The 4 Freedoms Library

It takes a nation to protect the nation


Lega degli Stati arabi, Carta araba sui Diritti umani, 22 maggio 2004,
ristampata nel 12 Int'l Hum. Rts. Rep. 893 (2005),
entrata in vigore il 15 marzo 2008.


 

Nota del Traduttore (ENG à ITA)

 

In Rosso verranno segnati quegli Articoli o Paragrafi, interi o parziali, che difendono smaccatamente il Mondo arabo-islamizzato, la sua Mentalità, la sua Religione, e la sua Cultura, la sua Legge, ed escludono, da questa “Carta dei Diritti umani”, il Resto dell’Umanità ed i suoi Interessi.

In Blu verranno segnati quegli Articoli o Paragrafi, interi o parziali, che risultano ambigui, in quanto decretano apparentemente dei Diritti umani universali, ma potrebbero anche essere stati redatti per – in qualche modo – difendere determinati Crimini che sono stati commessi, in Passato, da Persone (arabo-)islamiche.

A questi Articoli o Paragrafi verranno aggiunte delle Note a Piè di Pagina, intese a mettere in Luce l’Ambiguità di cui sopra.

In Verde verranno segnati quegli Articoli o Paragrafi, interi o parziali che, apparentemente effettivamente, celebrano dei Diritti umani universali, che – se non ancora riconosciuti – dovrebbero esserlo.

 

La Carta araba sui Diritti umani 
[ http://www1.umn.edu/humanrts/instree/loas2005.html?msource=UNWDEC19... ]

 

PARTE 1

 

Basata sulla Fede della Nazione araba nella Dignità della Persona umana, che Dio ha esaltato fin dall’Inizio della Creazione, e per il Fatto che la Casa arabe è il Crogiuolo delle Religioni e delle Civiltà, i cui nobili Valori affermano il Diritto umano ad una Vita decente basata sulla Libertà, sulla Giustizia e sull’Eguaglianza,

In Appoggio agli eterni Principi di Fratellanza, Eguaglianza, e Tolleranza fra gli Esseri umani, consacrati dalla nobile Religione islamica e dalle altre Religioni divinamente rivelate,

essendo orgogliosi dei Valori umanitari e dei Principi che la Nazione araba ha stabilito attraverso la sua lunga Storia, che hanno giocato un Ruolo principale nella Diffusione della Conoscenza fra Oriente ed Occidente, rendendo la Regione un Punto di Riferimento per il Mondo intero e una Destinazione per i Ricercatori di Conoscenza e Saggezza,

credendo nell’Unità della Nazione araba, che combatte per la sua Libertà e difende il Diritto delle Nazioni all’Auto-determinazione, alla Preservazione della loro Ricchezza e allo Sviluppo; credendo nella Superiorità della Legge e nei suoi Contributi alla Protezione dei Diritti umani universali e correlati fra loro, e convinta che il Godimento della Libertà, Giustizia ed Eguaglianza di Opportunità, per la Persona umana sia una Misura valoriale fondamentale di qualsiasi Società,

rigettando ogni Forma di Razzismo e di Sionismo, che costituisce una Violazione dei Diritti umani e una Minaccia alla Pace e alla Sicurezza internazionale, riconoscendo lo stretto Legame che esiste fra i Diritti umani e la Pace e la Sicurezza internazionali, riaffermando i Principi della Carta delle Nazioni unite, la Dichiarazione universale dei Diritti umani e le Prescrizioni della Convenzione internazionale sui Diritti civili e politici, e la Convenzione internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali, ed avendo Riguardo per la Dichiarazione del Cairo sui Diritti umani nell’Islam,

gli Stati che partecipano alla Carta sono stati concordi come segue:

 

Articolo 1

 

La presente Carta cerca, in seno al Contesto dell’Identità nazionale degli Stati arabi e del loro Senso di Appartenenza ad una Civiltà comune, di realizzare i seguenti Obiettivi:

  1. piazzare i Diritti umani al Centro delle loro Preoccupazioni nazionali degli Stati arabi, rendendoli Ideali eccellenti e fondamentali che plasmino il Volere dell’Individuo negli Stati arabi, e gli permettano di migliorare la sua Vita in Accordo con i nobili Valori umani;
  2. insegnare alla Persona umana negli Stati arabi l’Orgoglio per la sua Identità, la Lealtà al suo Paese, alla sua Storia e ai suoi comuni Interessi, ed instillargli la Cultura della Fratellanza, Tolleranza ed Apertura umana verso gli Altri, in Accordo con i Principi e i Valori universali, e con quelli proclamati negli Strumenti internazionali per i Diritti umani;
  3. preparare le nuove Generazioni negli Stati arabi ad una Vita libera e responsabile in una Società civile che sia caratterizzata dalla Solidarietà, fondata sul Bilanciamento fra Consapevolezza dei Diritti e Rispetto degli Obblighi, e governata dai Valori di Eguaglianza, Tolleranza e Moderazione;
  4. trincerare il Principio per cui tutti i Diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e correlati fra loro.

Articolo 2

  1. Tutti i Popoli hanno il Diritto all’Auto-determinazione, e al Controllo delle loro Ricchezze e Risorse naturali, ed il Diritto di scegliere liberamente il loro Sistema politico, e di perseguire liberamente il loro Sviluppo economico, sociale e culturale.Tutti i Popoli hanno il Diritto alla Sovranità nazionale e all’Integrità territoriale.
  2. Ogni Forma di Razzismo, Sionismo e Occupazione e Dominazione straniera costituisce un Impedimento alla Dignità umana e una Barriera maggiore all’Esercizio dei Diritti fondamentali della Gente; tutte queste Pratiche devono essere condannate e Sforzi devono essere profusi per la loro Eliminazione.
  3. Tutti i Popoli hanno il Diritto di resistere all’Occupazione straniera. 

Articolo 3

  1. Ogni Stato aderente alla presente Carta si impegna ad assicurare a tutti gli Individui soggetti alla sua Giurisdizione, il Diritto di beneficiare dei Diritti e delle Libertà stabiliti, senza Distinzione sulla Base della Razza, del Colore, del Sesso, della Lingua, del Credo religioso, dell’Opinione, del Pensiero, dell’Origine nazionale o sociale, della Ricchezza, dell’Invalidità per Nascita, o fisica o mentale.
  2. Gli Stati aderenti alla presente Carta devono prendere le Misure richieste per garantire l’effettiva Eguaglianza, nel Godimento di tutti i Diritti e di tutte le Libertà custodite nella presente Carta, al fine di assicurare la Protezione contro ogni Forma di Discriminazione sulla Base di uno qualsiasi dei Motivi citati nel Paragrafo precedente.
  3. Uomini e Donne sono uguali, per rapporto agli umani Dignità, Diritti e Doveri, all’interno della Cornice della Discriminazione positiva stabilita in favore delle Donne dalla Shariah islamica, ed altre Leggi divine, e questo per mezzo di Leggi applicabili e Strumenti legali.   In Accordo a ciò, ogni Stato aderente promette di prendere tutte le Misure richieste per garantire le eguali Opportunità e la effettiva Eguaglianza fra Uomini e Donne, nel Godimento di tutti i Diritti mostrati in questa Carta.

Articolo 4

 

1. In Situazioni eccezionali di Emergenza, che minacciano la Vita della Nazione e l’Esistenza di ciò che è stato ufficialmente proclamato, gli Stati aderenti alla presente Carta possono prendere Misure che le svincolano dalle loro Obbligazioni sotto la presente Carta, per quanto strettamente richiesto dalle Esigenze della Situazione, premesso che queste Misure non siano incoerenti per rapporto alle loro altre Obbligazioni sotto la Legge internazionale, e non coinvolgano Discriminazioni meramente basate sulla Base della Razza, del Colore, del Sesso, della Lingua, della Religione e dell’Origine sociale.

2. In Situazioni eccezionali di Emergenza, nessuna Deroga deve essere fatta rispetto l’Osservanza degli Articoli: 5, 8, 9, 10, 13, 14 – Paragrafo 6 -, 15, 18, 19, 20, 22, 27, 28, 29 e 30. Inoltre, le Garanzie giudiziali richieste per la Protezione dei Diritti precedentemente citati, non devono essere sospese.

3. Qualsiasi Stato aderente alla presente Carta che si avvale del Diritto di Deroga, deve immediatamente informare gli altri Stati aderenti, per tramite del Segretario generale della Lega degli Stati arabi, dei Provvedimenti a cui ha derogato, e delle Ragioni per cui ha attuato ciò. Un’ulteriore Comunicazione deve essere fatta, per tramite dello stesso Intermediario, sulla Data in cui una simile Deroga termina.

 

Articolo 5

  1. Ogni Essere umano ha l’inerente Diritto alla Vita.
  2. Questo Diritto deve essere protetto dalla Legge. Nessuno deve essere arbitrariamente privato della sua Vita.

Articolo 6

 

Sentenze di Morte possono essere imposte solo per i Crimini più seri, in Accordo con le Legge in Vigore nel momento in cui viene commesso il Crimine, ed in Seguito al Giudizio finale emesso da un Tribunale competente. Chiunque sentenziato di Morte deve avere il Diritto di chiedere Perdono o di avere una Commutazione della Sentenza.

 

Articolo 7[1]   

  1. La Sentenza di Morte non deve essere imposta alle Persone con meno di 18 anni, a meno che non sia altrimenti stipulato nelle Leggi in Vigore nel momento in cui viene commesso il Crimine.
  2. La Pena di Morte non deve essere inflitta su una Donna gravida, prima che abbia partorito, o su una Madre che allatta, per il Periodo di 2 anni dalla data del Parto; in tutti i Casi, deve essere data Priorità alla Considerazione degli Interessi dell’Infante.

Articolo 8

  1. Nessuno deve essere soggetto a Tortura fisica o psicologica, o ad un Trattamento crudele, degradante, umiliante o inumano.
  2. Ogni Stato aderente deve proteggere ogni Individuo soggetto alla sua Giurisdizione da simili Pratiche e deve prendere Misure effettive per prevenirle. La Commissione di, o la Partecipazione in, simili Atti deve essere considerata come un Crimine che sia punibile per Legge e non soggetto ad alcun Statuto limitante. Ogni Stato aderente deve garantire, nel suo Sistema legale, la Riparazione per qualsiasi Vittima di Tortura, ed il Diritto alla Riabilitazione e alla Compensazione.

Articolo 9

 

Nessuno deve essere soggetto a Sperimentazione medica o scientifica, o all’Uso dei suoi Organi senza il suo libero Consenso e piena Consapevolezza delle Conseguenze,  e assicurandosi che i Regolamenti etici, umanitari e professionali vengano messi in Atto, e che le Procedure mediche vengano osservate, al fine di garantire la sua Sicurezza personale, e ciò in Accordo con le Leggi domestiche in Vigore in ogni Stato aderente. Il Traffico di Organi umani è vietato in qualsiasi Circostanza.

 

Articolo 10

  1. Tutte le Forme di Schiavitù e di Traffico di Esseri umani sono proibite e punibili per Legge. Nessuno deve essere tenuto in Schiavitù e in Asservimento, in ogni Circostanza.
  2. Il Lavoro forzato, il Traffico di Esseri umani, a Scopo di Prostituzione o Sfruttamento sessuale della Prostituzione altrui, o per qualsiasi altra Forma di Sfruttamento, o lo Sfruttamento dei Bambini in Conflitti armati, sono proibiti.

Articolo 11

 

Tutte le Persone sono uguali davanti alla Legge ed hanno il Diritto di godere della sua Protezione senza Discriminazione.

 

Articolo 12

 

Tutte le Persone sono uguali davanti alle Corti e ai Tribunali. Gli Stati aderenti devono garantire l’Indipendenza della Giustizia e proteggere i Magistrati contro qualsiasi Interferenza, Pressione o Minaccia. Essi devono pure garantire ad ogni Persona soggetta alla loro Giurisdizione il Diritto di cercare Rimedio legale davanti alle Corti di ogni Grado.

 

Articolo 13

  1. Chiunque ha il Diritto ad un Processo giusto che permetta Garanzie adeguate davanti ad una Corte competente, indipendente ed imparziale, che sia stata costituita per Legge, al fine di ascoltare qualsiasi Accusa criminale contro di lui, o di decidere sui suoi Diritti o i suoi Doveri. Ogni Stato aderente deve garantire a quelli senza le Risorse finanziarie richieste, un Aiuto legale per renderli capaci di difendere i loro Diritti.
  2. Il Processo deve esser pubblico, eccetto Casi eccezionali che possono essere autorizzati nell’Interesse della Giustizia, in una Società che rispetti le Libertà ed i Diritti umani.

Articolo 14[2]

  1. Chiunque ha il Diritto alla Libertà ed alla Sicurezza della Persona. Nessuno deve essere soggetto ad Arresto, Ricerca o Detenzione arbitrari, senza un’Autorizzazione legale.
  2. Nessuno deve essere privato della sua Libertà eccetto che sulla Base di quanto determinato dalla Legge, e nelle Circostanze da essa previste, ed in Accordo con la Procedura stabilita.
  3. Chiunque venga arrestato deve essere informato, al momento dell’Arresto, in una Lingua che capisce, delle Ragioni del suo Arresto e deve essere prontamente informato di tutte le Accuse contro di lui. Egli deve essere autorizzato a contattare i Membri della sua Famiglia.
  4. Chiunque sia deprivato della sua Libertà tramite Arresto o Detenzione deve avere il Diritto a richiedere un Esame medico e deve essere informato di questo Diritto.
  5. Chiunque venga arrestato o detenuto su Accuse criminali deve essere portato prontamente davanti ad un Giudice o ad un altro Ufficiale autorizzato dalla Legge ad esercitare il Potere giudiziale, e gli deve essere permesso di essere processato in un Periodo di Tempo ragionevole, oppure essere rilasciato. Il suo Rilascio può essere soggetto alla Garanzia di comparire per il Processo. La Detenzione pre processuale non deve essere, in alcun Caso, la Regola generale.
  6. Chiunque venga privato della sua Libertà tramite Arresto o Detenzione deve poter fare Istanza presso una Corte competente, perché possa essere deciso senza Proroghe sulla Liceità del suo Arresto o della sua Detenzione, e perché possa essere rilasciato se l’Arresto o la Detenzione sono illegali.
  7. Chiunque sia stato vittima di Arresto o Detenzione arbitrari o illegali, deve poter ricevere un Compenso.

Articolo 15(vedere Nota 2.)

 

Nessun Crimine e nessuna Penalità possono essere stabiliti senza previo Provvedimento legale. In tutte le Circostanze, deve essere applicata la Legge più favorevole all’Accusato.

 

Articolo 16(vedere Nota 2.)

 

Chiunque venga accusato di Offesa criminale deve essere presunto innocente finché non viene dimostrato colpevole da un Giudizio finale, fornito secondo la Legge e, nel Corso delle Investigazioni e del Processo, egli deve beneficiare delle seguenti Garanzie minime:

  1. il Diritto ad essere informato prontamente, in Dettaglio, in una Lingua che comprende, circa le Accuse contro di lui;
  2. il Diritto di avere Tempo e Mezzi ausiliari adeguati per preparare la sua Difesa, e deve essere autorizzato a comunicare con la sua Famiglia;
  3. il Diritto ad essere processato in sua Presenza davanti ad un Tribunale ordinario e di difendere sé stesso personalmente o attraverso un Avvocato di sua propria Scelta con cui egli possa comunicare liberamente e confidenzialmente;
  4. il Diritto all’Assistenza gratuita di un Avvocato che lo difenderà se non può difendere sé stesso o se lo richiedono gli Interessi della Giustizia, e il Diritto all’Assistenza gratuita di un Interprete se non può capire o non parla la Lingua usata in Tribunale;
  5.  il Diritto ad esaminare i Testimoni dell’Accusa, o che questi vengano esaminati dal suo Avvocato, e di difendersi secondo le Condizioni applicate ai Testimoni dell’Accusa;
  6. il Diritto a non essere obbligato a testimoniare contro sé stesso o a confessarsi colpevole;
  7. il Diritto, se accusato del Crimine, di fare Appello in Accordo con la Legge, di fronte ad un Tribunale superiore;
  8. il Diritto al Rispetto per la sua Sicurezza personale e per la sua Privacy, in tutte le Circostanze.

Articolo 17[3]

 

Ogni Stato aderente deve assicurare, particolarmente ad ogni Bambino a Rischio o delinquente qualsiasi accusato di Offesa, il Diritto ad un Sistema legale speciale per Minorenni in tutte le Fasi dell’Investigazione, del Processo e dell’Applicazione della Sentenza, come pure ad un Trattamento speciale che tenga Conto della sua Età, protegga la sua Dignità, e faciliti la sua Riabilitazione e reintegrazione, e gli permetta di svolgere un Ruolo costruttivo nella Società.

 

(Continua nella PARTE 2)



[1] Sentenza apparentemente clemente verso il Bambino (ed indirettamente verso la Madre di questi), ma un Hadith ci spiega quale Clemenza (?) abbia mostrato Muhammad davanti ad un Infante e la Madre di lui (accusata di Adulterio): Sahih Muslim, Libro 17, Hadith 4206 --> http://www.youtube.com/user/Nobunaga123455#p/u/15/foxGK5LoGzA

 

[2] à Buono nel suo Contenuto, in Egitto per Esempio è sorta un’Associazione in Difesa delle Persone imprigionate, in modo più o meno giustificato, e torturate [ http://www.hrcap.org/main.php , Associazione che poi si allinea con coloro che vogliono vietare la Critica all’Islam, e precisamente si esprime contro coloro che criticano Muhammad e contro coloro che hanno prodotto delle Vignette satiriche ( http://www.hrcap.org/artical.php?id=503&cat_id=108 ) ],
à ma questo Articolo potrebbe anche nascere in seguito alle Controversie sorte attorno ai Carceri di Guantamo e di Abu Ghraib, in Relazione alla Detenzione (e apparentemente Tortura) di Terroristi islamici  veri o presunti [ Torture ad Abu Ghraib: http://en.wikipedia.org/wiki/Abu_Ghraib_torture_and_prisoner_abuse e Detenzioni illegali a Guantanamo: http://www.amnesty.org.au/hrs/comments/20595/ ],
à cosa possibile in quanto diversi Paragrafi parlano della Necessità di essere interpellati in una Lingua comprensibile o di avere a Disposizione un Interprete.
à Nella Versione ENG viene utilizzato sempre il Pronome personale maschile (he), e non viene mai menzionato anche quello femminile (she), e considerate le Discriminazioni contenute nella Shariah islamica, bisognerebbe verificare se si tratta di una Dimenticanza volontaria o involontaria, che ha o meno Valore a Livello legale.

[3] à Qui, a parte la Correttezza dell’Analisi, come fatta da Psicologi dell’Infanzia laureati in Giurisprudenza, quali Kathya Bonatti, che suggerisce la Creazione di Tribunali speciali per Minorenni, in cui, nel Processo, si tenga Conto dei Traumi subiti durante la prima Infanzia dal presunto Delinquente [ “Madri e Padri manipolatori”, Khatya Bonatti – Ma Prem Sangeet, 2010 à Capitolo “Prospettive future”, Sottocapitolo “Il Tribunale per Minori maltrattati” ( http://www.kathyabonatti.ch/libri.php ) ],
à bisogna anche tenere Conto che nel Caso di determinati “Delitti d’Onore (Orrore)”, o di Attentati terroristici, è proprio ai Minorenni che viene dato il Compito di compiere l’Atto criminale, e proprio in Virtù del Fatto che a loro, in quanto Bambini, verrà inflitta una Pena più leggera di quella che verrebbe inflitta ad un Adulto, che dovesse compiere lo stesso Atto. In questo Caso, attuando la Politica dell’Alleggerimento della Pena per Bambini, si farebbe il Gioco di coloro che se ne approfittano [ sui "Delitti d'Onore (Orrore)" fatti commettere a Minorenni: http://en.wikipedia.org/wiki/Honor_killing#Middle_East e "Children of Hamas", Indottrinamento di Bambini alla Jihad violenta: http://www.youtube.com/watch?v=eTGbP55HGi8 ]. 

Tag: CartaArabaSuiDirittiUmani, DirittiUmani, Islamizzazione, Mondo, Sharia

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Risposte a questa discussione

PARTE 2


[N.d.T.: le Parti ambigue non sono state colorate ma vi è stata apposta una Nota; quando si riscontra il Termine "Legge", va probabilmente considerato come relativo alla Shariah islamica.]

 

Articolo 18

Nessuno che venga dimostrato insolvibile di fronte ad un Tribunale, per un Debito che sorge da un’Obbligazione contrattuale, deve essere imprigionato.

 

Articolo 19

1. Nessuno può essere processato due Volte per la stessa Offesa. Chiunque, contro cui simili Procedure vengono applicate, deve avere il Diritto di sfidare la loro Legalità e di richiedere il proprio Rilascio.

2. Chiunque, la cui Innocenza sia stabilita da un Giudizio finale, deve essere autorizzato alla Compensazione per il Danno sofferto.

 

Articolo 20 

  1. Tutte le Persone private della loro Libertà devono essere trattate con Umanità e con Rispetto, a causa dell’interente Dignità della Persona umana.
  2. Le Persone in Detenzione preventiva devono essere separate dalle Persone sentenziate, e devono essere trattate in Modo coerente al loro Status di Persone non sentenziate.
  3. L’Obiettivo del Sistema penitenziario deve essere quello di riformare i Prigionieri ed avere per Effetto la loro Riabilitazione sociale.

Articolo 21

 

  1. Nessuno deve essere soggetto ad Interferenza arbitraria o illegale, per rapporto alla sua Privacy, alla sua Famiglia, alla sua Casa o alla sua Corrispondenza, e nemmeno ad Attacchi illegali sul suo Onore e la sua Reputazione.
  2. Chiunque ha il Dritto alla Protezione della Legge contro simili Interferenze ed Attacchi.

Articolo 22 

 Chiunque deve avere il Diritto ad essere riconosciuto come Persona davanti alla Legge.

 

Articolo 23  

Ogni Stato aderente alla presente carta si impegna ad assicurare che ogni Persona, i cui Diritti o Libertà come sopra riconosciuti vengono violati,  debba beneficiare di un efficace Rimedio, non di meno se la Violazione è stata commessa da Persone che agiscono con un Potere ufficiale.

 

Articolo 24

  Ogni Cittadino ha il Diritto:

  1. di perseguire liberamente un’Attività politica;
  2. di partecipare alla Condotta degli Affari pubblici, direttamente o scegliendo liberamente dei Rappresentanti;
  3. di presentarsi per le Elezioni o scegliere i suoi Rappresentanti in Elezioni libere ed imparziali, in condizioni di Eguaglianza fra tutti i Cittadini, quale Garanzia della libera Espressione del suo[1] Volere;
  4. all’Opportunità di guadagnare l’Accesso, su equa Base rispetto agli Altri, a Cariche pubbliche nel suo Paese, in accordo con il Principio di Eguaglianza delle Opportunità;
  5. di formare liberamente o di raggiungere Associazioni, con Altri[2];
  6. alla Libertà di Associazione e all’Assembramento pacifico(vedi 2);
  7. nessuna Restrizione può essere messa all’Esercizio di questi Diritti, a meno che non siano prescritte dalla Legge[3], e che sono necessarie in una Società democratica negli Interessi della Sicurezza nazionale e della Sicurezza pubblica, o della Salute pubblica, o della Morale, o per la Protezione dei Diritti e delle Libertà altrui.

Articolo 25[4] 

Alle Persone che appartengono a Minoranze non deve essere impedito di godere della loro propria Cultura, di usare la loro propria Lingua e di praticare la loro propria Religione. L’Esercizio di questi Diritti deve essere governato dalla Legge.

Articolo 26

  1. Chiunque si trovi legalmente sul Territorio di uno Stato aderente deve, in seno a quel Territorio, avere il Diritto alla Libertà di Movimento e pure di scegliere liberamente la sua[5] Residenza in qualsiasi Parte di quel Territorio, in Conformità alle Leggi in Vigore.
  2. Nessuno Stato aderente può espellere una Persona che non abbia la sua Nazionalità ma che si trova legalmente sul suo Territorio, a meno che non sia per attuare una Decisione presa in Accordo con la Legge, e dopo che quella Persona è stata autorizzata a sottomettere una Petizione all’Autorità competente, a meno che Ragioni impellenti di Sicurezza nazionale non lo precludano. L’Espulsione collettiva è proibita in qualsiasi Circostanza[6].

Articolo 27

  1. A Nessuno può essere arbitrariamente o illegalmente vietato di lasciare un qualsiasi Paese, incluso il suo proprio, e nemmeno gli può essere vietato di risiedervi, o di risiedervi forzatamente, e ciò in qualsiasi parte di quel Paese.
  2. Nessuno può essere esiliato dal suo Paese e a Nessuno può essere vietato di ritornarvi.

Article 28

 Chiunque ha il Diritto di cercare Asilo politico in un altro Paese al fine di fuggire alla Persecuzione. Questo Diritto non può essere invocato da Persone che affrontano una Persecuzione per un’Offesa secondo la Legge ordinaria[7]. I Rifugiati politici non possono essere estradati.

 

Articolo 29 

  1. Chiunque ha il Diritto alla Nazionalità. Nessuno dovrebbe essere arbitrariamente o illegalmente privato della sua Nazionalità.
  2. Gli Stati aderenti devono prendere quelle Misure che ritiene appropriate, in Accordo con le loro Leggi domestiche sulla Nazionalità, per permettere al Bambino di acquisire la Nazionalità della Madre, avendo riguardo, in ogni Caso, all’Interesse maggiore per il Bambino[8].
  3. A Nessuno deve essere negato il Diritto di acquisire un’altra Nazionalità, avendo dovuto Riguardo per le procedure legali domestiche vigenti nel suo Paese[9].

Articolo 30

  1. Ognuno ha il Diritto alla Libertà di Pensiero, di Coscienza e di Religione, e nessuna Restrizione può essere imposta all’Esercizio di simili Libertà, eccetto per quanto previsto dalla Legge[10].
  2. La Libertà d manifestare la propria Religione o il proprio Credo o di osservare le Pratiche religiose, sia singolarmente che in Comunità con Altri, deve essere soggetta solo a quelle Limitazioni prescritte per Legge e che sono necessarie in una Società tollerante, che rispetti i Diritti e le Libertà umane, per proteggere la Sicurezza pubblica, l’Ordine pubblico, la Salute o la Morale pubblica, o i Diritti e le Libertà fondamentali degli Altri[11].
  3. I Genitori o Tutori hanno la Libertà di provvedere all’Educazione religiosa e morale dei loro Figli[12].  



[1] Al maschile (his) soltanto, nella Versione inglese.

[2] La Shariah islamica, su cui ESPLICITAMENTE si basa questo Documento, vieta l’Associazione di Islamici con Non-islamici. Non è chiaro, di conseguenza, quale tipo di Associazioni sono effettivamente autorizzate, e con quali Persone, e quali no (perché la Shariah lo vieta).

[3] Trattandosi verosmilmente, anche qui, della (Legge della) Shariah, bisognerebbe verificare cosa essa prevede sotto le Voci “Sicurezza nazionale e pubblica, Salute pubblica, Morale (!), Protezione dei Diritti e delle Libertà altrui”. Per quanto riguarda la Morale si sa che in Paesi governati dalla Shariah (Arabia Saudita, Gaza, …) c’è un’apposita Polizia “secondo Shariah” che si chiama proprio “Polizia morale” e che punisce tutte/-i coloro che si comportano moralmente “non secondo Shariah”, Morale che diverge molto, per Esempio, da quella cosiddetta occidentale, in cui per Esempio l’Omosessualità e i Rapporti intimi fra Maschi e Femmine prematrimoniali non sono Reato, mentre per la Shariah sì.

[4] Ambiguità islamista per cui la Comunità islamica all’Estero si considera sempre una Minoranza (anche quando a Bruxelles stanno raggiungendo la Maggioranza), che fa la Vittima se le viene impedito di “praticare la sua Religione”, e più precisamente “la Shariah” islamica, che non è tanto Religione ma proprio Sistema legale e politico, che (troppo) spesso e volentieri è in contrapposizione al Sistema legale e politico in vigore nei Paesi d’Immigrazione. D’altra parte ci sono (Oggi) Minoranze (per Esempio cristiane) che vivono in Paesi islamizzati, alle quali viene negato il Diritto di praticare totalmente loro Cultura e Religione, e questo in seguito all’Islamizzazione dei loro Paesi (Curdi turchi, Copti egiziani), in quanto non vengono “riconosciute”, e poiché “la Shariah” islamica è considerata Legge di Stato (vedi Costituzione) e tutto ciò che è considerato come non sottomesso all’Islam è non o mal- tollerato.

[5] Al maschile (his) soltanto, nella Versione ENG.

[6] La seconda Parte riguardante il Divieto di Espulsione ricorda la Questione palestinese: non si cita viceversa il Genocidio o la Pulizia etnica, per altro praticate, a danno della Popolazione locale, dai Jihadisti islamici (History of Jihad -> http://www.historyofjihad.com/sitemap.html ; Le Génocide voilé, la Traite négrière arabo-musulmane, Interview à Tediane N’Diaye -> http://www.youtube.com/watch?v=jcIcd3T2BMw ). Nella prima Parte non è chiaro quali siano i Casi eccezionali che consentirebbero l’Espulsione immediata di qualcuno dal Territorio di uno Stato aderente alla Carta araba sui Diritti umani, la quale si basa esplicitamente sulla Shariah islamica.

[7] Bisognerebbe vedere chi, secondo la Shariah, può essere perseguitato (…).

[8] La Comunità islamica è in sé considerata una Nazione, e bisognerebbe vedere a quale Tipo di Nazione e Nazionalità ci si riferisce qui; per quanto attiene la Nazionalità materna, secondo la Shariah si intende quella islamica, e della Madre islamica, quindi, qualora la Madre fosse una non islamica, secondo Shariah l’Interesse maggiore per il Bambino (e meglio, per l’Allargamento della Nazione islamica stessa …) sarebbe fatto facendogli avere la Nazionalità paterna, e meglio quella del Genitore islamico (possibilmente originario di Paese islamizzato, molto probabilmente aderente alla presente Carta).

[9] Quindi, secondo Shariah, un Islamico ha il Diritto di acquisire qualsiasi Nazionalità, mentre un Non islamico non ha il Diritto di acquisire la Nazionalità di un Paese islamizzato, la cui Religione di Stato è la Shariah (come dovrebbero teoricamente esserlo gli Stati aderenti a questa Carta).

[10] Evidente giro di Parole per permettere qualsiasi Pensiero critico, salvo quello nei Confronti dell’Islam e della Shariah.

[11] Bisognerebbe vedere qui cosa sarebbe previsto per quelle Pratiche considerate dall’Islam come non autorizzate, sporche, haram, e che possono appartenere a dei Culti diversi dall’Islam (quelle, per Esempio, che l’Islam considera “adorazione di Idoli”).

[12] Qui non si parla di Rispetto delle Leggi. Forse perché svariate Comunità islamiche migrate verso Paesi non islamici (e specialmente in Occidente) impartiscono Lezioni di Islam/Islamismo/Shariah, rifiutandosi loro stesse di rispettare le Leggi (secolari) del Paese d’Immigrazione.

PARTE 3

Articolo 31

 Chiunque ha il Diritto garantito alla propria Proprietà privata, e non deve, in alcuna Circostanza, essere arbitrariamente ed illegalmente spogliato di tutta o una qualche parte della sua Proprietà[1].

Articolo 32

  1. La presente Carta garantisce il Diritto all’Informazione ed alla Libertà di Opinione e di Espressione, come pure il Diritto di cercare, ricevere ed impartire Informazioni ed Idee tramite qualsiasi Mezzo, indipendentemente dai Confini geografici.
  2. Simili Diritti e Libertà devono essere esercitati in Conformità ai Valori fondamentali della Società e devono essere soggetti solo a quelle Limitazioni che sono richieste per assicurare il Rispetto per i Diritti o la Reputazione altrui, o per la Protezione della Sicurezza nazionale, dell’Ordine pubblico, della Salute pubblica, o della Morale[2].

Articolo 33

  1. La Famiglia è il Gruppo, che compone un’Unità, naturale e fondamentale della Società; si basa sul Matrimonio fra un Uomo e una Donna. Donne e Uomini in Età da Matrimonio hanno il Diritto di sposarsi e di fondare una Famiglia secondo le Regole e le Condizioni del Matrimonio. Nessun Matrimonio può avere luogo senza il pieno e libero Consenso di entrambi le Parti. Le Leggi in Vigore regolare i Diritti e i Doveri dell’Uomo e della Donna al Momento di sposarsi, durante il Matrimonio, ed alla sua Dissoluzione[3].
  2. Lo Stato e la Società devono assicurare la Protezione della Famiglia, il Rafforzamento dei Legami familiari, la Protezione dei suoi Membri e la Protezione da ogni forma di Violenza o Abuso nelle Relazioni fra i suoi Membri, e particolarmente contro le Donne e i Bambini. Essi devono pure assicurare la necessaria Protezione e Cura per le Madri, per i Bambini, per gli Anziani e per le Persone con Bisogni speciali, e deve fornire agli Adolescenti e alle giovani Persone le migliori Possibilità per lo Sviluppo fisico e mentale.
  3. Gli Stati aderenti devono prendere tutte le Misure necessarie legislative, amministrative, e giudiziarie, per garantire la Protezione, la Sopravvivenza, lo Sviluppo e il Benessere del Bambino, in un’Atmosfera di Libertà e Dignità e deve assicurare, in ogni Caso, l’Interesse maggiore per il Bambino, che è il Criterio basilare per tutte le Misure prese a questo Riguardo, sia che il Bambino è a Rischio di delinquere, o è un Criminale minorenne.
  4. Gli Stati aderenti devono prendere tutte le Misure necessarie per garantire, particolarmente alle Persone giovani, il Diritto di svolgere un’Attività sportiva.

Articolo 34

  1. Il Diritto al Lavoro è un Diritto naturale di ogni Cittadino. Lo Stato deve sforzarsi a fornire, nel Limite del Possibile, un Lavoro al più gran Numero di coloro che vogliono lavorare, assicurando la Produzione, la Libertà di scegliersi il proprio Lavoro, e l’Eguaglianza di Opportunità senza Discriminazione di un qualche Tipo, sulla Base della Razza, del Colore, del Sesso, della Religione, della Lingua, dell’Opinione politica, dell’Aderenza ad un’Unione, dell’Origine nazionale, dell’Origine sociale, della Disabilità o di qualche altra Situazione[4].  
  2. Ogni Lavoratore ha il Diritto di godere di Condizioni di Lavoro giuste e favorevoli, che assicurino una Remunerazione appropriata per soddisfare i suoi Bisogni essenziali e quelli della sua Famiglia, ed Orari di Lavoro, Paure e Vacanze regolati pagati, come pure Regolamenti per preservare la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, e la Protezione delle Donne, dei Bambini e delle Persone disabili sul Posto di Lavoro[5].
  3. Gli Stati aderenti riconosco il Diritto del Bambino ad essere protetto dallo Sfruttamento economico e dall’essere obbligato a svolgere un qualsiasi Lavoro, che è verosimilmente rischioso, o che interferisce con l’Educazione del Bambino o che sia dannoso per la Salute o per lo Sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale del Bambino. A questo Fine, ed avendo Riguardo delle Prescrizioni rilevanti di altri Strumenti internazionali, gli Stati aderenti devono particolarmente:

(a)    definire un’Età minima per l’Ammissione all’Impiego;

(b)   stabilire una Regolamentazione appropriata per le Ore e le Condizioni di Lavoro;

(c)    stabilire Penalità appropriate o altre Sanzioni per assicurare l’Effettivo Supporto di questi Provvedimenti.

  1. Non ci deve essere Discriminazione fra Uomini e Donne, relativamente al Godimento del Diritto a beneficiare d’Esercitazione, Impiego e Protezione del Lavoro, e del Diritto a ricevere eguale Remunerazione per un eguale Lavoro.
  2. Ogni Stato aderente deve assicurare ai Lavoratori che migrano sul suo Territorio la prevista Protezione in Accordo con le Leggi in Vigore[6].

Articolo 35

  1. Ogni Individuo ha il Diritto a formare liberamente Unioni commerciali, o raggiungerne, o a svolgere Attività di Unioni commerciali, per proteggere i suoi Interessi.
  2. Nessuna Restrizione deve essere posta all’Esercizio di questi Diritti e Libertà, eccetto che per quanto prescritto dalle Leggi in Vigore e per quanto necessario per il Mantenimento della Sicurezza nazionale, della Sicurezza o l’Ordine pubblici, o per la Protezione della Salute o della Morale pubblica, o dei Diritti e delle Libertà altrui.
  3. Ogni Stato aderente alla presente Carta garantisce il Diritto di Sciopero entro i Limiti stabiliti dalle Leggi in Vigore.

Articolo 36

Gli Stati aderenti devono assicurare il Diritto di ogni Cittadino alla Sicurezza sociale, inclusa l’Assicurazione sociale.

Articolo 37

Il Diritto allo Sviluppo è un Diritto umano fondamentale ed a tutti gli Stati è richiesto di stabilire lo Sviluppo di Politiche, e di prendere le Misure necessarie, per garantire questo Diritto. Essi hanno i Dovere di rendere effettivi i Valori della Solidarietà e della Cooperazione fra di loro, e a Livello internazionale, con una Visione di sradicamento della Povertà e di realizzazione di Sviluppo economico, sociale, culturale e politico. In Virtù di questo Diritto, ogni Cittadino ha il Diritto di partecipare alla Realizzazione dello Sviluppo e di godere dei Benefici e dei Frutti relativi.

Articolo 38

Ogni Persona ha il Diritto ad un adeguato Standard di Vita per sé e per la sua Famiglia, che assicuri il loro Benessere ed una Vita decente, inclusi Cibo, Abbigliamento, Dimora, Servizi, ed il Diritto ad un Ambiente sano[7]. Gli Stati aderenti devono prendere le Misure necessarie, commisurate alle loro Risorse, per garantire questi Diritti.

Articolo 39

  1. Gli Stati aderenti riconoscono il Diritto, ad ogni Membro della Società, di beneficiare del più alto Standard di Salute fisica e mentale possibile, ed il Diritto del Cittadino ai Servizi di Cura basilari, e di avere Accesso ai Servizi medici senza Discriminazione di un qualche Tipo.
  2. Le Misure prese dagli Stati aderenti devono includere quanto segue:
    (a) sviluppo dei Servizi di Cura basilari e la Garanzia di libero e facile Accesso ai Centri che forniscono questi Servizi, indipendentemente alla Locazione geografica o allo Status economico;
    (b) Sforzi per controllare le Malattie tramite Mezzi di Prevenzione e di Cura, al fine di ridurre il Tasso di Mortalità;
    (c) Promozione della Coscienza della Salute e dell’Educazione alla Salute;
    (d) Soppressione delle Pratiche tradizionali che sono dannose per la Salute dell’Individuo[8];
    (e) Fornitura del Nutrimento basilare e di sicura Acqua potabile per Tutti;
    (f) combattere l’Inquinamento ambientale[9] e fornire Sistemi sanitari adeguati;
    (g) combattere le Droghe, le Sostanze psicotropiche, il Fumo e le Sostanze che danneggiano la Salute[10].

Articolo 40

  1. Gli Stati aderenti assicurano alle Persone con Disabilità mentali o fisiche una Vita decente che garantisca la loro dignità, e di accrescere l’Autonomia, e di facilitare la loro Partecipazione attiva nella Società[11].
  2. Gli Stati aderenti devono fornire Servizi sociali liberi da Spese per tutte le Persone con Disabilità, deve fornire il Supporto materiale necessario a queste Persone, alle loro Famiglie, o alle Famiglie che si prendono cura di loro, e deve pure fare qualsiasi cosa sia necessaria per evitare di mettere queste Persone in Istituzioni. Essi devono in tutti i Casi tenere Conto del maggior Interesse della Persona disabile(vedere Nota 11).
  3. Gli Stati aderenti devono prendere tutte le Misure necessarie per ridurre l’Incidenza di Disabilità con tutti i Mezzi possibili, inclusi i Programmi di Salute preventivi, l’Aumento della Consapevolezza, e l’Educazione[12].
  4. Gli Stati aderenti devono fornire Servizi educativi adatti alle Persone con Disabilità, prendendo in Considerazione l’Importanza di integrare queste Persone nel Sistema educativo e l’Importanza del Praticantato e dell’Apprendistato, e la Creazione di Opportunità di Lavoro adatte, nei Settori pubblico o privato.
  5. Gli Stati aderenti devono fornire Servizi appropriati alle Persone disabili, inclusa la Riabilitazione di quelle Persone, con in Vista la loro integrazione in seno alla Società[13].

Articolo 41

  1. Lo Sradicamento dell’Analfabetismo è un’Obbligazione vincolante per lo Stato e Chiunque ha Diritto all’Educazione.
  2. Tutti gli Stati aderenti devono garantire ai loro Cittadini la libera educazione almeno durante i Livello primario e di Base. Tutte le Forme ed i Livelli di Educazione primaria devono essere obbligatori ed accessibili a tutti senza Discriminazione di alcun Tipo[14].
  3.  Gli Stati aderenti devono prendere Misure appropriate in tutti i campi per assicurare la Collaborazione fra Uomini e Donne, con in Vista la Realizzazione degli Scopi di sviluppo nazionale[15]
  4. Gli Stati aderenti devono garantire la Fornitura d’Educazione diretta al pieno Sviluppo della Persona umana, e al Rafforzamento del Rispetto per i Diritti umani e le Libertà fondamentali.
  5. Gli Stati aderenti devono prevedere di incorporare i Principi dei Diritti umani e delle Libertà fondamentali nel Curricolo educativo formale ed informale, e nei Programmi educativi e istruttivi[16].
  6. Gli Stati aderenti devono garantire lo Stabilimento dei Meccanismi necessari alla Fornitura di Educazione continua per ogni Cittadino, e deve Sviluppare Piani per l’Educazione degli Adulti.

Articolo 42

  1. Ogni Persona ha il Diritto di prendere Parte alla Vita culturale e a godere dei Benefici del Progresso scientifico e della sua Applicazione[17].
  2. Gli Stati assicurano il Rispetto della Libertà della Ricerca scientifica e dell’Attività creativa, e assicurano la Protezione degli Interessi morali e materiali risultanti dalla Produzione scientifica, letteraria ed artistica[18].
  3. Gli Stati aderenti devono lavorare assieme per facilitare la Cooperazione fra di loro a tutti i Livelli, con la piena Partecipazione di Intellettuali, Inventori e le loro Organizzazioni, al fine di sviluppare ed implementare i Programmi ricreativi, culturali, artistici e scientifici[19].


[1] “Sua” nella Forma maschile soltanto (his) nella Versione inglese. Bisognerebbe comprendere cosa s’intende per “illegalmente” e a cosa invece corrisponderebbe il “legalmente”, considerati i Precetti jihadisti islamici, per cui gli Islamici sono autorizzati a saccheggiare il Prossimo (non islamico). 

[2] Ecco qui che il Punto 2. smentisce l’apparente Apertura mentale di cui all’1.; infatti la Critica all’Islam o al cosiddetto Profeta (dell’Islam) sono, secondo Shariah, vietate, e l’Islam predica la Superiorità araba, e precisamente del suo Retaggio linguistico, e quindi la Critica al Passato arabo è forzatamente impedita.

[3] Qui bisognerebbe specificare quali Ineguaglianze, fra Uomini e Donne, prevede la Shariah, e qual è l’Età adatta al Matrimonio specialmente per le Femmine: infatti l’Islam permetterebbe, secondo l’Esempio di Muhammad, la Pedofilia, che secondo il Diritto internazionale e specialmente occidentale dovrebbe essere vietata, ed anzi, considerata Reato.

[4] Precedentemente è già stato chiarito che la cosiddetta Eguaglianza fra Uomo e Donna, o la Non discriminazione sessuale, è debitamente regolamentata dalla Shariah islamica, per cui sussiste una Discriminazione fra loro, che questi Sapienti islamici considerano come vantaggiosa per la Donna (…).

[5] “Suo” (Lavoro e Famiglia) sono alla Forma maschile soltanto, nella Versione inglese (his). Non è chiaro a Cosa si riferisca la Protezione dei Bambini sul Posto di Lavoro: è permesso il Lavoro minorile (Cosa attualmente esercitata in diversi Paesi islamizzati, e del III. Mondo), Cosa che secondo il Diritto internazionale, e specialmente occidentale, è vietato. Non si sa qui se la Schiavitù è considerata una Forma di Lavoro secondo giuste Condizioni, in quanto la Schiavitù in sé (dei Non islamici) è autorizzata nell’Islam.

[6] Vedi Nota 5) circa la Schiavitù e come essa venga regolata secondo l’Islam (e la sua Shariah).

[7] In Effetti ciò è quello che attualmente svariati Cittadini di Paesi islamizzati cercano, verosimilmente, migrando (in Occidente). Il “suo” (per sé e per la sua Famiglia) è solo nella Forma maschile (his), nella Versione ENG.

[8] Qualcuno qui potrebbe sperare nell’Abolizione della Circoncisione sia maschile che femminile, salvo che nell’Islam esse sono considerate Pratiche … salutari (…).

[9] Essendo sovente Paesi fornitori di Petrolio, adatto a produrre Benzina, inquinante, questo Articolo/Paragrafo sembra contradditorio.

[10] Non si parla di Salute psicologica e di come preservarla (vietando pratiche dannose, quali, per Esempio, l’Indottrinamento ideologico/religioso o la Mutilazione genitale rituale forzati, e sugli Infanti).

[11] Sono Osservazioni molto belle, e bisognerebbe vedere quale sia attualmente la Situazione/Condizione degli Invalidi in seno agli Stati aderenti alla Carta, cioè arabi e islamici. Le Proposte di questo Articolo sono preziose, e comunque per nulla facili da realizzare: nello stesso Occidente, dove il cosiddetto Settore sociale (che include la Cura e la Presa a Carico di Persone con Invalidità) è già fortemente sviluppato, e dove si opera a Livello professionale (con Professionisti formati a Livello universitario), si continuano a cercare Mezzi utili per cercare di gestire al meglio il Problema dell’Invalidità, e farlo quadrare, insieme alle altre Necessità della Società, sia nei Budget privati che pubblici (statali). Una Risorsa in aumento sono le cosiddette Imprese sociali, le quali comunque, in qualche Modo, entrano a fare parte del Settore imprenditoriale privato, e quindi vengono assoggettate alle Dinamiche legate alla Concorrenza (…).

[12] Qui bisognerebbe vedere se la cosiddetta Scienza medica occidentale verrà tenuta in considerazione, come per Esempio:
-> i Dati sull’Incidenza di Disabilità in seno a Coppie formatesi all’interno di uno stesso Gruppo familiare (Formazione spesso tradizionale all’interno di svariate Famiglie e Comunità arabe e islamiche, il cui Retaggio culturale è di Tipo tribale);
->  l’Amniocentesi e la relativa Decisione genitoriale circa il portare a Termine la Gravidanza, oppure interromperla;

-> la Psicologia, e la Terapia psicologica (svincolata da Dottrine religiose o politiche …), nel Caso di Invalidità a quel Livello;

-> (…)

[13] Bisognerebbe vedere qui se fra i cosiddetti Disabili figurano anche coloro che Criticano l’Islam e la Shari’a [essendo i Critici dell’Islam, se diagnosticati invalidi mentali, esenti da Punizione. Per i Critici dell’Islam ordinari, cioè ritenuti sani e non considerati invalidi mentali, c’è una Punizione sotto la Legge islamica della Shariah, ovvero l’Esilio, l’Allontanamento familiare e la Perdita del Diritto all’Eredità, o eventualmente, la Condanna alla Pena di Morte).

[14] Bisognerebbe vedere di che Tipo di Educazione, obbligatoria, si tratta qui: quella umanistica universale oppure quella indottrinante islamica, dove il Corano è l’unico Libro che si può leggere in quanto conterrebbe già tutto quello che è necessario sapere (come viene predicato in seno a Contesti islamici), e gli altri Scritti sono demoniaci (idem), quindi di un’Istruzione presso delle Madrassah islamiche soltanto?

[15] Chissà se sono Scopi di Tipo economico per fare uscire la Gente dalla Miseria, o di Tipo nazionalistico islamista, politici.

[16] Questo è un Paragrafo, va detto, che lascerebbe ben sperare, e che relativizzerebbe l’Impatto totalitaristico e di Stampo medievale della Shariah islamica (Educazione esclusivista ad essa).

[17] Questo lascerebbe ben sperare in quanto all’Articolo 40, Paragrafo 3, ed al Dubbio espresso nella Nota 12.

[18] Ecco che qui invece cominciano a ri-intravvedersi le Limitazioni in salsa Shariah (dove tutto ciò che potrebbe contraddire i Dettami e gli Insegnamenti imposti dall’Islam, viene di per sé bandito).

[19] Non è chiaro qui se la Collaborazione fra loro è intesa in Senso esclusivista rispetto al Prossimo, o perché ci si rivolge solo a chi aderisce alla Carta (che comunque sono, evidentemente, Stati arabi e islamizzati).

PARTE 4

Articolo 43  

Niente in questa Carta può essere interpretato come superiore ai Diritti ed alle Libertà protetti dalle Leggi domestiche degli Stati aderenti, o di quelli stabiliti in Vigore negli Strumenti internazionali e regionali per i Diritti umani che gli Stati aderenti hanno adottato o ratificato, inclusi i Diritti delle Donne, i Diritti del Bambino e i Diritti delle Persone che appartengono a Minoranze[1].

Articolo 44

Gli Stati aderenti s’impegnano ad adottare, in Conformità con le loro Procedure costituzionali, e con quanto previsto dalla presente Carta, qualsiasi Misura legislativa o non-legislativa che può essere necessaria a rendere effettivi i Diritti stabiliti nella qui presente.

Articolo 45

  1. In Accordo con questa Carta, un “Comitato arabo per i Diritti umani”, da qui via chiamato “il Comitato”, deve essere stabilito. Questo Comitato deve consistere in sette Membri che devono essere eletti tramite Ballottaggio segreto dagli Stati aderenti a questa Carta.
  2. Il Comitato deve consistere in Cittadini degli Stati aderenti alla presente carta, che devono avere molta esperienza e competenza nel Settore lavorativo del Comitato. I Membri del Comitato devono prestare Servizio secondo la loro personale Capacità e devono essere completamente indipendenti ed imparziali.
  3. Il Comitato deve includere fra i suoi Membri non più di un Cittadino di uno Stato aderente; questo Membro può essere ri-eletto una sola Volta. Deve essere tenuto in dovuto Riguardo il Principio di Rotazione.
  4. I Membri del Comitato devono essere eletti per un Termine di quattro Anni, sebbene il Mandato dei tre Membri eletti durante la prima elezione deve essere di due Anni e deve essere rinnovato tramite Votazione.
  5. Sei Mesi prima della Data di Elezione, il Segretario Generale della Lega degli Stati arabi deve invitare gli Stati aderenti a sottomettere le loro Nomine entro i tre Mesi seguenti. Deve trasmettere la Lista dei Candidanti agli Stati aderenti due mesi prima della Data delle Elezioni. I Candidati che ottengono il più grande Numero di Voti favorevoli devono essere eletti quali Membri del Comitato. Se, poiché due o più Candidati hanno un Numero uguali di Voti, il Numero di Candidati con il maggior Numero di Voti eccede il Numero richiesto, un secondo Ballottaggio viene tenuto per le Persone con un eguale Numero di Voti. Se i Voti sono nuovamente uguali, il Membro o i Mambri possono essere eletti tramite Lotteria. La prima Elezione per i Membri del Comitato deve essere tenuta almeno sei Mesi dopo che la Carta è entrata in Vigore.
  6. Il Segretario generale deve invitare gli Stati aderenti ad un Incontro presso il Quartier generale della Lega degli Stati arabi al fine di eleggere i Membri di Comitato. La Presenza della Maggioranza degli Stati aderenti deve costituire un Quorum. Se non c’è Quorum, il Segretario generale deve chiedere un altro Incontro a cui almeno due terzi degli Stati aderenti devono essere presenti. Se ancora non c’è alcun Quorum, il Segretario generale deve chiedere un terzo Incontro, che sarà tenuto indipendentemente dal Numero degli Stati aderenti presenti.
  7. Il Segretario generale deve organizzare il primo Incontro del Comitato, nel corso del quale il Comitato deve eleggere il suo Direttore fra i suoi Membri, per due Anni, che possono essere rinnovati solo per un identico Periodo. Il Comitato deve stabilire le sue proprie Regole procedurali e Metodi lavorativi e deve determinare quanto spesso esso debba incontrarsi. Il Comitato deve tenere i suoi Incontri presso il Quartier generale della Lega degli Stati arabi. Può pure incontrarsi in qualsiasi altro Stato che aderisce alla presente Carta su Invito di quello Stato aderente.

Articolo 46

1. Il Segretario generale deve dichiarare che un Seggio è vacante dopo gli è stato comunicato dal Direttore che un Membro del Comitato:

(a) è morto;

(b) ha dato le Dimissioni;

(c) se è Decisione unanime degli altri Membri, ha smesso di svolgere le sue Funzioni senza offrire una Giustificazione accettabile o per qualsiasi Ragione diversa dall’Assenza temporanea.

2. Se il Seggio di un Membro è dichiarato vacante, in seguito a quanto previsto nel Paragrafo 1 e la Fine dell’Ufficio del Membro da rimpiazzare non espira entro sei Mesi dalla Data in cui il Posto vacante è stato dichiarato, il Segretario generale della Lega degli Stati arabi deve riferire la Questione agli Stati che aderiscono alla presente Carta, che possono entro due Mesi, sottomettere le Nomine, secondo l’Articolo 45, al fine di riempire il Seggio vacante.

3.  Il Segretario generale della Lega degli Stati arabi deve redigere una Lista alfabetica di tutti i Candidati adeguatamente nominati, che egli deve trasmettere agli Stati aderenti alla presente Carta. L’Elezione per riempire il Seggio vacante deve essere tenuta in Accordo con i Regolamenti rilevanti.

4.  Qualsiasi Membro del Comitato eletto per occupare un Seggio dichiarato vacante, in Accordo con quanto previsto al Paragrafo 1, deve rimanere Membro del Comitato fino alla Scadenza del Mandato del Membro il cui Seggio è stato dichiarato vacante, conformemente a quanto previsto da quel Paragrafo.

5.  Il Segretario generale della Lega degli Stati arabi deve fornire, nel quadro del Preventivo della Lega degli Stati arabi, tutte le Risorse e i Mezzi finanziari e umani necessari che il Comitato ha bisogno per svolgere le sue Funzioni in modo efficace. Gli Esperti del Comitato devono beneficiare dello stesso Trattamento per quanto riguarda la Rimunerazione e il Rimborso Spese quali Esperti del Segretariato della Lega degli Stati arabi.

Articolo 47

Gli Stati aderenti accettano che i Membri del Comitato debbano godere dell’Immunità necessaria affinché siano protetti contro ogni Forma di Maltrattamento o di Pressione morale o materiale o di Procedimento, sulla base delle Posizioni che prendono o delle Dichiarazioni che fanno mentre espletano le loro Funzioni quali Membri del Comitato.

Articolo 48 

  1. Gli Stati aderenti s’impegnano a sottomettere Rapporti al Segretario generale della Lega e le Libertà riconosciute in questa Carta, e circa i Progressi che hanno fatto in merito al Godimento di questi. Il Segretario generale deve trasmettere questi Rapporti degli Stati arabi, circa le Misure che hanno preso per rendere effettivi i Diritti al Comitato perché li prenda in Considerazione.
  2. Ogni Stato aderente deve sottomettere un Rapporto iniziale al Comitato entro un Anno dalla Data in cui la Carta entra in Vigore, ed un Rapporto periodico ogni tre Anni da allora. Il Comitato può richiedere agli Stati aderenti di fornirgli Informazioni aggiuntive relative all’Implementazione della Carta.
  3. Il Comitato deve prendere in Considerazione i Rapporti sottomessi dagli Stati aderenti sotto il Paragrafo 2 di questo Articolo, alla Presenza del Rappresentante dello Stato aderente il cui Rapporto è preso in Considerazione.
  4. Il Comitato deve discutere il Rapporto, commentarlo, e fornire le necessarie Raccomandazioni in Accordo con le Intenzioni della Carta.
  5. Il Comitato deve sottomettere un Rapporto annuale contenente i suoi Commenti e le sue Raccomandazioni al Concilio della Lega, tramite il Segretario generale.
  6. I Rapporti del Comitato, e le Osservazioni e Raccomandazioni conclusive, devono essere Documenti pubblici che il Comitato deve diffondere ampiamente[2].

Articolo 49

  1. Il Segretario generale della Lega degli Stati arabi deve sottomere la presente Carta, una volta che è stata approvata dal Concilio della Lega, agli Stati aderenti per la Firma, la Ratifica o l’Accettazione.
  2. La presente Carta deve entrare in Vigore entro due Mesi dalla Data in cui il settimo Strumento di Ratifica viene depositato presso il Segretariato della Lega degli Stati arabi.
  3. Dopo la sua Entrata in Vigore, la presente Carta deve diventare effettiva per ogni Stato dopo due mesi che lo Stato in questione ha depositato il suo Strumento di Ratifica o di Accettazione presso il Segretariato.
  4.  Il Segretario generale deve notificare agli Stati aderenti il Deposito di ogni Strumento di Ratifica o di Accettazione.

Articolo 50

Qualsiasi Stato aderente deve sottomettere delle Proposte scritte, tramite il Segretario generale, per l’Emendamento della presente Carta. Dopo che questi Emendamenti sono circolati fra gli Stati aderenti, il Segretario generale deve invitare gli Stati aderenti a considerare gli Emendamenti proposti, prima di sottometterli al Concilio della Lega perché vengano adottati.

Articolo 51

 Gli Emendamenti devono avere Effetto, per quanto concerne gli Stati aderenti che li hanno approvati, una volta che essi siano stato approvati da due terzi degli Stati aderenti.

Articolo 52

Qualsiasi Stato aderente può proporre Protocolli opzionali aggiuntivi alla presente Carta, ed essi devono essere adottati in Accordo con le Procedure usate per l’Adozione degli Emendamenti alla Carta.

Articolo 53

  1. Qualsiasi Stato aderente, quando firma questa Carta, depositando gli Strumenti di Ratifica o avendoli accettati, può porre delle Riserve a qualsiasi Articolo della Carta, considerando che queste Riserve non entrino in Conflitto con le Intenzioni ed i Proponimenti fondamentali della Carta.
  2. Qualsiasi Stato aderente che ha posto una Riserva in base al Paragrafo 1 di questo Articolo può ritirarla in qualsiasi Momento inviando una Notifica al Segretario generale della Lega degli Stati arabi.

.

 



[1] Infatti sembra che gli Stati islamizzati abbiano posto differenti Riserve relativamente agli Articoli internazionali sui Diritti umani, e specificatamente delle Donne e dei Bambini, prima di ratificarne le Dichiarazioni/Carte, per cui la nascita della Dichiarazione (del Cairo) dei Diritti umani universali nell’Islam -> Convergenze e Divergenze fra la Dichiarazione internazionale dei Diritti umani universali e quella dei Diritti umani nell’Islam: http://www.estig.ipbeja.pt/~ac_direito/Borrmans_Convergenzeediverge...

[2] Il Verbo “raccomandare” in seno alla Comunità islamica (di cui si tratta, evidentemente, in questa Carta, visto che si basa sulla Shariah islamica), ricorda uno specifico Riferimento cranico: (Sourah AlImran 3:110) “Voi siete la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini, raccomandate le buone consuetudini e proibite ciò che è riprovevole e credete in Allah. Se la gente della Scrittura credesse, sarebbe meglio per loro; ce n'è qualcuno che è credente, ma la maggior parte di loro sono empi” [ Fonte: http://www.webalice.it/pvmantel/Commenti/Sura%203,%20La%20Famiglia%... ], e va notato che in tutto l’Articolo non si menziona minimamente un qualche Contatto da avere con la Comunità esterna a quella prettamente islamica, ovvero con quella internazionale. L’Articolo complessivamente dà quindi una Sensazione di Esclusività, per rapporto al Resto del Mondo, e meglio, al Resto dell’Umanità (la quale invece dovrebbe essere presa in Considerazione, laddove si parli di Diritti umani, come è il Caso di questa Carta araba, che avrebbe forse più propriamente dovuto chiamarsi Carta islamica, visto che ci sono Arabi non islamici, proprio come ci sono Islamici non arabi, sebbene l’Islam tenda ad arabizzare, anche sotto il Profilo storico, ogni suo Conquistato o Convertito, cfr. “Fedeli ad Oltranza” di V.S. Naipaul, di cui un Estratto qui: http://www.4shared.com/document/-dldGhfY/VS_Naipaul_-_Fedeli_ad_olt... ).

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Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
3. SP Freedom from Voter Importation
Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
4. SP Freedom from Debt
The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

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  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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