una donna sulle altre.

Quanto è diffusa la poligamia in Iran?

Non tanto, perché gli uomini che vorrebbero praticarla spesso non hanno abbastanza soldi per potersi permettere più di una moglie. Molto più diffusi sono i matrimoni a breve termine, di un'ora o due, per aggirare il divieto della prostituzione. Una pratica che il regime tollera in tutta cognizione di causa.

C'è dibattito pubblico in Iran sulla poligamia?

In Iran si è molto occupati con altri problemi politici, economici e sociali, questo passa in secondo piano, non è rilevante.

Lei ha appena terminato un altro documentario, "The Queen and I" ("La regina ed io"), nel quale si confronta direttamente con Farah Diba Pahlavi, la vedova dello Scià Reza Pahlavi. Come è giunta all'idea di fare un film con lei?È successo quando ero agli arresti domiciliari. Uno dei poliziotti che mi interrogava mi disse un giorno "tu devi essere un'amante dello Scià". Dal suo punto di vista l'insulto consisteva nel darmi della monarchica. Tutto questo mi ha incuriosita. E pensandoci mi sono resa conto che sia lei che io siamo entrambe due donne in esilio, malgrado in passato avessimo lottato su fronti contrapposti, lei come regina, io come militante comunista.

Come si è sviluppato il vostro rapporto?

Le riprese del film sono durate due anni, è stato un progressivo percorso di avvicinamento. All'inizio sentivamo molta distanza l'una dall'altra. Poi però ci siamo conosciute sempre meglio e ora stiamo scoprendo di avere molti punti in comune. In fondo la differenza fondamentale risiede ancora nel fatto che io sono rimasta comunista e lei continua ad essere monarchica. Entrambe desideriamo tornare in Iran. Lei vorrebbe restaurare la monarchia, ma sa che io non lo voglio. Lei come persona mi piace molto, è molto aperta e vuole sinceramente che s'istauri la democrazia in Iran, cosa che per me è molto importante. Sono stata anche alla cerimonia annuale che si svolge al Cairo per celebrare l'anniversario della morte di suo marito – ma le ho detto che ero lì per lei, non per suo marito.

Come definisce la vostra relazione?

Non oso definirla di amicizia, perché non so ancora se si fida davvero di me. Ma a volte, in momenti di intimità, sembriamo davvero amiche. E ora che ha visto il film, credo che un po' di fiducia nei miei confronti ce l'abbia.

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Shari'a

2 giovani impiccati per aver dimostrato opposizione al Regime islamico. Il pubblico guarda e fotografa, tranquillamente:

http://truthtube.tv/play.php?vid=1090

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La Lezione che gli Islamici devono imparare dal Modello iraniano: l’Islam NON è la Soluzione
Giovedì, 25 giugno 2009 - Di Dr. Tawfik Hamid

Per decadi la Fratellanza Musulmana e i suoi Gruppi affiliati, quali Hamas, hanno usato l’Espressione “L’Islam è la Soluzione” quale loro Slogan. L’hanno usato in un modo utile a convincere gli Islamici che l’Islam avrebbe portato Soluzioni a tutti i loro Problemi. Molti Giovani islamici sono stati attratti dall’Islamismo perché hanno creduto che usando l’Islam in Politica e implementando la Shari’a avrebbe portato una Soluzione ai Problemi che affrontano le loro Società. Il Successo economico dell’Arabia Saudita, che implementa la Legge della Shari’a, e il Successo dei primi Islamici nella costruzione di un enorme e potente Impero islamico, sono stati due potenti Esempi che hanno attratto molti dei nostri Giovani islamici, me incluso, verso questa “Soluzione islamica”. Il fallimento in molte Società islamiche nella Riuscita in diversi Capi, incluso lo Stato economico, ha nutrito il Sentimento che adottando la Soluzione islamica fosse la sola Risposta ai nostri Problemi.

La Rivoluzione iraniana è stata vista da molti Islamici quali Prova che l’Islam è la Soluzione. Al Contrario, il Fallimento del Regime iraniano nel portare Prosperità alla sua Gente può smontare questo Concetto. Le recenti Dimostrazioni contro il Regime iraniano sono una chiara Evidenza che l’Islam NON è la Soluzione, poiché il Governo non ha portato Successo e vera Giustizia alla sua Gente.

Il Mondo islamico ha anche bisogno di guardare ai suoi Fallimenti in seno ai Sistemi e ai Regimi islamici. La Legge della Shari’a è stata implementata in Sudan, in Parti dell’Afghanistan e in Pakistan, in Parti della Nigeria, e in Somalia. Questo non ha portato Benessere e Prosperità alla Gente come molti Islamici invece si aspettavano. Al Contrario, ha portato Povertà e Miseria alle loro Popolazioni. La miglior Evidenza per ciò è che si vedono decine di migliaia di Giovani islamici che chiedono di immigrare in Occidente ma non vediamo molti di loro cercare di immigrare in Somalia o in Aree controllate dai Talebani!

Il Mondo islamico deve far fronte alla Realtà che Soluzioni islamiche e bastate sulle Shari’a per i Paesi sono fallite nel portare Prosperità alla Gente in molte Parti dove sono state implementate. I Media hanno un Ruolo da giocare nel mostrare il Fallimento di molti Sistemi islamici in diverse Parti del Mondo. Il Mondo islamico deve svegliarsi dal suo Sogno che applicare la Shari’a risolverà tutti i loro Problemi e riconoscere la Realtà che “l’Islam NON è la Soluzione”.

Fonte: www.TawfikHamid.com

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L’Olocausto silenzioso: perché l’Umanità deve realizzare la Vittoria sull’Islam
3 luglio 2009, di Azam Kamguian [*]

Parlerò dell’Islam; l’Islam contemporaneo in Iran. Descriverò alcuni Episodi della Carneficina islamica e descriverò brevemente cosa è successo e cosa ancora succede in Iran. Parlerò di quelli che hanno nutrito Movimenti islamici o hanno cercato di giustificare l’Islam. Concluderò enfatizzando l’Urgenza di realizzare la Vittoria dell’Umanità sull’Islam e i Passi pratici da intraprendere per realizzare ciò.
Le ultimi decadi del XX secolo hanno visto un altro Olocausto, quello islamico, in cui milioni sono stati e continuano ad essere uccisi con Arma da fuoco, decapitati e lapidati a Morte; in cui la Gente è stata ammazzata e rimossa da parte di Stati islamici, Movimenti dell’Islam politico, e dai Terroristi islamici in Iran, nel Sudan, in Afghanistan, Algeria, Egitto, Nigeria, Asia centrale, e ora in America.

La Veste, il Turbante e il Corano continuano a fare Vittime fra la Gente. Qualsiasi Voce dissidente o per la Libertà è messa a tacere subito. L’Oppressione mantenuta dal Movimento islamico prende innanzitutto la Forma dell’Opposizione alla Libertà delle Donne, limitando le Libertà civili delle Donne, limitanto la Libertà di Espressione nel Dominio culturale e personale, rinforzando Leggi e Tradizioni brutali, e tramite l’Uccisione di Massa di Gente, dai Bambini agli Anziani.

Essenzialmente, l’Islam è un Assetto di Credenze e Regole che militano contro la Prosperità umana, il Benessere, la Libertà, l’Uguaglianza e la Conoscenza. L’Islam e una Vita umana piena sono Concetti contradditori, che si oppongono fra loro. L’Islam, in qualsiasi modo lo si interpreti, è ed è sempre stato fortemente contro il Secolarismo, il Modernismo, l’Egualitarianesimo, e i Diritti dellle Donne. L’Islam politico, comunque, è un Movimento politico che è venuto alla ribalta contro i Movimenti secolari e progressivi per la Liberazione, e contro gli Avanzamenti culturali e intellettuali.

La Violenza e lo Sdegno verso la Dignità umana sono inerenti nei Manifesti dei Gruppi dell’Islam politico.

“L’Ufficializzazione dell’Esistenza di una Repubblica islamica significa che in essa esiste Violenza brutale.”

Dopo che l’Islam politico ha preso Potere in Iran, creando una Repubblica islamica, questo Movimento è uscito dai Margini, in altri Paesi del Medio Oriente. È stato in Iran che l’Islam politico si è organizzato per la prima Volta in un Governo ed è diventato una Forza considerevole nella Regione.

In Iran, sotto lo Stato islamico, la Violenza ha avuto un’altra Dimensione: quella basata sull’Islam.

L’Ufficializzazione dell’Esistenza di una Repubblica islamica significa che in essa esiste Violenza brutale. Il solo Fatto che la Gente debba conformarsi a Leggi basate su qualcosa che un qualche Dio si crede aver detto da qualche Parte, o che qual tal Profeta ha detto, rappresenta in sé una Violenza. Se qualcuno protesta contro queste Leggi, è soggetto a Punizione e Soppressione. Islam significa il peggiore e più feroce Tipo di Violenza. L’Iran è il Quadro più trasparente di cosa l’Islam è capace.

Cercherò di percorrere brevemente questo Periodo di Violenza, Atrocità e Misoginia – un Bagno si Sangue commesso dall’Islam al Potere.

In Iran, ho vissuto per migliaia di Giorni in cui l’Islam ha versato Sangue. Dal 1979, centinaia di migliaia di Uomini, Donne e Bambini sono stati giustiziati in Nome di AlLah. Ho vissuto attraverso Giorni dove io, con migliaia di Uomini e Donne nel Paese, abbiamo guardato ai Nomi dei nostri Amati, Mariti, Mogli, Amici, Figlie, Figli, Colleghi e Studenti, nei Giornali, che giornalmente annunciavano i Nomi dei giustiziati. Giorni in cui i Soldati di AlLah hanno attaccato Negozi di Libri e Case editrici e hanno bruciato Libri. Giorni di Attacchi armati ad Università, uccidendo Studenti in tutto il Paese. Settimane e mesi di Attacchi sanguinosi sui Lavoratori scioperanti o dimostranti. Anni di Assassinio di Opponenti in seno all’Iran e fuori. Anni di Soppressione e Omicidio brutale degli Atei, liberi Pensatori, Socialisti, Leaders del Commercio e Attivisti, Marxisti, Bahai, Donne che hanno resistito alla Miseria dell’Hijab e alla Regola dell’Apartheid di Genere, e molti altri oltre a questi, che sono stati arrestati nelle Strade e poi giustiziati semplicemente per la loro innocente Apparenza non-islamica. E alle centinaia di migliaia di ammazzati in Iran devono essere aggiunti i milioni che sono morti in Algeria, Sudan, Afghanistan, Pakistan e altrove. Un silente Olocausto in merito al quale il Mondo civilizzato fa Niente.

Io, con altri migliaia di Prigionieri politici, siamo stati torturati su Ordine dei Rappresentanti di AlLah e della Shari’a; torturati, mentre i Versi del Corano in merito ai Non-credenti venivano trasmessi nelle Camere di Tortura. La Voce che leggeva il Corano si mischiava alle nostre Urla di Dolore causate dalle Frustate e altri brutali Forme di Tortura. Hanno stuprato Donne Prigioniere politiche in Nome di AlLah, in attesa della sua Ricompensa. Hanno pregato prima di stuprarle. A migliaia è stato sparato a Morte da Plotoni d’Esecuzione mentre i Versi coranici venivano recitati. I Prigionieri venivano svegliati ogni Giorno all’Alba al Suono degli Spari ai loro Amici e Compagni di Cella. Dal Numero di Spari potevi capire quanti erano stati ammazzati quel Giorno. La Macchina delle Uccisioni non si fermava nemmeno un minuto. I Padri e le Madri, Mariti e Mogli, che hanno ricevuto gli Abiti insanguinati dei loro Amati, dovevano pagare per le Pallottole che erano state usate. Hanno creato un’Auschwitz islamica. Molta della Gente migliore, più appassionata e progressista è stata massacrata. Le Dimenisioni dell’Orrore vanno oltre l’Immaginazione.

Da quel momento, l’Amore, la Felicità, i Sorrisi e le libere Interazioni umane sono state proibite. L’Islam se ne è impadronito completamente. Questo è quanto è accaduto alla mia Generazione. Ma non è stato limitato solo alla mia Generazione. Ha avuto Conseguenze sanguinose per la Generazione dei nostri Genitori e per la Generazoine futura. Durante questi anni, a milioni di Bambini è stato lavato il Cervello ed essi sono stati manipolati. I Crimini commessi dalla Repubblica islamica dell’Iran e dall’Islam politico nella Regione sono comparabili ai Crimini commessi dal Fascismo negli anni Trenta e ad Inizio anni Quaranta, e al Genocidio in Rwanda e in Indonesia.

E pure, questi sono Avvenimenti di cui l’Umanità attorno al Mondo è largamente inconsapevole. Un Olocausto che, se l’Umanità conoscesse le sue Dimensioni ed Intensità, ne causerebbe certamente la Cancellazione. Con la Caduta di questi Regimi, al Mondo sarà finalmente data l’Opportunità di sapere la Verità – le Vittime parleranno, le Prigioni e le Camere di Tortura saranno esposte, i Torturatori rilasceranno Confessioni struggenti, i Prosecutori islamici e i Giudici riveleranno cosa hanno fatto alle loro Vittime dietro alle Pareti delle Prigioni. Poi la Gente di tutto il Mondo vedrà che deprecabile Fenomeno sia l’Islam. Scopriranno finalmente la Verità in merito a questi Governi che hanno appoggiato i Movimenti islamici e in merito ai Media occidentali principali che hanno deliberatamente bloccato l’Accesso alla Verità alla Gente.

I Fatti dell’11 settembre hanno esposto alcuni alla Realtà di cosa sta succedendo alla Gente che vive sotto il Terrore costante dell’Islam. Ha esposto qualcosa della Tragedia che vivono le Donne sotto i Talebani. Ha rivelato, in qualche modo, la vera Sostanza dell’Islam. Ma è stato chiaro che questa Carneficina sia islamica. È diventato evidente che è tutta una Questione di Islam.

Quando sono venuta in Occidente all’Inizio degli anni Novanta, mi sono confrontata con il Fatto che la maggioranza degli Intellettuali, dei Media principali, del Mondo accademico e molte Femministe, in Nome del Rispetto delle altre Cutlure e Religioni, stavano cercando di giustificare l’Islam dividendolo fra Fondamentalisti e Moderati, Reazionari e Progressisti, Medinesi e Meccani, Populisti e Non-populisti, Nocivo e Commestibile. Per Gente come me, Vittime di prima Mano dell’Olocausto islamico, era soffocante udire – e refutare – infinite Favole che giustificavano questo Terrore, Atrocità e Misoginia. In Parallelo a questa Carneficina islamica, gli Apologeti dell’Islam cercano di sviare la corretta Ripugnanza per l’Islam e per il Movimento politico islamico, facendolo limitare ad un Odio verso il Fondamentalismo. Cercano di ridurre la Lotta anti-islamica alla Lotta anti-Fondamentalismo.

Continuano a dirci che ciò che ci deve ripugnare è il Fondamentalismo, non il “vero” e “reale” Islam.

Chiamano alla “Riforma nell’Islam” e ad una “Interpretazione positiva del Corano” in merito ai Diritti delle Donne, tramite “giri di Parole”. Sollevano l’Idea di un Femminismo islamico e cercano di attaccare una Faccia umana alla mostruosa Faccia dell’Islam verso le Donne.

“Il Diritto alla Libertà d’Espression, all’Uguaglianza degli Uomini e delle Donne, e uno Stato secolare si applicano pure alla Gente del “Terzo Mondo”. Non è vergognoso che dobbiamo stare a discutere di ciò?”

La Verità deve essere espressa. Non dovremmo più lasciare gli Apologeti dell’Islam giocare con le Vite della Gente. Dovremmo dire chiaramente e ad alta Voce che è tutta una Questione di Islam. Cosa abbiamo visto in Realtà è l’Islam al Potere. Il Fatto è che i Liberali occidentali e gli Intellettuali di sinistra si sentono colpevoli in merito alla Storia coloniale e fanno Apologia del “Terzo Mondo”. Considerano il “Terzo Mondo” un’Entità data, dove la Gente è felice di soffrire sotto le corrotte Regole dell’Islam, dove la Gente è felice di essere deprivata delle Realizzazioni della Civiltà umana del XXI secolo. Secondo loro, le Donne desiderano l’Apartheid sessuale, le Ragazze amano essere segregate dai Ragazzi, e la Gente odia i Diritti civili e le Libertà individuali. Dal loro Punto di Vista, la Gente è alleata ai Movimenti islamici e ai Governi islamici. Questa è invece un’Immagine distorta delle Realtà. È un Colonialismo inverso. In questo Quadro, la Gente che sta lottando per i Diritti civili, per il Secolarismo e contro l’Islam politico, non esiste. Questa Mentalità ego-centrica in cui tutto dovrebbe svolgersi attorno al Senso di Colpa di Pseudo-intellettuali occidentali, è spaventosa. I Diritti alla Libertà d’Espressione, Uguaglianza fra Uomini e Donne, e uno Stato secolare si applicano anche alla Gente del “Terzo Mondo”. Non è vergognoso che dobbiamo stare a discutere di ciò?

Contrariamente a questo Punto di Vista, c’è una Lotta che va avanti – e che sta andando avanti da più di 20 anni – fra i Movimenti progressisti in Medio Oriente e in Occidente da una Parte, e l’Islam politico dall’altra. Le Cifre della Lotta quotidiana di Gente aderente all’Opposizine non-islamica. in Paesi cavalcati dall’Islam, e le Notizie della Resistenza quotidiana dei Giovani e delle Donne in Iran, dimostrano la Realtà delle Domande della Gente nel “Terzo Mondo”. Dal 1979, la Società iraniana è cambiata drammaticamente e profondamente. Il Movimento per il Secolarismo e l’Ateismo, per Idee e Cultura moderne, per la Libertà individuale, per la Liberazione delle Donne e le Libertà civili, si è diffusa e profondamente. Il Disgusto per la Religione e la Cultura regredita di coloro al Potere è immenso.

Il Secolarismo deve essere difeso attivamente e risolutamente nei Paesi cavalcati dall’Islam. I Diritti universali umani e civili devono essere lo Standard. Il Secolarismo non solo è realizzabile, ma anche, dopo le Esperienze dell’Iran, dell’Afghanistan, del Sudan e dell’Algeria, è un Bisogno urgente e pressante e una Richiesta della Gente della Regione. La Richiesta di Secolarismo deve spingere per un’assoluta e completa Separazione della Religione dallo Stato; per la completa Separazione della Religione dall’Educazione; per la Libertà di Religione e per la Libertà di Ateismo; per Leggi libere da Contenuto religioso; perché la Religione sia dichiarata un Affare privato degli Individui. Una Lotta cosciente deve essere condotta contro il Potere delle Religioni organizzate. Tutte le Dominazioni religiose e le Sette devono essere ufficialmente registrate come Imprese private, soggette a Regolamenti e Leggi.

Per realizzare questi Ideali e Richieste, abbiamo bisogno una massiccia Forza congiunta.

Nonostante le Lotte dell’Opposizione non-islamica nel Medio Oriente e in Occidente nelle passate decadi, tutto ciò che è stato visibile sono Rapporti occasionali sul Barbarismo dell’Islam politico e sulle Reazioni dei Governi occidentali, dei Media e degli Apologeti “intellettuali” dell’Islam. Ma, c’è una terza Forza, un Gigante dormiente che può girare la Situazione sottosopra. Se questo Gigante si sveglia, questa Era può vedere l’Inizio di Cambiamenti positivi e la Realizzazione degli Ideali che sono stati perlopiù abbandonati durante le ultimi decadi del XX secolo. L’Umanità deve insorgere e difendersi contro la Barbarie dell’Islam.

I Ranghi dell’Umanità civilizzata formano una Forza massiccia che è, fino ad ora, tristemente stata messa a tacere. Può uscire allo Scoperto. Per il Futuro dell’Umanità, deve uscire allo Scoperto. Se c’è un Futuro, è nella Formazione di una Politica attiva, progressista, e amante della Libertà, guidata dal Fronte dei Ranghi formati dalla Gente. Altrimenti, il Palcoscenico è lasciato aperto al Terrorismo e al Barbarismo. Finisco il mio Discorso con la Speranza che negli anni a venire del XXI secolo, saremo testimoni della Vittoria dell’Umanità, dell’Umanesimo, sopra l’Islam. Tutti gli Amanti della Libertà e le Forze secolariste attorno al Mondo dovrebbero unirsi in uno Sforzo congiunto per combattere l’Islam politico; per promuovere il Secolarismo, l’Egualitarianesimo e la Libertà, nelle Società che l’Islam opprime.

Adattato dal Discorso lasciato alla Sessione di “Umanesimo e Islam”, presso il Congresso mondiale IHEU del 2002.

E-mail: azam_kamguian@yahoo.com

Fonte: Institute for the Secularization of Islamic Society (Istituto per la Secolarizzazione della Società islamica)

[*]Azam Kamguian

Azam Kamguian è una Scrittirice iraniana e un’Attivista per i Diritti delle Donne. È nata nel 1958 è ha iniziato le sue Attività politiche come socialista nel 1976. È stata Studentessa in Medicina presso l’Università Pahlavi di Shiraz fino che è stata arrestata ed imprigionata per un anno, per aver organizzato Proteste studentesche. La seconda Volta che è stata imprigionata per Attività politiche è stato dopo che la Repubblica islamica dell’Iran ha preso Potere. Azam è stata rilasciata dalla Prigione nel 1983, dopo Trattamento brutale in Prigione inclusa la costante Tortura e l’Isolamento. Ha resistito a tutte le Pressioni e ha mantenuto la sua reale Identità politica irrivelata. Per timore di essere scoperta, mettendo la sua Vita in reale Pericolo, Azam è fuggita in Kurdistan, una Regione libera a quel Tempo, e ha continuato la sua Battaglia per otto anni fino l’Inizio degli anni Novanta, quando ha lasciato il Kurdistan per l’America.

Azam Kamguian scrive dal 1979. Ha scritto diversi Libri inclusi: “Islam, Donne, Sfide e Prospettive”, “Femminismo, Socialismo, e Natura umana”, “Sulla Religione”, “Liberazione delle Donne e Processi politici in Medio Oriente”, “Islam e Diritti delle Donne”, “Movimento iraniano delle Donne per l’Uguaglianza”, e “Senza Dio, Libertà dalla Religione e Felicità umana”.

Azam Kamguian è la Fondatrice e la Presidente de “Comitato per la Difesa dei Diritti delle Donne in Medio Oriente” ed Editrice del suo Bollettino: “Donne in Medio Oriente”. I numerosi Articoli di Azam e le sue Interviste sulle Donne, la Religione, l’Islam e le Questioni sociali sono stati pubblicati e prodotti diverse Volte, in Giornali, Riviste, TV e Radio principali persiani, come pure inglesi, svedesi, finlandesi, danesi, francesi, turchi e arabi. È pure Membro dell’Editoriale di Medusa, un Giornale femminile in Farsi.

Attraverso le sue Attività ha organizzato diverse Campagne in Difesa dei Diritti delle Donne in Medio Oriente e ha chiesto I Diritti delle Donne mediorientali, il Secolarimo in vari Congressi e Conferenze internazionali, regionali e nazionali.

Attualmente vive e lavora a Londra, Inghilterra.

Fonte: http://www.centerforinquiry.net/isis/islamic_viewpoints/about_azam_...

Tag: AzamKamguian, Democrazia, DirittiDeiBambini, DirittiUmani, Impiccagione, Iran, IranianFreedomMovement, IslamizzazionePersia, LibertaEspressione, MedioOriente, Altro...OpposizioneAlRegimeIslamico, TawfikHamid

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Risposte a questa discussione

Iran: un Miliziano che ha ucciso degli Oppositori si racconta. “Ho ucciso questi Furbi per l’Islam”
4 Luglio 2009

I Miliziani Bassidji sono degli Spacconi, dei Sicari che guadagnano molti Soldi, ciò che garantisce la loro Lealtà ai Dirigenti corrotti. I Mullah miliardari li impegnano per assicurare il loro Potere e non esiterebbero a dar loro l’Ordine di uccidere milioni d’Iraniani senza Difesa. Mullah e Bassidji sono il Prodotto d’una Teologia della Morte, di una Religione il cui Sbocco naturale nell’Ordinamento politico è un Fascismo sanguinario di un Crudeltà senza Limiti. Diversi Bassidji non sono Iraniani, ma sono Membri di Hamas o di Hezbollah.

Cartelli degli Oppositori: “Vogliamo la Libertà”
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Un Miliziano bassidji: “Speravo di non doverli abbattere”

France24: I Bassidji (Miliziani islamici) sono accusati d’aver dato Prova di un’enorme Brutalità di fronte ai manifestanti che protestano dal 12 Giugno contro la Rielezione del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Un Ufficiale bassidji di Teheran racconta la sua Versione del Bagno di Sangue del 20 Giugno.

La Milizia pro-governativa dei Bassidji è composta da Combattenti volontari che agiscono quando c’è un Rischio di Destabilizzazione del Regime. È stata fondata dall’Ayatollah Khomenei nel 1979 durante la Guerra Iran-Irak. Il Governo ha fatto appello alle Milizie per reprimere le Manifestazioni post-elettorali. Almeno 20 Persone sarebbero state uccise durante 3 Settimane di Proteste. Mehdi (Nome modificato su Domanda) è un Comandante bassidji di 39 Anni. È l’Ex-compagno di Classe di uno dei nostri Osservatori a Teheran, che preferisce restare anonimo. Il 20 Giugno (Giornata particolarmente sanguinosa), Mehdi ha capitanato une Missione di Repressione nel Centro-città della Capitale iraniana, vicino alla Base miliziana.

"Sì, ho sparato su dei Manifestanti. Sono un Militare, devo obbedire agli Ordini. La Folla ci attaccava come fossero dei Folli, gettavano delle Pietre e dei Cocktails Molotov. Abbiamo dovuto proteggerci, mostrare loro che eravamo seri. Li abbiamo prevenuti. Gridando a più Riprese, prima d’aprire il Fuoco. Ma continuavano ad avanzare. Non mi ricordo più su chi ho sparato, cercavo di prendere di Mira i Piedi dei Manifestanti.

Poi, ci siamo ripiegati dietro a dei Furgoncini in mezzo alla Strada, e ho ordinato ai miei Uomini di sparare a Terra nella Speranza di sparpagliare la Folla.

Speravo di non dover sparar loro addosso. Quella Notte, ho fatto un Incubo, ho sognato che i Manifestanti mi gettavano in un Rogo. È diventato un Sogno ricorrente. Rivedo i Vidi dei Manifestanti prima che mi si ordinasse di sparar loro addosso. Ho chiesto a un Mullah di pregare per me.

Non è stato facile uccidere delle Genti, ma l’ho fatto per l’Islam. Ma bisogna tenere a Mente chi sono queste Genti: dei Furbi, che vogliono farla finita con la Rivoluzione islamica. Non potete domandarci d’attendere senza far Niente, mentre cercano di rovesciare il nostro Regime”.

Fonte : http://www.postdeveille.ca da Un milicien bassidji : "J'espérais ne pas avoir à leur tirer dessus", Les Observateurs, France 24, 3 juillet 2009
Iranian Freedom Movement
[ profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewProfile&friendID=25633371 ]

PER LA LIBERAZIONE DELL'IRAN - MOVIMENTO PERSIANO

È un momento critico per la storia del nostro Paese (l'Iran). L'Iran era una nazione pacifica, nei confronti dei suoi Vicini, ed era rispettata dalla Comunità internazionale. La nostra Economia era fra le più stabili della Regione, e la nostra gente prosperava. Ma ventisei (26) anni fa, è accaduta una CATASTROFE, la quale è calata sulla nostra Società ed ha annullato decenni di Progresso. Oggi, l'Iran è caduto nell'abisso di: isolamento internazionale; Governo estremista; alto tasso d'Inflazione; alto tasso di Disoccupazione; crescente corruzione. Il Regime religioso ha brutalmente soppresso di Diritti Umani Fondamentali in tutto l'Iran, ed è un esportatore di odio e terrore. Ma è comunque arrivato il momento di scrivere un nuovo capitolo della Storia del nostro Paese (l'Iran). Il nostro obiettivo è semplice, realizzabile e progressista. Prevediamo per l'Iran: un'Economia prospera, che dìa ad ogni iraniano speranza e opportunità; un Iran in cui le donne possano partecipare alla vita politica, socio-economica e culturale del nostro Paese; un Iran in cui la Stampa sia libera da intimidazioni, maltrattamenti, imprigionamenti e torture; questa visione include una Società progressista, stabile e civile, in cui la separazione "fra Stato e Religione" sia riconosciuta. Ed infine, l'Iran di domani si promette di avere una Politica Estera basata sull'armonizzazione e sul rispetto reciproco. Per raggiungere l'obiettivo, c'è bisogno di un Sistema politico che garantisca libere e oneste elezioni, nel rispetto di tutti gli amanti della Libertà e di tutte le Aree politiche. Abbiamo chiesto a tutti i Gruppi politici democratici di unirsi, al fine di dare avvio ad un lavoro comune per lo stabilimento della Democrazia e di un Governo secolare. Intendiamo portare avanti questo Movimento fino all'ottenimento di un Referendum nazionale, in seno al Sistema attuale, che si svolga sotto la Supervisione internazionale, che garantisca la Libertà e l'Auto-determinazione di ogni persona, in Iran. In questo momento siamo fiduciosi, e siamo certi che tutto il mondo è in grado di testimoniare la drammatica situazione politica in cui ci troviamo (in Iran) oggi. Speriamo che tutti gli iraniani possano beneficiare del supporto della Comunità internazionale, e di manifestazioni in favore della nostra richiesta di Libertà. "Dobbiamo agire, poiché il tempo a nostra disposizione (per ottenere la Libertà) sta terminando ...".

Iraniani per un Iran democratico - blog

http://irandemocraticoweb.blogspot.com/

Iran: imprigionamenti per i Difensori del Diritti umani

http://www.igfm.de/Detailansicht.384+M5f6adef894a.0.html

Il sadismo iraniano si auto-incensa

Asharq Al-Awsat intervista l’editore di Kayhan, Hossein Shariatmadari per il 30° Anniversario della Rivoluzione Islamica
[ http://aawsat.com/english/news.asp?section=3&id=15847 ]
24/02/2009 - Di Manal Lutfi a Tehran

[Asharq Al-Awsat] Com’è la situazione dopo 30 anni dalla Rivoluzione? [Shariatmadari] Al suo 30. anniversario, la Rivoluzione è più viva di quanto lo fosse 30 anni fa. La Rivoluzione e le sue idee sono state esportate in altri Paesi islamici. Il 1. anno della Rivoluzione eravamo da soli. Avevamo pochi alleati ed amici che credessero nei nostri ideali. Oggi la situazione è diversa. Non siamo più soli. Molti Paesi al mondo ci supportano. Può essere il Libano, la Palestina, la Turchia e l’intero mondo islamico. Anche i Paesi non-islamici si stanno accodando alla Rivoluzione islamica iraniana e ripetono i suoi ideali e slogans. Ed in più, dopo 30 anni dopo la Rivoluzione siamo la prima potenza militare, tecnologica, scientifica, medica e nucleare della Regione.

[Asharq Al-Awsat] Perchè dice che la Rivoluzione è più viva che mai?

[Shariatmadari] Lo dico perchè nonostante tutte le cospirazioni a nostro danno, coloro che hanno voluto distruggere la nostra Rivoluzione hanno fallito. Gli iraniani sanno che gli Stati Uniti nutrono grandi ostilità verso l’Iran. Sanno che le ostilità sono perdurate durante gli ultimi 30 anni. Hanno imposto sanzioni e fatto di tutto per cospirare contro di noi. Di questi tempi, gli Stati Uniti stanno facendo la stessa cosa contro il nostro programma nucleare. Tutto dimostra che gli Stati Uniti lottano contro il progresso iraniano. Ma falliranno. Guarda le posizioni degli Stati Uniti verso Hamas e gli Hezbollah e come coincidono alla lotta contro la Rivoluzione. Comunque, lode a Dio, la Guerra ad Hamas è durata 22 anni, e poi le forze sioniste hanno dovuto ritirarsi. In quanto alla guerra ad Hezbollah è durata 33 giorni ma la Resistenza ha trionfato. (Risata). La prossima Guerra durerà 11 giorni e quella dopo 1 giorno soltanto? Quando la resistenza islamica è forte significa che la Rivoluzione è viva e che i piani di Stati Uniti ed Israele falliranno. È perciò che dico che la Rivoluzione è più forte e più viva che mai, e che la sua esportazione è più forte che mai.

[Asharq Al-Awsat] Cosa intende per ‘esportazione della Rivoluzione’?

[Shariatmadari] I confini geografici sono incapaci di fermare la diffusione delle idee in altri Paesi vicini o nel mondo intero. Il mondo vede che l’Iran si gode l’indipendenza, la libertà, la sovranità. Altri sono ispirati e vedono che dopo 30 anni gli Stati Uniti sono stati incapaci di distruggerci. Iran è un modello di sovranità a cui ispirarsi, contro l’arroganza. Quando Yasser Arafat, possa Dio far riposare la sua anima in pace, è andato alle Nazioni Unite portando un ramo di ulivo in una mano e nell’altra la pistola della Resistenza, ed ha parlato dei Diritti dei palestinesi, un Senatore delle Nazioni Unite che ha visto il ramo d’ulivo ed una pistola scarica ha detto ‘a cosa porta ciò?’. Comunque, dopo la Rivoluzione Islamica in Iran, abbiamo la Resistenza di Hezbollah, l’Intifada e la Resistenza palestinese, ed ora la posizione della Turchia: tutto è cambiato. I confini geografici sono incapaci di fermare la diffusione delle idee di Resistenza. Molte cose sono cambiate nella Regione dopo il successo della Rivoluzione di 30 anni fa.

[Asharq Al-Awsat] Qualcuno dice che la Rivoluzione coinvolgeva diversi gruppi, ognuno con sue idee. E dice che questa diversità di idee continua ad essere presente, e che la Rivoluzione è riuscita solo parzialmente bene.

[Shariatmadari] Preferisco evitare di usare la parola ‘gruppi’, e credo che non ci sia alcuna differenza a livello di idee fra coloro che hanno partecipato alla Rivoluzione, in merito alla bontà della Rivoluzione stessa. Durante la Rivoluzione c’erano diverse aree di pensiero. Comunque, se si guarda ad esse, si nota che solo alcune hanno partecipato alla Rivoluzione intensamente. Infatti ci sono gruppi che non hanno fatto alcunché, mentre altri hanno partecipato alla Rivoluzione ma poi si sono ritirati. Se vogliamo classificare costoro possiamo dividere fra conservatori –preferisco chiamarli in base ai loro principi- e riformisti. Queste due correnti possono avere idee divergenti su diversi temi. Comunque nessuna ha lottato contro l’altra, prima o dopo la Rivoluzione. Dopo la Rivoluzione, comunque, alcuni punti di vista sono cambiati in merito a come gestire lo Stato. Comunque, nessuno è contro la Rivoluzione. Quando celebriamo l’anniversario della Rivoluzione, celebriamo tutti insieme, gli uni affianco agli altri.

[Asharq Al-Awsat] Parla di riformisti. Qualcuno dice che il livello di Libertà era migliore prima che dopo la Rivoluzione, e che i riformisti sono attualmente oppressi.

[Shariatmadari] Questo è falso, e I fatti lo dimostrano. Mancava Libertà politica e di pensiero sotto lo Shah; le prigioni erano piene di leaders politici, e c’erano differenze economiche e sociali immense. Dopo la Rivoluzione, tutto è cambiato. Ci sono elezioni municipali, elezioni parlamentari, e elezioni presidenziali. Ci sono Movimenti attivi socialmente e la Stampa pubblica quello che vuole. I fatti parlano da sé.

[Asharq Al-Awsat] George W. Bush ha involontariamente favorito la Repubblica Islamica dell’Iran durante gli otto anni del suo mandato?

[Shariatmadari] Le darò la mia risposta prendendo a prestito una frase dell’imam Zayn AlAbidin Bin AlHussein, possa Dio essere compiaciuto di lui: ‘Grazie a Dio che ha fatto in modo che i nostri nemici fossero degli stupidi’.

[Asharq Al-Awsat] Alcuni accusano l’Iran di causare tensioni. Per esempio, Barak Obama, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, vuole dialogare in merito al programma nucleare, mentre l’Iran pone condizioni a questo dialogo, come ‘prima scusarsi con l’Iran per i crimi commessi contro di esso’.

[Shariatmadari] Credo che Obama non porterà alcun cambiamento. Finora, manca un cambiamento di politica. Barak Obama esprime gli stessi punti di vista di Bush. Obama è molto vicino ad Organizzazioni ebraiche come la AIPAC e devolve aiuti in favore di Israele. Se lui intende portare un cambiamento, intendiamo vederlo nei fatti. Dopo la guerra sionista a Gaza, l’intero mondo ha dimostrato in favore dei palestinesi, e molti leaders mondiali hanno condannato l’attacco sionista. Obama, comunque, ha detto niente contro Israele ed il massacro che ha commesso. Come si può essere contenti di lui? Il primo giorno dopo l’elezione di Obama, abbiamo scritto un articolo sul Kayhan, intitolato ‘la colomba vestita da falco’. Negli Stati Uniti deve avvenire un cambiamento radicale, nel modo di pensare e nella struttura. Obama dà seguito a quanto fatto fin’ora. Per aver relazioni fra Stati Uniti ed Iran, uno di noi deve cambiare I suoi principi e le sue idee. L’Iran mantiene le sue. Sono gli Stati Uniti che devono cambiare. Come ha detto l’imam Khomeini, vanno viste le relazioni internazionali sotto un’altra luce, piuttosto che sotto la luce dell’arroganza internazionale.

[Asharq Al-Awsat] Crede che il Presidente Mahmoud Ahmadinejad vincerà le prossime elezioni presidenziali?

[Shariatmadari] Ahamdinejad ha realizzato molte cose. La sua più grande realizzazione è stata quella di riportare la Rivoluzione ai suoi primi giorni, ai suoi principi originali. Credo che verrà rieletto. Il modo con cui si è comportato verso l’Occidente, in merito al nostro programma nucleare, dimostra che lui è nel giusto. Il problema dell’Occidente è che esso usa la forza per comunicare con l’Iran, ma questo modo di comunicare è sorpassato. Ora viviamo in un mondo in cui certe Potenze sono impossibilitate ad imporre la loro egemonia ed il loro volere, ad altri Paesi del mondo. Si sta formando un mondo nuovo.
BASTA CON L'ESECUZIONE DEI BAMBINI!

Minorenni nel braccio della morte in Iran

L'ESECUZIONE DEI BAMBINI VIOLA LA LEGGE INTERNAZIONALE

"Nessuna pena capitale ... può essere imposta per atti commessi da persone con meno di diciott'anni"[Articolo 37(a) della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini]

Secondo le Nazioni Unite, un bambino è una persona con meno di diciott'anni d'età. Nonostante il fatto che il Governo dell'Iran abbia sottoscritto la Convenzione internazionale che gli vieta di giustiziare chiunque abbia meno di diciott'anni, esso continua a farlo. Dal 2005 ad oggi Amnesty International ha documentato 26 esecuzioni di bambini che avevano recato offesa a qualcuno. In molti casi, questi minorenni sono stati imprigionati fino al raggiungimento del loro diciottesimo anno d'età, dopodiché sono stati giustiziati. Attualmente ci sono almeno 134 minorenni, in Iran, che si trovano nel braccio della morte. La Campagna "Basta con l'esecuzione dei bambini" è stata creata per sensibilizzare le persone in merito a questa realtà, e cosa ancora più importante, per porre fine al peggior aspetto della pena capitale - il suo uso a danno dei bambini. È solo mettendo sotto pressione il Governo della Repubblica Islamica dell'Iran, sia internamente che a livello internazionale, che si possono cambiare le cose. Durante gli anni abbiamo assistito a casi in cui, messo sotto pressione, il Governo ha risparmiato e perfino rilasciato dei detenuti, come è stato il caso di Nazanin Fatehi e Afsaneh Norouzi. In modo da non dover salvare ogni singola vita, ogni volta, vogliate sottoscrivere la Petizione e aderire alla nostra Campagna BASTA ALL'ESECUZIONE DI BAMBINI, una volta per tutte. Il sito web e la nostra Campagna sono al lavoro. Maggiori sono le informazioni che riceviamo dal pubblico in generale, dagli avvocati che lavorano su questi casi, e dalle Associazioni internazionali, maggiore è la possibilità di tenere aggiornato il Sito e di organizzare un piano d'azione efficiente. Incoraggiamo ed apprezziamo la collaborazione delle Nazioni Unite, di Amnesty International, di Rappresentanti governativi, di Organizzazioni internazionali e dei Media, a questa Missione umanitaria. Anche le tue Donazioni (premi su "donations" scritto in rosso) potrebbero aiutare davvero tanto i bambini che si trovano nel braccio della morte.Puoi anche iscriverti per ricever la nostra newsletter (scrivi una E-mail a info@stopchildexecutions.com, con il titolo "Stop Child Executions Newsletter Inquiry").

Per svolgere attività di volontariato, approfondire l'argomento o per darci dei consigli, vedere: http://www.stopchildexecutions.com/joinus.aspx .

Grazie per la tua attenzione. Firmato: Nazanin Afshin-Jam, Responsabile della Campagna BASTA CON L'ESECUZIONE DEI BAMBINI

"Il consenso internazionale in merito al fatto che la pena capitale non debba essere applicata ai minorenni, è dovuto al fatto che si riconosce al minorenne una scemata comprensione delle conseguenze dei suoi atti, dovuti alla sua immaturità, per questo si comprende che ai minorenni debbano essere inflitte pene meno severe che agli adulti. E soprattutto, questa decisione riflette la certezza che i giovani sono maggiormente soggetti al cambiamento, e che hanno un maggior potenziale di rieducazione rispetto agli adulti". [Mary Robinson, Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani]

Traduzione del testo che appare nel video

Nazanin Afshin e i promotori della Campagna BASTA CON L'ESECUZIONE DEI BAMBINI chiedono aiuto!
Atefah: giustiziata a sedici anni, mentendo sulla sua età. Crimine commesso: atti incompatibili con la castità.
Mona: giustiziata a sedici anni. Primo capo d'accusa: insegnava corsi di Baha'i ai bambini.
(Ragazzino di cui non si dice il nome): giustiziato per atti di omosessualità.
Attualmente nel braccio della morte: Dilara (ragazza) e Reza (ragazzo).
BASTA CON L'ESECUZIONE DEI BAMBINI!
Mahiar (ragazzo), Sina (ragazzo).
L'Articolo 37(a) della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini recita: "Nè la pena capitale nè l'imprigionamento a vita senza la possibilità di appello, può essere imposta a persone con meno di diciott'anni, a causa di offese commesse".
Incontra virtualmente Dilara e guarda alcune delle sue opere d'arte.
L'angoscia di una madre, la disperazione di una sorella, il tormento di un padre, una figlia circondata dalle opere d'arte che ha creato in prigione.
Secondo le Nazioni Unite, un bambino è una persona al di sotto dei diciott'anni d'età. Nonostante l'Iran abbia firmato la Convenzione internazionale che vieta di giustiziare chiunque abbia commesso un'offesa, che abbia meno di diciott'anni, esso continua a farlo. Dal 1990 Amnesty International ha registrato 21 esecuzioni di bambini accusati di criminalità, e durante l'ultimo paio di anni il tasso di esecuzioni è aumentato. Attualmente ci sono 25 minorenni nel braccio della morte in Iran. È tempo di parlarne. Insieme possiamo fare CESSARE LE ESECUZIONI DI MINORENNI! Firma la petizione su "stopchildexecutions.com". BASTA CON L'ESECUZIONE DEI BAMBINI IN IRAN!
Nazanin Fatehi è ora LIBERA!
Dopo un anno intero di coraggiosa Campagna, guidata da Nazanin Afshin-Jam, Nazanin Fathei è stata finalmente liberata il 31 gennaio 2007, cosa che ha portato gioia in tutto il mondo! Ciò è stato possibile tramite l'aiuto di più di 350'000 persone: proprio come te!
E poi è arrivata un'altra notizia: Delara Darabi era lì lì per essere giustiziata.
Poi Reza Alinejad, poi Saeed Kamberzai, poi Sina Paymard, poi Shahram Pourmansouri, poi Ali Mahin Torabi, poi Hamid, Mahiar, ... tutti costoro avevano meno di diciott'anni quando hanno commesso i loro crimini: Beniamin Rasouli, 17 anni; Hossein Toranj, 17 anni; Hossein Haghi, 17 anni, Morteza Feizi, 16 anni; Sa'eed Jazee, 17 anni; Milad Bakhtiari, 16 anni; Farshad Sa'eedi, 17 anni; Mostafa, 16 anni; Mahmoud, 17 anni; Saber; Sajjad, 17 anni; Farzad, 15 anni; Hossein Gharabaghloo, 16 anni; Asghar, 16 anni; Iman, 17 anni; Ne'mat, 15 anni; Mohammad Mousavi; Hamzeh S., 17 anni; Hedayat Nirouman; .... Aiutiamoli TUTTI prima che sia troppo tardi! TU PUOI FARE LA DIFFERENZA.
Basta con le impiccagioni!
Aiuta i bambini! Firma la Petizione su "stopchildexecutions.com". BASTA CON L'ESECUZIONE DI MINORENNI IN IRAN.

["stopchildexecutions.com": produzione del video di Greenhouse Productions; musica di Graham Greene]

Traduzione del testo della Petizione

Al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, al Capo Supremo della Repubblica Islamica dell'Iran Ayatollah Seyed Ali Khamenei e al Capo della Giustizia della Repubblica Islamica dell'Iran Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi. I sottoscritti sono profondamente preoccupati per la continua attuazione della pena capitale per offese commesse dai giovani iraniani con meno di diciott'anno d'età. L'Articolo 6.5 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici dichiara: "Le sentenze di morte non devono essere applicate a persone sotto i diciott'anni d'età, per le offese da loro arrecate". L'Articolo 37(a) della Convenzione dei Diritti dei Bambini recita: "Nè la pena capitale nè la detenzione a vita senza possibilità d'appello possono essere applicate a persone con meno di diciott'anni d'età, per crimini commessi".Quale Stato firmatario, il Governo iraniano è sottoposto all'obbligo internazionale di rispettare entrambi gli Articoli. Ciò nonostante, dal 1990 Amnesty International ha documentato 21 esecuzioni di bambini colpevoli, in Iran. In molti casi, i minori sono stati lasciati in prigione fino al raggiungimento della Maggior età, e poi giustiziati. A gennaio 2005, il Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti dei Bambini, che lavora in collaborazione con il Comitato per i Diritti dei Bambini, ha chiesto con insistenza all'Iran di interrompere immediatamente l'esecuzione di bambini che avevano commesso delle offese, e di abolire la pena capitale per loro. Ad ogni modo, ciò non è ancora stato approvato dal Consiglio di Vigilanza, che supervisiona la Legislazione iraniana, al fine di renderla compatibile con i Princìpi islamici. Durante i quattro anni passati, le Autorità iraniane hanno detto di voler prendere in considerazione l'annullamento della pena di morte per le offese commesse dai bambini. Di recente, alcuni commentatori hanno fatto sapere che questa pena sarà proibita solo per alcuni crimini commessi dai bambini, ma non per tutti. Nonostante gli sforzi fatti, durante gli ultimi due anni il numero di bambini giustiziati, in Iran, è aumentato. Secondo i dati di marzo 2007, almeno 25 bambini si trovano attualmente nel braccio della morte in Iran. I loro nomi, e la loro età (se conosciuta) al momento del crimine, sono: 1. Delara Darabi, 17 2. Beniamin Rasouli, 17 3. Hossein Toranj, 17 4. Hossein Haghi, 17 5. Morteza Feizi, 16 6. Sa'eed Jazee, 17 7. Ali Mahin Torabi, 16 8. Milad Bakhtiari, 16 9. Farshad Sa'eedi, 17 10. Hossein Gharabaghloo, 16 11. Shahram Pourmansouri, 17 12. Hedayat Niroumand, 15 13. Mohammad Mousavi, 14. Mostafa, 16 15. Mahmoud, 17 16. Hamid, 17 17. Sajjad, 17 18. Farzad, 15 19. Asghar, 16 20. Iman, 17 21. Ne'mat, 15 22. Hamzeh S, 17 23. Saber 24. Reza Alinejad 17 25. Sina Paymand 17 I sottoscritti, chiedono alle Autorità iraniane di: - fornire una lista completa di tutti gli individui sotto i diciott'anni d'età che sono condannati a morte; - interrompere immediatamente le esecuzioni e fare in modo di prevenire, in futuro, una qualsiasi condanna alla pena capitale per i bambini che hanno commesso dei crimini; - prendere misure immediate per abolire la pena di morte per qualsiasi offesa arrecata dai bambini, in accordo con gli obblighi assunti tramite la firma delle due Convenzioni internazionali (Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici e Convenzione per i Diritti dei Bambini). I sottoscritti chiedono alle Nazioni Unite, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, e al Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti dei Bambini, di: - chiedere che il Governo iraniano rispetti con effetto immediato gli obblighi assunti con la firma delle due Convenzioni (Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici e Convenzione dei Diritti dei Bambini), così come elencati nelle Convenzioni stesse. In fede,

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Mission Overview

Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
3. SP Freedom from Voter Importation
Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
4. SP Freedom from Debt
The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

An additional Freedom from Religion is deducible if the law is applied equally to everyone:

  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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