The 4 Freedoms Library

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Mondo - Nazioni Unite: Critiche (Conferenza "Durban II", Risoluzione "anti Blasfemia", e altro)

Diritti inumani, di Ibn Warraq e Michael Weiss
Giugno 2009

Ibn Warraq e Michael Weiss spiegano come l’Organizzazione della Conferenza Islamica sia riuscita in Modo spettacolare ad infiltrare il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU e ad indebolire dall’Interno gli Strumenti di Difesa delle Libertà.

Gli Stati Uniti che avevano lasciato questo Consiglio, vi fanno attualmente Ritorno. Se non riescono a fare una Differenza, delle Voci si alzeranno per reclamare la sua Abolizione. Warraq e Weiss preconizzano la Creazione di una Lega delle Democrazie che agirebbe in Parallelo.

Ibn Warraq è Compagno senior del Center for Inquiry Transnational (Centro Transnazionale d’Inchiesta). È Autore di cinque Libri sull’Islam e sulla Critica del Corano, di cui Why I am not a Muslim (Perché non sono un Islamico). Michael Weiss è Editore per Nextbook. I suoi Scritti sono stati pubblicati in Slate, The Weekly Standard, The New Criterion, Standpoint, il New York Sun e altri.

Articolo pure pubblicato su Bivouac-Id e Muslims Against Sharia.
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Il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, l’Amico degli Islamisti e dei Tiranni di tutto il Mondo
A Dicembre 2006, l’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), un Gruppo internazionale fondato nel 1971 e rappresentante 57 Paesi, ha chiesto una Riunione d’Urgenza alla Mecca. L’Avvenimento è rimasto di triste Memoria poiché due Imam, in Collera, venuti dalla Danimarca, hanno presentato un Dossier di Disegni pubblicati nel Giornale danese Jyllands-Posten che si prendevano Gioco del Profeta Maometto. Nel Tumulto che è seguito, degli Islamici hanno assassinato diverse Persone in Europa e incendiato l’Ambasciata danese di Beyruth.
Ciononostante, a questo Incontro, l’Episodio delle Caricature non è rimasto l’Esempio peggiore degli Attacchi islamici contro la Libertà d’Espressione. La Decisione essenziale dell’OCI alla Mecca è stato d’adottare una Politica di Tolleranza Zero verso tutto ciò che poteva essere percepito come Insulto contro l’Islam. Nel suo “Programma d’Azione decennale”, l’OCI ha annunciato che avrebbe creato un “Osservatorio” di Sorveglianza degli Atti “d’Islamofobia”. Avrebbe pure “agito perché le Nazioni Unite adottino una Risoluzione contro l’Islamofobia, e che tutti gli Stati promulghino delle Leggi in questo Senso, con delle Sanzioni dissuasive”, ciò che è essenzialmente l’Obiettivo della Risoluzione non vincolante adottata a Marzo 2008 dall’Assemblea Generale dell’ONU per la Lotta conto la Diffamazione delle Religioni. Avrebbe “partecipato a tutti i Fori regionali e internazionali e li avrebbe coordinati efficacemente per protegger e promuovere gli Interessi collettivi dell’Ummah islamica, ivi compresa la Riforma delle Nazioni Unite che avrebbe dovuto allargare il Numero dei Membri del Consiglio di Sicurezza”.
L’Obiettivo è semplice: infiltrare e indebolire dall’Interno le Convenzioni e Istituzioni democratiche, in Modo che ricorda “l’Entrismo” marxista nel Partito laburista britannico nel corso degli Anni ‘70 e ‘80. Il Piano dell’OCI non ha raggiunto tutti i suoi Obiettivi, naturalmente. Ma è riuscito in Modo spettacolare in uno dei due: quello relativo al Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU (o CDH).
Organo sussidiario dell’Assemblea Generale, e basato a Ginevra, il Consiglio dei Diritti dell’Uomo è nato dalle Ceneri della vecchia Commissione dei Diritti dell’Uomo. Vecchia di 60 Anni, la Commissione era criticata da tanto Tempo per aver ignorato delle Atrocità e accolto come Membri dei Paesi notoriamente autori di Violazioni dei Diritti dell’Uomo – il Caso più significativo è stato quello del Sudan, al Punto culminante del Genocidio del Darfur -. Nel 2006, l’Assemblea Generale, sostenuta dal Segretario Generale d’Allora, Kofi Annan, aveva votato la Soppressione della Commissione.
Il CDH è stato creato a Marzo dello stesso Anno tramite una Risoluzione dell’ONU, malgrado l’Opposizione degli Stati Uniti, d’Israele, delle Isole Marshall e di Palau. Gli Stati Uniti non vi occupano attualmente alcun Seggio perché l’Amministrazione Bush, scettica, ha stimato che pure il CDH era inefficace e parziale, tanto quanto la defunta Commissione. Bush ha autorizzato il Versamento di un Aiuto americano al CDH, ma a Settembre 2007, un Voto del Senato americano ha messo fine a questa Sovvenzione.
A Fine Marzo scorso, nondimeno, l’Amministrazione Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero postulato a un Seggio alle Elezioni del CDH, previste in Maggio. Secondo Susan Rice, l’Ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite: “Gli Stati Uniti domandano un Seggio al Consiglio perché pensiamo che lavorando dall’Interno faremo di questo Organismo un Forum più efficace di Promozione e Protezione dei Diritti dell’Uomo”.
Ma il Compito si annuncia scoraggiante, magari persino senza Speranza. In tre Anni d’Esistenza, il CDH non ha mostrato alcun Miglioramento per rapporto al suo Predecessore – e questo non è affatto stupefacente poiché i Criteri per diventare Membro sono rimasti ugualmente lassisti -. Sui 47 Stati Membri del CDH, solo 23 rispondono alla Definizione di “Paesi liberi” secondo Freedom House (Casa della Libertà). 14 possono essere considerati come “parzialmente liberi” e 10 “non sono liberi”, di cui 3 – la Cina, Cuba e l’Arabia Saudita – hanno un Posto nel Rapporto speciale di Freedom House, The Worst of the Worst : The World’s Most Repressive Societies (Il Peggio del Peggio: le Società più repressive al Mondo). La Cina, Cuba e il Pakistan non hanno nemmeno ratificato il Patto internazionale relativo ai Diritti civili e politici, che è lo Strumento giuridico internazionale più importante, vincolante, in Materia dei Diritti della Persona.
Il CDH non ha Poteri coercitivi. Adotta delle Risoluzioni vincolanti su ciò che considera costituire delle Violazioni dei Diritti dell’Uomo e può rivolgere solo delle Raccomandazioni all’Assemblea Generale. Ma le sue Risoluzioni beneficiano dell’Impronta delle Nazioni Unite e il CDH può quindi legittimare delle Barbarie semplicemente ignorandole. Se un Dittatore può proclamare davanti ai Media internazionali che il CDH non ha adottato alcuna Risoluzione contro di lui, il suo Lavoro è facilitato a mantenere lo Status quo ed egli può reclamare contro un Intervento negli Affari del suo Paese.
I Delegati dell’Assemblea Generale eleggono degli Stati Membri del CDH allo Scrutinio segreto. Ma, siccome tanto dei “Gruppi” regionali, quanto gli Stati africani o asiatici, ottengono automaticamente un certo Numero di Seggi al CDH, ne risulta che i Paesi islamici, alleati ai Membri non-islamici del Movimento dei non-allineati, controllano sempre circa i due Terzi dei Seggi. Come dice Roy Brown, dell’Unione Internazionale Umanista ed Etica: “Quando c’è un Voto, le Democrazie liberali sono inevitabilmente battute 2 a 1”.
Non sorprendente dunque, che il CDH abbia ignorato qualcuna delle peggiori Atrocità commesse nel Mondo. Nel 2007, ha votato per ritirare da Cuba e dalla Bielorussia i suoi propri Rapportanti speciali sui Diritti dell’Uomo, e si basa oramai sui Dati ufficiali dello Stato – sebbene ci siano Prove contrarie delle Organizzazioni Non-Governative – per decidere se ci siano o no Violazioni in questi Paesi tristemente celebri. Il CDH ha preso la stessa Decisione negligente mal-intenzionata nel 2006, quando la Bielorussia, sotto Dittatura dell’Ex-sovietico Alexander Lukashenko, ha imprigionato dei Dissidenti e truccato le sue Elezioni nazionali. A Dicembre 2007, il CDH ha reagito al Genocidio del Darfur richiamando dalla Regione il suo Gruppo d’Osservatori, un Tradimento deplorevole, che fa seguito alle Pressioni esercitate nel Corso delle Sessioni del Consiglio da parte dei principali complici del Sudan: l’Egitto e la Cina. Una Proposta canadese che chiede l’Accusa per Crimini di Guerra dei Responsabili del Genocidio, è stata rigettata l’Anno passato dal CDH, malgrado i Rapporti oggettivi delle Nazioni Unite, che implicavano il Regime di Karthoum negli Omicidi di Massa, nelle Torture e negli Stupri. Il solo riconoscimento del Genocidio da parte del CDH è consistito nel ricordare le Giustificazioni del Criminali di Guerra attraverso la Storia e a condannare “tutte le Parti”.
È interessante notare che cinque delle dieci Sessioni straordinarie del Consiglio sono state consacrate alle Azioni d’Israele, mentre nessuna Risoluzione è stata adottata per condannare i Crimini perpetrati dalla Cina, dallo Zimbabwe, dall’Arabia Saudita o, pure, da Hamas o Hezbollah. Infatti, una delle Azioni del CDH che hanno occupato i Titoli principali risale a Marzo 2007, quando Hillel Neuer, di UN Watch (Osservatorio sulle UN), un’Organizzazione basata a Ginevra, ha presentato un’Accusa feroce al Consiglio stesso, per la sua curiosa Focalizzazione sullo Stato ebraico. Questa Allocuzione è stata la prima in cui il CDH ha rifiutato di Ringraziare un Oratore per la sua Dichiarazione, come l’ha orgogliosamente fatto notare il Presidente di Allora, il Messicano Luis Alfonso de Alba. (Fra gli Oratori a cui sono stati rivolti Ringraziamenti figurano: i Rappresentanti cubani che affermano che i Rapporti sulla Persecuzione dei Dissidenti è falso; un Rappresentante nigeriano che dichiara che “la Lapidazione secondo la Shari’a per Atti sessuali contro la Natura non deve essere assimilata ad un Assassinio extra-giudiziario”; e una Rappresentante iraniana che ha difeso la Conferenza organizzata dal suo Paese sulla Negazione dell’Olocausto).
Ma gli Atti più distruttivi commessi fino ad Oggi dal CDH, che eliminano ogni sua Ragion d’essere, sono le Conseguenze dell’Incontro dell’OCI a La Mecca. A Marzo passato, per Esempio, il CDH ha adottato una Risoluzione proposta dal Pakistan e sostenuta dall’OCI, intitolata “Lotta contro la Diffamazione delle Religioni”. Adottata 23 Voci a Favore, 11 contrarie e 13 Astenuti, questa Risoluzione definisce qualsiasi Critica morale o intellettuale della Religione – nel Caso specifico l’Islam – come una Violazione dei Diritti dell’Uomo, spiegando che dall’11 Settembre il Mondo assiste a “un’Intensificazione della Campagna globale di Diffamazione delle Religioni e dell’Incitamento all’Odio religioso in generale”. La Risoluzione esprime “una profonda Inquietudine” sul Fatto che degli “Organizzazioni e Gruppi estremisti” cercano di creare e perpetuare degli “Stereotipi su certe Religioni”. Essa prosegue pressando gli Stati a “rifiutare l’Impunità” a coloro che sono trovati Colpevoli di Parole o di Atti che il CDH considera come troppo critici della Religione, ed esigendo dagli Stati di garantire che i Simboli religiosi “siano pienamente rispettati e protetti”.
La Risoluzione del CDH usa, in Modo inquietante, falsamente l’Applicazione della Parola “Diffamazione”, e lo associa al Nuocere ad una Reputazione tramite Calunnia. Il Corpus delle Credenze, delle Opinioni e dei Simboli non possono essere “diffamati” agli Occhi di alcun Tribunale; lo possono essere solo degli Individui. L’Unione Europea, con l’India e il Canada, hanno vivamente reagito contro questa Ufficializzazione della Censura, così come 207 Organizzazioni Non-Governative, di cui tre nate in Paesi islamici.
La Risoluzione era stata anticipata in un’altra Azione della HRC (Commissione dei Diritti umani), nel 2008, là ancora sotto l’Impulso dell’OCI. Alla settima Sessione dell’Organismo, il Canada aveva proposto di rinnovare il Mandato del Rapportante speciale del CDH sulla Libertà d’Espressione, un Responsabile incaricato di proteggere la Libertà di Parola e di inviare una Lista di Esempi dei Casi dove essa era rifiutata. Il 28 Marzo 2008, tutti i Membri dell’OCI che sedevano al CDH – raggiunti dalla Cina, dalla Russia e da Cuba -, hanno proposto un Emendamento al Mandato iniziale di questo Personaggio. Il Rapportante speciale dovrebbe ormai, secondo la Proposta di questi Paesi, non soltanto segnalare le Violazioni della Libertà d’Espressione, ma pure i Casi in cui l’Abuso della Libertà d’Espressione costituisce un Atto di Discriminazione razziale o religiosa (siamo noi a sottolinearlo). L’Islam si troverebbe così piazzato fuori Portata di qualsiasi Inchiesta o Censura mentre le Persone che si lamentano dei suoi Elementi più reazionari – semmai restassero vive per potersi lamentare – si troverebbero notate nel Libello del Rapportante speciale.
Durante la Discussione che è seguita, alcuni Stati islamici hanno preteso che se si fossero rifiutati di limitare la Libertà d’Espressione, gli Estremisti locali avrebbero provocato delle Sommosse e l’Agitazione conseguente alle Caricature danesi sarebbe diventata quotidiana. Naturalmente, gli Oppositori all’Emendamento hanno difeso il Principio dell’Universalità della Legge e della Libertà: i Membri dell’Unione Europea, il Canada, il Regno Unito, l’India, il Brasile, il Guatemala e la Svizzera. Ma l’Emendamento è stato adottato con 27 Voci favorevoli e 17 contrarie e 3 Astenuti. La Risoluzione emendata è stata votata da 32 Voci favorevoli e nessuna contraria, e 15 Astenuti.
Ciò che è notevole, è che la Comunità internazionale ha reagito vivamente e sfavorevolmente: “È molto preoccupante, nel Consiglio che dovrebbe essere … il Guardiano della Libertà d’Espressione, di vedere instaurarsi degli Obblighi o dei Tabù, o constatare che la Discussione su certi Soggetti diventa Tabù”, ha dichiarato l’Alto-commissario dell’ONU dei Diritti umani uscente, il Canadese Louise Arbour. 40 Organizzazioni hanno firmato una Petizione protestante contro l’Emendamento. Fra le Firme figurano dei Gruppi lavoranti in seno ai Paesi islamici, fra cui l’Istituto del Cairo per gli Studi sui Diritti umani, l’Associazione degli Avvocati del Darfur, l’Associazione egiziana per il Sostegno allo Sviluppo democratico, e la Fondazione di Stampa del Pakistan.
Come faceva notare la Petizione, le Nazioni Unite dispongono già, con il Comitato per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione razziale, di un Organismo incaricato della Funzione oramai attribuita in Modo ridondante al Rapportante speciale. In più, l’Emendamento gettava Luce negativa sul Principio sacro-santo dell’Illuminismo. La Libertà d’Espressione è spesso la Condizione essenziale per permettere l’Uguaglianza razziale e religiosa, e pertanto veniva interpretata come un Ostacolo a questa Uguaglianza. Infine, il Carattere verboso dell’Emendamento andava a turbare il Significato di Convenzioni anteriori, come la Convenzione internazionale sui Diritti civili e politici, che autorizza le Restrizioni alla Libertà d’Espressione solo per proteggere gli Individui, e non per proteggere delle Filosofie, delle Tradizioni religiose, o dei Dogmi astratti. “I Credenti hanno il Diritto di non essere discriminati in ragione della loro Credenza”, notava la Petizione, “ma verso la Religione stessa non può essere vietata la Critica”. È stipulato da nessuna Parte, in nessun Documento legittimo sui Diritti dell’Uomo, che offendere o contestare la Saggezza classica sia vietato nell’Arte oratoria, nel Giornalismo, nella Letteratura o nell’Arte.
La Promozione da parte del CDH di ciò che si riassume con dei Tabù sul Blasfemo costituisce un Prolungamento logico della sua Politica interna. Il CDH è gestito come un’Oligarchia, governata da Codici oratori orwelliani, siccome qualsiasi Critica a questo Organismo è soffocata durante la Sessione. Nella sua Testimonianza di Marzo 2008 presso il CDH, per Esempio, Roy Brown aveva notato che la Dichiarazione del Cairo sui Diritti dell’Uomo nell’Islam – votata e ratificata dall’OCI nel 1990 – prendeva la Shari’a come Base legale e si opponeva alla Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo. Brown contestava una Dichiarazione del Pakistano Masood Khan, Ambasciatore del suo Paese presso le Nazioni Unite, che aveva affermato al Consiglio, in Nome dell’OCI, che la Dichiarazione del Cairo era un “Complemento” e non un’Alternativa alla Dichiarazione universale. Immediatamente, Imran Ahmen Siddiqui, Delegato del Pakistan presso il CDH, aveva sollevato un Punto del Regolamento che riduceva Brown al Silenzio e aveva annunciato: “È insultante per la nostra Fede di discutere della Shari’a qui, in questo Forum”. Il Presidente del Consiglio all’epoca, il Rumeno Doru Costea, aveva dato Ragione a Siddiqui.
Un’altra Persona era stata maltrattata: David Littman, dell’Organizzazione per un’Educazione mondiale (Association for World Education). In Giugno dell’Anno passato, durante l’ottava Sessione del CDH, Littman doveva parlare dei Diritti delle Donne in certi Paesi, fra cui i Paesi islamici. La Testimonianza di Littman criticava fra altre Cose le Violazioni dei Diritti risultante dall’Applicazione della Shari’a, e in particolare il Matrimonio forzato delle Giovani islamiche, a volte di appena nove Anni d’Età e la Lapidazione delle Donne per Adulterio, tutte Pratiche che non era possibile descrivere correttamente senza fare Riferimento al Corano. In Violazione flagrante delle Regole sui Termini, per cui nessun Delegato può ricevere la Trascrizione di Testimonianze che verranno presentate, l’Egiziano Amr Roshdy Hassan si era arrangiato per ottenere anticipatamente una Copia dell’Allocuzione di Littman. Lui ed altri hanno interrotto Littman, 16 Volte in Totale. La Testimonianza, che avrebbe chiesto qualche Minuto, è stata prolungata fino a due Ore per diverse Questioni in merito al Ricordo del Regolamento e una Pausa prolungata di 40 Minuti.
Hassan è stato sostenuto da Siddiqui, che ha preteso che la Dichiarazione di Littman “equivalesse ad instillare dell’Odio fra certi Membri del Consiglio”. Alla Ripresa dopo 40 Minuti di Pausa, Costea ha tranciato affermando che “il Consiglio non era pronto a discutere … i Soggetti religiosi in Profondità”, e ha ripreso, in una Grammatica strana e con una Logica ancora più bizzarra, una Decisione di una Sessione anteriore: “Siccome la Dichiarazione non comporta Giudizio o Valutazione di un Campo specifico legislativo relativo al Tema della nostra Discussione, l’Oratore è autorizzato a proseguire”.
E Littman ha seguito, notando che in Iran e in Sudan, si seppelliscono le Donne fino al Seno e le si lapidano a Morte con delle Pietre rotonde per il Crimine d’Infedeltà, e che 96% delle Donne egiziane sono ancora sottomesse a delle Mutilazioni sessuali sebbene la Legge lo interdica formalmente (notiamo che il CDH autorizza un “Giudizio” o una “Valutazione” delle Leggi secolari che rivelano una Violazione dei Diritti dell’Uomo). Ma appena Littman ha suggerito che solo una Fatwa emessa da Muhammad Sayyid Tantawi, un Religioso egiziano influente, sarebbe suscettibile d’invertire questa orribile Realtà, Hassan è intervenuto ancora una Volta, esigendo un Voto sulla Testimonianza di Littman. “Non lascerò crocefiggere l’Islam in questo Consiglio”, ha acclamato. Pertanto, è difficile considerare come una Crocefissione dell’Islam il Fatto di chiedere che un Religioso islamico intervenga per mettere Fine ad una Violazione dei Diritti umani.
I Membri dell’OCI hanno Ragione di soffocare presso il CDH qualsiasi Allusione ai loro propri Documenti sui “Diritti dell’Uomo”. Se degli Oratori come Brown fossero autorizzati a scavare un po’ nei Dettagli della Dichiarazione del Cairo sui Diritti dell’Uomo nell’Islam, durante una Sessione del Consiglio, non sarebbe male vedere quanti ne vieta rispetto a quanti ne autorizza. L’Articolo 22 di questa Dichiarazione che definisce la Libertà d’Espressione, stipula:
(a) Qualsiasi Uomo ha il Diritto di esprimere liberamente la sua Opinione fintanto che non sia in contraddizione con i Principi della Shari’a.
(b) Qualsiasi Uomo ha il Diritto di ordinare il Bene e di vietare il Male, conformemente ai Precetti della Shari’a.
(c) L’Informazione è un Imperativo vitale per la Società. È proibito utilizzarla o sfruttarla per nuocere al Sacro e alla Dignità dei Profeti o per dei Fini che possono nuocere ai Valori morali e suscettibili di esporre la Società alla Disunione, alla Disintegrazione, o all’Indebolimento della Fede.
(d) È proibito incitare all’Odio etnico o settario o abbandonarsi a qualsiasi Atto naturale che inciti alla Discriminazione razziale, sotto tutte le sue Forme.
Un Letterato islamico che sottomettesse il Corano ad un Esame critico non troverebbe grandi Cose nella Dichiarazione del Cairo per proteggere la sua Libertà d’Espressione, ma molte per imbrigliarla. Un Agnostico che dubitasse della natura del Profeta Maometto o della sua Virtù sarebbe egli stesso in Situazione a Rischio.
Quanto agli Apostati sinceri, la Dichiarazione del Cairo non tiene loro la Parte. “L’Islam è la Religione innata”, scrive l’Articolo 10. “Nessuna Forma di Obbligo deve essere esercitata sull’Uomo per obbligarlo a rinunciare alla sua Religione per un’altra o per l’Ateismo; è pure vietato di sfruttare a questo Fine la sua Povertà o la sua Ignoranza”. Nell’Islam, si considera che solo la Violenza o l’Ignoranza possano condurre un Credente ad abbandonare la sua Fede o a convertirsi ad un’altra Religione, due Crimini punibili di Morte. La Dichiarazione del Cairo ridà nuovamente ai Governi islamici il Permesso di uccidere i Missionari o gli Avvocati dell’Agnosticismo o dell’Ateismo.
Non è necessario essere degli Specialisti in Diritto internazionale o Esegeti del Corano per misurare la Povertà di questi Precetti in rapporto alla Lingua chiara e precisa della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo che festeggiava l’Anno passato il suo 60. Compleanno. Gli Articoli 18 e 19 di questo Documento, il più tradotto al Mondo (secondo l’Ufficio dell’Alto-commissario dei Diritti dell’Uomo) dicono:
Qualsiasi Persona ha il Diritto alla Libertà di Pensiero, di Coscienza e di Religione; questo Diritto implica la Libertà di cambiare Religione o Convinzione come pure la Libertà di manifestare la propria Religione o Convinzione da sola o in comune, tanto in pubblico che in privato, in quanto ad Insegnamento, Pratiche, Culto e Svolgimento dei Riti.
Qualsiasi Individuo ha il Diritto alla Libertà d’Opinione e d’Espressione, ciò che implica il Diritto di non essere messo sotto Inchiesta per le proprie Opinioni, e il Diritto di cercare, di ricevere e diffondere, senza Considerazioni di Frontiera, le Informazioni e le Idee con qualsiasi Mezzo d’Espressione.
Qualsiasi Persona che cercasse di esporre davanti al Consiglio che la Dichiarazione del Cairo, la quale pretende di completare questi nobili Ideali, è in effetti il suo Opposto, o che essa non possa in alcun Modo completarli, poiché si fonda sulla Shari’a, che afferma l’Inferiorità delle Donne e dei Non-islamici, si vedrebbe oramai imposto il Silenzio.
La Candidatura dell’Amministrazione Obama ad un Seggio al Consiglio potrebbe rivelarsi utile esponendo di più il CDH ai Media. Ma la Partecipazione degli Stati Uniti potrebbe coinvolgere l’America in ciascuna delle sinistre Risoluzioni del Consiglio e dare a costoro una maggiore Legittimità sulla Scena mondiale.
Come rimediare allo Scandalo del CDH? Una Soluzione potrebbe essere d’imporre delle Condizioni più strette agli eventuali Membri del Consiglio, come essere Firmatari del Patto internazionale relativo ai Diritti civili e politici e di partecipare alla Teoria e alla Pratica del Libero Arbitrio e della Libertà di Parola, ciò che significa ugualmente la Libertà dalle Ingiunzioni religiose. Si potrebbe pure esigere dagli Stati Membri che conducano delle Inchieste interne trasparenti e indipendenti sulle Violazioni dei Diritti dell’Uomo che avvengono all’interno delle loro Frontiere.
Durante la sua Campagna presidenziale, il Senatore repubblicano John McCain aveva preconizzato la Costituzione di una Lega delle Democrazie che avrebbe agito indipendentemente dall’ONU (senza rimpiazzarlo), per chiedere Conto ai Regimi dittatoriali o totalitaristi, imporre delle Sanzioni economiche agli Stati teppisti, e portare Soccorso alle Vittime delle Pulizie etniche o dei Genocidi. Con le sue Regole di Composizione strette, una tale Assemblea multinazionale non dovrebbe soffrire d’Ostruzionismo interno da parte di Stati come la Russia o la Cina, e sarebbe dunque in miglior Posizione per far rispettare i Diritti dell’Uomo.
Questa Lega, in Favore della quale si pronuncia pure Anthony Lake, che ha consigliato Obama, potrebbe pure – con la sua Esistenza – fare da Contrappeso al CDH, e costituire un Organismo dove potrebbero avere luogo delle Vittorie simboliche in Favore dei Diritti dell’Uomo, fuori dalla Zona d’Ombra d’Interferenza dell’Islam.
Alla fine della seconda Guerra mondiale, Bertrand Russell aveva osservato che storicamente la Specie umana è stata reticente ad accettare la sua propria Sopravvivenza. Questo Patto suicidale che continua ancora trova sicuramente un Complice nel Relativismo culturale, un’Invenzione del Liberalismo occidentale, che dei Reazionari non-occidentali hanno utilizzato come Permesso di uccidere e massacrare delle Persone in tutta Tranquillità. Nessun Esempio di questa Tendenza mortale è peggiore del Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU.

Versione originale inglese su Inhuman Rights (Diritti in-umani), di Ibn Warraq e Michael Weiss, City Journal, Primavera 2009. Adattamento francese di PosteDeVeille.

FONTE

http://www.postedeveille.ca/2009/06/inhuman-rights---the-uns-human-...

Tag: DirittiUmani, DurbanII, IbnWarraq, LibertaEspressione, MichealWeiss, NazioniUnite, PaesiIslamici, Razzismo, RisoluzioneAntiBlasfemia, TarekFatah

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Risposte a questa discussione

Osservatorio sulle Nazioni Unite - Rapporto
Proposta alle Nazioni Unite di criminalizzare la 'diffamazione dell'Islam'

Ginevra, 11 marzo 2009 — Una nuova Risoluzione delle Nazioni Unite circolava oggi, emessa dagli Stati islamici, che definisce ogni messa in discussione del Dogma islamico come una violazione dei Diritti Umani, intimidisce ogni voce dissidente e incoraggia l'imposizione forzata della Legge della Sharia. (Vedi testo della Risoluzione a fine articolo.)

L'Osservatorio sulle Nazioni Unite ha ottenuto una copia della Proposta pakistana, dopo che Essa è stata distribuita fra i Diplomatici a Ginevra, i quali presenziavano alla Sessione corrente del Concilio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Si intitola 'Combattere la diffamazione delle Religioni', ma cita solo l'Islam.

Non vincolante, la Risoluzione costituisce una pericolosa minaccia alla Libertà d'Espressione ovunque. Censurerà qualsiasi dichiarazione percepita come offensiva della sensibilità islamica quale 'serio affronto alla Dignità umana' e quale 'violazione della Libertà religiosa', e farà pressione sugli Stati membri delle Nazioni Unite - a livello locale, nazionale e internazionale - perchè la Libertà d'Espressione venga estrapolata dai loro Sistemi legali e costituzionali.

È un testo Orwelliano che distorce il significato di Diritti Umani, Libertà d'Espressione e Libertà religiosa, e segna un gran passo indietro per la Libertà e la Democrazia nel mondo intero.


I primi a soffrirne saranno gli islamici moderati, nei Paesi che sono soggetti a questa Risoluzione, come l'Iran, l'Arabia Saudita, l'Egitto e il Pakistan. Questi Stati cercano giustificazione internazionale per sancire una Legge Anti-blasfemia, che vieta di fatto la Libertà di scegliersi la Religione e mette fuori legge le Conversioni dall'Islam ad un'altra Religione.

In seguito, a soffrire di questo McCarthysmo delle Nazioni Unite saranno gli scrittori e i giornalisti nell'Occidente democratico, poiché la Risoluzione etichetta i Media di 'stereotipare deliberatamente le Religioni, i loro aderenti e i personaggi sacri'.

Infine, è uno scacco alla nozione di Diritti Umani individuali, in quanto i sostenitori di questa Risoluzione non mirano a proteggere gli individui dall'essere feriti. I sostenitori di questa Risoluzione mirano piuttosto a proteggere una determinata gamma di Credenze dall'essere messe in discussione, dall'essere dibattutte, o dall'essere criticamente analizzate.

La premessa essenziale della Risoluzione - che il concetto di 'diffamazione della Religione' esiste a livello legale - è una distorsione. La Legge sulla Diffamazione protegge la reputazione degli individui, non dei Credo.

È richiesto perciò che la Risoluzione venga esaminata: è veridica o no, nelle sue asserzioni? Essa sostiene che nessuno, e specialmente non le Nazioni Unite, sia abilitato a mettersi sopra le Religioni.

Tragicamente, dal momento che gli Stati islamici dominano completamente il Concilio dei Diritti Umani, con il supporto di Stati membri non-democratici come la Russia, la Cina e Cuba, l'adozione della Risoluzione regressiva è un dato di fatto.

I Diplomatici dell'Unione Europea possono al massimo sperare di convincere gli Stati dell'America latina a stare dalla parte dell'opposizione.

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Di seguito, una copia della Risoluzione del Concilio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ottenuto dall'Osservatorio delle Nazioni Unite. È stato preparato dal Pakistan, in favore del Gruppo islamico, e il testo girava oggi fra i Diplomatici, a Ginevra, quale preparazione ad un voto che dovrà essere dato alla fine di marzo. Sospiro di sospensione ...

Risoluzione del Concilio dei Diritti Umani A/HRC/10/L. Combattere la diffamazione delle Religioni

Il Concilio dei Diritti Umani,

riaffermando l'impegno contratto da tutti gli Stati, nella Carta delle Nazioni Unite, per promuovere e incoraggiare il rispetto universale e l'osservazione di tutti i Diritti Umani e delle Libertà fondamentali, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione,

riaffermando anche che tutti i Diritti Umani sono universali, indivisibili e interdipendenti e correlati,

richiamando le Decisioni sortite dall'Incontro Mondiale del 2005, adottate dall'Assemblea Generale nella sua Risoluzione 60/1 del 24 ottobre 2005, in cui l'Assemblea ha enfatizzato le responsabilità di tutti gli Stati, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite, di rispettare e comprendere le diversità culturali e religiose del mondo intero,

riconoscendo il contributo di valore di tutte le Religioni nella Civiltà moderna e il contributo che il dialogo fra Civiltà può dare alla consapevolezza e comprensione dei Valori comuni condivisi da tutta l'umanità,

accogliendo i propositi espressi dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite adottata dall'Assemblea Generale l'8 settembre 2006, che intendevano prendere misure per eliminare i crescenti atti di razzismo e xenofobia in molte Società e promuovere una maggior armonia e tolleranza in tutte le Società, sorvegliandone l'effettiva implementazione a tutti i livelli,

sottolineando a questo proposito l'importanza della Dichiarazione di Durban e il Programma d'Azione adottato nella Conferenza Mondiale Contro il Razzismo, la Discriminazione razziale, la Xenofobia e l'Intolleranza relativa, tenutasi a Durban, in Sud Africa, nel 2001, accogliendo i progressi realizzati nell'implementarli, ed enfatizzando che essi costituiscono un fondamento solido per l'eliminazione di ogni flagello e manifestazione razzista, di discriminazione razziale e xenofobia collegata ad intolleranza,

accogliendo tutte le iniziative regionali e internazionali per promuovere l'armonia inter-culturale e inter-religiosa, inclusa l'Alleanza di Civilità e il Dialogo sulla Collaborazione Inter-religiosa, e i suoi valevoli sforzi verso la promozione di una Cultura della pace e del dialogo a tutti i livelli,

accogliendo ulteriori Rapporti del Rapportante Speciale, sottomessi al Concilio durante le sue quarta, sesta e nona Sessione, che mettono in luce la seria natura della diffamazione delle religioni, e la necessità di complementare strategie legali,

sono tenute in considerazione le situazioni di intolleranza, discriminazione e atti di violenza contro i seguaci di certe Fedi, che accadono in molte parti del mondo, e le proiezioni negative di certe religioni nei Media e l’introduzione e il rinforzo di Leggi e Misure amministrative che discriminano in modo specifico e mirano persone con un passato etnico e religioso preciso, in particolare gli islamici dopo i fatti dell’11 settembre 2001, e che minacciano di impedire loro il pieno godimento dei Diritti Umani e delle Libertà fondamentali,

notando che la diffamazione delle religioni è un serio affronto alla Dignità umana che porta alla restrizione della Libertà religiosa dei suoi aderenti e incita all’odio religioso e alla violenza,

notando con preoccupazione che la diffamazione delle religioni, e l’incitamento all’odio religioso in generale, può portare a disarmonia sociale e alla violazione dei Diritti Umani, e allarmati dall’inazione di alcuni Stati a combattere questa tendenza con la pratica discriminatoria risultante contro gli aderenti di certe religioni, e in questo contesto si sottolinea il bisogno di combattere la diffamazione di ogni religione, e incitamento all’odio religioso in generale, e contro l’Islam e gli islamici in particolare,

convinti che il rispetto per la diversità culturale, etnica, religiosa e linguistica, come pure il dialogo fra Civiltà, sia essenziale per la pace globale e la comprensione, mentre le manifestazioni di pregiudizi culturali e etnici, e di intolleranza religiosa e xenofobia generano odio e violenza fra i popoli e le nazioni,
sottolineando l’importanza del ruolo dell’Educazione nella promozione della tolleranza, che include l’accettazione e il rispetto da parte del pubblico della diversità,
notando varie iniziative regionali e nazionali per combattere l’intolleranza religiosa e razziale contro specifici Gruppi e Comunità, ed enfatizzando, in questo contesto, il bisogno di adottare un approccio comprensivo e non-discriminante per assicurare il rispetto per tutte le razze e religioni,
richiamando la sua Risoluzione 7/19 del 27 marzo 2008 e la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 63/154 del 18 dicembre 2008,

1. prende nota del Rapporto dell’Alto Commissario in merito alla compilazione della Legislazione esistente e la Giurisprudenza concernente la diffamazione e il disprezzo delle religioni, e il Rapporto del Rapportante Speciale sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza, presentato durante la nona Sessione del Concilio dei Diritti Umani,

2. esprime profonda preoccupazione per gli stereotipi negativi e la diffamazione delle religioni e le manifestazioni d’intolleranza e discriminazione dei seguaci di queste religioni,

3. deplora fortemente tutti gli atti di violenza ed assalto psicologico e fisico, e relativo incitamento contro persone sulla base della loro religione o credo, e questi atti diretti contro i loro affari, le loro proprietà, i centri culturali e i luoghi di culto, come pure la presa di mira dei luoghi sacri, dei simboli religiosi e le personalità venerate in ogni religione,

4. esprime profonda preoccupazione per le continue e serie dichiarazioni di deliberato stereotipo delle religioni, dei loro aderenti e delle loro sacre persone, nei Media e nei programmi, negli incontri organizzati da Organizzazioni estremiste e Gruppi intenzionati a creare e perpetuare stereotipi in merito a certe religioni, in particolare quando condonati dai Governi,

5. nota con profonda preoccupazione l’intensificarsi ovunque di campagne diffamatorie delle religioni, di incitamento all’odio religioso in generale, inclusa l’identificazione etnica e religiosa delle Minoranze islamiche in seguito ai tragici eventi dell’11 settembre 2001,

6. riconosce che, nel contesto della lotta al Terrorismo, la diffamazione delle religioni e l’incitamento all’odio religioso, in generale sono divenuti elementi aggravanti che contribuiscono alla negazione dei Diritti fondamentali dei membri di Gruppi precisi, come pure alla loro esclusione economica e sociale,

7. esprime profonda preoccupazione per il fatto che l’Islam è frequentemente e scorrettamente associato alla violazione dei Diritti Umani e al terrorismo, e in questo senso si dispiace delle Leggi o Misure amministrative specificatamente designate al controllo e al monitoraggio delle Minoranze islamiche, che le stigmatizzano e legittimano la discriminazione che esse sperimentano,

8. deplora l’uso della Stampa, dei Sistemi audio-video e dei Media elettronici, incluso Internet, e ogni altro Mezzo che incitano ad atti di violenza, xenofobia o relativa intolleranza, e discriminazione verso ogni religione, come pure la presa di mira di simboli religiosi e persone venerate,

9. enfatizza che, come stipulato nella Legge internazionale dei Diritti Umani, inclusi gli articoli 19 e 29 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e 19 e 20 della Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici, ognuno ha il diritto di avere opinioni senza interferenze, e ha il diritto della Libertà d’espressione, l’esercizio della quale deve essere accompagnato da doveri speciali e responsabilità, e potrebbe perciò essere soggetta a limitazione, come sono previsti per Legge e sono necessariamente da rispettare, in nome dei Diritti e della Reputazione altrui, per la sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico, della salute pubblica e della moralità, e del benessere generale,

10. riafferma che il Commento Generale 15 del Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, in cui il Comitato ha stipulato che la proibizione della semina di idee basate sulla superiorità razziale o l’odio è compatibile con la Libertà d’opinione e d’espressione, è ugualmente applicabile alla questione dell’incitamento all’odio religioso,

11. fortemente condanna tutte le manifestazioni e gli atti di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza relativa, contro Minoranze nazionali, etniche, religiose e linguistiche, e migranti e gli stereotipi spesso applicati ad essi, inclusi quelli basati sulla religione e sul Credo, e chiede urgentemente agli Stati di applicare, dove richiesto, di rinforzare le Leggi esistenti quando questi atti, manifestazioni, o espressioni xenofobi e intolleranti avvengono, al fine di negare l’impunità a coloro che commettono questi atti,

12. chiede urgentemente a tutti gli Stati di provvedere, in seno al loro Sistema legale e costituzionale, adeguata protezione contro atti di odio, discriminazione, intimidazione e coercizione, risultanti dalla diffamazione della religione, incitamento all’odio religioso in generale, e di prendere tutte le misure possibili per promuovere la tolleranza e il rispetto per tutte le religioni e i Credo,

13. sottolinea la necessità di combattere la diffamazione delle religioni, e all’incitamento all’odio religioso in generale, tramite azioni strategiche ed armonizzanti, a livello locale, nazionale, regionale e internazionale, attraverso l’educazione e l’acquisizione di consapevolezza,

14. chiede a tutti gli Stati di fare tutti gli sforzi possibili, in accordo alle loro Legislazioni nazionali, e in conformità con i Diritti Umani internazionali e la Legge umanitaria, per assicurare che i luoghi religiosi, le rovine e i simboli siano pienamente rispettati e protetti, e per adottare misure ulteriori nei casi questi siano soggetti a dissacrazione o distruzione,

15. chiede il rafforzamento degli sforzi internazionali per promuovere un dialogo globale per la promozione della cultura della tolleranza e della pace a tutti i livelli, basata sul rispetto dei Diritti Umani e della diversità di religione e di Credo, e chiede urgentemente a tutti gli Stati, alle Organizzazioni Non Governative, ai capi religiosi e alla Stampa scritta e ai Media elettronici, di supportare e promuovere questo dialogo,

16. apprezza l’Alto Commissario per i Diritti Umani d’aver tenuto un seminario sulla Libertà d’espressione e sull’incitamento all’odio religioso, che costituisce un invito alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza, tenutosi ad ottobre 2008, e si richiede di continuare a costruire simili iniziative, in vista di contribuire concretamente alla prevenzione e eliminazione di ogni forma di simile incitamento, e delle conseguenze degli stereotipi negativi religiosi e di Credo, e dei loro aderenti, in nome dei Diritti Umani di questi individui e delle loro Comunità,

17. chiede al Rapportante Speciale sulle contemporanee forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza, di rapportare ogni manifestazione di diffamazione delle religioni, e in particolare in merito alle serie implicazioni dell’islamofobia, per il godimento di tutti i Diritti dei suoi seguaci, al Concilio durante la sua dodicesima Sessione,

18. chiede che l’Alto Commissario per i Diritti Umani rapporti al Concilio, durante la sua dodicesima Sessione, in merito all’implementazione della presente Risoluzione, inclusa la possibile correlazione fra diffamazione della religione e l’insorgere di incitamento, intolleranza e odio in molte parti del mondo.

Data: 11 marzo 2009

[ http://www.unwatch.org/site/apps/nlnet/content2.aspx?c=bdKKISNqEmG&...{AF491436-ED3D-46F5-8CC4-E14577482787}&notoc=1 ]

NOTA DEL TRADUTTORE

La dottrina islamica non condanna le Religioni (Ebraismo, Cristianità, ...) ma condanna le persone che praticano queste Religioni (che non sono l'Islam).

Dice che le religioni in sè sono divine (e che l'Islam sta alla base e all’apice di tutte), e quindi sono accettabili.

Viceversa sono le persone che le praticano che le hanno modificate e corrotte (riformate - come per esempio l'Ebraismo che ha eliminato la lapidazione: per gli islamici, questa è una corruzione).

Per il fatto di aver modificato e corrotto 'la parola di Dio’ (l’Islam), le persone sono diventate delle miscredenti, delle apostate, e perciò sono passibili di morte (la punizione prevista nel Corano per gli apostati – decapitazione o strangolamento, in particolare).

Una simile Risoluzione potrebbe giustificare il genocidio/olocausto di interi popoli, ovvero di tutti i non-islamici (e di tutti coloro che non seguono o che si rifiutano di seguire la 'Sharia' islamica), per mano degli islamici.

L’Islam e la Sharia islamica potranno venire imposti, senza che vi sia la possibilità di dimostrare opposizione (si verrebbe accusati di 'blasfemia' – ciò che diventerà un crimine, proprio come lo è l’’apostasia’ nell’Islam).

Ciò che è secolare, democratico, a-teo esula da questa Risoluzione, perciò le invocazioni degli islamici quali 'libertà vai all'inferno’, ‘ammazzate chi offende l’Islam’, ‘Dio benedica Hitler’, … rimarrebbero lecite.

Considerato che agli islamici sarà possibile seguire la loro Dottrina, in virtù della 'totale Libertà di Religione', essi potranno continuare ad insultare/uccidere, discriminare, sottomettere i popoli altrui (e anche i loro propri adepti ‘ribelli’), sia a parole che a fatti, in virtù del loro Diritto a seguire le loro Leggi (Sharia = Corano + Sunnah/Ahadith, esempio di vita, parole e detti di Mohammad, VII. secolo D.C.).

Liberati dall’obbligo di sottomettersi alle Leggi internazionali, essi non sarebbero nemmeno più tenuti ad attenersi alla presente Risoluzione.
ONU – Conferenza sul Razzismo (Durban 2) - L’Occidente deve ritrovare una Leadership morale, di Salim Mansur
lunedì 27 aprile 2009, di Annie Lessard, Marc Lebuis
[ http://pointdebasculecanada.ca/spip.php?article1085 ]

« È l’indebolimento della fibra morale dell’Occidente, il suo rifiuto abietto di difendere la sua Storia – che dopo tutto ha dato al Mondo il suo respiro di Libertà e Prosperità più lungo – che è stato messo in evidenza a Ginevra. L’Occidente deve in tutta urgenza ritrovare i suoi punti di riferimento morali, poiché solo la Leadership morale – secondo il consiglio già dato all’Occidente contro il Comunismo da Alexandre Soljenitsyne – può aiutare a contenere e a vincere i Nemici contemporanei della Libertà ».
Il grande Storico britannico Arnold Toynbee ha scritto : « Le Civiltà muoiono per Suicidio, non per Assassinio ». Tornando alla Conferenza dell’ONU contro il Razzismo, detta Durban 2, che si è recentemente tenuta a Ginevra, Salim Mansour invita l’Occidente a prendere coscienza dei suoi slanci suicidali, e a raddrizzarsi.


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Recipe for Third World and West, ‘Ricetta per il Terzo mondo e l’Occidente’, di Salim Mansur, Sun Media, 25 aprile 2009

Nel suo libro (Un Mondo s’illumina con un’incendio) A World Only Lit By Fire, lo Storico William Manchester spiega splendidamente come un Continente sia stato inghiottito in quel che è conosciuto come i Secoli bui.
Oltre che Roma, la fiera Città del Mondo antico, che è stata invasa da orde di barbari provenienti dall’Est, c’è anche un’antica Civiltà che è andata rapidamente in rovina. È stata distrutta dall’interno da parte di una popolazione che aveva perduto i suoi punti fermi e aveva dimenticato la sua Storia, come pure da parte di una Classe dirigente corrotta da un’irrimediabile compiacenza verso sé stessa.
L’Occidente, come la Roma antica, è assediato, e coloro che Oggi l’accerchiano palesano il loro intento di distruggerlo, quale riparazione per gli sbagli passati, commessi nella costruzione del Mondo moderno.
Ma a differenza dei barbari che hanno invaso Roma e il suo Impero, le Orde brulicanti dell’Asse anti-occidentale si riuniscono lontano dalle sue Frontiere. Si riuniscono piuttosto in questo ‘tempio moderno dell’impostura che è l’Organizzazione delle Nazioni Unite’ ( ce temple moderne de l’imposture qu’est l’Organisation des Nations Unies ), da dove esse lanciano i loro Attacchi contro la Civiltà di cui esse desiderano le meraviglie con avidità, così come già fatto dai barbari che hanno invaso Roma.
La Conferenza ONU sul Razzismo a Ginevra, Svizzera, rappresenta lo sforzo moderno di un Occidente che s’inginocchia davanti ai Leaders rapaci degli Stati canaglia del Terzo mondo, ai quali ci si affretta a fare delle concessioni come prezzo da pagare per evitare d’essere importunati.
È l’indebolimento della fibra morale dell’Occidente – il suo rifiuto abbietto di difendere la sua Storia, che, tutto ben considerato, a dato al Mondo il suo più lungo respiro di Libertà e Prosperità – che è stato messo in evidenza a Ginevra.
Lo spettacolo di svariati Diplomatici europei che uscivano dalla sala della Conferenza mentre il Presidente Ahmadinejad dell’Iran consegnava la sua ignobile diatriba antisemita e anti-occidentale, ha mostrato il patetico scompiglio di una Diplomazia europea freneticamente desiderosa di negoziare un Accordo per salvare la faccia di fronte ai peggiori violatori dei Diritti umani al Mondo.
L’ironia è che l’Occidente ha bisogno di ricordarsi le parole di Marx: « I Paesi più sviluppati sul piano industriale mostrano ai Paesi meno sviluppati l’immagine del loro proprio Avvenire. » E ne Il Manifesto del Partito comunista, Marx e Engels hanno celebrato il Progresso del Capitalismo in rapporto ai Sistemi d’Attività economica precedenti.
Al posto d’accogliere delle Conferenze ipocrite come Durban 2 a Ginevra, è tempo che l’Occidente dia prova della sua Autorità morale esigendo dagli Ahmadinejad di questo Mondo e dai loro Alleati anti-Occidente, che spieghino perché hanno privato il loro popolo della Libertà d’adottare pienamente il Modello sperimentato di Prosperità che è l’Occidente.
Per quel che concerne Israele, è un Modello di Nazione illuminato, ritornato nel suo Focolare storico, ed uno specchio che rinvia quotidianamente al mondo arabo-islamico l’immagine del suo spaventoso scacco come Civiltà un tempo degna di rispetto.
Inoltre, l’intensa Rabbia antisemita che Ahmadinejad ha mostrato a Ginevra, serve ai Dirigenti arabo-islamici per imputare a Terzi la Responsabilità della Miseria della loro popolazione.
Il Terzo mondo ha bisogno di più d’Occidente, malgrado i suoi difetti – domandate ai cinesi e agli indiani – se vuole liberare i suoi poveri dall’Oppressione delle loro Culture tradizionali.
L’Occidente deve in tutta urgenza ritrovare i sui punti fermi morali, poiché soltanto la Leadership morale – secondo il consiglio già dato all’Occidente contro il Comunismo da parte di Alexandre Soljenitsyne – può aiutare a contenere e a vincere i Nemici contemporanei della Libertà.

Vedere anche:

L’Europe apaise les ennemis de la liberté, par Salim Mansur (L’Europa asseconda i Nemici della Libertà, di Salim Mansour)

La bataille des droits de l’homme à l’ONU (documentaire Arte) (La Battaglia dei Diritti dell’Uomo presso l’ONU –Documentario Arte-)

ONU : tollé après une diatribe d’Ahmadinejad (ONU: Clamore dopo una filippica di Ahmadinejad)
ONU – Conferenza sul Razzismo (Durban 2) - "Massacrati dai loro", Discorso di Tarek Fatah a Ginevra
venerdì 1. maggio 2009, di Annie Lessard, Marc Lebuis
[ http://pointdebasculecanada.ca/spip.php?article1093 ]

« Dal Pakistan al Sudan, numerose Società islamiche sono infiltrate da un Razzismo ignobile e omicida. È ora d’abbandonare la nozione da medioevo di un’Inferiorità degli islamici non-arabi rispetto agli islamici arabi. I Paesi arabi e i Dirigenti delle Organizzazioni Non Governative arabe devono denunciare questa Dottrina, che ha condotto alla Discriminazione verso gli islamici di pelle scura nei Paesi con Governo arabo, tanto distanti fra loro come Dubai e il Darfur ».
Tarek Fatah è un Giornalista e Commentatore di Toronto molto conosciuto dai nostri lettori.

Vedere fra gli altri: (ici), (ici), (ici) e (ici). È l’Autore di « Chasing a Mirage : The Tragic Illusion of an Islamic State » (‘Inseguendo un Miraggio: la tragica Illusione di uno Stato islamico’).


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Massacrati dai loro. Versione originale in inglese : Slaughtered by their own, di Tarek Fatah, National Post, 27 aprile 2009. Adattamento francese di Jean-Marc Léger

Dal Pakistan al Sudan, numerose Società islamiche sono infiltrare da un Razzismo ignobile e omicida

[FOTO]
Una tchadiana protegge suo figlio dopo essere stata obbligata a fuggire in occasione di un Attacco al suo villaggio da parte dei janjawid. (Marco Di Lauro, Getty Images)

Il testo che segue è un estratto rivisto e corretto di un Discorso pronunciato la settimana passata alla Conferenza Durban 2, a Ginevra.
Mentre mi rivolgo a voi, sono profondamente deluso che la mia collega, Milly Nsekalije, sfuggita al Massacro dei tutsi in Rwanda nel 1994, sia stata impossibilitata a condividere la sua storia con voi tutti. Ragione: agli occhi di certi, è impossibile che lei sia stata vittima di Genocidio, poiché lei è una tutsi non al 100%.
Cosa pensare dello stato del Razzismo nel nostro Mondo dal momento che le stesse vittime di un Genocidio praticano l’esclusione le une delle altre sulla base di una pretesa Purezza di sangue maggiore e in base all’Origine etnica?
E c’è di peggio che l’esclusione dall’Avvenimento del giorno: il fatto che questa esclusione abbia avuto luogo nel quadro di una Conferenza avente per scopo di combattere il Razzismo. Come si vede, abbiamo sovvertito la nozione di Razzismo.
Il Razzismo è più di una divisione fra bianchi e neri, è pure un cancro che pervade le Relazioni fra gente di colore – delle persone che condividono spesso la stessa Religione ma che hanno dei colori di pelle differenti, più o meno bruni o neri.
Questo Razzismo interno, che divora dall’intero i popoli del mondo in via di Sviluppo in Asia e in Africa, è troppo spesso scartato dalle Discussioni sul Razzismo.
Questo pomeriggio, vorrei attirare un po’ l’attenzione su due Genocidi, uno che ha avuto luogo nel 1970/’71, in quello che è ora il Bangladesh, e l’altro che continua nel momento stesso in cui parlo nella regione del Darfur, in Sudan. In questi due casi, la radice del problema si situa presso un Gruppo di islamici che si percepiscono come razzialmente superiori alle loro vittime, comunque loro stesse islamiche. In questi due casi, la Dottrina della Superiorità razziale e la pratica del Razzismo istituzionale, non sono mai state messe in discussione, nemmeno dopo che le orribili conseguenze di questo Razzismo sono state viste da tutti.
Nel 1970, il Paese dove sono nato, il Pakistan, era diviso in due: una parte orientale, Oggi conosciuta sotto il nome di Bangladesh, e una parte occidentale, che è sopravvissuta a una Guerra ulteriore con l’India, che ha dato vita al Pakistan odierno.
Il Pakistan orientale era abitato dai bengalesi, una popolazione a pelle scura che costituiva la Maggioranza, che era messa sotto il Dominio di una Minoranza più chiara, venuta da quello che era il Pakistan occidentale. Nel corso dei primi 25 anni di Storia del Paese, la descrizione razzista dei bengalesi a pelle scura, come Esseri inferiori e incapaci, è divenuta un Dogma, mai rimesso in causa presso la Minoranza dominante. La Cultura dei bengalesi di pelle scura era descritta come non-islamica e influenzata dall’Hinduismo. Ci si prendeva gioco della loro Musica, della loro Cucina, del loro Abbigliamento, e la loro Lingua era proibita, ciò che ha condotto a numerose Proteste e a dei morti nel 1952.
Nel 1970, dopo aver sofferto 25 anni sotto la Dominazione del Pakistan occidentale, la popolazione del Pakistan orientale ha votato per un Partito installato nella sua Regione, e ha ottenuto una netta Maggioranza nel Parlamento nazionale del Paese. Ma poiché la visione razzista che considerava i bengalesi come incapaci di dirigere il Paese, o come traditori della Minoranza a pelle chiara del Pakistan occidentale, è stata avviato un Intervento militare, che ha dato luogo a numerosi Massacri su un periodo di 10 mesi.
Il Massacro dei bengalesi da parte dell’Esercito del Pakistan occidentale è finito solo con l’Intervento dell’India che aveva vinto le Forze armate pakistane, ma centinaia d’Intellettuali, Professori, Poeti, Autori e Pittori bengalesi erano già stati fucilati e massacrati. In totale, 1 milione di islamici erano stati uccisi da altri islamici in una frenesia d’Odio contraria agli Insegnamenti dell’Islam [*] e del Profeta Mohammad [*], di cui l’Autorità religiosa è stata invocata dall’Esercito pakistano.
Si sarebbe potuto sperare che questo Genocidio servisse da messa in guardia. Ma la triste constatazione è che il Razzismo è persistito dappertutto nel mondo islamico nel corso degli anni successivi. Ciò nonostante, tutto il Mondo lo nega, e non soltanto diversi Governi e Nazioni islamici, ma pure numerose Organizzazioni Non Governative e numerosi Gruppi della Società civile.
In Sudan, le Milizie di janjawid e il Governo arabo di Khartum hanno provocato la messa a morte di 500 mila islamici del Darfur, il cui solo sbaglio è d’essere neri e dunque considerati come inferiori dalle Classi dirigenti del Paese.
Il cattivo trattamento dei neri islamici da parte di chi si sente superiore in ragione della loro pelle più chiara, si ritrova lungo tutto il corso della Storia. Solo in Medio Oriente ci si può permettere di dire a un nero « Ya Abdi », che vuol dire « Tu, schiavo ».
Solo la Lega araba poteva scegliere di sostenere il Presidente del Sudan, un uomo incolpato dalla Corte Penale Internazionale per la sua Campagna omicida in Darfur.
È ora d’abbondonare la nozione da Medioevo di un’Inferiorità degli islamici non-arabi rispetto agli islamici arabi. I Paesi arabi e i Dirigenti delle ONG arabe devono denunciare questa Dottrina che conduce alla Discriminazione contro gli islamici a pelle scura nei Paesi a Governo arabo, tanto lontani fra loro come Dubai e il Darfur.
Se siamo incapaci d’autorizzare ad una donna di parlare qui, perché è di sangue misto, allora tutto quello che posso dire è che, per riprendere le parole di Robert Frost: ‘La strada è ancora lunga prima di poterci riposare’.

Vedere anche :

Égypte - Moubarak solidaire du président soudanais génocidaire. Il veut bloquer le mandat d’arrêt de la CPI contre El-Bechir pour crimes contre l’humanité au Darfour (‘Egitto – Moubrak solidale con il Presidente genocidale. Vuole bloccare il Mandato d’arresto della CPI contro AlBashir per Crimini contro l’umanità in Darfur’)

Soudan - Esclavage et nettoyage ethnique au Darfour (‘Sudan – Schiavismo e Pulizia etnica in Darfur’)

Dubaï, la nouvelle Mecque de l’esclavage (‘Dubai, la nuova Mecca dello Schiavismo’)

[*] Nell'Islam è chiaramente detto che 'la Razza araba è la superiore', cosa che viene predicata anche nelle moschee (facendo credere a tutti gli islamici che loro, in fondo, sono tutti arabi. Basta recitare il Corano in lingua originale, e obbedire alla Dottrina). Vedi anche: http://www.islam-watch.org/AbulKasem/Racism-in-Islam-Allah-White-Fa...
Il boicottaggio italiano – che segue quello americano, canadese e israeliano – è stata quindi una scelta meditata e ponderata
[http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&... ]

Ieri si è svolto il convegno "Durban 2: una conferenza antisemita contro la democrazia", promosso dall'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele. Tra gli interventi quello del ministro Frattini, che ha spiegato le ragioni del boicottaggio italiano. Nel chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva di Roma, il ministro degli Esteri Frattini ha difeso a spada tratta la sua decisione di ritirare la delegazione italiana dai lavori preparatori della Conferenza Onu sul Razzismo e le Discriminazioni. Conosciuta anche come Durban 2, l’incontro tra i paesi delle Nazioni Unite era diventato infatti l’ennesimo pretesto per fare della Conferenza uno strumento di condanna dello Stato di Israele. Ancora una volta, infatti, lo schieramento dei Paesi che paragonano il sionismo al razzismo stava avendo la meglio (com’era accaduto alla prima Durban nel 2001) ed era necessaria una scossa. “Ci abbiamo provato fino alla fine, ma non si può andare avanti con un negoziato su un testo inemendabile”, ha ripetuto Frattini. “Come si può discutere quando l’unico margine di negoziato che ci hanno permesso è stata la modifica di un paragrafo da ‘Israele è una seria minaccia’ a ‘Israele rappresenta una seria minaccia’?”. Il ministro ha tenuto a sottolineare che un paese come il nostro, da sempre in prima linea nel ruolo di mediazione per la pace e volto a mantenere rapporti con il mondo arabo moderato, non poteva permettere che passasse un testo che usa espressioni antisemite. Il boicottaggio italiano – che segue quello americano, canadese e israeliano – è stata quindi una scelta meditata e ponderata. Tre sono le ragioni principali che hanno spinto il titolare della Farnesina a prendere una decisione politica così netta, perché “laddove non arriva la diplomazia, deve intervenire la politica”. In primo luogo, “c’era in gioco la credibilità, l’immagine e la dignità delle Nazioni Unite”. “Come potevamo permettere che l’Onu, organismo da cui discende la legittimità dell’azione internazionale, avallasse un documento che viola i diritti fondamentali individuali?”, si è chiesto il nostro ministro degli Esteri. Ancora. Come fondatore dell’Unione Europea, l’Italia non può consentire che passi un documento che, con la sua firma, violi quei principi sostanziali contenuti nel Trattato di Lisbona. Proprio quel trattato che, con tante difficoltà, l’Ue sta cercando di far diventare la cornice di una nuova Europa. “Io amo questa Europa”, ha detto Frattini, “e non voglio prestarmi alle critiche di chi dice che è solo economica”. “Il rispetto della Carta di Nizza – ha continuato – deve servire come incentivo ad agire più incisivamente con un’iniezione di forza politica anche nei confronti dei Paesi terzi e di quei paesi arabi moderati che non stanno al gioco dell’antisemitismo”. E giù applausi. Frattini non ha potuto evitare però di mostrare il suo disaccordo nei confronti della scelta dei colleghi europei di continuare a partecipare ai lavori diplomatici in vista della Conferenza: “Su questo argomento l'Europa non c'è stata e continua a non esserci”. Assicura però che “a Ginevra il dialogo non si è mai interrotto e continueranno perché c’è ancora la possibilità e la speranza che ci seguano in questo gesto di protesta”, ha commentato sostenendo che con questa decisione politica l’Italia ha difeso anche la credibilità dell’Europa. Ma la terza motivazione non è meno rilevante. “Si tratta di una battaglia in nome di diritti assoluti”, ha detto il capo della diplomazia italiana sottolineando che “se cediamo su questo dovremmo cedere su altri diritti fondamentali. Oggi è la libertà di espressione, domani potrebbero essere messi in discussione diritti umani come quelli delle donne o dei bambini”. L’intervento si è chiuso con un lungo applauso. Anche Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera, ricordando che appartiene a uno schieramento politico diverso da quello di Frattini, condivide la scelta del ministro: “A Ginevra non è solo in discussione il problema di Israele, ma i nostri principi e la nostra vita”. “Non andiamo nei luoghi in cui viene messa in dubbio la nostra stessa civiltà”. “Dovremmo essere orgogliosi di quest’Italia che ha adottato una posizione dal così forte significato storico e politico”, dice Fiamma Nirenstein, Vicepresidente Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. “E’ il primo paese europeo che non ha avuto paura di dire che Israele non è uno stato che fa apartheid, e che non vuole consentire che l’antisemitismo abbia l’avallo di un’istituzione come le Nazioni Unite”. Forse è davvero giunto il momento che l’Europa decida su cosa vuole scommettere e che cosa vuole difendere, anche in prospettiva di quello che vuole diventare futuro. Tutti gli audio della conferenza sono disponibili sul sito di RADIO RADICALE
A Ginevra si terrà DURBAN 2 la Conferenza dei Diritti Inumani degli islamici!

Ospite d’onore il verme Ahmadinejad, capo del regime totalitario iraniano che finanzia il terrorismo mondiale e vuole distruggere l’unica Democrazia in M.O.
[ http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&... ]

“Una via per Oriana”, sarà presente con una nutrita delegazione con l’obiettivo di protestare contro i razzisti islamici che vogliono mettere il bavaglio alla nostra libertà di espressione. Protesta civile e pacifica contro questa “Fiera antisemita” che deve essere prima boicottata, poi cancellata o in alternativa se la facciano a casa loro. In questo Presidio davanti all’Onu, faremo richiesta di una “VERA” Conferenza contro il razzismo e più in particolare una “VERA Conferenza contro l’antisemitismo”. Conferenze per discutere tutte le questioni etiche essenziali e l’istituzione di convenzioni che regolino i diritti fondamentali e l’applicabilità universale dei Diritti Umani, perché l’individuo deve essere riconosciuto come un essere libero sempre e comunque e non in termini di aderenza ad un particolare credo o a una specificata ideologia. Già nel 1990, la “Dichiarazione del Cairo sui Diritti Umani nell’Islam” adottata dall’OCI, gli islamonazicomunisti dell’Organizzazione del Consiglio Islamico, ha istituito la Shari’a come “unico fondamento dei Diritti Umani” e la Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sulla discriminazione, di Durban nel 2001, ha amplificato questo trend e si sono rivelate come “devastanti tribunali d’inquisizione”, diretti contro ogni Democrazia, contro le illimitate Libertà personali, contro la Libertà di opinione, contro la Libertà di stampa e delle Arti e contro i Diritti Umani in generale. Tutte le precedenti convenzioni sui Diritti Umani sono state ribaltate in favore del Cairo e di Durban, fino a stravolgere e dare una nuova definizione al “razzismo”. Da allora i totalitaristi, i dittatori, sinistronzi razzisti e fondamentalisti fanatici, provenienti da ogni angolo del pianeta, sono giunti a Ginevra per fare, dichiarazioni in sintonia e alle caratteristiche dei Membri del Consiglio che provengono da quei Paesi islamonazicomunisti. Paesi che includono la Shari’a, la legge islamica dove non v’è uguaglianza tra uomini e donne, né il diritto di libera scelta religiosa o di avere un unico partner coniugale, una non legge, dove la pedofilia è naturale, la poligamia è motivo di orgoglio, la violenza è tollerata, le mutilazioni genitali sono un obbligo, la lapidazione è una forma di giustizia e le efferate uccisioni con decapitazione sono trofei. Questo ed altro è l’islam, la religione di pace, amore e tolleranza! Questi regimi despotici, disprezzano e ignorano i progressi ottenuti nel campo dei Diritti Umani dall’Occidente e continuano ad opporsi ai principi della Democrazia, e della Libertà, perseverando con la loro discriminazione, l’intolleranza ed il loro antisemitismo. “E’ dovere di ogni vero Democratico opporsi a questa ignominia e sostenere con fermezza, l’abolizione del Consiglio dei Diritti Umani. Noi, in questa sede facciamo richiesta di una “VERA” Conferenza contro il razzismo in generale ed in particolare una “VERA Conferenza contro l’antisemitismo”. “Conferenze che dovranno discutere di tutte le questioni etiche essenziali e l’istituzione di convenzioni che regolino i diritti fondamentali e l’applicabilità universale dei Diritti Umani, perché l’individuo deve essere riconosciuto come un essere libero sempre e comunque e non in termini di aderenza ad un particolare credo o a una specificata ideologia”. “Faccio appello alle Associazioni, Organizzazioni, Comitati, Circoli e singoli che hanno aderito al nostro Coordinamento nazionale Boicottiamo Durban2, di non cadere in provocazioni, loro non cercano altro, sono un numero infinitamente maggiore le organizzazioni a favore di questa sgradevole Conferenza, rispetto a quelle contro come noi e quindi non possiamo permetterci di passare dalla ragione al torto, perché ci aspetta un lavoro duro, serio che in modo pacifico e civile dobbiamo fare, al fine di creare un network di alleanze per costruire un fronte comune europeo in modo da tenere testa e contrastare questi vergognosi fenomeni. Chi pensa che lo debba fare la politica si sbaglia, non lo faranno mai i politici, sono troppo deboli. Il tempo passa e i pericoli, sono innumerevoli ovunque, soprattutto nel cuore dell’Occidente, dove le sinistre vanno a braccetto con i fondamentalisti islamici e si infuriano contro la Libertà, come e quanto, la morbosa animosità verso Israele e le persone di altri credi. Sarebbe auspicabile vedere le Nazioni Unite dedicarsi genuinamente alla propagazione internazionale dei Diritti Umani e il conseguente controllo effettivo sull’applicazione degli stessi, ma ciò che manca agli ignari rappresentanti occidentali dalla visuale corta, che sostengono l’attuale Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, è la loro, latente mancanza di individuazione dell’aggressore. Ciò significa mettere in pericolo le persone e generare altre vittime, le quali rischiano giorno dopo giorno, in conseguenza delle loro richieste di Libertà e queste vittime sono: giovani, donne, intellettuali, giornalisti, artisti, gay, minoranze e seguaci di altre religioni. Questa è una sfida morale, un imperativo categorico, che noi dobbiamo affrontare da subito seriamente. Pertanto chiediamo a tutti i Membri del Parlamento Italiano ed Europeo, oltre a tutti i Parlamentari degli altri Stati Membri d’Europa di boicottare la prossima Conferenza di Ginevra, Durban 2 e attivarsi perché sia cancellata definitivamente.

Armando M. Coordinatore nazionale Boicottiamo Durban 2 Presidente Associazione “Una Via per Oriana”
I vari fronti del jihad: l'islamicamente corretto alla conquista dell'ONU
Di Andra B. N. da L’Occidentale - 11/4/2009
[ http://www.loccidentale.it/articolo/ygt.0069254 via http://www.lisistrata.com/cgi-bin/02lisistrata/index.cgi?action=vie... ]

La notizia è così grave da essere stata olimpicamente ignorata da tutti i media, troppo indaffarati a inseguire i gossip del G20: paradossi dell’informazione, specie considerando come tale notizia riguardasse proprio la futura vita dell’Occidente. Giovedì 2 aprile, a Ginevra, il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha approvato una risoluzione Sulla diffamazione delle religioni. Il testo è apparentemente meritorio, dichiarando una «profonda preoccupazione per la frequente ed errata associazione tra islam, terrorismo e violazioni dei diritti umani, e rammarico per le leggi e le misure che specificatamente mirano a controllare le minoranze musulmane». Presentato dal Pakistan a nome dei paesi dell’Organizzazione della conferenza islamica, e dal Venezuela, il testo è stato approvato con ventitre voti a favore (paesi islamici e i non allineati), undici contrari (Unione Europea, Canada, Cile) e tredici astensioni (tra cui India): peccato, però, che i paesi proponenti e favorevoli siano gli stessi che hanno rapporti di grave ambiguità e connivenza proprio col terrorismo islamista. Al di là del dilagante islamically correct di cui le Nazioni Unite – e non solo – da tempo sono succubi, questo nuovo atto ufficiale s’inserisce a pieno titolo nel progetto di controllo dell’Onu da parte dei paesi islamici che mirano a controllarne l’agenda in base ai propri interessi. Il testo, secondo i redattori, avrebbe l’obiettivo di «combattere la diffamazione delle religioni», osservando «con profonda preoccupazione i casi d’intolleranza e discriminazione e gli atti di violenza contro i seguaci di alcune fedi che si verificano in molte regioni del mondo e che si sommano all’immagine negativa di alcune religioni nei media e all’introduzione e applicazione di leggi e misure amministrative che discriminano e prendono di mira alcune etnie e contesti religiosi, in particolare le minoranze musulmane dopo gli eventi dell’11 settembre 2001». Il testo deplora il ricorso ai media, a internet e a ogni altro mezzo per incitare ad atti di violenza, xenofobia, intolleranza e discriminazione contro ogni religione, così come la presa di mira di simboli religiosi e di personaggi venerati, chiedendo agli Stati di fornire una protezione adeguata contro gli atti di odio derivanti dalla diffamazione delle religioni. Leggendo invece fra le righe e negli scopi concreti della risoluzione si scopre come questa faccia parte del sempre più pressante tentativo del jihad d’imbrigliare con tutti i mezzi possibili la stampa internazionale e di monopolizzare la cultura occidentale dentro i parametri dell’islamizzazione. Esiste un piano internazionale, diretto da una minoranza la quale però soggioga la maggioranza, in cui viene perseguita sistematicamente e spietatamente la volontà di debellare la struttura sociale occidentale per sostituirla con quella islamica. Ecco che allora un’apparente risoluzione dell’Onu in difesa delle religioni, in realtà, serve proprio a combattere i culti diversi dall’islam, che attualmente è la religione meno tollerante del pianeta. Le prove sono sotto gli occhi di tutti e aumentano ogni giorno. A fronte del jihad armato – quello che fa saltare in aria le persone e destabilizza il mondo intero –, ve ne sono altri più raffinati e intenti ad accrescere il potere delle lobby musulmane nel pianeta. Il loro obiettivo, nell’accezione massima, è la creazione di un califfato teocratico transnazionale retto dalle leggi coraniche; nelle accezioni più verosimili, comporta l’istituzione in Europa e in Occidente di normative statali in base a cui i milioni di musulmani ivi residenti siano soggetti non alle leggi degli Stati di diritto, bensì alla sharia, rinnegando così tutte le conquiste civili e sociali compiute in questi secoli, dove i diritti umani, politici, d’espressione, d’opinione e di credo religioso verrebbero aboliti in ossequio all’islam.

Ma oggi siamo in presenza anche di un ben noto jihad finanziario - Vittime del vittimismo jihadista: il caso Ehrenfeld http://www.loccidentale.it/articolo/vittime+del+vittimismo+jihadist... ossia un’espansione della finanza islamica in cui si richiede l’adesione ai principi della legge coranica da parte dei finanziati, specializzata nel rastrellamento di denaro tramite organizzazioni sedicenti caritatevoli e al suo riciclaggio e incanalamento verso attività terroristiche. E quindi, legata alle precedenti, vi è il legal jihad, detta jihad by court -Il Jihad si combatte non solo con le armi ma anche nei tribunali http://www.loccidentale.it/articolo/il+jihad+si+combatte+non+solo+c... cioè la sistematica opera d’intimidazione compiuta dalle comunità islamiche verso giornalisti, politici, editori, opinionisti i quali osassero stigmatizzarne i pericoli: i metodi sono quelli della continua denuncia in tribunale coi più falsi e vacui pretesti; se anche le cause venissero perse i giornalisti e le testate una volta denunciate eviteranno di parlarne la volta successiva. – Riceviamo dall’UCOII e volentieri raccontiamo http://www.loccidentale.it/articolo/riceviamo+(dall%27ucoii)+e+volentieri+raccontiamo.0068191

In questo contesto, l’Onu ancora una volta si presenta totalmente inchinato ai voleri dei paesi islamici, e non c’è da stupirsene: è lo stesso Onu che non alza mai la voce per denunciare il numero colossale di massacri, omicidi, lapidazioni, violenza sulle donne e violazioni dei diritti umani compiuti ogni giorno proprio in quei medesimi paesi; lo stesso Onu che permette che da questi paesi vengano continuamente emanate fatwe di condanna a morte contro scrittori, giornalisti, artisti, attori, comici ecc.; sempre pronto a denunciare fantomatici crimini israeliani salvo poi doversene scusare ammettendo la falsità delle proprie accuse – L’ONU SE EXUSE – THE UN APOLOGIE TO ISRAEL http://ripostenesher.blogspot.com/2009/02/lonu-sexcuse-un-apologize... lo stesso Onu incline a proteggere organizzazioni palestinesi che in verità celano bande armate criminali - Dopo un mese l'Onu dice la verità su Hamas http://www.loccidentale.it/articolo/dopo%20un%20mese%20l%27onu%20di... quell’Onu che non equipara la Stella di David Rossa (Maghen David Adom) alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa escludendola dalla possibilità d’essere membro della Croce Rossa Internazionale; quell’Onu che permette ai suoi mezzi in Palestina d’essere tranquillamente usati da Hamas per trasportare armi e che si fa rubare gli aiuti internazionali dai contrabbandieri. Ma soprattutto si tratta dello stesso Onu che in vista della prossima Conferenza sul Razzismo di Ginevra (Durban II) redige una bozza di documento finale aggressivo contro Israele e improntato all’antisemitismo, trasformando la conferenza in un attacco all’Occidente come già accaduto con Durban I, tanto da far saltare la partecipazione di Usa, Canada, UE se il testo non verrà modificato. Per gli osservatori ormai il rischio è duplice: da un lato sottovalutare un pericolo di dimensioni storiche e lasciare che il mondo ne venga travolto, dall’altro essere tacciati di xenofobia, d’allarmismo, d’intolleranza, d’istigazione all’odio e chissà che altro. Eppure i segnali provenienti da ogni nazione appaiono talmente inequivocabili da far risultare sconcertante la cecità di chi volesse negarli, e questa risoluzione Onu ne è solo un ultimo esempio.
La libertà bombardata: la Risoluzione anti-blasfemia delle Nazioni UniteIntervista CNN con Christopher Hitchens, del 25 febbraio 2009
[ video in inglese 10': http://www.youtube.com/watch?v=Ji-qdC5zYd4 ]

Trascrizione (accorciata) e traduzione

Presentatore: 'c'è uno sforzo incredibile per cercare di difendere la Libertà d'Espressione nel nostro Paese. Le Nazioni Unite hanno adottato una Risoluzione anti-blasfemia, che impedisce di criticare le Religioni, in particolare l'Islam.'
Floyd Abrams, Avvocato costituzionale: 'vogliono impedire che venga emesso un film considerato blasfemo per l'Islam'
Con questa Risoluzione si vogliono influenzare i Paesi ad introdurre Leggi che determinino cosa si può dire in merito alla Religione e cosa no. La 'blasfemia', può indurre ad atti di odio, discriminazione, intimidazione e coercizione, e può indurre i 'credenti' ad apostatare. Ma nonostante questa Risoluzione sia stata creata in nome della Tolleranza, in realtà essa promuove l'Intolleranza, in quanto giustifica restrizioni dei Diritti Umani e delle Libertà fondamentali. Persino parlare dell'influenza dell'Islam sul Terrorismo può portare ad essere considerati criminali, in quanto accusati di 'blasfemia'.
Frank Gaffney, Centro per Politica della Sicurezza: 'in America sei ancora autorizzato ad avere la Libertà d'Espressione. Ma le Nazioni Unite stanno cercano di far valere la loro Risoluzione ovunque nel mondo. Un gruppo di 56 Organizzazioni islamiche, il blocco più grande presso le Nazioni Unite, spingono per questa Risoluzione: 'questa Risoluzione è un passo importante verso la sensibilizzazione della Comunità internazionale in merito al serio impatto che ha la diffamazione delle Religioni (che può portare la gente ad apostatare) ...'. Il dicembre passato l'Assemblea Generale ha promosso un Progetto di Risoluzione, e quest'anno ha stilato una Risoluzione vincolante, da adottare entro marzo. Pare che questa Risoluzione abbia già avuto la sua influenza.
Paula Schriefer, della Casa delle Libertà: 'di recente in India un giornale è stato accusato per aver ristampato un articolo dapprima apparso nel Regno Unito.'
L'articolo parlava delle tre Religioni principali, Ebraismo, Cristianità e Islam, ed il motivo per cui è stato messo sotto accusa è 'aver urtato la sensibilità religiosa degli islamici'.
Kitti Pilgrim: 'essenzialmente questa Risoluzione punta a introdurre determinate Leggi nei Paesi, ma questo risulta essere fatto in modo incostituzionale per gli Stati Uniti e in modo violante dello spirito del Sistema giuridico di molti Paesi occidentali.'
Presentatore: 'una domanda, di queste 56 Nazioni che supportano la Risoluzione, quante sono Democrazie?'
Kitti: 'non saprei, ma molte sono Paesi islamici. Il Pakistan è fra queste.'
Presentatore: 'questi Paesi islamici sono gestiti in modo diverso rispetto ai Nostri. Non c'è percaso stata una discussione in merito al fatto di semplicemente lasciare i nostri Paesi se le nostre Libertà costituzionali dispiacciono?'
Kitti: 'mah, in effetti non mi sembra ....'
Presentatore: 'presento il libro 'Dio non è grande', di Chrisopher Hitchens, articolista. Com'è che queste persone reclamano determinate cose?'
Christopher Hitchens: 'per gli islamici la loro Parola è rilevata, e non è più cambiabile. Ma l'impossibilità di criticarla è una violazione della nostra Costituzione.'
Presentatore: 'ma le Nazioni Unite non sono islamiche. Comunque ci sono persone che dicono che determinate regole sono superiori alla Costituzione.'
Christopher Hitchens, articolista di Vanity Fair: 'la 'fatwa' di Komehini contro Rushdie si dice che non fosse per impedire la Libertà d'Espressione ma per proteggere la Sensibilità religiosa. Ma al Papa vien detto di scusarsi per le Crociate, mentre se si parla della loro violenza, si viene accusati di 'blasfemia'.'
Presentatore: 'va bene Cristianità e Islam, ma le Nazioni Unite dovrebbero essere là per difendere le nostre Libertà. E invece questa sta diventando un'Organizzazione totalitarista.'
Christopher: 'sì, questa Risoluzione non ha niente a che fare con i mezzi pacifici di risolvere i conflitti che conosciamo negli Stati Uniti. I Diritti Umani esistono aldilà del fatto che le Religioni li riconoscano o no.'
Presentatore: 'c'è stato il caso di vignette sul Giorno del Giudizio che sono state vietate non perchè fossero razziste ma ma perchè violavano la sensibilità religiosa di qualcuno. Cosa dire di ciò?'
Christopher: 'sì, e non erano nemmeno ridicole, cosa inusuale per un cartoonista. Sono stato alle preghiere del venerdì a Teheran: cantano in cori organizzati 'morte all'America', e va anche bene. Ma nessuno mi venga poi a tappare la bocca.'
Presentatore: 'grazie per esssere stato qui. È stato fatto un sondaggio sulla Risoluzione delle Nazioni Unite, in relazione agli Stati Uniti. Il 98% dice che Essa non dovrebbe essere tollerata, il 2% la tollererebbe. Io credo che dobbiamo salvare la nostra Sovranità.'
Conferenza stampa - Boicottamio Durban II!

Giovedi’, 12 Marzo 2009 alle 11am a Berlino
Luogo: Stampa e Centro Visitatori, Camera 4,
La Stampa e Informazione del Governo Federale -
Entrata: Reichstagufer 14, 10117 Berlino

Qui trovate l’annuncio in originale in varie lingue http://boycottdurban2.wordpress.com

Nel 2001, la “Conferenza Mondiale contro il Razzismo delle N.U.” ebbe luogo a Durban, in Sud Africa. Quell’evento si trasformò in una piattaforma di lancio di un detestabile movimento anti-Israeliano ed anti-ebreo, mentre le dittature del mondo presenti, che erano sotto indagine e che avrebbero dovuto rispondere dei loro crimini, si sono scambiate tra loro attestati di buona condotta.

La “Conferenza sulla Revisione di Durban”, annunciata per il prossimo Aprile, sarà ancora più giustizialista. Questa volta, non solo saremo testimoni dell’usuale demonizzazione di Israele(“l’apartheid”) ma anche di ripetuti attacchi alla libertà di parola, libertà di stampa e libertà di espressione. Uno dopo l’altro i valori dei Diritti Umani vengono volutamente distorti ed in nome della religione, esposti come se fossero una forma di oppressione.

Le costituzioni ed i principi degli Stati Democratici sono seriamente minacciati da queste pericolose reinterpretazioni. Le fondamenta di una società aperta non possono essere assolutamente negoziabili o messe in discussione! Alla luce di questa nuova spinta, una risposta forte e chiara è più che necessaria. I promotori e i sottoscrittori di questa petizione chiedono all’Italia ed agli altri Stati dell’Unione Europea di boicottare la Conferenza ”Durban 2” e che gli stessi, si mobilitino per riformare completamente il Concilio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite.

L’iniziativa “Boicottiamo Durban II”

Il novellista ed attivista francese Pascal Bruckner con la sua richiesta di boicottare “Durban II” ha dato l’idea di questa iniziativa. Più di 30 giornalisti, scrittori, scienziati e artisti, in Europa, negli Stati Uniti e dal Medio-Oriente si sono uniti alla petizione di Bruckner, tra gli altri Lars Gustafsson, Jeffrey Herf, Benny Morris, Peter Schneider, Seyran Ates, Necla Kelek, Matthias Küntzel, Sharon Adler, Prof. Arno Lustiger and Ralph Giordano. Più di 1,000 persone hanno firmato la petizione, che sarà consegnata al Governo Federale Tedesco ed agli altri Governi degli Stati membri dell’Unione Europea.

Per marcare la fine di questa campagna, la conferenza stampa sarà presentata da Caterine Fourest con l’intervento di altri oratori che riaffermeranno la necessità del boicottaggio.

Partecipanti alla conferenza stampa:
- Caroline Fourest, Autrice/Editore, Parigi (presentatrice)
- Nasrin Amirsedghi; Editore, Mainz
- Alex Feuerherdt; Giornalista, Bonn
- Klaus Faber; Secretario di Stato (in pens.), Koordinierungsrat deutscher Nicht-Regierungsorganisationen gegen Antisemitismus and chair of the Wissenschaftsforum, Potsdam
- Anetta Kahane; Chair of the Amadeu-Antonio-Stiftung, Berlin (richiesta)

Moderatore: Thierry Chervel; Editore Capo della rivista culturale on line „Perlentaucher“, Berlino.

In co-operazione con:
Coordinamento tedesco delle organizzazioni non governative contro l'antisemitismo.
Gruppo del 25 novembre della Federazione indipendente.
ONG, Suleymaniya, Kurdistan/Iraq del Nord,
Libero Forum Berlin eV (MFFB), sul Medio Oriente.
Onestamente Preoccupati.

Contatti per richiesta stampa e materiali
Arvid Vormann
Tel. (030) 50.59.53.88
avmail@web.de
[Fonte: http://www.lisistrata.com/cgi-bin/02lisistrata/index.cgi?action=vie... ]
BOICOTTATE "DURBAN II"!
Petizione contro il ripetersi della Conferenza delle Nazioni Unite tenutasi a Durban.

Petizione contro il ripetersi della Conferenza delle Nazioni Unite!

[Tradotto dalla versione francese: http://boycottdurban2.wordpress.com/ ]

Sette anni fa si svolgeva a Durban, nel Sudafrica, la terza Conferenza delle Nazioni Unite "contro il razzismo". Molto presto questa Conferenza si è letteralmente trasformata in un Tribunale contro il diritto all'esistenza di Israele, e per la difesa dei Regimi dittatoriali. In aprile 2009 le Nazioni Unite prevedono una "Ripetizione della Conferenza di Durban". Lo scrittore francesce Pascal Bruckner ha recentemente lanciato un appello per il boicottaggio di questa Conferenza
[vedere articolo in inglese su: http://www.signandsight.com/features/1710.html , in tedesco su: http://www.perlentaucher.de/artikel/4698.html ; ].

I sottoscritti -giornalisti, scrittori, scienziati e artisti- si uniscono all'appello di Bruckner. Chiediamo agli Stati dell'Unione Europea e a quelli europei, di boicottare la Conferenza "Durban II", e di fare pressione per una riforma complessiva del Concilio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Chiunque altro desideri firmare la petizione seguente è sentitamente invitato a farlo. Inviateci un'E-mail con il vostro nome completo, la professione che esercitate e la vostra Città di residenza a: boycottdurban2@yahoo.de . La vostra firma verrà poi pubblicata su questa pagina: http://boycottdurban2.wordpress.com/signatures/ .

APPELLO AL BOICOTTAGGIO DI "DURBAN II"

Nel 2001 si è tenuta a Durban la Conferenza "contro il razzismo", che aveva per obiettivo il riconoscimento dei crimini legati alla Schiavitù e al Colonialismo.
Programma della Conferenza: pentimento delle antiche potenze imperiali, e accellerazione del dialogo pacificatorio fra diverse culture, come pure accettazione dei diversi usi e costumi. Era l'intera umanità che, attraverso questa Conferenza voleva guardare in faccia alla propria Storia e non commettere più gli errori del passato.
Ma questa bella intenzione è presto degenerata in un un'inflazione del vittimismo verso le Organizzazioni Non Governative israeliane, e verso gli ebrei in generale, che sono stati quasi linciati. La volontà di guarire le ferite del passato e quella di elaborare delle nuove norme in materia dei Diritti dell'Uomo, sull'esempio di quanto accaduto presso l'OMC e il FMI, sono state cancellate dal trambusto generato dagli attentati dell'11 settembre, avvenuti qualche giorno dopo la Conferenza.
Ferite aperte, conflitti amplificati, e "Durban I" diventa un'arena in cui la gente si scontra verbalmente, e questo a dispetto di quanto voluto dai suoi ideatori. Il 31 agosto 2001 Kofi Annan aveva detto che "le vittime chiedono giustizia attraverso i loro discendenti", cosa che suona più come desiderio di vendetta che come desiderio di riappacificazione. I Delegati, e precisamente quelli del mondo arabo-islamico, supportano il tono e, a fianco dei colleghi africani, trasformano la Conferenza in una "rivincita Terzomondista". L'Occidente votato ai genocidi per natura, deve riconoscere i suoi crimini, chiedere perdono e pagare delle penalità simboliche e finanziarie ai vecchi popoli dominati. La collera sale, attizzata dalle immagini di repressione della seconda Intifada, portata avanti da Tsahal.
Si denuncia senza contegno il Sionismo, forma contemporanea di Nazismo e di Apartheid, e pure la "ferocia bianca", che ha prodotto degli "olocausti multipli, fra cui la Tratta negriera, lo Schiavismo e il Colonialismo in Africa". Israele deve sparire, i suoi dirigenti devono essere giudicati da un Tribunale Penale Internazionale simile a quello di Norimberga. Questo provoca dei concorrenti in vittimismo: le Organizzazioni Non Governative esigono che la Tratta venga riconosciuta come genocidio, e che le vittime ricevano indennizzi pari a quelli ricevuti dagli ebrei dalla Germania del dopo-Guerra. Circolano caricature anti-semite e delle copie del Mein Kampf, assieme a quelle dei Saggi di Sion. Sotto una foto di Hitler una scritta dice che se avesse vinto, Israele non sarebbe mai esistito, e che il sangue palestinese non sarebbe mai stato versato. Dei Delegati vengono minacciati fisicamente, e si chiede pubblicamente la morte degli ebrei. La sceneggiata raggiunge il culmine quando il Ministro di Giustizia sudanese, Ali Mohamed Osmar Yasin chiede degli indennizzi per la Schiavitù, proprio mentre il suo Paese la pratica ancora senza alcun pudore. È come se un cannibale difendesse il vegetarianesimo, oppure Attila inventasse il Premio Nobel per la Pace.
Si pensava che questa triste commedia avrebbe generato delle riflessioni in seno all'ONU, il quale non avrebbe mai più ripetuto un simile Incontro. Ma non si è tenuto conto dei dittatori e fondamentalisti che hanno trasformato l'ONU in una rampa di lancio per le loro rivendicazioni. Per l'anno 2009, è prevista infatti un'altra Conferenza, che sarà una replica della prima.
Da sei anni, i Rapporti e i Progetti si moltiplicano, e lasciano presagire il peggio. Il 14 settembre 2007, alle Nazioni Unite di Ginevra, Doudou Diène, portavoce attuale delle "forme di razzismo contemporanee", dice che dall'11 settembre 2001 l'Occidente promuove delle forme sornione di islamofobia, che è una forma di razzismo, pari a quella esistente agli albori delle relazioni fra Islam e Cristianità, e meglio a quella esistente durante le Crociate e la Reconquista spagnola. Tien conto anche dell'anti-semitismo, della cristianofobia e altre forme di discriminazione religiosa (verso Induismo, Buddhismo, Sincretismi, ...), ma la sua attenzione si focalizza sul "razzismo anti-islamico". Ovunque, dall'Europa agli Stati Uniti, gli intellettuali e i politici nutrirebbero tutta una serie di risentimenti verso la religione del Profeta.
E peggio: il principio di Laicità, così come difeso dalla Francia con "il divieto di segni religiosi ostentati nella scuola pubblica", e dall'Inghilterra con "la minaccia di divieto del burka negli spazi pubblici", e qualsiasi "dichiarazione che stigmatizzi il velo o il burka", sono rivelatori d'intolleranza. Doudou Diène nega che "la Laicità abbia condotto ad un'analisi critica del Credo religioso". Dice che l'approcio "secolare e dogmatico" è utilizzato per "manipolare la Libertà di Religione". Non è sorprendente, secondo lui, che l'Occidente "pilastro dello Schiavismo e del Colonialismo" sia la rampa di lancio di una "Campagna denigratoria sistematica contro gli intellettuali islamici" (pensa soprattutto a Tariq Ramadan), e riprende un termine caro a Samuel Hunttigton, parlando di "scontro di Civiltà".
Quanto alle persecuzioni di cui sono vittime le minoranze cristiane in Oriente, in Africa o in India, secondo lui sono la sfortunata conseguenza del proselitismo dei gruppi evangelici nord-americani, che fanno pagare la loro bigotteria ai loro correligionari. In breve, ogni critica al Dogma, ogni rimessa in questione della Credenza religiosa dovrebbe, secondo Doudou Diène, essere assimilata ad un insulto razzista, il quale deve essere sanzionato! Gesù, Mosè, Mohammad, Buddha, Confucio, diventano così delle icone intoccabili davanti alle quali qualsiasi attacco diventa un crimine sanzionabile. A quanto la reintroduzione del Delitto di blasfemia, degno dell'antico Regime, chiesto dagli integralisti dei tre Monosteismi?
Nessuna meraviglia che questo approcio sia sostenuto dall'Organizzazione della Conferenza Islamica e dalla maggioranza dei Paesi del Movimento dei Non Allineati, fra i quali le Democrazie si contano sulle dita di una mano. Doudou Diène si guarda bene dal criticare i Regimi autoritari d'Asia, Africa o America Latina; egli riserva le sue frecce solo alle nazioni d'Europa e dell'America del Nord, accusate di fomentare dei veri "pogroms" contro le minoranze. Non ci si meraviglia di sapere che, ad aprile 2007, l'Iran è stato eletto Vice-presidente e la Siria Portavoce della Commissione per il Disarmo. Tutto questo sembrerebbe uno scherzo, ma invece è tragicamente reale!
In breve, il concetto di "anti-razzismo" è diventato, in seno all'ONU, l'arma dei Movimenti totalitari che lo usano a loro profitto. Le note Dittature o Semi-dittature (come Libia, Pakistan, Iran, Arabia Saudita, Algeria, Cuba, Venezuela, ...) si appropriano del linguaggio democratico, strumentalizzano le norme giuridiche per ritorcerle contro le Democrazie, e non si rimettono mai in questione. Una Nuova Inquisizione si sta realizzando, la quale "bandisce ogni diffamazione della Religione", per impedire qualsiasi esame della propria Fede, in modo particolare in Terra islamica, proprio nel momento in cui milioni di islamici, soprattutto in Europa, anelano all'emancipazione dalla bigotteria e dall'integralismo islamici. Ribaltamento dei Valori: l'"anti-razzismo" brandito dai despoti è messo al servizio dell'Oscurantismo e della Discriminazione verso la donna. Serve a giustificare ciò che si è cercato di combattere: l'oppressione, i pregiudizi, l'inuguaglianza.
L'ONU diventa, nelle mani di queste Lobbies fortemente organizzate, uno strumento di regressione internazionale, benché fosse stato creato per promuovere i Diritti, la Pace e la Dignità umana.
Davanti a questa buffonata annunciata, la Francia e l'Europa hanno una chiara reazione: il boicottaggio. Cosa già fatta dal Canada. Forse bisognerà pensare a sciogliere la Commissione per i Diritti Umani, oppure ammettervi soltanto i Paesi che sono veramente democratici. Non è più tollerabile che nell'anno 2008, come negli anni Trenta, gli unici Regimi che rispettano il Diritto, il Multipartitismo, la Libertà d'Opinione e d'Espressione, siano mandati davanti al Tribunale della Storia, da parte di Lobbies di fanatici e di tiranni.

Prime firme:

Sharon Adler; Editor-in-chief AVIVA-Berlin and photographer, Berlin, Germany
Nasrin Amirsedghi; Publicist, Mainz, Germany
Seyran Ates; Lawyer and author, Berlin, Germany
Prof. Russell A. Berman; Stanford University, Editor Telos, USA
Prof. Pierre Birnbaum; University Paris I, France
Pascal Bruckner; Novelist and essayist, France
Paulo Casaca; Politician and Member of European Parliament, Portugal
Thierry Chervel; Journalist, Berlin, Germany
Nina Farhi; Psychoanalyst, London, Great Britain
Moris Farhi; Writer, London, Great Britain
Alex Feuerherdt; Journalist, Bonn, Germany
Dr. Ralph Giordano; Journalist and author, Cologne, Germany
Gabi Gleichmann; Essayist and writer, Norway
Lars Gustafsson; Poet, philosoph, romancier, and the former Editor-in-chief Bonniers litterära Magasin, Sweden
Gabriel Heimler; Artist, Berlin, Germany
Prof. Jeffrey Herf; University of Maryland, USA
Katharina Höftmann; Student of psychology, Berlin, Germany
Dr. Martin Jander; Historian, journalist, Germany
Britta Jürgs; Publisher AVIVA publishing house, Berlin, Germany
Dr. Necla Kelek; Sociologist and author, Berlin, Germany
Dr. Michael Kreutz; Orientalist, Erfurt and Bochum, Germany
Jonathan Kriener; Orientalist, Bochum, Germany
Dr. Matthias Küntzel; Author and Board member Scholars for Peace in the Middle East (German Chapter), Hamburg, Germany
Prof. Dr. h.c. Arno Lustiger; Historiker, Autor, Frankfurt am Main, Deutschland
Prof. Benny Morris; Ben Gurion University, Beer Sheva, Israel
Thomas von der Osten-Sacken; Author and Head of Mission of Wadi in Iraq, Frankfurt/Main, Germany
Dr. Diethard Pallaschke; University of Karlsruhe and Board member Scholars for Peace in the Middle East (German Chapter), Germany
Dr. Mahmoud Rambod; Historian and sociologist, Bochum, Germany
Peter Schneider; Writer, Berlin, Germany
Saul Singer; Journalist Jerusalem Post and author, Tel Aviv, Israel
Sacha Stawski; Honestly Concerned e.V. and Coordinating Council of German NGOs against anti-Semitism, Frankfurt/Main, Germany
Dr. Sylke Tempel; Journalist and publicist, Berlin, Germany Benjamin Weinthal; Journalist (Haaretz/Jerusalem Post), Berlin, Germany
Nessun Diritto al Battesimo nel Pacchetto delle Nazioni Unite
[ http://antifo.wordpress.com/2009/03/15/kein-recht-auf-taufe-im-un-z... ]
Di AntiFo [Anti-Folter = Anti-Tortura] - marzo 2009

La maggior parte delle persone credono che, certamente, i Diritti Umani garantiscano la Libertà di Religione, e che gli omicidi di cristiani, che si sono convertiti al Cristianesimo dall'Islam, sarebbero una violazione dei Diritti Umani.

Ma l'Articolo 18, redatto nel 1948 dei Diritti Umani dice:

Ognuno ha il Diritto alla Religione di Pensiero, Sapere e di Religione; questo Diritto include la libertà di scegliersi la propria Religione, come pure la Libertà di condividere, da soli o con altri, in privato o in pubblico, la propria Religione o Visione del Mondo, e così di praticarla, servirla e mantenerla in vita.
Ma nel Pacchetto delle Nazioni Unite il Diritto di scegliersi il proprio Credo è sparito. E all'Articolo 18 si legge:

(1) Ognuno ha il Diritto alla Libertà di Pensiero, Sapere e Religione. Questo Diritto include la Libertà di avere o accettare la propria Religione o Visione del Mondo, e la Libertà di condividerla, da soli o con altri, in privato o in pubblico, attraverso l'esercizio delle peculiarità religiose, e di paticarla e di insegnarla.

(2) Nessuno dovrebbe obbligarne un altro, che ha la sua Libertà di scegliere una Religione o una Visione del Mondo, ad averne un'altra.

(3) La Libertà di esercitare la propria Religione o Visione del Mondo è limitata solo dalle Leggi intese a garantire la protezione della Sicurezza pubblica, dell'Ordine, della Salute, dei Diritti e delle Libertà fondamentali altrui.

(4) Gli Stati firmatari si preoccupano di vigilare sulla Libertà dei genitori, dei tutori o curatori, di crescere i propri figli secndo le loro proprie convinzioni.

il Pacchetto civile ha perciò un impatto importante, perchè àncora i Diritti Umani alla Legislazione nazionale; esso deve ancora essere ratificato.

Chi legge in modo attento potrà constatare che sul Diritto di cambiare Religione non vien più detto alcunché.

Sulla pagina di Wikipedia relativa all'Egitto si legge:

L'Egitto fu incluso, nel 1966, nella Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, che formulava 'la Libertà di cambiare la propria Relgione o Credo'', che è ora modificato, nell'Articolo 18 del Pacchetto per i Diritti Civili e Politici, in 'la Libertà di avere o adottare una Religione o un Credo'.
I clerici egiziani che puntano per la pena di morte per i convertiti, violano il Diritto 'di scegliersi la Religione e il Credo' formulato nella Dichiarazione delle Nazioni Unite, ma non violano il Diritto 'di avere o adottare una Religione' che fa parte del Pacchetto civile delle Nazioni Unite. Perciò, la ratificazione di questo Pacchetto e la sorveglianza dell'applicazione delle sue Norme, porteranno a poco, democraticamente parlando. Si potrà dire ancora qualcosa contro la pena di morte, ma per il resto nient'altro.

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Mission Overview

Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
3. SP Freedom from Voter Importation
Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
4. SP Freedom from Debt
The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

An additional Freedom from Religion is deducible if the law is applied equally to everyone:

  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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