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Osservatorio degli Islamici moderati: come vi è stato fatto ingoiare il Termine “Islamofobia
[ Moderate Muslim Watch: How the Term "Islamophobia" Got Shoved Down Your Throat ]
Claire Berlinski, Ed. · 24 novembre 2010, 1:59

Salim Mansur, sul quale stavo pensando di scrivere da qualche tempo, mi ha gentilmente inviato il link alla sua intervista ( interview ) con l’Investigative Project on Terror:

Mansur, un Islamico nato in India, ha aperto un caso scottante per cui il Governo statunitense e i Medi occidentali ignorano il vero pericolo per gli islamici attorno al mondo: terrore, intimidazione, repressione e genocidio commessi dai loro compagni islamici.

Il punto che solleva successivamente è uno che sollevo continuamente, sebbene abbia l’impressione di gridare al vento:

il Governo statunitense e i Media aiutano a sviare le Priorità, dice Mansour, ciò che avvantaggia gli islamici e va a discapito degli islamici ordinari.

L’Amministrazione Obama sta inviando “messaggi confusi”, corteggiando Gruppi islamici come il Council on American-Islamic Relations (CAIR), la Islamic Society of North America (ISNA), e il Muslim Public Affairs Council (MPAC), mentre zittisce gli islamici non-islamisti.

Secondo Mansour, questi Gruppi, frequentemente citati nei Media come rappresentanti degli islamici americani, sono spessi collegati ad Organizzazioni radicali come i Fratelli Musulmani. Quale risultato, gli americani non hanno più udito “chiare, senza ambiguità, categoriche” denunce per gli attacchi bombaroli suicidi, da parte di Organizzazioni islamiche statunitensi, dall’11 settembre. Questi Gruppi islamici hanno pure mancato di parlare chiaramente contro la Sharia e la repressione delle donne nel Mondo islamico.

"Né CAIR né ISNA – e nemmeno qualche altra Organizzazione (islamista), per quanto ne so, sono uscite dicendo che noi, in quanto ad islamici in Occidente, abbiamo prospettive diverse sulla questione della Shari’a …, e noi stiamo per modificare ciò”, ha detto.

La maggior parte degli americani, io penso, riconoscerà il nome CAIR. Gli altri si rappresentano una zuppa acrostica nella mente, sebbene questi dovrebbero essere nomi noti – come il TSA, un altro acronimo per cui dobbiamo ringraziare le stesse persone.

Genuinamente, gli islamici moderati (ancora una volta, sì, essi esistono e sì, ce ne sono tanti di loro) stanno lottando disperatamente per farsi ascoltare sopra il boato causato da questi Gruppi, che sono profusamente finanziati dai sauditi ( lavishly funded by the Saudis ) e connessi, ideologicamente, storicamente e finanziariamente – ai più deplorevoli estremisti nel Mondo islamico. Gli estremisti a cui essi sono connessi, mi si scusi la chiarezza vogliono morti gli islamici come Salim Mansour. Essi vogliono morto pure te. E questi Gruppi sono riusciti a configurare il Programma politico e culturale in Occidente, ad un livello che dovrebbe shockare qualsiasi persona pensante.

La parola “Islamofobia” è un buon esempio. Molti di voi, sono certa, hanno sentito un’ondata di irritazione nel sentire la parola, utilizzata per scaricare le vostre preoccupazioni riguardo a ciò che sono ovviamente patologie realissime  nel Mondo islamico. Mi trovo particolarmente contrariata quando la parola viene applicata a me; per l’amor di Dio, siedo qui nel cuore di una città con 20 milioni di islamici, perché sarei io  qui se l’Islam stesso mi facesse venire di questi fumi? La frase “alcuni dei miei migliori amici sono islamici” è più che un cliché, nel mio caso; la maggior parte dei miei migliori amici sono islamici, tutti i miei vicini sono islamici, ed il modo in cui vive la mia vita non avrebbe senso affatto, e soffrissi di una Fobia – una “paura intensa ed irrazionale” come la definisce il dizionario, una caratterizzata da “un eccessivo ed irragionevole desiderio di evitare lo stimolo temuto” – quello dell’Islam. Sarei come un’aracnofobica che va in giro fra gli fasci di legna. Ora: lo farei?

I ho una paura razionale, comunque, dell’Islam politico, particolarmente del Wahhabismo e delle Forzature rivoluzionarie iraniane, che costituiscono una minaccia veramente reale non solo per me e per l’Occidente ma, come lo fa notare correttamente Mansour, costituiscono una minaccia ancora più grande per i miei amici e vicini.

Ora, qui c’è un dettaglio che voi potreste prendere seriamente in considerazione: il neologismo “Islamofobia” non emerge semplicemente ex nihilo. È stato inventato, deliberatamente, da un’Organizzazione al fronte dei Fratelli Musulmani, l’International Institute per Islamic Thought, che ha la sua base in Nord Virginia. Se questo nome non fa suonare particolari allarmi, dovrebbe: l’ho detto prima, e questo è particolarmente importante perché esso è stato co-fondato da Anwar Ibrahim – l’eroe dell’Islam moderato che sta ora trotterellando attorno al Mondo paragonando la sua piaga a quella di Aung San Suu Kyi ( comparing his plight to that of Aung San Suu Kyi. ).

AbdUrRahman Muhammad, un ex-membro dell’IIIT, che ha rinunciato al Gruppo disgustato, e che è stato testimone oculare della creazione della parola, scrive che he writes: “questo termine controverso”, non è altro che un cliché taglia-lingua, concepito negli intestini del bacino di pensiero islamico, allo scopo di atterrare i critici.

In un altro articolo concernente i molti islamici moderati ( many moderate Muslims ), le cui voci sono state sommerse dai Gruppi al fronte dei Fratelli Musulmani, finanziati dai sauditi, Muhammad descrive la strategia dietro l’invenzione della parola:

Nello sforzo di silenziare i critici dell’Islam politico, gli avvocati hanno avuto bisogno di uscirsene con una terminologia che avrebbe permesso loro di ritrarre loro stessi come vittime. Muhammad ha detto che era presente quando i suoi alleati di un tempo, incontrandosi negli uffici dell’International Institute for Islamic Thought (IIIT) nel Nord Virginia, anni fa, coniarono il termine “Islamofobia”.

Muhammad ha detto che gli islamismi hanno deciso di emulare gli attivisti omosessuali che avevano usato il termine “Omofobia” per mettere a tacere i critici.  Ha detto che il Gruppo che si trovava presso l’IIIT vedeva l’”Islamofobia” come un modo per “battere i loro critici”.

Immaginatevi realmente la scena: un fascio di islamismi che ammirano quanto astutamente “le regine” – gente che nel loro Mondo ideale sarebbe servita con frustate o l’impiccagione – hanno ritratto i loro critici, ovvero come mentalmente disturbati. “Brillante. Lasciateci prender qualcosa da loro e poi ammazziamoli”. In altre parole, l’associazione dell’Anti-islamismo – la forma più nobile di Anti-totalitarismo socialista  - con dei poveracci che, in preda ad un Panico psicosessuale, stigmatizzano i gay, non è stato solo incidente linguistico della Storia. Questi tipi erano seduti là, in Virginia, e pensavano veramente al modo migliore di sfruttare la debolezza della psiche occidentale. E se ne sono venuti fuori con questa parola – ed ammettetelo: è geniale. Vi sfido a trovarne una migliore se volete incatenare l’Occidente. E loro l’hanno commercializzata con i petrodollari, ed ora essa pilota veramente il Discorso e la Politica pubblici mondialmente. Mi è stato chiesto, quando recentemente sono stata presso un Notiziario televisivo turco, se il Tea Party fosse “islamofobico”.  Questo è quello che odono qui, in Turchia, grazie all’IIIT. Non è un concetto indigeno turco, ve lo assicuro.

Il fatto che l’IIIT sia stato co-fondato da Anwar Ibrahim, che è ora a processo per sodomia – un’accusa omofobica -, cosa che farebbe sorridere per via della sua desolante ironia, se soltanto Anwar non fosse riuscito a far passare sé stesso come il tesoro moderato della Moderazione islamica ( moderate darling of Muslim moderation ), la piaga del quale ore dovrebbe scuotere le coscienze socialiste occidentali, indipendentemente dal fatto che lui stesso le abbia sfruttate. Leggi l’intervista del link, completamente se hai tempo, e considera le sue molte implicazioni. E commenta le tue parti favorite.

Questo è un altro caso – come la rivelazione che abbiamo versato dei soldi per “negoziazioni” segrete con qualche burattino che faceva finta di rappresentare i Talebani – in cui l’incompetenza della nostra Politica estera è aldilà d’ogni immaginazione. (Mi è perfettamente comprensibile quando i turchi mi dicono che tutto questo deve essere un’elaborata cospirazione ed un sotterfugio, poiché tutti sanno che gli americani non sono così stupidi. Se soltanto avessero ragione.)

Così Anwar Ibrahim – il nostro uomo moderato in Malaysia – è l’uomo moderato dietro gli sforzi orwelliani per rendere l’Occidente incapace di obiettare anche solo verbalmente all’Islam politico. Il dono dell’”Islamofobia” è solo l’inizio della storia. La ricercatrice Rachel Ehrenfeld ha redatto un eccezionale rapporto investigativo in merito ad Anwar, e al supporto che egli ha ricevuto in Occidente. Ce n’è abbastanza per farti piangere.

Me l’ha mandato in formato .pdf. L’ho letto. È lungo, e ci vuole pazienza – lei ha setacciato un’incredibile quantità di prove documentate, atti giudiziali, certificati finanziari e dichiarazioni fiscali; lei ha laboriosamente rintracciato l’intera triste e sordida rete. Ciò rappresenta probabilmente mesi di ricerca da parte sua -. Mi ci sono volute alcune ore per leggerlo attentamente. Entro la fine, non hai più molti dubbi.

Ma devi aver la volontà di spendere qualche ora a leggerlo, per afferrare veramente come stanno le cose – e apparentemente, il Mondo ha troppo poco tempo o semplicemente non è tanto curioso. È più facile citare le parole di Paul Wolfowitz: Anwar è “uno degli esseri umani più meravigliosi della vita pubblica di ogni dove”, egli dice con abbondanza. “Sono uomini come lui”, egli dice “che condurranno ad un cambiamento attraverso il Mondo islamico”. Sfortunatamente, in questa stima, ha ragione.

Dov’è il rapporto Ehrenfeld, vi chiedete? Dove potete leggerlo? Non potete. Non è mai stato pubblicato. Non c’è molto Mercato per lavori come questo, tempo. È troppo islamofobico.

Tag: AnwarIbrahim, AuungSanSuuKyi, DirittiUmani, FratellanzaMusulmana, IslamModerato, IslamRadicale, Islamismo, IslamoFobia, Malaysia, Mondo, Altro...Occidente, RachelEhrenfel, SalimMansour, StatiUniti, Turchia

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