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Medio Oriente, Israele - Relazione bi-culturale: Illusioni, Poligamia, Povertà, Maltrattamento, Abusi sessuali, Rapimento Figli, ...

La Storia di Berit - La Storia di Berit
[ http://kindesmissbrauch.forumieren.com/our-stories-f4/berits-story-t7.htm ]

23 ottobre 2009

Questa storia è iniziata quando ha fatto qualcosa che fa molta gente ad un certo punto della sua vita: si è innamorata del tipo sbagliato. Era una giovane studente germanica che praticava il volontariato in un Kibbutz durante le vacanze d’estate, lui era un beduino abbronzato che gestiva una tenda beduina per turisti vicino al Kibbutz. Lei era l’apertura sul mondo occidentale per lui, lui era la controparte esotica della decadenza occidentale. Hanno avuto una relazione per un certo tempo, durante la quale lei ha interrotto i suoi studi universitari in Germania di tanto in tanto, al fine di recarsi in Israele a vederlo. Di ritorno in Germania ha scoperto di essere incinta ed ha deciso di avere il bambino, sebbene lui le avesse chiesto di abortire. Dopo che il bambino è nato, lui non è venuto a vederlo, ma l’ha convinta ad andare in Israele e a sposarlo – e così ci è andata, con il suo piccolo bébé, credendo che sarebbero stati una famiglia. Ma non c’è stata alcuna cerimonia nuziale ad attenderla nella tenda, solo un piccolo ufficio in cui due beduini che non aveva mai visto hanno dichiarato di essere stati testimoni del loro matrimonio.  Il documento che ha ricevuto successivamente non è mai stato riconosciuto come certificato di matrimonio, da alcuna autorità statale. La madre e il bambino non hanno neppure mai vissuto nella tenda di famiglia, perché, come lei ha scoperto poco a poco, lì era dove viveva l’altra moglie, che aveva dato alla luce un figlio praticamente allo stesso momento. Poiché è piuttosto fuori dal comune che una ragazza beduina sopravviva ad una gravidanza fuori dal matrimonio (sarebbe uccisa per aver violato l’onore della famiglia), ciò significa che lui aveva sposato quella donna un anno prima di sposare lei.


La vita in Israele si è rivelata essere molto differente da quello che si era aspettata. Lei intendeva far crescere il figlio facendogli sperimentare entrambi le culture, quella tedesca e quella beduina, insieme alla cultura ebraica che li circondava. Ma sebbene lei abbia accettato che suo figlio prendesse parte a cerimonie islamiche, suo padre non ha mai voluto che egli celebrasse feste cristiane. Lui ha affittato un piccolo appartamento per la madre e per il figlio a Mizpe Ramon, una piccola città vicina, che lui visitava una volta alla settimana, dicendo che doveva stare nel deserto con i suoi giovani cammelli. Poiché il loro matrimonio non era riconosciuto, lei non ha mai ricevuto un permesso di lavoro, ed i suoi risparmi sono presto finiti. Essendo illegale, poiché il suo visto turistico era scaduto, lei non ha potuto ricevere aiuti dallo Stato.

 

Durante la seconda gravidanza le cose sono deteriorate: lei aveva appena scoperto della seconda moglie (prendendosi uno shock), ed ha iniziato a sanguinare – la placenta iniziava a staccarsi. Doveva stare a letto, e lui l’ha lasciata senza cibo, senza un frigo, e senza un telefono. Ha dovuto smettere di nutrire al seno l’altro figlio che era stato esclusivamente con lei fino ad allora, ed il padre l’ha portato via per tre settimane senza portarlo a vedere sua madre. Lei voleva tornare a casa, prendere suo figlio, sul quale solo lei aveva la custodia, ed uscire da quell’incubo. Ma lei non poteva volare senza mettere in pericolo la vita del figlio non ancora nato e ha perciò deciso di andarsene solo dopo averlo messo al mondo. Mentre lei attendeva il parto, lui ha portato il figlio picchiato della sua moglie beduina da lei, e lei l’ha tenuto per un mese fino a che si è ripreso dalle ferite.

 

Il secondo figlio era nato. Lui ha preso i soldi per l’assicurazione ma non ha mai pagato la fattura dell’ospedale. Per avere un passaporto ed un’assicurazione malattia per i bébé, lei ha acconsentito di fare avere loro la cittadinanza israeliana, un processo durante il quale lui è stato segnalato come il padre. Lui comunque non ha voluto che i passaporti venissero emessi, dicendo che voleva che crescessero come beduini senza avere contatto con la cultura germanica.

 

Lui ha iniziato a prendere il bambino più grande con sé senza dirle dove lo portava o per quanto, senza interessarsi del bambino. Quando lei ha avuto una grave infezione al seno lui si è rifiutato di pagare per un medico, dicendole che chiunque doveva morire un giorno, ed il suo momento era ora. Le infermiere d’aiuto locali l’hanno aiutata a trovare un medico, che ha iniziato a seguire il suo caso.

 

Lui ha iniziato a picchiarla gravemente, picchiandola contro il muro, cercando di romperle una gamba e minacciandola di ucciderla. La polizia gli ha ordinato di non avvicinarsi alla casa di lei per una settimana, ma lei era talmente terrorizzata che è fuggita in un rifugio con i suoi figli. Nel frattempo lui è riuscito ad ottenere un ordine del tribunale che vietava a lei di portare i figli fuori dal Paese, insieme ad una decisione del tribunale di tenere il figlio più grande per due giorni ogni settimana. Questa decisione è stata presa contro le raccomandazioni dei professionisti del rifugio, che temevano che il padre avrebbe potuto non riportare più il figlio indietro e optavano per lasciargli vedere il figlio solo in presenza di un operatore sociale.


A Mizpe Ramon lui è entrato nell’appartamento e ci è stato, controllando ogni e qualsiasi movimento, e con l’aiuto dei suoi amici l’ha seguita ovunque andasse. Lui l’ha stuprata diverse volte. Lei è rimasta incinta. Alla stazione di polizia le è stato detto se potesse provare le sue lagnanze, e quando lei ha fatto notare che era incinta, le è stato detto che quella non era affatto una prova …. Il sospetto non è mai stato interrogato.

 

A quel momento era diventata una prigioniera in un Paese che non accettava la sua presenza lì: per lei i suoi figli significavano tutto, ma al fine di toglierli dal loro inferno privato, sarebbe stata obbligata a lasciarli lì. Ora il terzo bambino era giunto al mondo: il figlio di uno stupro. I figli sono tornati con dei lividi dalla tenda di loro padre – lei ha ancora le fotografie. Un giorno il secondo figlio ha descritto come suo zio, la cui tenda è vicina a quella di suo padre, ha messo una piccola borsa di plastica sul suo pene, l’ha messo nella bocca del bambino, e ha gettato la borsa nel fuoco quando aveva finito. Quando è stato chiesto al fratello, egli ha confermato. Più tardi è stata redatta una denuncia, ma i bambini non sono mai stati interrogati da un intervistatore professionista per bambini, ma da un poliziotto locale, con il quale hanno rifiutato di parlare. Nessuno degli uomini coinvolti sono stati interrogati.

 

Ci sono state questioni finanziarie: lei poteva ricevere aiuto sociale dalla Germania, ma solo se accettava il supporto di lui, ma il tribunale islamico l’ha fatta decidere fra il tornare da lui o il rinunciare al suo supporto. Vivere con un uomo violento era fuori discussione, così pure l’ambasciata ha smesso di pagare. Lei ha acconsentito che lui pagasse meno supporto per i figli se lui la lasciava uscire dal Paese – lui ha pagato di meno ma non le ha permesso di andarsene. Infine lei ha ottenuto un permesso di lavoro ed ha deciso di andare in un'altra cittadina nel sud, dove ha sperato di trovare finalmente lavoro.

 

Dopo il loro ultimo soggiorno dal padre, lui non le ha ritornato i due figli più grandi, ma  è andato al tribunale islamico, dove ha deposto una denuncia contro di lei per essere violenta con i figli e infedele a lui (sic!). È stato deciso, senza chiedere alcuna prova e senza la presenza di lei, di dare a lui la completa custodia di tutti e tre i figli. Persino del più giovane, che non era mai stato con lui. Poche settimane dopo lui ha provato a rapire il bébé, ma è stato bloccato da uno spettatore.

 

Venerdì 13 novembre 2009 Channel 2, un canale televisivo israeliano, ha mandato in onda il mio caso. Qui il link: http://www.youtube.com/watch?v=bs6JekB7BMQ e http://www.youtube.com/watch?v=nY_59AeqKXg .

 

Da due settimane il mio ex dovrebbe portare i miei figli due volte alla settimana ad un centro d’emergenza a Beer Sheva per un trattamento psicologico e per incontrarsi con me. Il mio ex non porta i bambini, non li vedo da due mesi. L’operatore sociale Yossi Crameen, che il tribunale della Shari’a di Beer Sheva ha detto di essere l’operatore sociale del mio caso, e che sta agendo solo a beneficio del padre, ha chiamato il centro ed ha detto quanto segue sul perché il padre non porta i figli: i bambini avevano un trauma da Beer Sheva, poiché gli incontri con me erano a Beer Sheva. Sarebbe stato inaccettabile per il benessere dei bambini di portarli a Beer Sheva senza un trattamento psichico, che preparasse i bambini ad andare a Beer Sheva.

 

Il mio ex ha preso un nuovo avvocato, il terzo avvocato contro di me. Sembra avere abbastanza denaro per pagare tre avvocati, ma non è in grado di pagare il mantenimento per il suo figlio più giovane e per prendersi cura dei bambini, che stanno vivendo con lui. I loro vestiti sono sporchi, e sono di un pezzo unico, le scarpe sono almeno di tre numeri troppo grandi. Le scarpe costose che ho comprato loro non viene loro permesso di indossarle; probabilmente lui le ha buttate nella spazzatura.

 

News 30.11.2009

Poiché il mio ex non paga il supporto per il figlio e la custodia per me da praticamente 2 anni, come invece deciso dal tribunale, ho cominciato ad avere problemi finanziari reali. Pochi giorni fa ho ricevuto una fattura per l’Arnona; devo pagare 3'775,90 ILS entro 15 giorni, che sono circa 700 Euro. Arnona: lei devo pagare alla città per l’appartamento. Io non ho tutti quei soldi. Ho cercato di parlare con l’ufficio cittadino oggi, ma non c’è storia. Mi hanno detto che se non pago manderanno qualcuno a pignorare. Ho detto loro che non ha niente a casa, nemmeno i mobili, così mi hanno detto che se non pago, mi mandano in cella. Il mio ex che ha causato questa situazione non è per nulla punito. Se avessi una carta d’identità israeliana, dovrei pagare solo il 20% dell’Arnona, in quanto sono una madre singola, ma ho lo statuto di turista e non ricevo alcuno sconto.

 

Venerdì 4 dicembre 2009

Oggi il giornale israeliano “Idiot Aronot” ha pubblicato un articolo sul mio caso e quello di due altre donne.










La Petizione
[
http://www.ipetitions.com/petition/hilfefuerberit/ ]

 

Berit Kessler e i suoi figli hanno bisogno di aiuto urgente!


Berit è tedesca, madre di tre piccoli bambini e vive da diversi anni in Israele. Loro stanno soffrendo incredibilmente. Nel suo matrimonio con il papà dei bambini lei ha sofferto di violenza domestica, e pure i suoi figli sono stati maltrattati. Più volte è fuggita in un rifugio per donne maltrattate.

 

Entrambi i figli più grandi sono stati rapiti dal padre e aizzati contro la madre. Pure il figlio più giovane è a rischio di essere rapito. Attualmente Berit sta lottando perché i suoi figli tornino a casa, per proteggerli dal padre e dalla sua famiglia, e per riprendere i contatti con la madre.


La sua storia intera Berit l’ha scritta pubblicamente sul suo blog: http://kindesmissbrauch-il.blogspot.com .

Berit ha già pregato diverse autorità e organizzazioni d’aiuto perché l’aiutassero. Purtroppo fino ad ora nessuno l’ha aiutata. Si è pure rivolta ai media.  Fino ad ora solo un’emittente israeliana e il Jüdische Allgemeine Zeitung hanno sposato la sua causa.

 

Non può essere, che Berit e i suoi figli non possono essere aiutati. Deve essere fatto qualcosa, per dare fine a questo suo incubo.

 

Prego, firmate la Petizione. Con la vostra firma facilitate un aiuto attivo per Berit davanti al Governo!

 

Prego, date il Link di questa Petizione pure a tutti i vostri amici e ai vostri conoscenti. Grazie tanto!

 

Firmate a: http://www.ipetitions.com/petition/hilfefuerberit/

Tag: DirittiDeiBambini, FigliDaRelazioniBiCulturali, Germania, Israele, PoliticaVersoOccidente, RapimentoFigli, RelazioniBiCulturali, Sharia, TrattamentoDelleDonne, TrattamentoDelleDonneOccidentali

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