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Medio Oriente, Palestina-Israele: Commento alla Bozza di Costituzione dello Stato palestinese (di Sami AlDeeb)

Traduzione italiana del Testo originale in inglese di Sami AlDeeb
« Comments on Palestinian Constitution » (« Commento alla Costituione palestinese »)

http://www.sami-aldeeb.com/files/fetch.php?id=31&action=english...

                                                       

Institut suisse de droit comparé

Schweizerisches Institut für Rechtsvergleichung

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Sami Aldeeb, doctor of laws

 

  Losanna, 3 maggio 2003

 

Rapporto sulla Versione araba della
III. Bozza della Costituzione dello Stato di Palestina
Rivista il 27 aprile 2003

 

Gentili signore, egregi signori,

 

In quanto cristiano palestinese, è per me un grande onore inviarvi, a seguito della richiesta della vostra Commissione “Justice and Peace” di Gerusalemme,  questo rapporto su alcuni articoli della versione araba della III. bozza della Costituzione dello Stato di Palestina, rivista l’ultima volta il 27 aprile 2003.

 

Nota personale

 

Le mie osservazioni sulla summenzionata bozza si basano su:

-         il mio studio della Legge svizzera e la mia partecipazione alla traduzione del 2000 della Costituzione svizzera in arabo[1];

-         il mio studio della situazione in Egitto, come presentato nella mia tesi di dottorato, presentata all’università di Friborgo – Svizzera – nel 1977, intitolata: “Non-islamici in Paesi d’Islam: il Caso dell’Egitto”[2];

-         la mia esperienza quale responsabile di Legge araba ed islamica presso l’Istituto Svizzero di Diritto Comparato, di Losanna, dal 1980. Durante questo periodo ho pubblicato molti libri ed articoli, e ho dato molti consigli legali e conferenze, nel campo della Legge araba ed islamica, come pure sui Diritti umani[3].

 

Introduzione generale

 

1)      Ho ricevuto dalla Commissione “Justice and Peace” una versione araba della bozza della Costituzione, datata 26 aprile 2003[4], contenente 190 articoli, ed una versione inglese datata aprile 2003, contenente 193 articoli[5]. Non è chiaro quale sia la più recente. Mi baserò, in questo rapporto, sulla versione araba, paragonandola alla versione inglese quando necessario. Qui vengono citate entrambi le versioni.

2)      Non è mia intenzione commentare tutta la Costituzione. Il mio rapporto si limiterà ad alcune note concernenti gli articoli della Costituzione, relativi alla religione, che è il campo della mia specializzazione e di mio interesse quale giurista palestinese.

3)      Le mie note non sono necessariamente conformi con il punto di vista delle Autorità religiose cristiane, che io profondamente rispetto. Uno dovrebbe qui notare che la minoranza cristiana si è familiarizzata alla realtà e la accetta, persino se spiacevole, poiché questa minoranza ha paura di esporre le sue proprie opinioni alla maggioranza islamica – nella presente tragica situazione -, opinione che potrebbe venir interpretata come minaccia all’unità. D’altra parte, la maggioranza potrebbe non immaginare i problemi della minoranza, o potrebbe considerare queste difficoltà come irrilevanti, se paragonate alla presente situazione della società palestinese. Ma siccome stiamo creando una moderna Costituzione, ed abbiamo voglia di stabilire una società incorrotta da sensibilità religiose celate, dobbiamo fare una doccia di sincerità – e questo per l’interesse generale -.

4)      Ci si aspetta che una Costituzione sia il testo fondamentale regolante la società e proteggente l’individuo, e non che sia solo una carta da visita presentata agli stranieri, o una foglia di fico per coprire la propria nudità di fronte agli altri. Poiché questa Costituzione è di tipo moderno e per un Paese mediorientale moderno, dovrebbe prendere in considerazione gli sviluppi legali moderni, ed evitare i problemi con cui si confrontano altri Paesi mediorientali, piuttosto che essere una copia delle Costituzioni esistenti, comprensive dei loro difetti. C’è bisogno qui che io faccia presente che il Arabic Committee for Supporting the Palestinian Constitution (Comitato arabo di Supporto alla Costituzione palestinese) è composto da eminenti professori egiziani, tutti islamici. È ben noto che la maggioranza islamica in Egitto affronta raramente la situazione della minoranza cristiana; essa ignora questa situazione o la nega completamente, poiché è un tema sensibile. Sarebbe stato importante che i membri del Comitato per la Costituzione avessero consultato anche professori di Legge egiziani cristiani, per vedere che tipo di problemi essi hanno e come evitarli, invece di copiare gli articoli dalla Costituzione egiziana senza prendere in considerazione i suoi difetti nel campo delle relazioni fra la maggioranza islamica e la minoranza cristiana.

 

Note su alcuni Articoli della Costituzione

 

Articolo 5

 

 

اللغة العربية هي اللغة الرسمية والإسلام هو الدين الرسمي في فلسطين. وللمسيحية ولسائر الرسالات السماوية قدسيتها واحترامها. ويكفل الدستور للمواطنين أي كانت عقيدتهم الدينية، المساواة في الحقوق والواجبات.

L’arabo e l’Islam sono la lingua e la religione ufficiale palestinesi. La Cristianità e tutte le altre religioni monoteiste dovranno essere egualmente riverite e rispettate. La Costituzione garantisce Eguaglianza in Diritti e Doveri a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo religioso.

 

La citazione dell’Islam quale religione palestinese ufficiale è presa dall’articolo 2 della Costituzione egiziana. È stato pungentemente criticato dai copti[6]. Una simile espressione è in sé insignificante. L’Islam ha cinque dovere riconosciuti: la shahadah, la preghiera, il digiuno, la zakat e il pellegrinaggio. Poiché lo stato non mette in atto alcuno di questi doveri, non può dichiarare di essere islamico, secondo quanto ha detto il professor Hamid Zaki, durante l’incontro che ho avuto con lui il 24 luglio 1977, al Cairo. Gli individui possono essere islamici. Lo Stato è una persona giuridica, con funzioni amministrative relative agli affari della società. Lo Stato deve avere una posizione neutrale nei confronti della religione, e non una posizione parziale in favore di una religione rispetto all’altra. Secondo l’espressione araba: “la religione è di Dio, il Paese di tutti”[7].

Coloro a cui piace mantenere nella Costituzione l’espressione “l’Islam è la religione palestinese ufficiale”, devono dirci cosa significhi e quali siano le conseguenze. Se il proposito di questa espressione è assumere una posizione parziale in favore di un gruppo contro un altro, sarebbe contrario all’ultima parte dello stesso articolo 5, che dice: “la Costituzione garantisce Eguaglianza in Diritti e Doveri a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo religioso”. È inoltre contraria all’articolo 19, che dice: “i palestinesi sono uguali di fronte alla Legge. Essi beneficiano di Diritti civili e politici e hanno Doveri pubblici, senza discriminazioni”, e all’articolo 20 che prevede: “i Diritti umani e le Libertà sono vincolanti e devono essere rispettati. Lo Stato deve garantire Diritti religiosi, civili, politici, economici, sociali e culturali, e libertà, a tutti i cittadini, sulla base dell’Eguaglianza e delle pari opportunità”. Se coloro a cui piacerebbe mantenere questa espressione nella Costituzione dicono che questo articolo non ha conseguenze legali, allora ci troviamo di fronte ad un’espressione superficiale, che non ha posto nella Costituzione.

D’altra parte noi, palestinesi, abbiamo sofferto molto da Israele, che si considera uno Stato ebraico e perciò discrimina coloro che non sono ebrei. Per questa ragione, dobbiamo imparare da questa cruda esperienza e dobbiamo evitare di cadere nello stesso errore che rimproveriamo ad Israele. Inoltre, mantenere una simile espressione nella Costituzione può essere sfruttato da alcune persone fondamentaliste, per propositi che danneggiano la pace e che negano i Diritti dei non-islamici.

Per tutte queste ragioni, e per evitare qualsiasi tentazione, propongo che questo articolo venga completamente cancellato e che la menzione “l’arabo è la lingua ufficiale palestinese” sia aggiunto alla fine dell’articolo 2.

 

Articolo 7

 

مبادئ الشريعة الإسلامية مصدر رئيسي للتشريع. ولأتباع الرسالات السماوية، تنظيم أحوالهم الشخصية وشؤونهم الدينية وفقا لشرائِعهم ومللهم الدينية في إطار القانون، وبما يحفظ وحدة الشعب الفلسطيني واستقلاله.

I principi della Shari’a islamica sono la fonte principale per la legislazione. Le questioni civili e religiose dei seguaci delle religioni monoteiste dovranno organizzarsi in accordo con i loro insegnamenti e denominazioni religiosi, entro il quadro della Legge, mentre si preserva l’unità e l’indipendenza del popolo palestinese.

 

L’articolo inizia dando priorità alla Legge islamica sopra qualsiasi altra Legge religiosa. Questa è una violazione dell’articolo 5, 19 e 20 della Costituzione, che garantisce Eguaglianza e non Discriminazione  in base alla religione. Questo articolo può essere una delle conseguenze negative dell’articolo 5, che considera l’Islam come la religione ufficiale palestinese. Essendo il caso, sarebbe una ragione in più per cancellare l’articolo 5 dalla Costituzione. Per evitare Discriminazione  fra islamici e non-islamici conformemente alla Costituzione stessa, propongo che la prima parte di questo articolo vanga cambiata come segue:

"I Diritti umani, come pure i principi delle religioni monoteiste, che non sono contrari ai Diritti umani, sono la fonte principale della legislazione.”

Menzionare che i principi delle religioni monoteiste non dovrebbero essere contrari ai Diritti umani è motivato dal fatto che dovremmo evitare di adottare Leggi ispirate dalle norme religiose, che possono essere discriminanti a causa della religione altrui e del genere. Perciò, se ci piace rispettare la Costituzione, dobbiamo abolire l’impedimento religioso relativo al matrimonio, come pure la poligamia, perché simili norme sono contrarie ai Diritti umani universali ed ai principi di Eguaglianza menzionati nella Costituzione.

La seconda parte di questo articolo mantiene le leggi, come pure i tribunali, islamici e non-islamici. Questo è molto pericoloso poiché è un’infrazione rispetto alla sovranità legislativa e giuridica dello Stato. L’Egitto ha sofferto molto per la presenza di tribunali religiosi ed è finito per abolirli nel 1955, mantenendo le Leggi religiose. Comunque, questa situazione continua a creare anarchia e Discriminazione  fra gli adepti delle differenti religioni, e vìola i Diritti umani. Il summenzionato impedimento al matrimonio è solo una delle conseguenze di questa situazione. Abbiamo bisogno di sollevare pure il problema di coloro a cui non piace aderire ad una particolare comunità religiosa o a cui piace abbandonare la loro religione (apostasia), i loro Diritti vengono perduti. E ciò è contrario agli articoli 5, 19 e 20 della Costituzione e alla Dichiarazione universale dei Diritti umani, citata all’articolo 18 della Costituzione, e specificatamente in relazione ai due articoli seguenti:

- articolo 16, paragrafo 1: “Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali Diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.”

- articolo 18: "Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.”

È inutile insistere sui difetti dei sistemi religiosi che esistono ora in Palestina. Perciò, lo stato dovrebbe creare tribunali statali pubblici, abolire tutte le Leggi religiose, promuovere una Legge di statuto personale unificata, che rispetta i Diritti umani e che non discrimina fra la gente a causa della loro religione o del loro genere, e stabilire un matrimonio obbligatoriamente civile, con la possibilità di concludere cerimonie religiose dopo il matrimonio civile, per coloro che desiderano così.

Abbiamo bisogno di menzionare qui che la Lega Arava ha preparato una Legge di statuto personale unificato, che viola i Diritti umani. All’opposto, la bozza preparata da un gruppo chiamato “Collectif 95 Maghreb Egalité”, dal titolo “Cento misure e provvedimenti: per una codificazione egualitaria maghrebina della Legge di statuto personale e di famiglia”, non lo fa. Questa bozza è basata su una moderna interpretazione della Legge islamica, in conformità con i Diritti umani. Questa è la bozza che lo Stato palestinese dovrebbe adottare.

 

Articolo 8

 

النظام السياسي الفلسطيني، ديمقراطي نيابي برلماني، يقوم على التعددية الحزبية السياسية، وكفالة حقوق المواطنين وحرياتهم ومنها حرية تكوين الأحزاب وممارستها لنشاطها على أساس القانون. وتلتزم الأحزاب مبادئ السيادة الوطنية والديموقراطية والتداول السلمي للسلطة عملا بالدستور.

Il sistema politico palestinese deve essere una democrazia rappresentativa parlamentare, basata sul pluralismo politico. I Diritti e le Libertà di tutti i cittadini devono essere rispettati, incluso il Diritto di formare partiti politici e di impegnarsi in attività politica, senza Discriminazione  in base alle opinioni politiche, il sesso, o la religione. I partiti devono attenersi ai principi della sovranità nazionale, della democrazia e del trasferimento pacifico di autorità, in accordo alla Costituzione.

 

Questo articolo riconosce il Diritto di formare partiti politici. Dobbiamo qui prendere in considerazione la situazione in Medio Oriente, dove gruppi religiosi, sia in Israele che nei Paesi arabi, creano partiti politici discriminanti. Cosa accade fra gli ebrei e gli islamici, può pure accadere fra i cristiani, che possono richiedere la creazione di uno Stato per la minoranza cristiana, come fanno gli ebrei e gli islamici. Perciò, la Costituzione deve insistere sulla necessità che i partiti politici dovrebbero rispettare il principio della Non-discriminazione nei loro programmi e per i loro membri. La Costituzione deve vietare la creazione di partiti religiosi discriminanti, che minacciano la sicurezza del Paese.

 

Articolo 18

 

تلتزم دولة فلسطين بالإعلان العالمي لحقوق الإنسان. وتسعى للانضمام إلى المواثيق والعهود الدولية الأخرى التي تحمي حقوق الإنسان.

Lo Stato di Palestina deve adeguarsi alla Dichiarazione universale dei Diritti umani, e deve cercare di raggiungere altre convenzioni e altre carte, che salvaguardano i Diritti umani.

 

Sarebbe necessario aggiungere a questo articolo “senza riserve”, poiché i Paesi arabi hanno presentato così tante riserve relativamente a tanti documenti internazionali sui Diritti umani, inclusa la Dichiarazione dei Diritti umani, tanto da svuotare questi documenti del loro contenuto effettivo. Essi sostengono che questi documenti sono contrari alla Legge islamica. Quale risultato, questi Paesi hanno mantenuto norme legali che non rispettano il principio di Eguaglianza e Non-discriminazione sulla base della religione e del genere. Una simile situazione sarebbe contraria agli articoli 5, 19 e 20 della Costituzione palestinese.

 

Articolo 19

 

كل الفلسطينيين سواء أمام القانون، وهم يتمتعون بالحقوق المدنية والسياسية، ويتحملون الواجبات العامة دون ما فرق أو تمييز في ما بينهم بسبب العرق أو الجنس أو اللون أو الدين أو الرأي السياسي أو الإعاقة.

I palestinesi sono uguali davanti alla Legge. Essi beneficiano di Diritti civili e politici e sopportano Doveri pubblici senza discriminazioni.

 

La versione arabe è più lunga di quella inglese. Essa dice: “I palestinesi sono uguali davanti alla Legge. Essi beneficiano di Diritti civili e politici e sopportano Doveri pubblici senza Discriminazione  per ragioni di razza, genere, colore, religione, opinione politica o handicap.” L’ordine dei motivi di Discriminazione  sono ispirati dagli strumenti internazionali . Poiché il Medio Oriente rappresenta un caso speciale, propongo che questo ordine sia cambiato come segue: “Essi beneficiano di Diritti civili e politici, e sopportano Doveri pubblici, senza Discriminazione  per ragioni di religione, genere, razza, colore, opinione politica o handicap.”

 

Articolo 20

حقوق الإنسان وحرياته الأساسية ملزمة وواجبة الاحترام، وتعمل الدولة على كفالة الحقوق والحريات الدينية والمدنية والسياسية والاقتصادية والاجتماعية والثقافية لكل المواطنين، وتمتعهم بها على أساس مبدأ المساواة وتكافؤ الفرص.

لا يحرم شخص من حقوقه وحرياته الأساسية أو أهليته القانونية لأسباب سياسية.

I Diritti umani e le Libertà sono vincolanti e devono essere rispettati. Lo Stato deve garantire i Diritti religiosi, civili, economici, sociali, e culturali, e le Libertà, a tutti i cittadini sulla base dell’Eguaglianza e delle eguali opportunità.
Le persone non vendono private della loro competenza legale, dei loro Diritti e delle loro Libertà di base, per ragioni politiche.

 

Non vedo ragioni per mantenere il secondo paragrafo, che ripete ciò che è stato fornito nel primo. Semmai ci sia una ragione speciale per mantenerlo, allora dovrebbe essere formulato come segue:

Le persone non vengono private della loro competenza legale, dei loro Diritti e delle loro Libertà di base, per ragioni religiose, di genere o politiche.

È ben noto che in Medio Oriente la Discriminazione  si basa principalmente sulla religione o sul genere.

 

Articolo 21

لكل فلسطيني، من الجنسين، يبلغ من العمر ثمانية عشر سنة ميلادية حق الانتخاب، وذلك وفقاً للشروط المنصوص عليها في القانون.

ولكل من يحمل الجنسية الفلسطينية أن يرشح نفسه لرئاسة الدولة أو لعضوية المجلس النيابي و/أو أن يولى الوزارة، أو القضاء. وينظم القانون السن وسائر الشروط اللازمة لتولي هذه المناصب.

Ogni palestinese che abbia raggiunto l’età di diciotto anni deve avere il Diritto di votare, in accordo con i provvedimenti della Legge.
Tutti coloro che hanno la nazionalità palestinese hanno il Diritto di partecipare alle elezioni presidenziali e/o della Camera dei Rappresentanti e/o di assumere una posizione ministeriale o giuridica. La Legge regola l’età e altri prerequisiti per accedere a questi posti.

 

Propongo di aggiungere alla fine del secondo paragrafo la frase seguente: “Senza Discriminazione  basata sulla religione o sul genere.” È ben noto che in alcuni Paesi islamici, incluso il Kuwait, è rifiutato il voto e la candidatura alle donne.

 

Articolo 22

للمرأة شخصيتها القانونية، وذمتها المالية المستقلة، ولها ذات الحقوق والحريات الأساسية التي للرجل وعليها ذات الواجبات.

Le donne devono avere il la loro propria personalità legale, e situazioni finanziarie indipendenti. Esse devono avere gli stessi Diritti, le stesse Libertà e gli stessi Doveri degli uomini.

 

Non vedo alcuna ragione per mantenere questo articolo poiché è una ripetizione di ciò che è detto all’articolo 19. Se c’è bisogno di mantenerlo per una ragione specifica, allora dovremmo aggiungere alla fine di questo articolo: “Incluso il campo della Legge di famiglia, e l’accesso alle cariche pubbliche”. È ben noto che la privazione dei Diritti delle donne avviene principalmente in questi due campi. Molti Paesi arabi e islamici pongono riserve a documenti internazionali, in relazione ai Diritti delle donne, pretendendo che l’Eguaglianza nei Diritti sia contraria alla Legge islamica. Lasciateci menzionare qui che, in Egitto, solo da quest’anno le donne potrebbero essere nominate quali giudici.

 

Articolo 23

للمرأة الحق في المساهمة الفاعلة في الحياة الاجتماعية والسياسية والثقافية والاقتصادية، ويعمل القانون على إزالة القيود التي تمنع المرأة من المشاركة في بناء الأسرة والمجتمع.

حقوق المرأة الدستورية والشرعية مصونة ويعاقب القانون على المساس بها، ويحمي حقها في الإرث الشرعي.

Le donne devono avere il Diritto di partecipare attivamente agli aspetti della vita sociale, politico, culturale ed economico. La Legge deve combattere per abolire le limitazioni che prevengono il contributo delle donne alla costruzione della famiglia e della società.

I Diritti costituzionali e legali delle donne devono essere salvaguardati; il verificarsi di qualsiasi violazione di questi Diritti deve essere punibile per Legge. La Legge deve pure proteggere la loro eredità legale.

 

La versione inglese è differente da quella araba. Il paragrafo due in arabo si riferisce ai “Diritti costituzionali e islamici” e “all’eredità islamica”. In inglese, è detto: “Diritti costituzionali e legali” e “eredità legale”. C’è una grande differenza fra le due versioni. È ben noto che la Legge islamica, secondo alcuni interpreti – e ce ne sono molti -, priva le donne dei loro Diritti ad accedere alle cariche giudiziarie, all’Eguaglianza in tribunale quali testimoni, in materia d’eredità, eccetera. Dall’altra parte, la società palestinese è composta pure da donne non-islamiche. Perché, dunque, usare il termine “islamico”? Perciò, si propone di cancellare questa parola dalle versioni arabe e inglese, al fine di evitare cattive sorprese nell’interpretazione o nell’applicazione della Costituzione.

Si cita qui un problema simile che si trova nella Legge di statuto personale di Tunisia. L’articolo 5 prevede in arabo: “I due partner non devono avere alcun impedimento islamico al matrimonio”. La versione francese dice. “I due partner non devono aver alcun impedimento legale al matrimonio”. Se sosteniamo l’articolo 5 nella sua versione francese, ciò significa che gli impedimenti in questione qui sono quelli citati agli articoli 14 e 20, che non vietano il matrimonio fra un uomo non-islamico e una donna islamica. Al contrario, se sosteniamo la versione araba, ciò significa che un simile matrimonio è vietato secondo la Legge islamica. Una simile interpretazione violerebbe gli articoli 5, 19 e 20 della Costituzione palestinese.

 

Articolo 24

للطفل سائر الحقوق التي كفلها ميثاق حقوق الطفل العربي.

I bambini devono avere tutti i Diritti garantiti dalla Carta dei Diritti del Bambino arabo.

 

Non è chiaro perché questo articolo menzioni la Carta dei Diritti del Bambino arabo[8], invece della Convenzione sui Diritti del Bambino. È perché i Paesi arabi hanno fatto così tante riserve in merito a questa Convenzione – pretendendo che essa non rispetta la Legge islamica – e perciò lo Stato palestinese non vuole riferirsi a questa Convenzione?[9] Quindi, questo articolo dovrebbe essere modificato come segue:

"I bambini devono avere tutti i Diritti garantiti dalla Charter of the Rights of the Arab Child (Carta dei Diritti del Bambino arabo), e dalla Convenzione dei Diritti del Bambino”.

 

Articolo 25

الحق في الحياة مصون يحميه القانون.

Il Diritto alla vita è garantito dalla Costituzione

 

Conformemente agli strumenti internazionali sui Diritti umani, che promuovono l’abolizione della pena di morte, è necessario confermare una simile abolizione in questo articolo, la cui formulazione dovrebbe leggersi come segue:

"Il Diritto alla vita è garantito dalla  Costituzione. La pena di morte non può essere applicata.”

 

Articolo 26 paragrafo 1

لكل إنسان الحق في سلامة شخصه.

Gli  Individui devono avere il Diritto alla Sicurezza personale

 

Proponiamo che questo articolo sia formulato come segue:

"Gli individui devono avere il Diritto alla sicurezza personale. Nessuna infrazione dell’integrità fisica può essere autorizzata, fatta eccezione per ragioni mediche urgenti, e con il consenso della persona coinvolta, o del suo rappresentante.”

Questa modifica implica la proibizione di operazioni chirurgiche che non abbiano ragione medica, quali la circoncisione maschile e femminile[10]. Inoltre, questo significa che sarebbe inaccettabile promulgare norme ispirate alla Legge penale islamica, che prevede l’amputazione della mano e del piede del ladro, in applicazione della Lex talionis, come è il caso in alcuni Paesi arabi e islamici, e come è previsto dalla bozza di Legge criminale islamica egiziana, del 1982, o nella bozza di Legge criminale unificata preparata dalla Lega Araba nel 1986.

 

Articolo 36 paragrafo 1

حرية العقيدة وممارسة شعائر العبادة مكفولة وفقا لأحكام الدستور.

La Libertà di religione e la pratica religiosa è garantita dalla Costituzione

 

È ben noto che nella società islamica, inclusa la Palestina, la conversione all’Islam è incoraggiata, ma la conversione dall’Islam ad altre religioni è proibita e punita con la dissoluzione del matrimonio, la privazione dell’eredità e della custodia dei figli, eccetera. Alcuni prevedono persino la pena di morte per una simile conversione. Questo è contrario agli articoli 5, 19 e 20 della Costituzione, e degli strumenti internazionali, inclusa la Dichiarazione universale dei Diritti umani – citata nell’articolo 18 della Costituzione -. Perciò è importante aggiungere qui che la Libertà di religione significa cambiare la propria religione senza alcuna conseguenza legale. Sarebbe bene se la Costituzione adottasse la formulazione dell’articolo 18 della Dichiarazione universale dei Diritti umani, che prevede:

« Ogni individuo ha Diritto alla Libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale Diritto include la Libertà di cambiare di religione o di credo, e la Libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti ».

Inoltre, per il rispetto dei Diritti umani, dovrebbe essere aggiunto il seguente paragrafo:

"I genitori scelgono la religione dei loro figli sotto l’età di sedici anni. Dopo questa età, ogni persona ha il Diritto di scegliere liberamente la religione che vuole adottare”.

 

Articolo 42

التعليم حق للفرد وللمجتمع، وهو إلزامي لكل مواطن حتى نهاية المرحلة الأساسية. وتكفله الدولة في المدارس والمعاهد والمؤسسات العامة حتى نهاية المرحلة الثانوية.

ينظم القانون طرق إشراف الدولة على أداء التعليم ومناهجه.

L’educazione è un Diritto individuale e sociale. L’educazione è obbligatoria almeno fino alla fine del livello elementare. L’educazione deve essere garantita dallo Stato nelle scuole, nelle istituzioni e in altre istituti pubblici, fino alla fine del livello secondario.

La Legge deve regolare la supervisione statale delle sue prestazioni e dei suoi programmi.

 

È ben noto che il programma educativo governativo in Palestina, come pure nei Paesi arabi, è snaturato dai testi islamici, non solo nei corsi religiosi, ma pure nei corsi di lingua araba e nei corsi di Storia. In generale, i testi cristiani vengono negletti. Gli studenti cristiani acquisiscono dimestichezza rispetto alla cultura araba e islamica, che li aiutano a conoscere i loro compagni islamici. Dall’altra parte, gli studenti islamici ignorano ogni cosa in merito alla cultura e alla religione dei loro compagni cristiani[11]. Ciò è contrario agli articoli 5, 19, e 20 della Costituzione. Ciò è pure contrario alla necessità di conoscersi reciprocamente in una società. Inoltre, le scuole dovrebbero rispettare la Libertà religiosa di tutti  cittadini e non dovrebbe imporre una religione particolare agli studenti. Perciò, si propone di aggiungere i due seguenti paragrafi a questo articolo:

"I programmi d’educazione devono offrire testi che appartengono all’eredità culturale e religiosa di tutte le comunità, senza Discriminazione  ed in modo eguale. Questi programmi devono essere preparati da commissioni comuni, che rappresentano le differenti comunità. Questi programmi devono essere sviluppati in modo che si prenda reciproca coscienza dei differenti gruppi, e che li si affrontino reciprocamente.”

"L’educazione religiosa deve esser fornita nelle scuole dai rappresentanti delle diverse comunità. I genitori hanno il Diritto di dispensare i loro figli al di sotto dei 16 anni, dai corsi religiosi. In seguito, i bambini hanno il Diritto di non seguire questi corsi. Le note dei corsi religiosi non vengono prese in considerazione per la promozione.”

 

Articolo 43

التعليم الخاص حر وينظم القانون إشراف الدولة على نظمه ومناهجه.

L’educazione privata deve essere rispettata, e fornita da scuole, istituzioni e centri educativi privati. La Legge deve regolare la supervisione statale dei suoi programmi.

 

La traduzione inglese è difettosa. Dovrebbe leggersi come segue: “L’educazione privata deve essere rispettata. La Legge deve regolare la supervisione statale dei suoi programmi.”

C’è un problema che dovrebbe essere evitato nel campo dell’educazione privata. In Egitto, la scuola primaria, i corsi preparatori, la scuola secondaria come pure le università, che appartengono ad AlAzhar, sono aperti solo ad islamici. Un simile sistema è pericoloso per l’unità nazionale e dovrebbe essere vietato. Perciò, propongo di aggiungere a questo articolo, il seguente paragrafo:

"L’educazione privata deve rispettare il principio della Non-discriminazione basata sulla religione o sul genere, e i programmi devono rispettare i due paragrafi aggiunti all’articolo 42”.

 

Articolo 54 (versione inglese, articolo 55)

لكل مواطن الحق في المساهمة في النشاطات السياسية بصورة فردية أو جماعية. وله على وجه الخصوص الحقوق والحريات التالية:

المشاركة في تشكيل الأحزاب السياسية و/أو الانضمام إليها، و/أو الانسحاب منها وفقا للقانون.

المشاركة في تشكيل النقابات والجمعيات والإتحادات والروابط والمنتديات والأندية والمؤسسات، و/أو الانضمام إليها، و/أو الانسحاب منها وفقا للقانون. وينظم القانون إجراءات إكسابها الشخصية الاعتبارية.

Tutti i cittadini dovrebbero avere il Diritto di prendere parte ad attività politiche, individualmente o collettivamente, incluso:

il Diritto di formare partiti politici e/o di iscriversi ad essi e/o di ritirarsi da essi, in accordo con la Legge,

di formare unioni, società, associazioni, confraternite, assemblee, club e istituzioni e/o di iscriversi ad essi, e/o di ritirarsi da essi, in accordo con la Legge.

La Legge deve governare le procedure per l’acquisizione di personalità legale.

 

In merito alla creazione di partiti politici, prego ci si riferisca ai miei commenti all’articolo 8. D’altra parte, in merito alla creazione di associazioni, uno dovrebbe notare che ci sono due sistemi:

-         il sistema autorizzativo: di cui è il caso in Egitto. Significa che prima di creare un’associazione, è necessario chiedere l’autorizzazione dello Stato. Questo spiega perché la società civile è molto debole in Egitto.

-         Il sistema legale: di cui è il caso in Svizzera. Significa che laddove le condizioni del Codice civile siano rispettate, l’associazione è considerata legale. Non è richiesta alcuna autorizzazione statale.

Perciò, se vogliamo sviluppare la società civile, la Costituzione dovrebbe indicare chiaramente che il sistema - relativo alla creazione di associazioni – è quello legale, e non quello autorizzativo[12].

 

Articolo 71 e altri (versione inglese, articolo 72)

قبل أن يشرع المجلس النيابي في القيام بمهامه الدستورية وفي أول جلسة انعقاد له، بعد انتخاب هيئة رئاسة المجلس النيابي، يؤدى الأعضاء القسم التالي:

" أقسم بالله العظيم. أن أكون مخلصاً للوطن، وأن أحافظ على حقوق الشعب والأمة ومصالحها، وأن أحترم الدستور والقانون، وأن أقوم بواجباتي حق القيام، والله على ما أقول شهيد ".

Nel primo incontro, la Camera dei Rappresentanti, dopo l’elezione del suo corpo presidenziale, ma prima dell’inizio dei suoi Doveri costituzionali, deve fare il seguente giuramento:

“Giuro su Dio onnipotente di essere fedele al Paese, di salvaguardare i Diritti della gente, della Nazione e i loro interessi, di rispettare la Costituzione e la Legge, e di adempiere ai miei Doveri correttamente, e possa Dio essermi testimone.”

 

Questo articolo, come pure altri (vedere articoli 115 e 136, nella versione araba), indicano che il giuramento deve essere fatto: “Giuro su Dio onnipotente … e possa Dio essermi testimone”. Questo giuramento è contrario agli articoli 5, 19 e 20 della Costituzione. In quanto accettiamo la Libertà di religione e garantiamo l’Eguaglianza senza Discriminazione religiosa, come possiamo chiedere a un buddista o a un ateo di giurare in nome di Dio? Perciò, se vogliamo mantenere un simile giuramento, dobbiamo fornire un’alternativa per coloro che non credono in Dio o non amano giurare in nome di Dio. Altrimenti, violiamo la Costituzione. Lo stesso deve essere rispettato da altre Leggi, come quella relativa alla nomina dei giudici (vedere articolo 163 della Costituzione), o al testimonianza in tribunale.

 

Articolo 79 (versione inglese, articolo 80)

تتولى الحكومة عقد الاتفاقيات والمعاهدات الدولية التي تبرمها دولة فلسطين أو تنضم إليها، أما الاتفاقيات التي تُحمل خزانة الدولة نفقات غير واردة في الميزانية أو تُحمل المواطنين أو الدولة التزامات خلافاً للقوانين السارية فتستوجب موافقة أغلبية مجموع أعضاء المجلس النيابي.

ويناقش المجلس المعاهدات التي يترتب عليها مساس باستقلال الدولة أو سلامة أراضيها، توطئة لقيام الحكومة بطرحها على الاستفتاء الشعبي العام.

La Camera dei Rappresentanti permette al Governo di aderire ad accordi e trattati internazionali che lo Stato contrae o ai quali aderisce. Questi accordi o trattati, che impongono costi al tesoro pubblico non previsti nel budget, o impongono ai cittadini impegni contrari alle Leggi attuali, dovrebbero essere approvati dalla maggioranza dei membri della Camera dei Rappresentanti.

La Camera discute gli accordi che coinvolgono l’indipendenza statale o l’integrità del suo Territorio, preventivamente alla presentazione del Referendum.

 

L’adesione ad organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite, la Lega Araba e l’Organizzazione della Conferenza Islamica, pure coinvolgono l’indipendenza statale. Uno dovrebbe notare che i Paesi arabi sono entrati nelle Nazioni Unite senza consultare la popolazione. E se la consultassero oggi, la maggioranza, se non tutta, lascerebbe questa organizzazione. Ciò significa che i Governi arabi non rappresentano la loro popolazione, e non tengono in considerazione i suoi interessi. Questo fatto dovrebbe essere evitato dallo Stato palestinese. Perciò, il seguente paragrafo dovrebbe essere aggiunto a questo articolo:

"L’adesione ad organizzazioni regionali o internazionali, deve essere decisa tramite Referendum.”

 

Articolo 159 (versione inglese, article 162)

السلطة القضائية مستقلة، وهي صاحبة الاختصاص الأصيل بالوظيفة القضائية، والفصل في جميع المنازعات والجرائم.

يحدد القانون هيئات السلطة القضائية، وينظم هيكليتها ويحدد أنواع المحاكم ودرجاتها واختصاصاتها وإجراءاتها.

ولا يجوز إنشاء محاكم استثنائية.

Il ramo giudiziale deve essere indipendente. Deve avere giurisdizione originale per svolgere la sua funziona giudiziale, e deve essere fidato in merito alle decisioni su dispute e crimini.

La Legge deve definire le istituzioni del ramo giudiziale, e regolare la loro struttura e i tipi di tribunale, ed i loro gradi, giurisdizioni, e procedure.

Tribunali speciali non possono essere formati.

 

Secondo quanto ho detto nel mio commento all’articolo 7, dobbiamo aggiungere il seguente paragrafo a questo articolo:

“Tutti i tribunali religiosi sono aboliti.”

 

Articolo 169 (versione inglese, articolo 172)

يحدد بقانون شروط تعيين القضاة ونقلهم وندبهم وترقيتهم وتنظيم شؤونهم، ولا يجوز الجمع بين مهنة القضاء وبين أية مهنة أخرى، أو عضوية المجالس النيابية أو الأحزاب السياسية.

ولا يجوز للقاضي -أثناء توليه مهنة القضاء- حمل جنسية غير الجنسية الفلسطينية.

Una Legge deve determinare le condizioni di nomina, trasferimento, delega, promozione, e regolamentazione, relative ai giudici, e deve essere proibita la combinazione del lavoro giudiziale con un’altra professione o un’adesione in consigli rappresentativi, o in partiti politici. Un giudice non deve avere il permesso, mentre assume una professione giudiziale, di avere una Cittadinanza diversa da quella palestinese.

 

Non è chiaro se l’articolo interdica la Bi-nazionalità per la funzione giudiziaria. Se questo è il significato, questo articolo deve essere considerato quale misura estremamente drastica, poiché molti palestinesi hanno due o più Nazionalità.

Conclusione

 

Queste sono note alla bozza della Costituzione. Ho preferito scriverle in piena sincerità e in un modo per il quale il loro significato sia chiaramente compreso. Considero la bozza inaccettabile nella sua forma e nel suo contenuto attuali.

 

Con i miei migliori saluti.

 

Sami Aldeeb, Dottore di Legge

Responsabile per la Sezione di Legge araba ed islamica

Istituto svizzero di Diritto comparato, Losanna

Homepage del mio Istituto: http://isdc.ch

Homepage privata: http://www.sami-aldeeb.com  

 

 



[1]           Traduzione della Costituzione svizzera in arabo: http://www.admin.ch/ch/itl/rs/1/c101ARA.pdf (2010: collegamento non più aggiornato)

[2]           Il titolo in francese è : « Non-musulmans en Pays d'Islam », Éditions universitaires Fribourg, 1979, XVI-405 pagine.

[6]           Sulla posizione dei copti, vedere la mia tesi, pagine 126-131.

[7]           Sulla posizione di questo professore, vedere la mia tesi, pagina 130.

[8]           Vedi traduzione in inglese: http://www1.umn.edu/humanrts/instree/loas2005.html?msource=UNWDEC19...

[10]         Vedere il mio libro: “Male and female circumcision among Jews, Christians and Muslims: religious, medical, social and legal debate”, 2001, 400 pagine. Una versione ridotta di questo libro è stata pubblicata in arabo, da in Bet-Jala, 2002.

[11]         Vedere il mio articolo in merito all’educazione religiosa in Egitto e in Svizzera: http://www.sami-aldeeb.com/articles/view.php?id=111&action=fren...

[12]         Vedere su questo soggetto il mio testo: www.sami-aldeeb.com/files/fetch.php?id=187   

Tag: Costituzione, DirittiDelleDonne, DirittiUmani, Discriminazione, Israele, Laicita, Palestina, SamiAlDeeb, Sharia

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