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It takes a nation to protect the nation

13 novembre 2009 - Valentina Colombo – Ricercatrice, IMT Lucca
Premio Nobel per la Pace o per la pacificazione?

Il Premio Nobel per la Pace a Barack Obama. Perché? Cosa ha fatto? Il Presidente degli Stati Uniti ha detto così tante cose in discorsi, interviste, in merito alla Pace, alla Democrazia e alla Guerra al Terrore, ma non ha fatto niente. Nessun dubbio che sia troppo presto per giudicare, ma io credo che premiarlo del Premio Nobel sia un grande errore. Un paragone fra le dichiarazioni di Obama e le reazioni del Mondo ad esse, ci potrebbe aiutare a trarre qualche conclusione in merito alla sua Politica, specialmente per quanto concerne il mondo islamico.

Durante un’intervista con il New York Times, lo scorso marzo, il Presidente Obama ha detto: “Se parli al Generale Petraeus, credo che opinerebbe che parte del successo in Iraq ha coinvolto il raggiungimento della gente che noi considereremmo fondamentalisti isalmici, ma che avevano la Volontà di lavorare con noi perché sono stati completamente alienati dalle tattiche di Alqaida in Iraq. (…) La situazione in Afghanistan è, se è qualcosa, più complessa. Avete una Regione poco governata, una Storia di feroce indipendenza fra le Tribù. Quelle Tribù sono molteplici e alcune volte operano con obiettivi incorciati, e così districare tutto ciò sarà molto più che una sfida”. Durante la stessa intervista ha lasciato intendere che nella Guerra al Terrore un dialogo con le fazioni moderate dei talebani in Afghanistan potrebbe essere possibile. La reazione dei talebani è stata pronta. Qari Mohammad Yousuf, un affermato portavoce del gruppo insorgente, quando gli è stato chiesto se il suo Leader principale, il mullah Mohammad Omar, avrebbe fatto qualche commento in merito alla proposta di Obama, ha commentato: “Ciò non richiede alcuna risposta o reazione poiché è illogico. I talebani sono uniti, hanno un Leader, un obiettivo, una Politica …. Non so perché parlino di talebani moderati e cosa significa ciò? Se ciò significa coloro che non combattono e che siedono nelle loro case, allora parlare a loro è senza senso. Ciò è veramente sorprendente per i talebani”. Il messagio è stato chiaro e no ha lasciato alcuno spazio al dubbio. Persino il commento del portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, all’annuncio del Premio, è significativo: “Non abbiamo visto alcun cambiamento nella sua strategia per la Pace. Non ha fatto niente per la Pace in Afghanistan. Non ha intrapreso nemmeno un singolo passo per la Pace in Afghanistan o per rendere questo Paese stabile. Noi condanniamo il Premio Nobel per la Pace per Obama. Noi condanniamo l’Istituto che l’ha premiato con il Premio per la Pace. Noi condanniamo il Premio per la Pace di quest’anno come ingiusto”. Ciò significa che sebbene il Presidente abbia espresso la sua intenzione di aprirsi ad alcune fazioni dell’Islam radicale, ciò è inutile: essi semplicemente rifiutano qualsiasi tipo di dialogo e non vogliono stringere la mano agli “infedeli”. Ciò è confermato dal Leader della Jihad islamica, Khaled Albatsh, che ha detto: “Obama che vince il Premio per la Pace mostra che questi Premi sono politici, non governati dai principi di Credibilità, Valore e Morale. Perchè dovrebbe essere dato il Premio della Pace ad Obama, mentre il suo Paese possied il più grande arsenale nucleare in Terra e I suoi soldati continuano a versare sangue innocente in Iraq e in Afghanistan?”. È questo un contributo alla Pace o semplicemente una ingenua e pericolosa posizione? È possibile inginocchiarsi davanti a persone che non ci riconoscono? È questo un contributo alla Pace o solo un modo per pacificare il nemico?

Per quanto concerne il Conflitto arabo-israeliano, a giugno passato, al Cairo, Obama ha chiaramente offerto un’apertura al ramo palestinese della Fratellanza Musulmana di Hamas: “Ora è tempo per i palestinesi di focalizzarsi su ciò che essi possono costruire”, ha detto. “L’Autorità Palestinese deve sviluppare la sua capacità di governare, con istituzioni che servano ai bisogni del popolo. Hamas ha supporto presso alcuni palestinesi, ma essi hanno pure responsabilità. Per giocare il ruolo di colui che adempie le aspirazioni dei palestinesi, e di unificare la gente palestinese, Hamas deve dare fine alla Violenza, riconoscere i Concordati passati, e riconoscere il diritto d’Israele all’esistenza”. Obama aveva solo bisogno di leggere l’articolo 13 dello Statuto di Hamas per capire che questo è stato solo un pensiero illusorio. L’articolo recita: “Iniziative, e cosiddette soluzioni pacifiche e conferenze internazionali, sono in contraddizione ocn I principi del Movimento di Resistenza Islamico. Abusare una qualsiasi parte della Palestina è un abuso diretto contro parte della Religione”. Il Nazionalismo del Movimento di Resistenza Palestinese è parte della sua Religione. I suoi membri sono stati nutriti da ciò. Per il bene dell’innalzamento dello striscione di Allah sul loro Paese, essi combattono: “Allah sarà prominenete, ma la maggior parte della gente non lo sa”.

La Fratellanza Musulmana sa molto bene che le posizioni di Obama in merito alla Democrazia in Medio Oriente e e all’Islam sono una luce verde alla sua stragia di raggiungere il Potere tramite la Democrazia, come è già successo nel 2006, quando Hamas è stato eletto. Nessuna sopresa per il fatto che la reazione di Hamas al Premio svedese sia stata positiva. Ahmed Yousef, un Diplomatico di Hamas, ha commentato che è un Premio alla “sua buona Volontà” e per “ciò che ha detto al Cairo”. Di nuovo, è questo un contributo alla Pace o solo pacificazione?

Nel suo Discorso del Cairo, Obama, riferendosi all’Iran ha detto: “Sarà difficile superare decadi di sfiducia, ma procederemo con coraggio, rettitudine e risoluzione. Ci saranno tante questioni da discutere fra I nostri due Paesi, e noi vogliamo andare avanti senza precondizioni sulla base di mutuo Rispetto. Ma è chiaro a tutti quelli in concerne che quando si tratta di armi nucleari, abbiamo raggiunto un punto decisivo. Ciò non è semplicemente in merito agli interessi dell’America. È in merito alla prevenzione di una corsa alle armi nucleari in Medio Oriente, che potrebbe condurre questa Regione e il Mondo giù, verso un enormemente pericoloso cammino. (…) E qualsiasi Nazione – incluso l’Iran – dovrebbe avere il diritto ad accedere al Potere nucleare pacifico, se ciò è conforme alle sue Responsabilità sotto il Trattato della non-proliferazione nucleare”. L’ultima frase è stata benvenuta dalla Repubblica islamica; Ali Akbar Javanfekr, aiuto di Mahmoud Ahmadinejad, ha commentato sul Premio norvegese: “Speriamo che ciò gli dia l’incentivo per camminare sulla via di portare Giustizia all’Ordine mondiale. Non siamo arrabbiati e speriamo che ricevendo questo Premio egli comincerà ad intraprendere passi pratici per rimuovere l’Ingiustizia dal Mondo”.

Sia per Ahmadinejad che Hamad, “rimuovere l’Ingiustizia” significa solo la distruzione di Israele. Obama non ha mai detto di volere la distruzione di Israele, ma la sua pacificazione verso l’Iran, la Fratellanza Musulmana e gli islamisti radicali potrebbe facilmente condurre a ciò. Questa è la ragione per cui non merita un Premio Nobel per la Pace.

La Pace non può essere sognata quando si ha a che fare con gente che chiama alla Jihad e alla Resistenza. Obama e l’Accademia svedese dovrebbero ricordare le parole di Churchill: “Hitler sa che dovrà sconfiggerci su quest’isola o perdere la Guerra. Se possiamo levarci di fronte a lui, tutta l’Europa può essere libera, e la vita del Mondo può avanzare su una montagna ampia e soleggiata. Ma se falliamo, allora l’intero Mondo, inclusi gli Stati Uniti, incluso tutto ciò che abbiamo conosciuto e di cui ci siamo presi cura, affonderà nell’abisso di un nuovo Secoli bui …. Lasciate perciò che ardiamo dei nostri Doveri, e che ci atteniamo - considerato che l’Impero britannico e la sua Corona sono durati un migliaio di anni – al fatto che gli uomini potranno dire: “Questo è stato il loro momento migliore”.

Il Presidente americano e l’Occidente non dovrebbero sollevare Guerre, ma almeno essi dovrebbero tenere i loro occhi aperti di fronte ai fatti e alle parole. Solo allora possiamo sperare in una vera Pace, e non solo in una Tregua che condurrà alla nostra sconfitta.

Fonte: http://www.hudsonny.org/2009/11/nobel-prize-for-peace-or-appeasemen...

Tag: BarackHusseinObama, FratellanzaMusulmana, Iran, MedioOriente, PoliticaOccidentaleVersoMondoIslamico, PoliticaVersoOccidente, PremioNobelPerLaPace, ValentinaColombo

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