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Mondo - Dal Credo all'Illuminismo (di Ali Sina) PARTE 2, PARTE 3, PARTE 4, e PARTE 5

Ho imparato la Verità dal Corano

 

Ho lasciato la Religione in magazzino per diversi anni. Non che le mie vedute sulla religione fossero cambiate o che io non mi considerassi più religioso. Avevo semplicemente talmente tanto da fare che il tempo da dedicare alla religione era diventato scarso. Nel frattempo avevo imparato di più sulla democrazia,  i diritti umani, e altri valori, come l’eguaglianza dei diritti fra uomini e donne, e mi piaceva ciò che apprendevo. Pregavo? Appena potevo, ma non fanaticamente. Dopotutto, stato vivendo e lavorando in un Paese occidentale e non volevo sembrare differente.

Un giorno, ho deciso che era tempo di approfondire la mia conoscenza dell’Islam  ed ho letto il Corano dalla prima all’ultima pagina. Ho trovato una copia araba con la traduzione in inglese. Preventivamente avevo letto solo pezzettini del Corano. Questa volta l’ho letto tutto. Avrei letto un verso in arabo, poi nella Traduzione inglese, poi mi sarei riferito di nuovo alla versione araba, e non avrei letto il verso successivo finché non fossi stato completamente soddisfatto con la comprensione dell’arabo.

Non ci è voluto molto prima che incontrassi dei versi che trovavo difficili da accettare. Uno di questi versi era:

 “Allah non perdona che un partner gli sia associato; ma perdona qualsiasi altra cosa, a coloro di cui si compiace; associare partner ad allah è proprio commettere un peccato dei più odiosi.” 4:48

Ho trovato difficile accettare che Gandhi sarebbe bruciato all’Inferno perché era politeista senza speranza di redenzione, mentre un omicida islamico poteva sperare nel perdono di allah.  Ciò ha sollevato una domanda inquietante. Perché allah è così disperato da voler essere conosciuto come l’unico dio? Se non c’è altro dio che lui, dov’è il problema? Contro chi è in competizione? Perché dovrebbe persino preoccuparsi del fatto che qualcuno lo conosca o no, e che lo lodi o no?

Ho appreso della misura dell’universo. La luce, che viaggia ad una velocità di 300 mila chilometri per secondo, ci mette 20 bilioni di anni per raggiungerci dalle galassie che sono agli angoli dell’universo. Quante galassie c’erano? Quante stelle c’erano in queste galassie? Quanti pianeti c’erano in questo universo? Questi pensieri mi strabiliavano. Se allah è il creatore di questo vasto universo, perché è così preoccupato in merito all’essere conosciuto come l’unico dio da un fascio di scimmie che vivono su un piccolo pianeta sotto la via lattea?

Ora che vivevo in Occidente, che avevo molti amici occidentali che erano gentili con me, mi apprezzavano, che mi avevano aperto i loro cuori e le loro case, mi avevano accettato come loro amico, era veramente difficile accettare che allah non voleva che io facessi amicizia con loro.

Che i credenti non prendano per amici o per aiutanti i non-credenti invece che i credenti: se qualcuno lo fa, in nulla ci sarà un aiuto da allah  3:28

Non è allah pure il creatore dei non-credenti? Non è lui il dio di tutti? Perché dovrebbe essere tanto scortese con i non-credenti? Non sarebbe meglio se gli islamici facessero amicizia con i non-credenti e insegnassero loro l’Islam  tramite il buon esempio? Tenendo noi stessi distaccati e distanti dai non-credenti, il gap di fraintendimenti non verrà mai riempito. Come potrà la gente al mondo imparare in merito all’Islam  se non ci associamo ad essa?  Queste erano domande che continuavo a chiedermi. La risposta a queste domande giunse tramite un verso molto sconcertante. L’ordine di allah era di

Uccidili ovunque li trovi  (Corano 2:191)

Ho pensato ai miei propri amici, ricordando la loro gentilezza ed amore per me, e mi sono chiesto come sia mai possibile che un vero dio chieda a qualcuno di uccidere un altro essere umano solo perché non crede. Ciò sembrava assurdo, eppure questo concetto figurava spesso nel Corano e non c’era dubbio in merito ad esso. Nel verso  8:65, allah dice al suo profeta: 

 Oh profeta! Stimola i credenti al combattimento. Se ce ne sono venti fra di voi, pazienti e perseveranti, essi ne vinceranno duecento: se cento, essi vinceranno mille non-credenti.

Mi chiedevo perché allah avesse inviato un messaggero per fare la guerra? Dio non dovrebbe insegnarci l’amore reciproco e la tolleranza reciproca, nei nostri credo? E se allah è veramente preoccupato perché la gente creda in lui, al punto da uccidere i non-credenti, perché non li uccide lui stesso?  Perché chiede a noi di fare questo sporco lavoro? Siamo i sicari di allah?

Sebbene sapevo che la jihad non era mai stata messa in dubbio prima, trovavo difficile accettare che dio avesse risolto di imporre simili violenti misure alla gente. Ciò che era più traumatizzante era la crudeltà di allah nell’avere a che fare con i non-credenti.

 Instillerò terrore nei cuori dei non-credenti: batteteli sui loro colli, e tagliate via loro le falangi delle dita 8:12

 Sembrava che allah non solo fosse soddisfatto nell’uccidere i non-credenti, ma che godesse a torturali prima di ucciderli. colpire la testa della gente sopra i loro colli e tagliar via le loro falangi erano atti veramente crudeli. Dio darebbe veramente simili ordini? Eppure, il peggio è quel che prometteva di fare con i non-credenti nell’aldilà:

Questi due antagonisti litigano in merito al loro signore: ma coloro che lo negano (il loro signore) -  per loro verrà confezionato un abito di fuoco: sulle loro teste verrà versata acqua bollente. Con essa verrà scottato ciò che c’è all’interno dei loro corpi, come pure la loro pelle. Inoltre ci saranno mazze di ferro per (punire) loro.  Ogni volta che essi vorranno andarsene, dall’angoscia, essi verranno respinti indietro con la forza, e (verrà detto loro): “gustatevi la punizione di bruciare!” 22:19-22

Come poteva il creatore di questo universo essere tanto crudele? Ero traumatizzato di apprendere che il Corano dice agli islamici di:

-         uccidere i non-credenti ovunque li trovassero (Corano 2:191),

-         ammazzarli e trattarli duramente (Corano .9:123),

-         combatterli  (Corano .8:65), finché nessun’altra religione che non sia l’Islam  sopravviva (Corano .2:193)

-         umiliarli ed imporre loro di pagare una tassa di penalità se sono cristiani o ebrei (Corano .9:29)

-         ammazzarli se sono pagani (Corano 9:5), crocefiggerli, o tagliare le loro mani e piedi,

-         espellerli dal loro territorio lasciandoli in disgrazia. E come se ciò fosse insufficiente, “essi avranno una grande punizione nell’aldilà” (Corano .5:34),

-         non essere amici dei propri padri e fratelli, se essi sono non-credenti (Corano 9:23 e 3:28),

-         uccidere le proprie famiglie nelle battaglie di Badr ed Uhud, e chiedere agli islamici di “Combattere contro i non-credenti con grande sforzo” (Corano .25:52),

-         essere severi con loro perché essi appartengono all’inferno (Corano .66:9).   

Come può una qualsiasi persona sensibile rimanere impassibile quando lui o lei trovano che il Corano dice:  “Taglia via la testa ai non-credenti” e poi “Ammazza ampiamente fra loro, e lega accuratamente i prigionieri che rimangono” (Corano .47:4)?

Ero pure traumatizzato dall’apprendere che il Corano nega la libertà di credo e chiaramente dichiara che l’Islam  è l’unica religione accettabile (Corano .3:85).  Allah relega coloro che non credono nel Corano, all’inferno (Corano .5:11) e li chiama naji (sporchi, intoccabili, impuri) (Corano 9:28).  Egli dice che i non-credenti andranno all’inferno e berranno acqua bollente (Corano 14:17).  Inoltre, “per quanto riguarda i non-credenti, per loro abiti di fuoco saranno confezionati e sopra le loro teste verrà versata acqua bollente e tutto ciò che c’è nei loro corpi e la loro pelle sarà dissolto, ed essi saranno puniti con aste di ferro uncinate” (Corano .22:9).  Che sadismo!

Il libro di allah dice che le donne sono inferiori agli uomini e che i loro mariti hanno il diritto di picchiarle (Corano .4:34), e che le donne andranno all’inferno se disobbediscono ai loro mariti (Corano .66:10).  Dice che gli uomini vantano qualcosa dalle donne (Corano .2:228).  Esso non solo nega gli eguali diritti alle donne per la loro eredità (Corano .4:11-12), pure le considera come imbecilli e decreta che la loro testimonianza, da sole, non è ammissibile in tribunale (Corano .2:282).  Ciò significa che una donna che viene violentata non può accusare il suo stupratore a meno che ella non riesca a fornire quattro testimoni maschi, che è naturalmente una battuta. Gli stupratori non stuprano in presenza di testimoni. Ma il verso più traumatizzante è dove allah permette agli islamici di stuprare donne catturate in guerra, persino se loro erano sposate prima di essere catturate (Corano .4:24 e 4:3).  Il santo profeta ha stuprato le donne più carine catturate nelle sue incursioni, lo stesso giorno in cui lui aveva ucciso i loro mariti e i loro cari. Questo è il motivo per cui, ogni volta che un esercito islamico sottomette un’altra Nazione, essi li chiamano kafir e stuprano le loro donne. I soldati pakistani hanno stuprato fino a 250'000 donne del Bangladesh nel 1971, e massacrato 3'000'000 di civili disarmati quando il loro leader religioso ha decretato che quelli del Bangladesh  sono non-islamici.  Questo è il motivo per cui le guardie carcerarie nel regime islamico dell’Iran stuprano le donne e poi le uccidono, dopo averle chiamate apostate e nemiche di allah.

L’intero Corano è pieno di versi che insegnano ad uccidere i non-credenti e come allah li torturerà dopo che saranno morti. Non ci sono lezioni di moralità, giustizia, onestà, o amore. L’unico messaggio del Corano è di credere in allah e nel suo messaggero. Il Corano persuade la gente promettendole ricompense celestiali di sesso illimitato con delicate hourì in paradiso, e la minaccia con fiamme di fuoco infernale. Quando il Corano parla di rettitudine, non intende rettitudine come la intendiamo, ma significa credere in allah e nel suo messaggero. Un islamico può essere un killer e ammazzare un non-islamico, eppure  essere una persona retta. Le buone azioni sono secondarie. Credere in allah e nel suo messaggero sono i propositi definitivi nella vita di una persona.

Dopo aver letto il Corano, sono caduto in profonda depressione. Era difficile accettare tutto ciò. All’inizio ho negato e ho cercato i significati esoterici di questi versi crudeli del Corano, ma tutto invano. Non c’era fraintendimento! Il Corano era, in modo sopraffacente, inumano. Naturalmente conteneva molte scientifiche eresie ed assurdità, ma esse non erano ciò che mi aveva impressionato di più. Era la violenza di questo libro che mi aveva veramente scosso e aveva scosso le fondamenta del mio credo.

L’insidioso Passaggio all’Illuminismo

Dopo la mia amara esperienza con il Corano mi sono ritrovato a viaggiare su una strada tortuosa costellata di tormenti. Ero calciato fuori dal paradiso benedetto dell’ignoranza, dove veniva risposto a tutte le mie domande. Là io non dovevo pensare. Tutto ciò che dovevo fare era credere. Ora, le porte di quel giardino erano chiuse per me, per sempre. Avevo commesso l’impensabile peccato di pensare. Avevo mangiato dall’albero proibito della conoscenza, ed i miei occhi si erano aperti. Potevo vedere la fallacia di tutto ciò e la mia propria nudità. Sapevo non si sarebbe lasciato entrare di nuovo nel paradiso dell’oblio. Una volta che inizi a pensare, non vi appartieni più. Avevo solo una via da percorrere, ed era davanti a me.

Questa strada verso l’Illuminismo si è dimostrata essere più ardua di quello a cui ero preparato. Era scivolosa. C’erano montagne di ostacoli da scavalcare e precipizi di errori da evitare. Ho viaggiato in territori non mappati, da solo, senza sapere cosa avrei trovato poi. È diventata la mia odissea nel reame della comprensione e nella scoperta della verità, che mi ha infine condotto nella terra dell’Illuminismo e della libertà.

Mapperò questi territori per tutti coloro che pure commettono il peccato di pensare, di trovarsi calciati fuori dal paradiso dell’ignoranza, e sono sulla via di una destinazione sconosciuta.

Se dubitate, se il mantello dell’ignoranza in cui vi sete avvolti è caduto in pezzi e vi trovate nudi, sappiate che non potete state più nel paradiso dell’ignoranza. Siete stati scartati per sempre. Proprio come un bambino, che una volta fuori dal ventre non può più tornare indietro, voi non sarete riammessi in quel paradiso benedetto dell’oblio, mai più. Ascoltate qualcuno che è stato là e l’ha fatto, e non aggrappatevi scoraggiati alle porte (di quel paradiso). Quella porta è sigillata.

Invece, io guardo avanti. Avete un viaggio di fronte a voi. Potete volare verso la vostra destinazione o potete andarci a crawl. Io ci sono andato a crawl! Ma poiché ci sono andato a crawl, io conosco questo sentiero piuttosto bene. Io mapperò questa strada, così spero che voi non dobbiate andarci a crawl.

Il passaggio dalla fede all’Illuminismo consiste in sette valli. [Shock, negazione, confusione, colpa, disillusione, depressione, rabbia.]

Shock

Dopo aver letto il Corano la mia prospettiva sulla realtà è stata scossa. Mi sono ritrovato a stare faccia a faccia con la verità e ero spaventato a guardarla. Certamente non era ciò che aspettavo di vedere. Non avevo nessuno da biasimare, da maledire o da chiamare bugiardo. Ho trovato tutte le assurdità dell’Islam e l’inumanità del suo autore leggendo il Corano. Ed ero traumatizzato. Solo questo shock mi ha fatto riprendere i sensi e affrontare la verità. Sfortunatamente questo è un processo molto difficile e doloroso.  I seguaci di Muhammad devono vedere la nuda verità e devono rimanere shockati. Non possiamo continuare a glassare la verità. La verità è amara e deve essere accettata. I fatti sono testardi e si rifiutano di andarsene. Solo allora inizia il processo d’Illuminismo.

Ma poiché la sensibilità di ognuno è differente, ciò che traumatizza una persona può non traumatizzarne un’altra. Persino essendo un uomo sono rimasto shockato quando ho letto che Muhammad istruiva i suoi seguaci di picchiare le loro mogli e chiamava le donne “deficienti in intelligenza”. Eppure sono giunto a sapere che molte donne islamiche non hanno difficoltà ad accettare queste affermazioni denigratorie promosse da loro profeta. Non che concordino di essere deficienti in intelligenza o che credano che la maggioranza degli abitanti dell’inferno siano donne, solo perché il profeta ha detto così, ma esse semplicemente non lasciano entrare quell’informazione. Loro la leggono, ma essa non penetra. Esse negano. La negazione agisce come uno scudo che copre e le protegge, che le salva dall’affrontare il dolore della realtà. Una volta che lo scudo viene piazzato, niente può rimuoverlo. A questo punto le loro credenze devono essere attaccate da altre direzioni. Dobbiamo bombardarle con altri insegnamenti shockanti del Corano. Potrebbero avere un attimo di debolezza per uno di essi. Questo è tutto quello di cui hanno bisogno: un buon trauma. I trauma sono dolorosi, ma possono salvare delle vite. Gli shock vengono usati da medici per far tornare la vita in un paziente morto.

Per la prima volta, internet ha cambiato la bilancia del potere. Ora le brutali forze delle pistole, delle prigioni e degli squadroni della morte sono senza speranze e la penna è onnipotente. Per la prima volta gli islamici non possono fermare la verità uccidendone i messaggeri. Ora un gran numero di loro vengono in contatto con la verità e si sentono senza speranze. Essi vogliono silenziare le voci, ma non possono. Essi vogliono uccidere i messaggeri, ma non possono. Essi cercano di censurare i siti che espongono le loro adorate credenze, a volte essi ce la fanno temporaneamente, ma la maggior parte delle volte non ce la fanno. Ho creato un sito che educa gli islamici in merito al vero Islam. L’ho ospitato su tripod.com. Gli islamisti hanno obbligato tripod a farlo tacere e tripod si è codardamente prestato ad assecondare gli islamici. Ho ottenuto il mio dominio ed il sito è rientrato in funzione in un paio di settimane. Così il vecchio modo di uccidere gli apostati, bruciare i loro libri e silenziarli con il terrore – non funziona. Non possono impedire che la gente legga. Sebbene il mio sito sia censurato in Arabia Saudita, negli Emirati ed in molti altri Paesi islamici, un gran numero di islamici che non hanno mai saputo la verità in merito all’Islam vengono esposti alla verità per la prima volta, ed essi sono shockati.

Ho incontrato una signora in rete che si era convertita all’Islam e aveva iniziato a indossare il velo islamico. Aveva un sito web con una foto di lei completamente coperta in un velo nero insieme alla sua storia di come fosse diventata islamica. Era molto attiva ed era solita avvisare gli altri di non leggere i miei scritti. Ma quando ha letto la storia di Safiyah, la donna ebrea che Muhammad aveva catturato e stuprato dopo aver ucciso il padre di lei, suo marito e molti altri parenti, è rimasta shockata. Ha chiesto ad altri islamici in merito a ciò ma invano. Allora la porta è stata aperta, ed è stata gettata fuori dal paradiso dell’ignoranza. Ha continuato a scrivermi e a porre domande. Infine lei è passata attraverso lo stadio della fede cieca a quello dell’Illuminismo, molto rapidamente, e mi ha scritto ringraziandomi per averla guidata attraverso questo arduo sentiero. Si è complessivamente ritirata dal gruppo yahoo islamico.   

Quando la gente apprende in merito alla non-santa vita di Muhammad e alle assurdità del Corano, rimane shockata. Voglio esporre l’Islam, scrivere la verità in merito alla non-santa vita di Muhammad, le sue parole odiose, le sue affermazioni prive di senso, e bombardare gli islamici con i fatti. Essi saranno arrabbiati. Essi mi malediranno, mi insulteranno e mi diranno che dopo aver letto i miei articoli la loro fede nell’Islam si è “rafforzata”. Ma questo è quando so che ho seminato i semi del dubbio nelle loro menti. Essi dicono tutto ciò perché essi sono shockati e sono entrati nello stadio della negazione. Il seme del dubbio è piantato e germinerà. In alcune persone ci vogliono anni, ma se gli vien data la possibilità, infine germinerà.

Il dubbio è il più grande regalo che possiamo farci gli uni agli altri. È il regalo dell’Illuminismo. Il dubbio ci renderà liberi, farà avanzare la conoscenza, e sbroglierà i misteri di questo universo. La fede ci terrà ignoranti.

Un osso duro che dobbiamo superare è quello della tradizione e dei falsi valori imposti a noi da migliaia di anni di educazione religiosa. Questo mondo valuta ancora la fede e considera il dubbio quale segno di debolezza. La gente parla di uomini di fede con rispetto e disdegna gli uomini di poca fede. Siamo avvitati nei nostri valori. La parola fede significa credere senza prove; credulità significa pure credere senza prove. Perciò non c’è gloria nell’essere dei fedeli. Essere dei fedeli significa credulità, suscettibilità e facile da incantare. Come si può essere orgogliosi di simili qualità?

Dubbio, dall’altra parte, significa l’opposto di quanto sopra. Significa essere capaci di pensare indipendentemente, di porre domande, di essere scettici. Dobbiamo la nostra scienza e la nostra civiltà moderna a uomini e donne che hanno dubitato, non a quelli che credevano.  Coloro che hanno dubitato sono stati i pionieri; essi sono stati i leader del pensiero. Filosofi, inventori, e scopritori. Coloro che credevano e sono morti da seguaci, hanno dato pochi o nulli contributi all’avanzamento della scienza e della capacità di comprendere umana.

 

Tag: AliSina, Apostasia, Bahai, Corano, Cristiani, CriticaIslam, Ebrei, Illuminismo, IslamModerato, IslamRadicale, Altro...Mondo, MondoIslamico

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Risposte a questa discussione

PARTE 3

Negazione

Dopo essere rimasto shockato, o magari simultaneamente, uno nega. La maggioranza degli islamici sono intrappolati nel loro negazionismo. Essi sono incapaci – e non lo vogliono fare – di ammettera che il Corano è un imbroglio e distorcono ogni regola della logica per dimostrare che il Corano è corretto. Ogni volta che sono esposti ad affermazioni shockanti del Corano, o ad un atto reprensibile commesso da Muhammad, erri si ritirano nel diniego. Ciò è quello che ho fatto nella prima fase del mio viaggio. Il negazionismo è un posto sicuro. È la mancanza di volontà ad ammettere che sei stato calciato fuori dal paradiso dell’ignoranza. Cerchi di tornare indietro, riluttante nel compiere il prossimo passo avanti. Nella negazione trovi una zona di conforto. Nella negazione non verrai ferito, tutto è okay, tutto va bene.
La verità è estremamente dolorosa, specialmente se uno è stato abituato alle bugie tutta la sua vita. Non è facile per un islamico vedere Muhammad per quello che era. È come dire ad un bambino che suo padre è un assassino, uno stupratore, un ladro. Un bambino che adula sua padro non sarà in grado di accettarlo, persino se tutte le prove del mondo gli venissero mostrate. Lo shock è così grande che tutto quello che può fare è negarlo. Egli ti chiamerà bugiardo, ti odierà per averlo ferito, ti maledirà, ti considererà il suo nemico, e potrebbe persino esplodere di rabbia e attaccarti fisicamente.
Questa è la fase del diniego. È un meccanismo di auto-difesa. Se il dolore è troppo grande, la negazione lo fa andare via. Se una madre viene informata che suo figlio è morto in un incidente, la prima reazione è spesso il diniego. Al momento delle grandi catastrofi, uno è normalmente sommerso da un senso assopente per cui tutto è un brutto sogno e che infine ti sveglierai e sarà tutto okay. Ma sfortunatamente i fatti sono testardi e non se ne andranno. Uno può vivere in diniego per un po’, ma presto o tardi la verità deve essere accettata.
Gli islamici sono avvolti nelle bugie. Poiché parlare contro l’Islam è un crimine punibile con la morte, nessuno si permette di dire la verità. Coloro che lo fanno, non vivono a lungo. Essi vengono presto silenziati. Così come puoi sapere la verità se tutto ciò che odi sono bugie? Nessuno mette in discussione che il Corano sia un miracolo o raccoglie a sfida di produrre delle surah come ce ne sono in esso.
“E se sei in dubbio in merito a ciò che abbiamo rivelato noi al nostro servitore, allora produci una surah come questa, e affidati al tuo aiutante, che non è Allah, se sei veritiero.” (Corano 2:23)
Poi istruisce i suoi seguaci di uccidere chiunque si permetta di criticarlo o di sfidarlo. Semmai ti permettessi di raccogliere la sfida, e producessi una surah poveramente scritta come il Corano, verresti accusato di prenderti gioco dell’Islam, cosa per cui la punizione è la morte. In questa atmosfera di non-sincerità e d’illusione, la verità è una casualità.
Il dolore di trovarsi faccia a faccia con la verità e di realizzare che tutto ciò in cui si è creduto sono bugie, è estremamente agonizzante. L’unico meccanismo e modo naturale di averci a che fare, è la negazione. La negazione fa andar via il dolore. È un attimo benedetto, sebbene sia nascondere la testa nella sabbia.
Uno non può stare in diniego per sempre. Presto la notte scenderà, e la fredda raggelante realtà ti ghiaccerà le ossa e realizzerai che sei fuori dal paradiso dell’ignoranza. La porta è chiusa e la chiave è stata gettata via. Sai troppo. Sei un reietto. Paurosamente guarderai nel buio e scorgerai una strada appena visibile nel mezzo delle tue incertezze e muoverai i primi passi verso un ignoto destino. Tentennerai e muoverai goffamente, cercando – con incertezza – di rimanere focalizzato. Ma la paura ti sommerge e ogni volta che cerci di correre indietro – nel giardino -, una volta di nuovo ti trovi davanti alle porte chiuse.
La stragrande maggioranza di islamici sono in diniego. Essi stanno all’ombra della porta chiusa. Essi non possono tornare indietro e nemmeno si permettono di andarsene da lì. Coloro che sono dentro il gioradino sono coloro che non l’hanno mai lasciato. Questa porta ti lascerebbe soltanto fuori. Non potresti entrare. Questo giardino benedetto è il giardino della certezza. È riservato ai fedeli, a coloro che non dubitano, a coloro che non pensano. Credono a qualsiasi cosa. Essi crederebbero che la notte è il giorno e il giorno è la notte. Crederebbero che Muhammad si è arrampicato al settimo cielo, si è incontrato con Dio, ha diviso la luna e ha conversato con i jinn.
Come ha detto Voltaire, coloro che credono nelle assurdità, commettono atrocità. Essi credono pure che uccidere gli infedeli sia bene, che bombardare sia santo, che lapidare sia divino, che picchiare le mogli sia prescritto da Dio, e che odiare i non-credenti sia volere di Dio. Questi abitanti del paradiso dell’ignoranza costituiscono la maggioranza. Coloro che dubitano sono ancora la minoranza.
I credenti non vedranno mai la verità se rimangono permanentemente avvolti nelle bugie. Tutto quello che hanno udito fino ad ora è la bugia per cui l’Islam sia buono e se soltanto gli islamici praticassero il verso Islam, il mondo diverrebbe un paradiso, che i problemi che ha l’Islam, sono tutti per colpa degli islamici. Questa è una bugia. La maggior parte degli islamici sono brave persone. Essi non sono peggiori o migliori degli altri. È l’Islam che fa commettere loro atrocità. Quegli islamici che fanno cose cattive sono coloro che seguono l’Islam. L’Islam supporta l’istinto criminale nella gente. Più una persona è islamista, più è assetata di sangue, più vende odio, e diventa una/-o zombie.
Volevo negare ciò che stavo leggendo. Volevo credere che il vero significato del Corano fosse qualcosa di diverso, ma non potevo. Non potevo più prendere in giro me stesso dicendo che questi versi inumani fossero presi fuori contesto. Il Corano non ha un contesto. I versi sono messi insieme prendendo qua e là, e spesso mancano di una qualsiasi coerenza.

Confusione

Coloro che leggono i miei articoli e vengono feriti da ciò che ho detto in merito al Corano e all’Islam, sono fortunati. Essi hanno me da biasimare. Essi possono odiare me, maledire me, e dirigere tutta la loro rabbia a me. Ma quando io ho letto il Corano e ho appreso del suo contenuto, non potevo biasimare nessuno. Dopo essere passato attraverso gli stadi dello shock e della negazione, ero confuso ed ho iniziato a biasimare me stesso. Odiavo me stesso per aver pensato, dubitato e trovato falle in ciò che è considerato come le parole di dio.
Come tutti gli altri islamici, venivo esposto – e le accettavo – a tutte le tante bugie, assurdità e inumanità. Sono stato cresciuto come persona religiosa. Credevo in qualsiasi cosa mi venisse detta. Queste bugie mi sono state date a piccole dosi, gradualmente, fin dalla mia infanzia. Non mi è mai stata data un’alternativa con cui fare un paragone. È come una vaccinazione. Ero immune alla verità. Ma quando ho iniziato a leggere il Corano seriamente, dalla prima all’ultima pagina, ho capito ciò che questo libro effettivamente diceva. Mi sono sentito nauseato. Tutte quelle bugie mi sono improvvisamente apparse davanti.
Le avevo udite tutte e le avevo accettate. Il mio pensiero razionale era stato intorpidito. Ero diventato insensibile alle assurdità del Corano. Quando trovato qualcosa di insensato, lo spazzolavo via e dicevo a me stesso che uno deve guardare al “grande quadro”. Questo idilliaco grande quadro, comunque, non si trovava da nessuna parte eccetto che nella mia propria mente. Mi ero dipinto un Islam perfetto. Così tutte quelle assurdità non mi disturbavano perché non vi prestavo attenzione. Quando ho letto l’intero Corano ho scoperto un quadro distintamente differente rispetto a quello nella mia mente. Il nuovo quadro dell’Islam emergeva dalle pagine del Corano, ed era violento, intollerante, irrazionale, arrogante, ben diverso dal grido per cui l’Islam è una religione di pace, eguaglianza, tolleranza.
Di fronte a queste tante assurdità, dovevo negarle, per mantenere la mia salute mentale. Ma per quanto potevo continuare a negare la verità, quando era laffuori luminosa come un sole davanti a me? Stavo leggendo il Corano in arabo, così non potevo biasimare una cattiva traduzione. Più tardi ho letto altre traduzioni. Ho realizzato che molte traduzioni in inglese non sono affidabili. I traduttori hanno cercato molto duramente di nascondere l’inumanità e la violenza nel Corano, girando le parole e aggiungendo le loro proprie parole, a volte fra parentesi o virgolette, per addolcire il tono drastico. Il Corano arabo è molto più shockante delle sue traduzioni in inglese.
Ero confuso e non sapevo dove girarmi. La mia fede era stata scossa e il mio mondo si era sgretolato. Non potevo più negare ciò che stavo leggendo. Ma non potevo accettare la possibilità che tutto ciò fosse un’enorme bugia. “Come può essere”, ho continuato a chiedermi, “che così tanta gente non ha visto la verità, mentre io l’ho vista? Come hanno potuto grandi visionari come Jalaleddin Rumi non vedere che Muhammad era un impostore e che il Corano è un imbroglio, mentre io lo vedo?”. È stato allora che sono entrato nella fase del senso di colpa.

Colpa

Il senso di colpa è durato per molti mesi. Odiavo me stesso per avere questi pensieri. Sentivo che dio stava testando la mia fede. Provavo vergogna. Parlavo con la gente che aveva studiato, e di cui mi fidavo, la gente che non solo aveva la conoscenza, ma che io ritenevo saggia. Udivo molto poco che potesse spegnere il fuoco bruciante in me. Uno di questi uomini istruiti mi ha detto di non leggere il Corano per un po’. Mi ha detto di pregare e di leggere solo libri che avrebbero rafforzato la mia fede. L’ho fatto, ma non mi ha aiutato. I pensieri in merito ai versi assurdi, a volta rudi, ridicoli, del Corano, continuavano a pulsarmi nella testa. Ogni volta che guardavo verso la mia libreria, e vedevo quel libro, sentivo un dolore. Lo prendevo, lo nascondevo dietro gli altri libri. Pensavo che se non lo avessi pensato per un po’, i miei pensieri negativi se ne sarebbero andati, e che avrei riguadagnato la mia fede. Ma non se ne andavano. Negavo tutto quello che potevo, finché non ho più potuto. Ero shockato, confuso, mi sentivo in colpa e tutto ciò era doloroso.
Questo periodo di colpa è durato a lungo. Un giorno ho deciso che era ora di finirla. Mi sono detto che non era un mio errore. Non avrei continuato a portare questo senso di colpa per sempre, pensando a cose che non avevano alcun senso per me. Se dio mi aveva dato un cervello, è perché voleva che lo usassi. Se ciò che percepisco come giusto e sbagliato è distorto, non è un mio errore. Se mi dice che uccidere è sbagliato, io so che è sbagliato perché non voglio essere ucciso. Quindi perché il messaggero ha ucciso così tanta gente innocente ed ha ordinato ai suoi seguaci di uccidere coloro che non credono? Se lo stupro è male, e so che è male perché non voglio che accada alla gente a cui voglio bene, perché il profeta di allah ha stuprato le donen che ha catturato in guerra? Se la schiavitù è male, e so che è male perché odio perdere la mia libertà e diventare uno schiavo, perché il profeta di dio ha schiavizzato così tanta gente e si è fatto ricco vendendola? Se l’imposizione della religione è male, e so che è male perché non mi piace che un’altra persona forzi su di me una religione che non voglio, allora perché il profeta ha elogiato la jihad ed ha esortato i suoi seguaci ad uccidere i non-credenti, a prendere i loro possedimenti, e a distribuire le loro donne e bambini come bottino di guerra? Se dio mi dice qualcosa di buono, e so che è buono perché ne ho un buon sentimento, allora perché il suo profeta fa l’opposto di ciò?
PARTE 4

Disillusione

Quando questo senso di colpa è scivolato dalle mie spalle, disperazione, disillusione e cinismo ne sono seguiti. Mi sono sentito dispiaciuto per aver sprecato così tanti anni della mia vita, e per tutti gli islamici che sono ancora intrappolati in queste schiocche credenze, e per tutti coloro che hanno perso le loro vite in nome di queste false dottrine, e per tutte le donne in – virtualmente – tutti i Paesi islamici che soffrono ogni sorta di abuso e di oppressione. Esse non sanno nemmeno che vengono abusate.
Ho pensato a tutte le guerre sollevate in nome della religione, così tanta gente morta per niente. Milioni di credenti hanno lasciato le loro case e famiglie per sollevare una guerra in nome di dio, non ritornando mai, pensando che stessero diffondendo la fede in dio. Loro hanno massacrato milioni di persone innocenti. Civiltà sono state distrutte, librerie sono state bruciate, e così tanta conoscenza è stata perduta, per nulla. Mi sono ricordato mio padre che si svegliava nelle prime ore del mattino, e nell’acqua ghiacchiata dell’inverno praticare voodoo. Mi sono ricordato che lui tornava a casa affamato e assetato durante il mese del digiuno, e ho pensato ai bilioni di persone che torturano loro stesse in quel modo, per niente. Realizzare il fatto che tutto ciò in cui credevo erano bugie, e che tutto ciò che stavo facendo era sprecare la mia vita, e il fatto che bilioni di altre persone sono ancora perse in questo arido deserto di ignoranza, a caccia di un miraggio, che a loro sembra acqua, è stato sconcertante.
Prima di ciò dio era nei miei pensieri. Ero solito parlare con lui nella mia immaginazione, e quelle conversazioni mi convincevano. Pensavo che dio mi stesse guardando e prendendo nota di tutte le mie buone azioni. Il sentimento che qualcuno mi stesse sorvegliando, guidasse i miei passi e mi proteggesse, era molto confortante. Era difficile accettare che non ci fosse una cosa come allah e persino che se ci fosse stato un dio, non fosse allah. Non lasciavo la mia credenza in dio, ma allora ho capito con certezza che se ci fosse stato un fautore dell’universo, non poteva essere la divinità che Muhammad aveva stabilito. Allah era profondamente ignorante. Il Corano è pieno d’errori. Nessun creatore di questo universo potrebbe essere tanto stupido potrebbe essere tanto stupido, come appare essere il dio nel Corano. Allah non poteva essere esistito altrove che nella mente di un uomo malato. Ho capito che non era altro che un’invenzione dell’immaginazione di Muhammad, e nient’altro. Quanto mi sono risentito, realizzando che durante tutti questi anni stavo pregando una fantasia.

Depressione

Questo sentimento di perdita e contrarietà è stato accompagnato da un senso di tristezza, un certo tipo di depressione. È stato come se il mio intero mondo fosse caduto a pezzi. Mi sentivo come se il terreno su cui stavo non era più lì, ed io stessi cadendo in un pozzo senza fondo. Senza esagerare, mi sentivo come se fossi all’inferno.
Mi sentivo estraniato, pregando di essere aiutato ma nessuno mi poteva aiutare. Mi vergognavo dei miei pensieri e mi odiavo per aver simili pensieri. Il senso di colpa era accompagnato da un profondo senso di perdita e di depressione. Di regola, sono uno che pensa positivo. Vedo la parte buona di ogni cosa. Penso sempre che domani sarà meglio di oggi. Non sono il tipo di persona che cade facilmente depressa. Ma questo sentimento di perdita era sopraffacente. Mi ricordo ancora quel peso sul mio cuore. Pensavo che dio mi avesse abbandonato e non sapevo perché. “È questa una punizione divina?” Continuavo a chiedermelo. Non ricordo di aver ferito qualcuno, mai. Lasciavo i miei affari per aiutare chiunque incrociassi, e mi chiedeva aiuto. Così, perché punirmi in questo modo? Perché egli non rispondeva alle mie preghiere? Perché mi ha lasciato a me stesso e con questi pensieri a cui non riuscivo a trovare risposta? Egli vuole testarmi? Allora, dov’erano le risposte alle mie preghiere? Supererei l’esame qualora diventassi stupido e smettessi di usare il mio cervello? Se è così, perché egli mi ha dato un cervello? Solo la gente sciocca supererebbe il test della fede?
Mi sentivo tradito e violentato. Non potevo dire quale sentimento fosse predominante. A volte ero disilluso, triste, o sgomento. Persino se la fede è falsa, resta dolce. È veramente confortevole credere.
In contrapposizione ai miei sentimenti di tristezza e di perdita, mi sentivo liberato. Curiosamente non mi sentivo più confuso o colpevole. Sapevo con certezza che il Corano era un imbroglio e che Muhammad era un impostore.
Per superare questa tristezza ho cercato di tenermi occupato con altre attività. Ho persino preso lezioni di danza ed ho sperimentato cosa significhi essere vivi, essere liberi dal senso di colpa, godersi la vita ed essere semplicemente normale. Ho realizzato quanto mi fossi perso e quando scioccamente avevo deprivato me stesso dei semplici piaceri della vita. Naturalmente il diniego è il modo in cui le sette esercitano il loro controllo sui loro credenti. Io negavo a me stesso i più semplici piaceri della vita, stavo vivendo in costante paura di dio, e pensavo che ciò fosse normale. Sto parlando di piaceri come dormire al mattino, danzare, frequentare qualcuno, o sorseggiare un bicchiere di un buon vino.

Rabbia

A questo punto, sono entrato in un altro stadio del mio viaggio spirituale verso l’Illuminismo. Mi sono arrabbiato. Arrabbiato per aver creduto a quelle bugie per così tanti anni, per aver sprecato molti anni della mia vita cacciando una chimera. Arrabbiato con la mia cultura per avermi tradito, per i valori sbagliati che mi ha dato, con i miei genitori per avermi insegnato una bugia, con me stesso per non aver pensato prima, per aver creduto in bugie, per essermi fidato di un impostore, con dio per avermi mollato, per non essere intervenuto – fermandole – contro le bugie che venivano disseminate in suo nome.
Quando vedevo le foto di milioni di islamici che, con tanta devozione, andavano in Arabia Saudita, molti spendendo i risparmi di una vita, per svolgere l’haji, mi sono arrabbiato con le bugie con cui questa gente è stata cresciuta. Quando sapevo che qualcuno si era convertito all’Islam, qualcosa che gli islamici amano pubblicizzare, mettendola giù pesante, mi rattristavo ed arrabbiavo. Ero triste per quella povera anima, e arrabbiato per le bugie.
Ero arrabbiato con il mondo intero, che cerca di proteggere questa bugia, difenderla, e persino abusare di te se levi la tua voce per cercare di dire loro ciò che sai. Non sono solo gli islamici, ma persino gli occidentali che non credono all’Islam. È okay criticare qualsiasi cosa, tranne l’Islam. Ciò che mi ha strabiliato e mi ha reso persino più arrabbiato, è stato la resistenza che ho affrontato quando ho cercato di dire agli altri che l’Islam non è la verità.
Fortunatamente questa rabbia non è durata a lungo. Sapevo che Muhammad non era il messaggero di dio ma un ciarlatano, un demagogo la cui una intenzione era di infinocchiare la gente e soddisfare le sue proprie ambizioni narcisistiche. Sapevo che tutte quelle storie infantili di inferno con fuoco ardente e di paradiso con fiumi di vino, latte e miele, ed orgie, erano una le invenzioni di una mente malata, incolta, insicura e minacciosa, di un uomo in disperato bisogno di dominare ed affermare la sua propria autorità.
Ho realizzato che non potevo essere arrabbiato con i miei genitori; poiché essi hanno fatto del loro meglio e mi hanno insegnato quello che pensavano fosse il meglio. Non potevo essere arrabbiato con la mia società o cultura, perché la mia gente era tanto malamente informata quando i miei genitori e me stesso. Dopo aver pensato, ho realizzato che tutti erano delle vittime. Che c’è un bilione o più di vittime. Persino coloro che fanno vittime, sono vittime dell’Islam. Come potevo biasimare gli islamici se essi non sanno cosa difende l’Islam, e onestamente, sebbene erroneamente, credono che esso sia una religione di pace?
PARTE 5

Muhammad il narcisista

Cosa dire di Muhammad? Dovrei essere arrabbiato con lui, perché ha mentito, illuso, e furoviato la gente? Muhammad era un uomo emotivamente malato che non aveva il controllo di sé. È cresciuto come orfano curato da cinque diversi genitori affidatari, prima che raggiungesse l’età di otto anni. Appena si attaccava a qualcuno, veniva staccato e dato a qualcun altro. Ciò deve essere stato duro per lui, ed è andato a detrimento della sua salute emozionale. In quanto a bambino deprivato di amore e di un senso di appartenenza, è cresciuto con profondi sentimenti di paura e di mancanza di fiducia in sé. È diventato un narcisista. Un narcisista è una persona che non ha ricevuto sufficiente amore nella sua infanzia, che è incapace di amare, ma invece brama attenzione, di essere rispettato e riconosciuto. Vede il suo valore secondo come lo vedono gli altri. Senza questo riconoscimento, si sente nessuno. Diventa manipolativo e un bugiardo patetico.
I narcisisti sono sognatori grandiosi. Essi vogliono conquistare il mondo e dominare chiunque. Solo tramite i loro sogni megalomani il loro narcisismo viene soddisfatto.
Alcuni famosi narcisisti sono Hitler, Mussolini, Stalin, Saddam Hussein, Idi Amin, Pol Pot a Mao. I narcisisti sono intelligenti, eppure rottami emozionali. È gente molto disturbata. Essi pongono a loro stessi obiettivi estremamente alti. I loro obiettivi hanno sempre a che vedere con la dominazione, il potere e il rispetto. Non sono nessuno se vengono negletti. I narcisisti spesso cercano alibi per imporre il loro controllo sulle loro vittime incosapevoli. Per Hitler era il partito e la razza, per Mussolini era il fascismo o l’unità della Nazione contro gli altri, e per Muhammad era la religione. Queste cause sono solo strumenti per la loro ricerca di potere. Invece di promuovere loro stessi, i narcisisti promuovono una causa, un’ideologia, o una religione, mentre presentano loro stessi come l’unica autorità e l’unico rappresentante di questa causa. Hitler non chiedeva ai tedeschi di amarlo come persona, ma di amarlo e rispettarlo perché era il Führer. Muhammad non poteva chiedere ad alcuno di obbedirgli. Ma ha potuto facilmente chiedere ai suoi seguaci di obbedire ad allah e al suo messaggero. Naturalmente allah era l’alter ego proprio di Muhammad, così tutta l’obbedienza era a lui, in sede finale. In questo modo lui ha potuto facilmente esercitare controllo sulla vita di chiunque, dicendo loro che era il rappresentante di dio e ciò che diceva era ciò che dio ordinava.
Il Dr. Sam Vaknin, l’autore di “amore per aé maligno – il narcisismo rivisitato”, spiega: “Chiunque è un narcisista, a vari livelli. Il narcisismo è un fenomeno salutare. Aiuta a sopravvivere. La differenza fra il narcisismo salutare e quello patologico è, proprio, la misura. Il narcisismo patologico e la sua forma estrema NPD (il disturbo narcisista patologico), è caratterizzato da un’estrema mancanza di empatia. Il narcisista considera e tratta l’altra gente come oggetti da essere sfruttati. Li usa per ottenere risorse narcisiste. Crede che sia autorizzato a ricevere un trattamento speciale perché possiede queste grandiose fantasie in merito a sé stesso. Il narcisista NON è consapevole di sé. Le sue cognizione ed emotività sono distorte.”
Quanto sopra descrive perfettamente Muhammad. Muhammad era un uomo spietato e senza sentimenti. Quando decise che gli ebrei gli erano inutili, smise di rispettarli e li eliminò tutti. Massacrò tutti gli uomini di bani qurayza ed esiliò ed ammazzò ogni altro ebreo e cristiano d’Arabia. Certamente se dio avesse voluto distruggere questa gente non avrebbe avuto bisogno dell’aiuto del suo messaggero.
Così ho trovato che non ci fosse ragione per essere arrabbiato con un uomo emotivamente malato, morto molto tempo fa. Muhammad è stato vittima di sé stesso, della stupida cultura della sua gente, dell’ignoranza di sua madre che, invece di tenerlo nei primi anni della sua vita, quando aveva più bisogno dell’amore di lei, l’ha affidato ad una donna beduina per crescerlo così che lei potesse trovare un nuovo marito.
Muhammad era un uomo di con profonde cicatrici emotive. Il Dr. Vaknin scrive che un narcisista “mente a sé stesso e agli altri, proiettando “l’intoccabilità”, l’immunità emotiva, e l’invincibilità. Per un narcisista “tutto è più importante della vita. Se è cortese, allora lo è aggressivamente. Le sue promesse sono esotiche, le sue critiche violente e malevole, la sua generosità è sciocca.” Non è questa l’immagine che il profeta ha proiettato di sé?
Non posso criticare gli arabi del VII secolo per non essere stati in grado di discernere il fatto che Muhammad fosse malato e non un profeta, che le sue esotiche promesse, i suoi massicci sogni di conquista e di sottomissione delle grandi Nazioni, quando era solo un indigente, fossero causate dalle sue complicazioni emotive patologiche e non fossero dovute ad una potenza divina. Come potrei biasimare questi arabi ignoranti per essere caduti preda di un uomo come Muhammad, quando solo nel secolo passato, milioni di tedeschi sono caduti preda del carisma di un altro narcisista che, proprio come Muhammad, ha fatto grandi promesse, è stato spietato e manipolatore, ed è stato altrettanto ambizioso?
Dopo averci pensato seriamente, ho realizzato che non c’è una singola persona con cui potessi essere arrabbiato. Ho realizzato che eravamo tutti vittime e carnefici allo stesso tempo. L’accusato è l’ignoranza. A causa della nostra ignoranza crediamo in ciarlatani e nelle loro bugie, permettiamo loro di disseminare odio fra noi in nome di false divinità, ideologie o religioni. Questo odio ci separa gli uni dagli altri, e ci impedisce di vedere la nostra unità, e di comprendere che siamo tutti membri della razza umana, collegati gli uni agli altri, ed interdipendenti.
È stato allora che la mia rabbia ha dato avvìo ad un profondo senso di empatia, compassione ed amore. Mi sono fatto una promessa, di combattere questa ignoranza che divide la razza umana. Abbiamo pagato, e lo stiamo ancora facendo, caramente per la nostra disunione. Questa disunione è causata dall’ignoranza, e l’ignoranza è il risultato di false credenze e perniciose ideologie che vengono macchinate da individui emozionalmente insani, per motivi che servono a loro stessi.
Le ideologie ci separano. Le religioni causano disunione, odio, combattimenti, uccisioni ed antagonismo. Quali membri della razza umana, non abbiamo bisogno alcuna ideologia, causa o religione, per essere uniti.
Ho realizzato che il proposito della vita non è credere, ma dubitare. Ho realizzato che nessuno può insegnarci la verità perché la verità non può essere insegnata. Può solo essere sperimentata. In realtà, nessuna religione, filosofia o dottrina può insegnarti la verità. La verità è nell’amore che abbiamo per i nostri compagni esseri umani, è la risata di un bambino, l’amore di un genitore e di un figlio, e le nostre relazioni con gli altri. La verità non è nelle ideologie. L’unica cosa che è reale, è l’amore.

Sintesi

Il processo di andare dalla fede all’illuminismo è un arduo e doloroso processo. Lasciateci prendere un termine dal Sufismo [*] e chiamarlo “le sette valli dell’illuminismo”.
La fede è lo stato dell’essere confinato nell’ignoranza. Continuerai a stare nella benedetta ignoranza finché non verrai shockato ed obbligato ad uscirne. Questo shock è la prima valle.
La prima reazione naturale allo shock è la negazione. Il diniego agisce come uno scudo. Attutisce il dolore e ti protegge dall’agonia legata all’uscire dalla zona confortevole. La zona confortevole è dove ci sentiamo a nostro agio, dove troviamo che tutto sia familiare, dove non affrontiamo nuove sfide, o l’ignoto. Questa è la seconda valle.
La crescita non avviene nelle zone confortevoli. Al fine di andare avanti ed evolvere abbiamo bisogno di uscire dalle nostre zone confortevoli. Non lo facciamo finché non rimaniamo shockati. È pure naturale attutire il dolore dello shock tramite la negazione. A questo momento abbiamo bisogno di un altro shock, e potremmo decidere di riparaci di nuovo, con un altro diniego. Di più una persona viene esposta ai fatti, di più resta shockata, di più cerca di proteggersi con ulteriori negazioni. Ma il diniego non elimina i fatti. Esso ci ripara solo momentaneamente. Quando veniamo esposti ai fatti, ad un certo punto non saremo più in grado di continuare a negarli. Improvvisamente non siamo più in grado di tener su le nostre difese e la parete del diniego verrà tirata giù. Non possiamo continuare a nascondere le nostre teste nella sabbia, perpetuamente. Una volta che il dubbio si è installato, avrà un effetto domino e ci troveremo colpiti da ogni direzione da fatti che fino a quel momento avevamo evitato o negato. Improvvisamente tutte quelle assurdità che avevamo accettato e persino difeso, non sono più logiche e le rigettiamo.
Siamo allora condotti in una fase dolorosa di confusione, e questa è la terza valle. Le vecchie credenze sembrano irragionevoli, sciocche e inaccettabili, eppure non abbiamo nulla a cui aderire. Questa valle, credo, è la fase peggiore nel passaggio dalla fede all’illuminismo. In questa valle perdiamo la nostra fede senza aver trovato l’illuminismo. Di base stiamo sostando nel nulla. Sperimentiamo una caduta libera. Chiediamo aiuto ma tutto ciò che vi vien dato sono alcuni cliché senza senso. Sembra che coloro che cercano di aiutarci abbiamo perduto loro stessi, eppure sono così convinti. Essi credono in ciò che non sanno. Le argomentazioni che presentano non sono affatto logiche. Si aspettano che crediamo senza porre domande. Essi portano l’esempio della fede altrui. Ma l’intensità della fede di altra gente non dimostra che ciò in cui essi credono sia la verità.
Questa confusione lascia infine posto alla quarta valle, il senso di colpa. Ti senti in colpa per pensare. Ti senti colpevole per dubitare, per porre domande, per non comprendere. Ti senti nudo e ti vergogni dei tuoi pensieri. Pensi che è un tuo errore se le assurdità menzionate nei tuoi libri sacri non abbiano alcun senso per te. Pensi che dio ti abbia abbandonato o che stia testando la tua fede. In questa valle ti senti lacerato dalle tue emozioni e dal tuo intelletto. Le emozioni non sono razionali, ma esse sono estremamente potenti. Vuoi tornare indietro al paradiso dell’ignoranza, disperatamente vuoi credere ma semplicemente non puoi. Hai commesso il peccato di pensare. Hai mangiato il frutto proibito dall’albero della conoscenza. Hai fatto arrabbiare il dio del tuo immaginario.
Infine decidi che non c’è alcun bisogno di sentirsi colpevole per comprendere. Questo senso di colpa non ti appartiene. Ti senti liberato ma allo stesso tempo scoraggiato per tutte quelle bugie che ti hanno tenuto ignorante e per il tempo che hai buttato via. Questa è la valle della disillusione. Allo stesso tempo sei soggiogato dalla tristezza. Ti senti liberato; eppure, come quando si esce di prigione dopo averci speso una vita intera, sei sommerso da un profondo senso di depressione. Ti senti solo e nonostante la tua libertà, ti manca qualcosa. Ponderi il tempo che hai perso. Pensi alla tanta gente che crede(va) in questa insensatezza e che scioccamente sacrifica(va) tutto per essa, incluse le loro vite. Le pagine della storia sono scritte con il sangue della gente che è stata uccisa in nome di yahweh, allah o altri dei. Tutto per niente! Tutto per una bugia!
Allora entri nella sesta valle, quella della rabbia. Ti arrabbi con te stesso, e con qualsiasi altra cosa. Realizzi quanto della tua preziosa vita hai perduto credendo in così tante bugie.
Ma poi realizzi che sei fortunato per avercela fatta fin qui, e che ci sono bilioni di altri che stanno ancora cercando di proteggere loro stessi con il diniego e senza avventurarsi fuori dalla loro zona confortevole. Essi stanno ancora guadando il pantano della prima valle. A questo stadio, quando sei completamente libero dalla fede, dal senso di colpa e dalla paura, sei pronto per capire la verità ultima e sbrogliare i misteri della vita. Sei pieno di empatia e di compassione. Sei pronto ad essere illuminato. E l’illuminazione giunge quando realizzi che la verità è nell’amore e nella nostra relazione con i nostri compagni esseri umani, e non in una religione o in una setta. Realizzi che la verità è una terra senza sentiero. Nessun profeta o guru ti ci può condurre. Ci sei già.
In questa odissea non sei solo. Hai un fastidioso compagno che non ti lascerà. Cercherà di impedire il tuo avanzamento e cercherà di fermare il tuo incedere. È la tua paura: la paura della punizione, dell’inferno, o del post-morte. È completamente irrazionale, eppure ti controlla e agisce sulla tua mente subconscia, ad ogni passo sulla via. Il passaggio dalla fede all’illuminismo è arduo e non sarai in grado di fare il primo passo se non sei in grado di liberarti delle tue paure. Ti libererai di loro completamente solo quando arriverai alla tua destinazione e sarai illuminato. Allora tu rompi la catena della paura e acquisisci ali d’illuminismo. Questa è la vera liberazione.

[*] N.d.T.

Il Sufismo è nato quale meticciato fra l’Islam imposto alle popolazioni buddiste – asiatiche – conquistate e sottomesse, ed è sostanzialmente Buddismo trasformato in Islam, ovvero è filosofia buddista, ma attribuita Muhammad e ad allah, e non al suo originale promotore (Siddharta Gautama, di famiglia induista, indiana). Questo è probabilmente dovuto al fatto che sotto la dominazione islamica nessun altra personalità e divinità è lodabile, oltre a Muhammad e ad allah. Attribuire la saggezza locale all’Islam (al suo profeta e al suo dio) è un modo, uno stratagemma, per preservarla. Dal Buddismo non sono stati presi solo concetti (la stessa idea di “sette valli” richiama quella del “sentiero ottopartito”), ma anche detti (per esempio “Sciocco è colui che guarda il dito che indica la luna”). Il Sufismo non è quindi Islam, ma Buddismo, laddove però il comportamento di Muhammad si è rivelato essere in contrapposizione a quello Siddharta Gautama, il cui insegnamento ha avuto per fulcro la compassione, a parole e a fatti. Pare evidente che l’attibuzione dei concetti e detti sufisti/buddisti all’Islam (a Muhammad e ad allah) è stata solo una strategia per permettere ai primi di sopravvivere sotto il colonialismo ed imperialismo del secondo, nei Paesi originalmente induisti/buddisti (vedi per esempio l’Indonesia. Ne fa riferimento indiretto l’autore V. S. Naipaul nel suo “Fedeli ad Oltranza”, Gli Adelphi, 1998). Aderire al Buddhismo o al Sufismo/Islam, sono sono comunque due scelte diametralmente diverse, per quel che riguarda il loro impatto sulla comunità locale ed internazionale.

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We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

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These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
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