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Dal Credo all’Illuminismo

Dal Credo all’Illuminismo:  l’insidioso ed arduo Sentiero


Di Ali Sina - 25 giugno 2001
[ http://www.faithfreedom.org/wordpress/?p=8254 ]

 

PARTE 1

 

Sono nato in una famiglia moderatamente religiosa. Da parte di mia madre ho pochi parenti che sono Ayatollah. Sebbene mio nonno (che non ho mai incontrato) fosse piuttosto scettico, eravamo credenti. I miei genitori non andavano matti per i mullah. Infatti, non abbiamo avuto molto a che fare con i nostri parenti più fondamentalisti. Ci piaceva pensare a noi stessi come credenti nel “vero islam”, non in quello insegnato e praticato dai mullah.

Mi ricordo di aver discusso di religione con il marito di una delle mie zie quando avevo circa 15 anni. Egli era un islamico fanatico che era molto preoccupato del fiqh (la giurisprudenza islamica). Esso prescrive il modo in cui gli islamici devono pregare, digiunare, gestire le loro vite pubbliche e private, fare affari, pulirsi, usare il bagno, e persino copulare. Opinavo che ciò non avesse nulla a che fare con il vero islam, che fosse una fabbricazione dei mullah, che l’eccessiva attenzione per il fiqh diminuisse l’impatto e l’importanza del puro messaggio dell’islam, che io sostenevo, fosse di unire l’essere umano al creatore. Questo punto di vista è perlopiù ispirato dal Sufismo. Molti iraniani, grazie ai poemi di Rumi, sono perlopiù sufi nel loro modo di vedere le cose.

Nella mia prima gioventù ho notato discriminazioni contro i membri delle minoranze religiose in Iran. Questo era più evidente nei villaggi di provincia dove il livello di educazione era basso ed i mullah avevano maggior presa sulla gente credulona. A causa del lavoro di mio padre, ho passato alcuni anni in piccoli villaggi fuori dalla capitale. Il nostro docente pianificò di portare la classe a nuotare. Eravamo eccitati e non vedevamo l’ora di andarci. Nella classe c’erano alcuni bambini che erano baha’i ed ebrei. Il nostro docente non ha permesso loro di accompagnarci. Disse che ad essi non era permesso nuotare nella stessa piscina insieme agli islamici. Non posso dimenticare la tristezza dei bambini quando hanno lasciato la scuola con le lacrime negli occhi, soggiogati e con il a pezzi. A quell’età, forse nove o dieci anni, non riuscivo a farmi una ragione delle cose, e mi sono sentito rattristato per questa ingiustizia. Pensavo che l’errore dei bambini fosse quello di non essere islamici.

Pensavo di essere fortunato perché avevo dei genitori dalla mente aperta che mi incoraggiavano a pensare criticamente. Hanno cercato di instillare in me l’amore per dio e per il suo messaggero, mantenendo valori umanistici quali l’eguaglianza dei diritti fra uomini e donne, e l’amore per tutto il genere umano. In un certo senso, questo è quello che erano la maggior parte delle famiglie iraniane moderne. Infatti, la maggioranza di islamici con un po’ d’educazione, credevano che l’Islam   fosse una religione umanista che rispetta i diritti umani, e che eleva lo statuto delle donne e protegge i loro diritti.  La maggior parte degli islamici crede che l’Islam  significhi pace. Inutile dire che pochi di loro hanno letto il Corano.

Ho passato la mia prima gioventù in un dolce paradiso d’ignoranza, sostenendo il “vero Islam” come pensavo che doveva essere, e criticando i mullah e le loro deviazioni dai veri insegnamenti dell’Islam. Ho idealizzato un Islam  che si conformava ai miei propri valori umanistici. Il mio Islam  immaginario era una bella religione. Era la religione dell’eguaglianza e della pace. Era una religione che incoraggiava i suoi seguaci a perseguire la conoscenza e a porre domande. Era una religione che era in armonia con la scienza e con la ragione. Infatti, mi era stato dato di credere che la scienza è stata ispirata dall’Islam. L’Islam  in cui credevo era una religione sfavillante di scienza moderna, che ha infine diffuso i suoi frutti in Occidente ed ha reso possibile le scoperte e le invenzioni moderne. L’Islam, io credevo, era la causa reale della civiltà moderna. La ragione per cui gli islamici vivevano in uno stato tanto miserabile di ignoranza, pensavo, era tutta colpa dei mullah ego-centrici e dei leader religiosi che per il loro guadagno personale avevano frainterpretato i reali insegnamenti dell’Islam. Questo è ciò che gli islamici veramente pensano. Non vogliono trovare alcuna falla nell’Islam. Essi  biasimano i mullah per tutto ciò che è sbagliato.

Gli islamici credono che la civiltà occidentale abbia le sue radici nell’Islam. Essi richiamano le grandi menti scientifiche mediorientali, i cui contributi alla scienza sono stati cruciali per la nascita della scienza moderna.

Omar Khayyam è stato un grande matematico che ha calcolato la lunghezza di un anno con la precisione del 74% al secondo. Zakaria Razi può ben essere considerato il primo fondatore della scienza empirica che ha basato le sue conoscenze su ricerche ed esperimenti. L’enciclopedia monumentale di Avicenna sulla medicina è stata insegnata in tutte le università per secoli. Ci sono molti grandi luminari che hanno “nomi islamici”, che sono stati pionieri della scienza moderna quando l’Europa stava languendo nei secoli bui medievali. Come tutti gli islamici, credevo che questi grandi uomini fossero islamici, che fossero ispirati dalla ricchezza della conoscenza nascosta nel Corano, e che se gli islamici odierni potessero riguadagnare la purezza originale dell’Islam, i giorni gloriosi – da tempo perduti – dell’Islam  ritornerebbero e gli islamici condurrebbero la civiltà mondiale nuovamente.

L’Iran era un Paese islamico, ma era pure un Paese corrotto. Le possibilità di entrare in un’università erano esigue.  Solo l’1% degli applicanti potevano entrare all’università. Spesso erano obbligati a scegliere soggetti che non volevano studiare perché non ottenevano sufficienti punti per il soggetto di loro scelta. Gli studenti con le giuste conoscenze ottenevano il posto.

Il livello d’educazione in Iran non era ideale. Le università erano sotto-finanziate, poiché lo shah preferiva costruire una  forza militare potente, per diventare il gendarme del Medio Oriente, piuttosto che costruire le infrastrutture del Paese, ed investire nell’educazione del popolo. Era naturalmente diffidente verso gli intellettuali. C’erano ragioni per cui mio padre pensasse che sarebbe stato meglio lasciare l’Iran per continuare la mia educazione altrove.

Abbiamo preso in considerazione l’America e l’Europa, ma mio padre, agendo su consiglio di alcuni suoi amici religiosi, ha pensato che un altro Paese islamico sarebbe stato meglio per un ragazzo di 16 anni. Ci è stato detto che in Occidente la moralità è troppo allentata, le Spiagge sono piene di gente nuda, ed essi bevono ed hanno uno stile di vita licenzioso, tutto quanto sarebbe stato dannoso per un giovane uomo. Un amico di famiglia ci ha detto che il Pakistan è proprio come l’Inghilterra, a parte il fatto che è più a buon mercato.

Questo, naturalmente, si è dimostrato essere non-vero. Ho scoperto pakistani essere immorali e corrotti, tanto quanto gli iraniani. Sì, erano molto religiosi. Essi non mangiavano maiale e non ho visto nessuno consumare alcohol in pubblico, ma ho notato che aveva menti sporche, che mentivano, che erano ipocriti, che erano crudeli con le donne, e soprattutto, che erano pieni di odio per gli indiani. Non li ho trovati migliori degli iraniani, comunque. Essi erano religiosi, ma non morali o etici.

Al college, invece di scegliere la cultura urdu ho scelto quella pakistana per completare il mio livello A FSc (studente di scienze). Ho appreso le ragioni dietro alla separazione pakistana dall’India e per la prima volta ho udito di Muhammad Ali Jinah, l’uomo che i pakistani chiamavano Qaid-e A’zam, il Grande Leader. Era presentato come un uomo intelligente, il padre della Nazione, mentre di Gandhi si parlava in modo denigratorio. Persino allora, non potevo che stare dalla parte di Gandhi e condannare Jinah quale uomo arrogante, ambizioso, che è stato colpevole di rompere un Paese causando milioni di morti. Potreste dire che sono sempre stato del tutto particolare e che ho sempre avuto un pensiero ribelle. Non importava ciò che mi veniva insegnato, io giungevano sempre alle mie conclusioni e non credevo in ciò che mi veniva detto.

Non vedevo le differenze religiose come motivo sufficiente per dividere un Paese. Proprio la parola Pakistan era un insulto agli indiani. Essi chiamavano loro stessi pak (puliti) per distinguersi dagli indiani che erano naji (non-puliti). Ironicamente, non ho mai visto gente più sporca dei pakistani,  sia fisicamente che mentalmente. Ero contrariato nel vedere un’altra Nazione islamica in una simile corruzione intellettuale e morale. In discussioni con i miei amici non sono riuscito a convincere gli altri di cosa fosse il “vero Islam”. Ho condannato i loro bigotteria e fanatismo, mentre loro mi disapprovavano per me mie vedute non-islamiche.

Ho riportato tutto ciò a mio padre ed ho deciso di andare in Italia per i miei studi universitari. In Italia la gente beveva vino e mangiava maiale ma era più ospitale, più amichevole, e meno ipocrita degli islamici. Ho notato che la gente aveva voglia di aiutare senza aspettarsi qualcosa in cambio. Ho incontrato una coppia anziana veramente ospitale, che mi invitava a pranzare con loro la domenica, così non avrei dovuto restare a casa da solo. Essi non volevano niente da me. Essi volevano solo amare. Ero praticamente un nipote per loro. Solo qualcuno che è stato straniero in un nuovo Paese, può apprezzare il valore dell’aiuto e dell’ospitalità dei locali.

La loro casa era pulita splendente, con pavimenti in marmo luminosi. Questo contraddiceva la mia idea degli occidentali. Sebbene la mia famiglia era molto aperta verso l’altra gente, l’Islam  mi ha insegnato che i non-islamici sono naji (Corano 9:28) e che nessuno deve fare amicizia con loro. Ho ancora una copia della traduzione in farsi del Corano da cui ero solito leggere spesso. Uno dei versi sottolineati è:

 “Oh voi che credete! Non prendete gli ebrei e i cristiani quali awliya’ (amici, protettori, soccorritori, eccetera), essi non sono altro che awliya’ gli uni degli altri …” Q.5: 51

Avevo difficoltà a capire la saggezza di un tale verso. Mi chiedevo perché non potessi farmi amici questa meravigliosa coppia anziana che non aveva altri motivi di mostrarmi la loro ospitalità che semplicemente farmi sentire a casa. Pensavo che fossero “veri islamici” e ho cercato di sollevare il soggetto della religione sperando che essi avrebbero visto la verità dell’Islam  e l’avrebbero abbracciato. Ma essi non erano interessati e gentilmente hanno cambiato il soggetto. In nessun momento della mia vita sono stato sufficientemente stupido da credere che tutti i non-credenti sarebbero andati all’inferno. Ho letto ciò, in precedenza, nel Corano, ma non ho mai voluto pensarci. Io semplicemente lo spazzolavo via o lo ignoravo. Naturalmente, sapevo che dio sarebbe stato compiaciuto se qualcuno avesse riconosciuto il suo messaggero ma non ho mai pensato che sarebbe stato effettivamente crudele abbastanza per bruciare qualcuno all’inferno per l’eternità, specialmente se questa persona fa solo del bene, ma non è islamica. Ho letto i seguenti avvertimenti.

 Se qualcuno desidera una religione diversa dall’Islam  (sottomissione ad allah), egli non sarà mai accettato da lui, e nell’aldilà egli sarà fra i ranghi di coloro che hanno perduto (ogni bene spirituale). Corano   3:85,  

Eppure vi prestavo poca attenzione e cercavo di convincere me stesso che il significato fosse qualcos’altro di quello che sembrava essere. A quel momento questo non era un soggetto che fossi pronto ad affrontare. Così non ci ho pensato.

Andavo in giro con i miei amici islamici e ho notato che la maggior parte di loro viveva una vita molto immorale di doppi standard. La maggior parte di loro aveva trovato delle compagne e dormivano con loro. Questo era molto non-islamico, o così pensavo a quel tempo. Ciò che mi disturbava di più era il fatto che essi non dessero valore a queste ragazze, come essenti esseri umani che meritassero rispetto. Queste ragazze non erano ragazze islamiche e perciò erano usate solo per il sesso. Questo atteggiamento non era generalizzato. Coloro che davano meno sfoggio della loro religiosità, erano più rispettosi e sinceri verso le loro ragazze occidentali, e alcuni le amavano e volevano sposarle. Paradossalmente, coloro che erano più religiosi erano meno fedeli verso le loro compagne. Ho sempre pensato che il vero Islam  fosse ciò che era giusto. Se qualcosa era immorale, non-etico, disonesto o crudele, quello non poteva essere Islam. Non riuscivo a vedere come il comportamento di questi islamici immorali e indifferenti fosse il risultato di ciò che viene insegnato nell’Islam.

Anni dopo ho realizzato che la verità è esattamente l’opposto. Ho trovato molti versi che erano inquietanti e mi hanno fatto rivedere la mia intera opinione sull’Islam.

Come la vedevo, la tragedia era che proprio la gente che viveva in modo non-etico e immorale, erano coloro che si definivano islamici, recitavano le loro preghiere,  svolgevano il figiuno ed erano i primi ad erigersi difensori dell’Islam, rabbiosamente, se qualcuno sollevava una domanda in merito ad esso. Essi erano coloro che avrebbero perso la loro tempra e avrebbero iniziato a combattere che qualcuno si fosse permesso di dire una parola contro l’Islam.

Una volta ho stretto amicizia con un giovane uomo iraniano ad un ristorante dell’università, e più tardi l’ho presentato a due altri miei amici islamici.  Eravamo tutti praticamente della stessa età. Era un erudito, virtuoso, saggio giovane uomo. I miei altri due amici ed io eravamo affascinati dal suo charme e dai suoi alti valori morali. Eravamo soliti aspettarlo e sedere accanto a lui all’ora di pranzo, poiché imparavamo sempre qualcosa da lui. Eravamo soliti mangiare molti spaghetti e risotto ed avevamo voglia di un buon ghorme sabzi e chelow persiani.  Il nostro amico ci disse che sua madre gli aveva inviato alcune verdure secche e ci ha invitò a casa sua la domenica successiva a pranzo. Abbiamo trovato il suo appartamento di due stanze molto pulito, diversamente dalle case di altri ragazzi. Ci ha fatto un delizioso ghorme sabzi che abbiamo mangiato con gran gusto e poi ci siamo seduti a chiacchierare e a sorseggiare il nostro the. È stato allora che abbiamo notate i suoi libri baha’i.  Quando abbiamo chiesto di loro, ci ha detto che era baha’i.

Ciò non mi ha disturbato affatto, ma sulla via di casa i miei due amici hanno detto che non desideravano continuare l’amicizia con lui. Ero sorpreso ed ho chiesto perché. Hanno detto che essere baha’i lo rendeva naji e che se avessero saputo che era baha’i, essi non avrebbero stretto Amicizia con lui. Mi sentivo frastornato e ho voluto approfondire perché pensassero che fosse naji se noi abbiamo tanto lodato la sua pulizia.  Tutti eravamo d’accordo che fosse un uomo moralmente superiore ai giovani uomini islamici che conoscevamo, così perché questo improvviso cambiamento d’attitudine? La loro risposta fu molto preoccupante. Mi dissero che il nome stesso aveva qualcosa in sé che rendeva quella religione spiacevole a loro. Mi chiesero che sapevo perché a nessuno piacessero i baha’i. Dissi che non lo sapevo, e che io apprezzavo chiunque. Ma poiché essi disprezzavano i baha’i, forse dovevano spiegarmi la ragione. Essi non sapevano perché! Quest’uomo era il primo baha’i che essi conoscevano così bene, ed era un uomo esemplare. Volevo sapere la ragione del loro dispiacere. Non c’era una ragione particolare, dissero. Era semplicemente che sapevano che i baha’i sono cattivi.

Sono felice di non aver continuato la mia amicizia con questi due bigotti. Da loro ho appreso come si forma il pregiudizio e come opera.

Più tardi ho realizzato che i pregiudizi e l’odio che questi islamici covavano contro praticamente tutti i non-islamici non era il risultato di qualche fraintendimento degli insegnamenti del Corano, ma sono causati dal fatto che questo libro insegna l’odio ed incoraggia il pregiudizio. Quegli islamici che vanno alla moschea ed ascoltano i sermoni dei mullah, vengono influenzati. Ci sono molti versi nel Corano che chiedono ai credenti di odiare i non-credenti, di combatterli, di chiamarli naji, di sottometterli ed umiliarli, di tagliare via le loro teste e i loro arti, crocifiggerli, e ucciderli ovunque li trovino.

 

 

(Continua nella PARTE 2 ...)

Tag: AliSina, Apostasia, Bahai, Corano, Credo, Cristiani, CriticaIslam, Ebrei, Illuminismo, Immigrazione, Altro...ImmigrazioneIslamica, Iran, IslamModerato, IslamRadicale, Mondo, MondoIslamico, Moschee, Mullah, Odio, Pregiudizi, Sermoni

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