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La Natura razzista, arabo supremazista dell’Islam e gli islamici non arabi
islamwatch ^ | 07 dicembre 2008 | di Mumin Salih, pubblicato il 17 marzo 2009 da Righting

Ci sono molte interessanti ironie associate all’Islam; una che in genere catturava la mia vista era che le donne, che l’Islam disdegna, tendono ad essere islamiche più devote che gli uomini. Comunque, l’ironia che ora trovo anche più interessante è che i non arabi tendono generalmente ad essere islamici più devoti che gli arabi. Gli arabi comunemente dicono:  aazana Allahu bil Islam, che significa “Allah ci ha reso (gli arabi) di valore a causa dell’Islam”.  Il punto di vista degli arabi è chiaro; erano tribù insignificanti nel deserto d’Arabia, che più tardi hanno governato un vasto impero islamico. Non credo che ci siano molti arabi che mettano in questione l’accuratezza della dichiarazione precedente, persino alcuni arabi atei tendono a concordare con essa nonostante la loro credenza secondo cui Muhammad fosse un bugiardo ed un leader di gang brutale. Comunque, il tema per cui gli arabi sarebbero molto meglio senza l’Islam, esula dallo scopo di questo articolo. Ma la questione che sorge nella mia mente ogni volta che intendo l’adagio arabo summenzionato, è: può una qualsiasi altra nazione dichiarare che Allah li ha resi di valore a causa dell’Islam? Possono gli indiani o gli iraniani, che hanno avuto un impero formidabile nel VII secolo, dichiarare una cosa simile?

L’Islam, una Religione basata sul Linguaggio

L’Islam è la sola religione al mondo che si basa completamente sul linguaggio. L’Islam può sopravvivere solo in un ambiente linguistico arabo, e la lingua araba sparisce, sparisce anche l’Islam. Apprendere la lingua araba è obbligatorio per tutti gli islamici, al fine di leggere il Corano e svolgere i rituali islamici.

Oggi, praticamente tutti gli islamici dichiarano che la loro devozione all’Islam è perché sono convinti della sua autenticità e trascurano il fatto che l’hanno ereditato dai loro genitori per pura coincidenza. Le dichiarazioni degli islamici suggeriscono che essi abbiano fatto ricerche sulla loro religione e che l’abbiano studiata, e che l’abbiano trovata senza difetti. Studiare l’Islam comprende la lettura accurata del Corano, in arabo, e la conclusione che sia un’opera troppo buona per avere un essere umano quale autore, e che perciò deve essere divina. In modo sufficientemente bizzarro, se chiedi a quegli islamici “convinti”di spiegare una qualsiasi delle contraddizioni o uno qualsiasi degli spropositi del Corano, essi ti diranno di rivolgerti agli scolari islamici.

Ho spiegato in articoli precedenti che quando gli arabi avevano il libero arbitrio, ad essi non piaceva il Corano. Dopo quattordici secoli, non abbiamo ancora spiegazioni convincenti per uno qualsiasi del centinaio d’errori che imbrattano il Corano. Oltre a quegli errori, il Corano contiene pure alcune serie debolezze stilistiche, che non sarebbero accettabili da un qualsivoglia autore. Non importa quanto buono possa essere qualche verso, perché il lettore privo di pregiudizi non sarà mai convinto della bontà del Corano, in presenza di un qualche errore.

È perfettamente possibile per una persona ordinaria, che parli un po’ d’arabo o che non lo parli affatto, leggere il Corano ed identificare le sue contraddizioni o errori. L’apprezzamento critico è alla portata di qualsiasi persona imparziale che legga il Corano con giudiziosa obiettività. Comunque, non è possibile per la stessa persona leggere pochi versi e dichiarare che sono così ben composti da dover essere divini. Una simile asserzione conclusiva dipende dal gusto personale e richiede profonda conoscenza della lingua araba e delle sua letteratura, che la maggior parte dei non arabi non posseggono. Temo che le dichiarazioni degli islamici non arabi, che si dicono convinti dell’Islam, siano false dichiarazioni che nascondono la scomoda realtà per cui essi credono nell’Islam in quanto essi credono in quanto han detto loro gli arabi.

La Questione del Linguaggio ed il Corano

Il Corano è stato rivelato , o piuttosto redatto, nel linguaggio quraysh, che era la lingua araba parlata dagli arabi della Mecca, Muhammad incluso. Durante il soggiorno di Muhammad alla Mecca, non c’erano dispute sulla lingua, perché Muhammad aveva a che fare solo con il suo clan, che parlava la sua stessa lingua, ed il suo stesso dialetto.  La questione del dialetto è emersa solo dopo che Muhammad ha assunto potere a Yathrib, e ha iniziato a fare commercio con le tribù di distanti regioni d’Arabia. Sebbene l’arabo era parlato in tutta l’Arabia, differenti regioni avevano dialetti differenti, così come ci si aspetta in un paese vasto quanto l’Arabia. Non soddisfaceva l’orgoglio tribale arabo il fatto che venisse loro chiesto di parlare un altro dialetto quando arrivava il momento di leggere il Corano. Muhammad non voleva che questa questione fermasse gli arabi dall’aggregarsi a lui, perciò ha permesso che che ogni tribù leggesse il Corano a suo piacimento, ognuno nel suo dialetto. Come ogni altra cosa, è stato Allah a suggerire a Mohammed di dimostrare quella flessibilità e di dare il suo permesso alle tribù. Il divino gesto è funzionato bene ed ha preservato l’identità nazionale di ogni tribù araba.

Comunque, il gesto summenzionato e la divina flessibilità non si sono estesi ad altre nazioni, è stato un privilegio solo degli arabi. Tutte le altre nazioni devono imparare l’arabo per leggere il Corano e praticare l’Islam. A questo punto, è rimarchevole notare che mentre i primi arabi si siano sentiti offesi anche solo per il fatto che venisse chiesto loro di parlare un dialetto diverso dal loro, gli islamici di oggi siano felici di leggere il Corano, non in un dialetto differente, ma in una lingua totalmente estranea, senza sentirsi offesi! Gli islamici non arabi accettano questo ovvio pregiudizio nei confronti degli arabi come parte naturale della vita.

L’associazione fra la lingua araba e l’Islam è stato un tocco di divina provvidenza per gli arabi; sono automaticamente diventati leader nel mondo dell’Islam, solo perché possono parlare la loro propria lingua! Sebbene altre nazioni islamiche possano produrre alcuni scolari veramente bravi, se questi scolari non imparano la lingua araba perfettamente bene, essi non saranno grandemente accreditati nel mondo islamico.

Segni di Egoismo, Tribalismo e Razzismo nel comportamento di Mohammed

Considerato il numero di privilegi che Muhammad si garantiva, è stato probabilmente il leader più egoista della Storia. Di seguito ci sono solo alcuni esempi di questi privilegi:

Mohammed, tramite il Corano, si è garantito il diritto di sposare quante donne volesse, ma ha limitato gli altri islamici a sposare solo quattro donne. Inoltre Mohammed ha garantito a sé stesso il diritto di fare sesso con donne che offrissero loro stesse a lui.

Mohammed si è garantito il diritto di sposare le vedove di altri islamici, ma ha dichiarato attraverso il Corano, che si tratta di un peccato se altri islamici sposassero  le mogli di lui (dopo la sua morte).

Mohammed ha dichiarato che la sua parte di ogni bottino di guerra doveva essere il 20%, e che il restante 80% doveva essere diviso fra il resto degli islamici.

Mohammed ha considerato sé stesso come il primo di tutti gli esseri umani, inclusi i profeti precedenti. Secondo lui, era secondo solo ad Allah. A conti fatti, non c’è alcuna differenza fra l’Islam e le altre religioni già praticate in Arabia, eccetto il fatto che nell’Islam Mohammed ha aggiunto il suo nome vicino al nome di Allah.

L’egocentrismo di Mohammed si è esteso alla sua immediata famiglia, chiamata Aal Mohammed, per la quale agli islamici è richiesto di pregare in ogni preghiera islamica.

Il Tribalismo di Mohammed

Sebbene la tribù di Mohammed, i quraysh, l’abbia disprezzato ed abbia combattuto delle guerre contro di lui, e non abbia fatto niente per promuovere l’Islam, i fatt mostrano che Mohammed l’ha preferita al resto degli arabi. Infatti, Mohammed ha preferito la tribù dei quraysh alle tribù di Yathrib che lo supportavano, che si sono convertite all’Islam e che hanno combattuto al suo fianco. Mohammed ha usato. Mohammed ha usato gli arabi di Yathrib, conosciuti come gli aws e i khazraj, per i suoi propositi ma né lui né i suoi compagni le rispettavano. Gli islamici dichiarano frequentemente che ci fossero motivi sociali o politici dietro alcuni dei matrimoni di Mohammed, che lui ha usato quale strumento per rafforzare i suoi legami con le varie tribù. Da questo punto di vista, è notevole che Mohammed non si sia fatto problemi a sposarsi con delle aws o delle khazraj. Mohammed ha preferito i quraysh, e così hanno fatto i suoi compagni influenti, che venivano tutti dai quraysh. È sorprendente che mentre gli aws e i khazraj sono completamente spariti dalla Storia, gli arabi quraysh abbiano governato l’impero islamico (khilafa) fino al 1258 AD, e che abbiano continuato a governare alcuni stati fino ai giorni nostri. Mohammed credeva che gli aws e i khazraj fossero politicamente troppo ingenui e troppo deboli per affidare loro il governo. L’attitudine di Mohammed verso gli aws e i khazraj mi ricorda un’intervista di circa dieci anni fa su AlJazeera, in cui al clerico Abu Hamza è stato chiesto: perchè vivi in Occidente gli manchi tanto di rispetto? La sua risposta è stata: “noi islamici consideriamo l’Occidente come una toilette, lo visitiamo perché ne abbiamo bisogno, ma una volta che abbiamo finito lo lasciamo”.

Durante la campagna “del fossato” la tribù dei quraysh si è approssimata alla sconfitta di Muhammed nella sua propria roccaforte, Yathrib, che è stata messa sotto assedio. Dopo la fine dell’assedio, Mohammed ha intuito della cospirazione ebraica fra i bani quraiza e i quraysh, alla quale ha risposto uccidendo tutti gli uomini della bani quraiza e prendendo tutte le donne e i bambini quali schiavi. Paragonate questo crudele genocidio con il modo in cui Mohammed ha trattato i quraysh dopo che si sono arresi consegnandogli la città della Mecca. Sebbene i quraysh non solo abbiano cospirato, ma abbiano effettivamente combattuto delle guerre contro Mohammed, lui li ha lasciati liberi. Mohammed ha chiesto agli arabi dei quraysh: “oh quraysh, cosa pensate che vi farò?” alla quale essi hanno risposto: “niente, dopotutto tu sei uno di noi”, dopodiché Mohammed ha risposto “potete andare, siete liberi”.

Cosa significa diventare islamico/a?

I non arabi che si convertono all’Islam passano attraverso un completo cambiamento di personalità, che intacca tutti gli aspetti della loro vita. Essi acquisiscono nuovi nomi islamici, che sono nomi arabi, ed iniziano ad apprendere parole arabe e ad usare parole arabe nel loro linguaggio quotidiano. Essi non solo si vestono per assomigliare agli arabi, ma iniziano a pensare come gli arabi. A loro piace ciò che piace agli arabi, ed odiano ciò che gli arabi odiano. Essi ritengono automaticamente le vedute politiche arabe su soggetti quali la Palestina e l’Iraq, che diventano la loro principale preoccupazione mentre i loro propri interessi nazionali finiscono nelle banalità.

Una decisione di convertirsi all’Islam è una grande decisione per la vita di qualsiasi persona, ma non tutte le decisioni sono buone decisioni. Ogni giorno, ci sono migliaia di persone che prendono grandi decisioni che cambiano le loro vite o le vite delle altre persone. Comunque, c’è una cosa sicura dietro ogni conversione all’Islam ed è che nessuno dei convertiti comprende veramente il Corano e l’Islam.

Gli unici veri islamici

Dopo tredici anni di predicazione dell’Islam alla Mecca, solo una manciata di seguaci ha raggiunto Mohammed, e tutti loro erano amici o parenti. Quegli arabi sono gli unici islamici che hanno accettato l’Islam liberamente senza essere obbligati a farlo. Esula dagli scopi di questo articolo discutere le ragioni che stanno dietro il successo di Mohammed nel reclutare questa manciata di seguaci, ma qualsiasi leader di una banda, in una città di simile grandezza, sarebbe in grado di reclutare un simile o persino un più grand numero di seguaci. Molto probabilmente questa gente era stimolata dalla stessa personalità di Mohammed e dalla sua capacità di reclutamento, mentre il fattore Corano era insignificante, specialmente perché solo pochi versi erano stati emessi. Tutti quelli che si sono convertiti all’Islam, fin da quei primi giorni, l’hanno fatto per guadagni personali o politici, o semplicemente per paura.

Le altre persone che si sono aggregate a Mohammed erano delegati, dalla città di Yathrib, ai quali è capitato di incontrare Mohammed durante il loro hajj preislamico alla Mecca. I delegati rappresentavano le tribù degli aws e dei khazraj, che hanno sofferto per anni di un’aspra rivalità tribale e di continue dispute politiche. Mohammed convinse i delegati che veniva oppresso alla Mecca e che aveva grandi piani per l’Islam.  Gli arabi di Yathrib sono stati probabilmente tentati dalla prospettiva di rendere la loro città un centro religioso, ed hanno accettato di lasciare vivere Mohammed nella loro città, con la speranza che Yathrib ne avrebbe guadagnato un nuovo slancio vitale. Dopo l’arrivo di Mohammed a Yathrib, l’intera popolazione araba  della città si è convertita all’Islam dal giorno alla notte! Quel che è avvenuto a Yathrib è stata una conversione di massa per motivi politici, poiché la maggior parte della gente ordinaria della città non aveva nemmeno sentito parlare del Corano.

Dieci anni dopo, Mohammed ha conquistato la Mecca, la città che gli si era opposto e che aveva rifiutato l’Islam per ventitrè anni. Di nuovo, l’intera popolazione della città conquistata si è convertita all’Islam nel giro di qualche ora. È ingenuo pensare che gli arabi della Mecca, che hanno detestato il Corano per più di due decenni, avessero improvvisamente realizzato che si trattava di un libro veramente buono e che doveva essere divino. Questa conversione è avvenuta solo sotto pressione militare; Mohammed ha detto, in una sua famosa citazione agli arabi: aslim taslam, che significava siate islamici e sarete al sicuro.

Lo stesso scenario si è ripetuto in ogni Paese che è stato conquistato dall’esercito degli islamici. Alle nazioni conquistate sono state offerte tre opzioni: o vi convertite, o diventate dei dimmi e pagate la relativa alta tassa (chiamata jizia), oppure combattete (spesso una battaglia persa in partenza). Convertirsi all’Islam corrispondeva spesso all’opzione più sicura ma nessuno l’avrebbe chiamata una scelta libera, dopo tutto quelle nazioni non parlavano arabo e difficilmente conoscevano qualcosa circa il Corano o l’Islam.

Ricevo spesso email da islamici a cui non piacciono i miei articoli in merito al Corano. Tutte le email che ho ricevuto fino ad ora erano da islamici non arabi, che difendono il Corano usando la solita strategia islamica. Essi dichiarano che il Corano è chiaro, logico, e pieno di saggezza; il problema non è mai nel Corano, ma nella mia capacità di comprensione. Ciò che trovo interessante è che un numero di mittenti ha espresso apertamente il loro odio verso gli arabi, accusandoli di essere disonesti. Non mi sono mai permesso di lasciarmi coinvolgere in confronti di tipo razzista, ma sto ancora aspettando che qualcuno di loro mi spieghi perché ripongono la loro piena fiducia in questi arabi disonesti, quando si tratta del Corano. E sarebbe pure interessante sapere cosa mette i non arabi così a loro agio in una Religione che riserva tutti i posti di prestigio agli arabi.

L’Islam è una Religione araba, portata da un arabo, per gli arabi. È basata su un libro arabo, che persino agli arabi non piaceva. La devozione degli islamici non arabi all’Islam è contraria alla logica, non solo perché l’Islam ha dei pregiudizi contro di loro, ma pure perché essi credono in una Religione che si basa completamente su una lingua straniera, che loro né parlano né capiscono.

 

Fonte: http://www.freerepublic.com/focus/f-religion/2208624/posts

Tag: Conversioni, Razzismo, StoriaIslam

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