The 4 Freedoms Library

It takes a nation to protect the nation

Occidente, Europa, Svizzera - Iniziativa svizzera Divieto minareti: risultato del voto e lettura

L’Occidente inizia a contrattaccare
29 novembre 2009 – Phyllis Chesler

È una calma domenica newyorkese e sto sorseggiando il mio caffè, leggendo le mie e-mail, il giornale, i media online, e guardo fuori dalla mia finestra verso i nuovi rami spogli, sotto un debole sole invernale. Improvvisamente – piccoli miracoli iniziano ad apparire.

Secondo la BBC, più del 57% dei votanti svizzeri in 29 Cantoni hanno supportato un Referendum che proponeva il divieto di costruire minareti. Risultati parziali dall’ultimo Cantone indicavano che il 68% della gente là ha supportato il divieto.

Guardate: capita che a me piacciano i minareti ma capisco pure che essi oggi simbolizzano l’Islam radicale, che è una cosa brutta sia per le donne che per altri Esseri viventi.

Sia donne occidentali che islamiche che altre donne immigrate, che desiderano assimilarsi, hanno di più da perdere se l’Islam radicale prende il Potere. Quindi, preventivamente, delle donne ( women ) hanno condotto un Sondaggio presso gli svizzeri in merito alla scelta se vietare o no i minareti. Solo il 31% degli uomini, per rapporto al 39% delle donne, votavano per il divieto. Alcuni dicono che ciò è stato dovuto ad una vigorosa Campagna femminista in merito ai Diritti delle donne. I Politici socialisti hanno visto le Femministe quali inaccettabili anti-immigrati. Le donne hanno visto i minareti come inaccettabili anti-donna. Julia Werner, una Casalinga del luogo, ha detto:

“Se gli diamo un minareto, ci faranno indossare a tutte il burka. Prima di rendercene conto, avremo la Legge della Shari’a e le donne che vengono lapidate a morte nelle nostre strade. Non saremmo più svizzeri”.

E, Julia Onken, una Leader femminista svizzera, ha avvisato che una mancanza nel vietare i minareti sarebbe stato “un Segno dell’accettazione statale dell’Oppressione delle donne”. Ha inviato 4'000 e-mail attaccanti gli islamici che condonano il Matrimonio forzato, i Delitti d’onore, e Picchiare le donne”.

Altre buone notizie:

L’uomo d’affari islamico più prominente di Gran Bretagna, ha che era intrappolato in un hotel in fiamme durante gli attacchi terroristici di Mumbari, sta chiedendo al Governo misure più dure contro i Predicatori estremisti. Sir Gulam Noon, uno dei Donatori più generosi laburisti, dice la porta è stata lasciata aperta a imam stranieri che radicalizzano migliaia di giovani islamici nelle moschee.

Infine, miracolo dei miracoli, Thomas L. Friedman, nel New York Times di oggi, scrive in merito al Jihadista di Fort Hood (“America vs the Narrative”) conclude quindi:

“Ogni volta che qualcosa come Fort Hood accade voi dite: “Questo non è Islam”. Lo credo. Ma voi continuate a dirci cosa l’Islam non è. Avete bisogno di dirci cosa è e mostrarci come le sue interpretazioni positive vengano promosse nelle vostre Scuole e Moschee. Se questo non è Islam, allora perché un milione di islamici si riversano nelle strade per protestare contro le vignette danesi del Profeta Muhammad, ma non uno scende in strada per protestare contro i bombaroli suicidi che fanno saltare in aria altri islamici, gente reale, creata ad immagine di Dio? Avete bisogno di spiegarlo a noi – e a voi stessi”.

Il vecchio incantesimo non funziona più? La gente non viene più facilmente fregata da false accuse di “Razzismo islamofobico”? Capiamo che è pericoloso tollerare l’intollerante?

Ah, ma quando qualcuno alla Casa Bianca capirà che sebbene l’Amministrazione Bush abbia fatto molti sbagli (non ha processato i Detenuti di Guantanamo molto presto, ed in un Tribunale militare) – la decisione dell’Amministrazione Obama di processare Khalid Sheikh Mohammed e altri come fossero Cittadini americani, è un errore persino più grande?

I miei ringraziamenti ad “Esther” che tiene Islam in Europe [*]. Prego leggetela per un’interpretazione più complessa di questo voto che lei non vede in favore di Valori liberali o femministi, ma piuttosto come voto di “Identità etnica” ( “ethnic identity.” ).

Fonte: http://pajamasmedia.com/phyllischesler/2009/11/29/the-west-begins-t...

[*] Opinione: un’interpretazione inespressa
Domenica, 29 novembre 2009 - Esther

Qualche pensiero sul voto svizzero di Divieto ai minareti.

Non ho pubblicato la mia predizione in merito al voto sui minareti, ma mi aspettavo che l’Iniziativa passasse, per diverse ragioni:

1. Sebbene un paio di Sondaggi ( couple of polls ) mostravano una Maggioranza che si opponeva al Divieto dei minareti, altri Sondaggi mostravano opinioni ancora più diversificate ( even split ) e persino una Maggioranza ( a majority ) in favore del Divieto.

2. Un Sondaggio generale sull’atteggiamento svizzero verso gli islamici mostrava che gli islamici non volevano l’Islam sbattuto sulle loro facce ( Islam in their face ).

Questo Sondaggio mostrava pure piuttosto chiaramente che i Cantoni germanofoni supportavano il Divieto, mentre i Cantoni francofoni si opponevano al Divieto, sebbene non fortemente:

“Similmente alla percezione generale degli islamici in Svizzera, il Dibattito in merito alla costruzione di minareti mostra maggiore Resistenza nelle aree germanofone (48% contro il 38% e il 14% senza opinione), che in quelle francofone (38% contro il 42% e il 20% senza opinione).

3. Il modo in cui vedo ciò, è che la gente anti-minareti ha avuto il fattore Entusiasmo dalla sua parte.

La pro-minareti lottava per la Libertà di Religione, che è generalmente considerata un Valore occidentale. Ma particolarmente dopo la Crisi delle vignette danesi, tutti sappiamo quanto l’Europa voglia combattere per i Valori occidentali.

La gente anti-minareti lottava per la sua Identità nazionale. Lottava per definire la Svizzera come Paese svizzero, che capita essere un’idea molto attraente per gli svizzeri. Il Divieto dice molto semplicemente agli islamici che possono essere ospiti tollerati, che possono essere autorizzati a costruire le loro case in Svizzera, ma che non sono a Casa loro. Diversamente dal Divieto francese al velo, non c’è un tentativo di nascondersi dietro al Divieto di “Simboli religiosi” o “grandi croci”.

Nella battaglia fra i Valori liberali e l’Identità etnica, scommetterei sull’Identità etnica.

C’era un’interpretazione non espressa di questa Iniziativa, riportata dalla citazione seguente ( by the following quote ):

“Se gli diamo un minareto, ci faranno indossare a tutte il burka”, ha detto Julia Werner, una Casalinga locale. “Prima di rendersene conto, avremo la Legge della Shari’a e le donne lapidate a morte nelle nostre strade. Non saremmo più svizzeri”.

È un salto piuttosto grande passare dalla costruzione di un minareto all’indossare il burka e la Legge della Shari’a. L’interpretazione inespressa è che l’Islam sta assumendo il Potere. L’Identità etnica europea è in pericolo di diventare una Minoranza, e l’Identità etnica di Maggioranza di essere presto quella islamica.

Il Divieto dei minareti non è inteso a rendere l’Islam più “europeo”. È intesto a tenere l’Islam fuori dalla vista pubblica, come se ciò facesse andar via l’Islam.

Il Divieto ai minareti potrebbe far pensare due volte alcuni islamici prima di immigrare in Svizzera, ma non fermerà la tendenza demografica in cui gli islamici stanno superando i “locali”.

Il modello di Referendum popolare svizzero è una spada a doppia-lama. Gli islamici svizzeri sono sparsi piuttosto uniformemente attorno al Paese, e mentre la proporzione della loro popolazione cresce, essi avranno sempre più Potere. Una volta che gli islamici avranno sufficiente Potere per vincere simili Referendum, mi attendo che questa sarà la loro prossima cosa a cui ricorreranno.

Poiché come immagine ultima, gli svizzeri si terrebbero piuttosto la loro Identità nazionale, come simbolizzata dalla croce sulla loro bandiera, piuttosto che i cosiddetti “Valori svizzeri”.

Fonte: http://islamineurope.blogspot.com/2009/11/opinion-unspoken-assumpti...

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Risposte a questa discussione

IL SUCCESSO DI QUESTA INIZIATIVA CORRISPONDE AD UN SEGNALE FORTE ALLA POLITICA ISLAMICA/ISLAMISTA, LADDOVE UNA DEMOCRAZIA NEUTRALE (COME QUELLA SVIZZERA, CHE PER GIUNTA SI TROVA NEL CUORE DEL CONTINENTE EUROPEO), HA DIFESO SÈ STESSA (CIVILMENTE) DI FRONTE A (L'AVANZATA DI) UN TOTALITARISMO (CHE HA INVECE GIÀ - QUASI - MESSO IN GINOCCHIO GRAN PARTE DELL'EUROPA E DELL'OCCIDENTE), QUELLO ISLAMICO/ISLAMISTA, RESPINGENDOLO.

[MINARETO NON SIMBOLO RELIGIOSO MA SIMBOLO DI CONQUISTA POLITICA E TERRITORIALE ISLAMICA/ISLAMISTA.]

GLI APPARATI ECCLESIASTICI, ESPONENDOSI SULLA QUESTIONE, HANNO ACCENNATO ALLA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI (E ALTRI) IN TERRE ISLAMIZZATE: MAGARI QUESTO CORRISPONDE ALL'APERTURA DI UNA PORTA, A LIVELLO EUROPEO, SU QUESTA TRISTE (E PEGGIO) REALTÀ, IN MODO CHE L'OPINIONE PUBBLICA NE VENGA (MEGLIO ED OPPORTUNAMENTE) INFORMATA, VISTO CHE FINO AD ORA SE NE È (PERLOPIÙ) MANTENUTO UN REVERENZIALE (ED IMPAURITO O COLLUSO) SILENZIO.

IL SUCCESSO DI QUESTA INIZIATIVA POTREBBE ESSERE UN PRIMO PASSO PERCHÈ GLI OCCIDENTALI, EUROPEI, SVIZZERI SI INFORMINO MEGLIO SULL'ISLAM/ISLAMISMO, E DECIDANO (SAGGIAMENTE) DI RESPINGERLO.

GRAZIE AL POPOLO SVIZZERO!
Former Muslims negli Stati Uniti supporatano il Divieto svizzero ai minareti – “le baionette dell’Islam”
1 dicembre 2009

… molti gruppi islamici stanno denunciando il Divieto come oppressione della Libertà di Religione. Comunque, simili gruppi islamici saranno più credibili se prima denunciassero l’Oppressione delle Minoranze religiose nei Paesi islamici che rendono illegale la pratica di qualsiasi Religione diversa dall’Islam.

Di Jerry Gordon, The Iconoclast, 30 novembre 2009

I miei colleghi, presso Former Muslims United (FMU) hanno pubblicato un Comunicato Stampa ( press release ) a commento della Vittoria del Referendum svizzero per vietare la costruzione di minareti per le approssimativamente 150 moschee che servono una stima di 400'000 fedeli islamici nella repubblica alpina di 7,5 milioni di persone.

Nonie Darwish, di FMU, ha detto: “La Vittoria del Referendum svizzero equivale a vietare ciò che il Primo Ministro turco Erdogan ha chiamato “le baionette dell’Islam”. Coloro che hanno supportato il Divieto dichiarano che permettere i minareti rappresenterebbe la crescita di un’Ideologia e di un Sistema legale – la Legge della Shari’a – che sono incompatibili con la Democrazia svizzera. La Vittoria del Referendum svizzero traccia una linea rossa contro l’islamizzazione in Europa”.
Lei ha pure notato che: “Questa Vittoria del Referendum è un credito per i cittadini svizzeri, specialmente delle donne che hanno votato, che hanno visto la costruzione di minareti come conducente all’adozione di altri elementi grafici della Legge della Shari’a, incluso l’indossare il burka in pubblico da parte di donne islamiche”.

Un punto per i coraggiosi apostati dell’Islam presso FMU. Solo quattro minareti esistono attualmente presso le moschee in Svizzera. Praticamente chiunque nella Ummah islamica e nella Stampa principale ha castigato gli svizzeri come siano dei violatori della Libertà di Religione e dei Diritti delle Minoranze, e ciò per non soccombere ad ulteriore islamizzazione nel loro Paese.

Fra le i critici c’è stato il cittadino svizzero, Professore della Oxford University, Tariq Ramadan, nipote del Fondatore dell’estremista Fratellanza Musulmana egiziana, Hassan Albanna, che era un fan di Hitler. Ramadan si è visto negare il suo visto d’entrata negli Stati Uniti nel 2006, in conseguenza a questioni in merito ai suoi doni caritatevoli al gruppo terrorista palestinese Hamas. Il divieto al visto è stato rimosso in seguito ad una decisione della Corte Federale d’Appello, a luglio 2009. Ramadan ha castigato i compatrioti svizzeri con queste note su un Editoriale del Guardian U.K., in merito al Divieto di costruire minareti: “Il voto dei miei compatrioti è alimentato dalla Paura” ( “My compatriots’ vote to ban minarets is fuelled by fear:” ).

Gli svizzeri hanno votato non contro le torri, ma gli islamici. Attorno all’Europa, dobbiamo levarci contro gli infiammatori populisti ….

È come se i populisti dessero il La, e il resto seguisse. Mancano di asserire che l’Islam, ad oggi, è una Religione svizzera ed europea e che i cittadini islamici sono largamente “integrati”. Per il fatto che noi affrontiamo Sfide comuni, come la Disoccupazione, la Povertà, e la Violenza – sono Sfide che dobbiamo affrontare assieme. Non possiamo biasimare i populisti soltanto – è un Fallimento più vasto, una Mancanza di Coraggio, una terribile e mentalmente ristretta Mancanza di Fiducia nei loro nuovi cittadini islamici.

La Vittoria al Referendum svizzero di domenica in merito al Divieto dei minareti è stata pesante, secondo un Rapporto di Der Spiegel: “Pure la Germania avrebbe votato per il Divieto ai minareti” ( ‘Germany Would Also Have Voted to Ban Minarets’. ).

Più del 57,5% dei votanti e 22 dei 26 Cantoni hanno votato in favore del Divieto, domenica. L’Iniziativa è stata condotta da coloro che supportano il Partito Popolare Svizzero di Destra, e un Partito minore. Gli organizzatori della Campagna hanno opinato che i minareti sono un Simbolo di richiesta islamica di dominare gli Altri e di introdurre la Legge della Shari’a, e che vietarli avrebbe dato un fine all’”islamizzazione” della Svizzera. Gli islamici compongono circa il 5% della popolazione svizzera.

Der Spiegel è giunto ad osservare le reazioni in Europa, che sono risultate grandemente divise in base al Sentimento politico:

la Decisione svizzera di vietare la costruzione di minareti in un Referendum domenica ha attirato condanne dai Politici attraverso l’Europa e da Leader islamici, ma i Politici di estrema Destra l’hanno ben accolta quale passo coraggioso che dovrebbe essere copiato da altri Paesi.

Il Gran Muftì d’Egitto Ali Gomaa, il Clerico principale del Paese, ha chiamato il Divieto un “insulto” agli islamici attorno al Mondo ma ha chiamato gli islamici a non essere provocati dalla mossa. Il Ministro delgi Esteri francese Bernard Kouchner ha detto che è stato shockato dalla decisione che ha mostrato “Intolleranza”.

Comunque i Partiti di Destra e di estrema Destra quali la Lega Nord italiana e il Fonte Nazionale francese sono stati rapidi a ben accogliere la decisione. Il Politico di Destra populista Geert Wilders, che è famoso per le sue vedute anti Islam, ha chiamato il risultato “grande” e ha detto che spingerebbe per un simile Referendum in Olanda.

Coprendo la gamma di opinioni domestiche tedesche in merito al Divieto svizzero ai minareti, Der Spiegel ha fatto notare:
la circolazione di massa del Bild, che può dichiarare di tastare il polso della Nazione più di altri giornali, dice che i tedeschi voterebbero probabilmente nello stesso modo se venisse loro autorizzato un Referendum sulla questione:
“Il minareto non è solo il Simbolo di una religione ma di una Cultura totalmente differente. Large parte del mondo islamico non condivide i nostri Valori europei di base: l’eredità dell’Illuminismo, l’Eguaglianza dell’uomo e della donna, la Separazione di Chiesa e Stato, un Sistema di Giustizia indipendente dalla Bibbia o dal Corano e il Rifiuto di imporre il proprio Credo sugli Altri con “il fuoco e la spada”. Un altro Fattore che potrebbe aver influenzato il voto svizzero: da nessuna parte la vita dei cristiani è resa più dura che nei Paesi islamici. Coloro che sono loro stessi intolleranti non possono aspettarsi illimitata Tolleranza dagli Altri”.

Negli Stati Uniti, il Fonte della Fratellanza Musulmana, CAIR, ha usato una lettera all’indirizzo del Presidente Obama per sollevare la sua ira in merito al Divieto svizzero dei minareti. La pubblicazione on-line pakistana The Nation ha notato ciò in merito alla lettera del CAIR al Presidente:

“In una lettera aperta al Presidente Obama, il Direttore esecutivo nazionale del CAIR, Nihad Awad, ha detto: “Io pure le chiedo con urgenza di usare l’opportunità che si presenta con il suo discorso in prima serata, per ripudiare la decisione dei votanti svizzeri a negare agli islamici di quella Nazione, gli stessi Diritti religioni garantiti ai cittadini di altre Fedi. Il silenzio della nostra Nazione su questa flagrante negazione di Libertà religiosa invierebbe un messaggio veramente negativo attraverso il mondo islamico, che deve migliorare i suoi propri Rapporti in merito ai Diritti religiosi.”

L’argomentazione della Protezione dei Diritti delle Minoranze è stato evidente in una Notizia Stampa pubblicata dal Center for Study of Islam and Democracy, di Washington:

“Quale Organizzazione che si è consistentemente levata contro la Violazione di Diritti fondamentali umani, politici e religiosi, ovunque avvenga, il Board or Directors del CSID coglie la sua opportunità per esprimere la sua apprensione e il suo scontento in merito a questo sviluppo, che conduce ad un pericoloso attrito della gente svizzera verso il suo impegno per i Valori democratici ed inaugura un peggioramento delle Relazioni fra l’Europa ed i Paesi a maggioranza islamica.
Unitamente alla gente di tutte le Fedi, e a coloro che credono nella Libertà, nell’Eguaglianza e nella Democrazia, chiediamo al Governo svizzero e a tutti i Leader svizzeri politici e religiosi di continuare a mantenere la Difesa della Libertà di Religione per tutti i suoi cittadini e residenti. Una Democrazia non è misurata solo tramite l’applicazione delle Regole della Maggioranza, ma pure ed in modo più importante tramite il Rispetto che accorda ai Diritti delle Minoranze.

Comunque la Darwish ha avuto il suo commento finale sul Divieto svizzero ai minareti.

La Darwish ha aggiunto che “molti gruppi islamici stanno denunciano il Divieto come Oppressione della Libertà di Religione. Comunque, simili gruppi islamici saranno più credibili se prima denunciassero l’Oppressione delle Minoranze religiose nei Paesi islamici, che rendono illegale la Pratica di qualsiasi Religione diversa dall’Islam. I gruppi islamici che dichiarano che sono oppressi in Europa, dovrebbe essere i primi a levarsi e a urlare “non in nome della mia Religione” quando vengono bruciate chiese nei Paesi islamici. Ma invece tutto ciò che udiamo dai gruppi islamici è “sono una vittima” e “sono offeso”, mentre il sangue dei non-islamici viene versato in nome della Shari’a.”

( noted this about the CAIR letter to the President:
In an open letter to President Obama, CAIR National Executive Director Nihad Awad said . . .
“I also urge you to use the opportunity presented by your prime-time address to repudiate the decision of Swiss voters to deny Muslims in that nation the same religious rights granted to citizens of other faiths. Our nation’s silence on this flagrant denial of religious freedom would send a very negative message throughout the Muslim world, which must improve its own record on religious rights.
The argument of protection for minority rights was evident in a news release issued by the Washington-based Center for Study of Islam and Democracy:
As an organization that has consistently taken a stand against the violation of fundamental human, political, and religious rights wherever they may occur, the Board of Directors of CSID takes this opportunity to express its apprehension and disappointment over this development which points to a dangerous attrition in the Swiss people’s commitment to democratic values and augurs more generally a worsening of relations between Europe and Muslim-majority countries.
In conjunction with all people of faith, and all those who believe in freedom, equality, and democracy, we call upon the Swiss government and all Swiss political and religious leaders to continue to uphold and defend freedom of religion for all its citizens and residents. A democracy is measured not only by its application of majority rule, but also and more importantly by the respect it accords to the rights of minorities.
However, Darwish had this final comment on the Swiss ban on Minarets:
Darwish added that “many Muslim groups are denouncing the ban as oppression to freedom of religion. However, such Muslim groups will be more credible if they first denounced the oppression of religious minorities in Muslim countries who make it illegal to practice any religion other than Islam. Muslim groups who claim that they are oppressed in Europe should be the first to stand up and yell “not in the name of my religion” when Churches are burned in Muslim countries. But instead all we hear from Muslim groups is “I am a victim” and “I am offended” while the blood of non-Muslims is being shed in the name of Sharia. )

Fonte: http://formermuslimsunited.americancommunityexchange.org/2009/12/01...
Gli islamici dovrebbero riflettere sulla propria ipocrisia
Martedì, 1 dicembre 2009 – Tawfik Hamid

L’approvazione dei votanti svizzeri di una proposta di vietare l’edificazione di minareti solleva diverse questioni.

Molti dei votanti considerano i minareti un segno di islamizzazione del loro Paese libero, e più del 57% ha optato per il divieto, domenica. Il Governo si è opposto al divieto, dicendo che avrebbe nuociuto all’immagine della Svizzera, particolarmente nel mondo islamico.

I punti da considerare a questo proposito includono i seguenti:

• gli islamici possono biasimare la gente svizzera per essere impaurita dall’islamizzazione nel loro Paese? No, specialmente mentre l’intero Mondo vede le applicazioni inumane della legge islamica ovunque sia implementata. Non dovrebbe essere inatteso che la gente svizzera non vorrebbe un Sistema che persino Oggi pratica la discriminazione contro le donne, gli omosessuali, e le minoranze, in nome della religione.

Le immagini vivide di donne lapidate e di omosessuali impiccati nel mondo islamico dovrebbero rendere qualsiasi individuo sano di mente incline a non permettere un simile sistema intollerante di crescere ovunque sotto l’insegna della libertà di religione.

• La gente svizzera che ha rigettato l’edificazione di minareti può inviare un messaggio per cui la sua tolleranza non ha cambiato il mondo islamico. Per diverse decadi, gli islamici sono stati autorizzati a costruire moschee in Europa, indossare i loro simboli religiosi quali l’hijab, e predicare l’Islam ai non-islamici.

Nonostante un simile alto livello di tolleranza verso gli islamici in Occidente, ai non-islamici non è permesso di praticare simili diritti in diverse parti del mondo islamico. Predicare la Cristianità è criminalizzato in un numero di Paesi islamici.

Inoltre, ai non-islamici non è permesso di avere i loro libri sacri o di costruire i loro templi religiosi in molte aree controllate dalla shari’a. Questa mancanza di reciprocità della tolleranza occidentale farà naturalmente sentire a molti occidentali che mostrare tolleranza agli islamici è inefficace.

• Sembra strano che gli islamici insisterebbero a costruire minareti per le moschee in Svizzera, mentre migliaia di moschee già esistono nel mondo islamico, senza minareti.

Molti vedono i minareti come rappresentanti la superiorità dell’Islam, specialmente quando il lodo livello è più alto di quello delle chiese; questo getto della luce sulle intenzioni nascoste degli islamici che hanno insistito a costruire minareti nel cuore d’Europa.

È importante che gli islamici in Svizzera spieghino perché insistono ad usare un simile simbolo storico di superiorità islamici quando non è menzionato nel Corano, e nemmeno considerato vitale per costruire una moschea.

• Sembra troppo ipocrita che gli islamici chiedono di costruire minareti in Europa ma negano a molti non-islamici nel mondo islamico i loro diritti religiosi basilari e fondamentali di costruire chiese, o persino di portare i loro libri sacri con loro.

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Il più importante problema da affrontare per gli islamici in Svizzera, è che il mondo islamico non dà diritti religiosi basilari alle sue minoranze non-islamiche, non la costruzione di questi non necessari minareti.

Il dr. Tawfik Hamid è autore di “Inside Jihad”. È stato un ex-associato del dr. Alzawahiri (secondo comandante di Alqaida) e attualmente è un riformatore dell’Islam. Per più informazioni, visitare www.tawfikhamid.com . Gli scritti di Hamid su questo blog rappresentano solo i suoi pensieri e non le vedute dell’istituto per cui lavora.
© 2009 Newsmax. Tutti i diritti riservati.

Fonte: http://www.newsmax.com/tawfik_hamid/Swiss_minarets_Muslims/2009/12/...
Mina Ahadi "Una giustificabile Paura dell’Islam politico"
Gates of Vienna 3 dicembre 2009
Di Baron Bodissey

Una ex-islamica tedesco-iraniana dà le sue opinioni in merito al divieto svizzero ai minareti, ed il suo significato in più largo contesto di Shari’a strisicante. Grazie al lettore JLH per aver tradotto l’intervista dal Leipziger Volkszeitung, del 30 novembre 2009:

Contro la Shari’a

Un’intervista in merito al divieto di costruzione dei minareti in Svizzera con Mina Ahadi, Direttrice del Concilio centrale degli ex-islamici:
Domanda: Cosa dice del divieto alla costruzione di minareti in Svizzera?
Mina Ahadi: Accolgo bene la decisione. È proprio in merito ai minareti. Il rigetto dei minareti è effettivamente un rigetto dell’Islamismo, della Shari’a e della richiesta di indossare l’hijab. Il minareto è puramente un simbolo di giustificabile Paura dell’Islam politico. Così è bene che i cittadini svizzeri siano intervenuto in questa situazione ed abbiano detto un chiaro “no”. Vorrei pure vedere una discussione più ampia in Germania in merito alla Mutilazione genitale femminile e ai Diritti dei bambini.
Domanda: Critici del voto hanno paura che amplificherà la Xenofobia. Che pericolo c’è in questo senso?

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Risposta: Ciò sarebbe un’interpretazione semplicistica e falsa. In Svizzera, non si tratta di chiudere fuori gli islamici. Piuttosto, è una protesta contro l’attacco ai Diritti umani in nome dell’Islam. Molti islamici, pure, non si sentono più rappresentati dalle Organizzazioni politiche islamiche. Molti stanno resistendo alla soppressione che è stata decretata per loro. Forse questo voto darà loro il coraggio di liberare loro stessi da essa.
Domanda: Molta gente ora teme la reazione del mondo islamico. Cosa attende la Svizzera?
Risposta: Naturalmente, ci saranno reazioni aggressive verso la Svizzera nelle società islamiche e nel mondo arabo in generale. Le prime minacce sono già state fatte. Ciò è adatto alla Cultura del perpetuamente ferito che prende il ruolo della vittima, e denigra la soppressione dell’Islam nel mondo occidentale. Ciò semplicemente mostra che questo è in merito alla Politica, non alla Religione. Noi speriamo veramente che il Secolarismo ed i Diritti umani dell’Occidente continueranno ad essere difesi.

Fonte: EuropeNews.dk via http://gatesofvienna.blogspot.com/2009/12/justifiable-fear-of-polit...
Ridimensionare l’idea di Islamofobia – Cosa c’è di tanto irrazionale nel temere l’Islam?
Canada Free Press 3 dicembre 2009
Di Klaus Rohrich

Il dizionario Webster’s Unabridged definisce Fobia quale “qualsiasi persistente, irrazionale ed eccessiva Paura di qualche particolare cosa o situazione”. Prendete nota dell’aggettivo “irrazionale”, poiché è l’idea chiave nel ridimensionamente dell’idea di Islamofobia.
La gente che è ritenuta islamofobica dagli arbitri politicamente corretti di ciò che siano emozioni accettabili sono infatti piuttosto giustificati nella loro Paura dell’Islam, data la maggior parte dei Rapporti quotidiani di Violenza perpetrata contro gente innocente in nome di quella Religione.
Il recente plebiscito della gente della Svizzera al divieto dei minareti in quel Paese è in realtà un’espressione di oltraggio da parte della gente svizzera, in merito a ciò che essa percepisce come una minaccia che i suoi leaders non stanno prendendo sufficientemente sul serio. Così il plebiscito è stato un chiaro messaggio di preoccupazione.
Naturalmente, i soliti sospetti sono sfociati sulla linea del “tzé tzé. Questi svizzeri sono tutti islamofobici”.
Citato sul National Post, il professor Amila Butrovic dell’Università York di Toronto, ha chiamato il plebiscito “una sfortunata esibizione di Islamofobia”. Quel sentimento è stato assecondato dal professor John Bowen dell’Università di Washington che è andato oltre, chiamando gli argomenti in supporto del divieto dei minareti “stupidi”.
Per metterla come potrebbe, sembra che la cosa veramente “stupida” sia la costante insistenza da parte delle Elites culturali occidentali per cui coloro che sono preoccupati per la loro Sicurezza personale, rispetto all’Islam, stiano soffrendo di una Paura irrazionale. L’idea che non abbiamo niente da temere dagli islamici fondamentalisti radicali, nonostante la maggior parte dei Rapporti quotidiani di capricciosa Violenza, sta iniziando a suonare un po’ commerciale, alla luce di tutto ciò che è accaduto dall’11 settembre.
Una recente Ricerca condotto dal Pew Global Attitudes Project ha mostrato lo stabile incremento della Percezione negativa dell’Islam da parte di diverse Nazioni europee chiave. La Ricerca mostra che fra il 2004 e il 2008, l’attitudine verso l’Islam è diventata sempre più negativa in tutta Europa. Per esempio, durante quel periodo, la Percezione negativa dell’Islam è andata dal 30% al 46% in Polonia, dal 18% al 23% in Gran Bretagna; dal 29% al 38% in Francia e una stupefacente montata di indiscussa negatività al 52% in Spagna. Ma poi la Spagna ha sofferto un attacco terroristico maggiore nel 2004.
Curiosamente, la Percezione negativa dell’Islam è caduta dal 31% al 23% negli Stati Uniti durante questo stesso periodo.
Lo stesso Rapporto mostra pure una crescita di vedute sfavorevoli verso gli ebrei nella maggior parte di questi stessi Paesi.
La gente non è più contenta di essere incantata con un falso senso di Benessere politicamente corretto.
Il messaggio portato dai votanti svizzeri e mostrato nel Pew Attitudes Report è chiaro: la gente non è più contenta di essere incantata con un falso senso di Benessere politicamente corretto, in seguito a tutte le Violenze e la Rabbia associata all’Islam radicale. Dai bombardamenti dei sotterranei di Londra, ai bombardamenti ferroviari di Madrid, alle sommosse delle vignette danesi, a Bali, Mumbai e persino al vicino incendio di automobili fuori Parigi da parte di ciò che Mark Steyn tanto eloquentemente ha definito “Gioventù disaffezionata”, è ora di assumere uno sguardo più scettico e realistico verso le politiche sul Multiculturalismo e sull’Immigrazione.
Non c’è niente di irrazionale o fobico in merito ad attendersi che gli immigrati in un Paese si comportino in modo accettabile. Ciò potrebbe ben essere l’Inizio del tracciato di una linea europea nella sabbia: assimilatevi o andatevene. (…)

Fonte: http://europenews.dk/en/node/28095
Il Divieto svizzero ai minareti causa un boato globale
Mercoledì 2 dicembre 2009 - Acharya S.

Le cime delle moschee, i minareti, cosiddetti “baionette dell’Islam” secondo il Primo Ministro della Turchia, sono stati vietati da un voto popolare in Svizzera.
E intendo boato! Da entrambi le parti, in merito al recente voto degli svizzeri sul Divieto di minareti islamici – o “baionette”, come sono stati stilizzati –, stiamo udendo gran rumori, ululati da una parte e congratulazioni dall’altra.
Il brusio in Internet sembra essere un risonante “ascolta, ascolta, la Svizzera!”, mentre i “Dignitari” politici e le Organizzazioni quali il Vaticano e i Gruppi islamici e di Sinistra stanno starnazzando in merito alla “Discriminazione”, al “Razzismo” ( racism ) e all’Islamofobia ( Islamophobia ). Quelli di Destra sperano che questa mossa di Auto-preservazione da parte degli svizzeri ispirerà molti altri a prevenire l’Islamizzazione d’Europa e altre parti del Mondo. Come riporta il Guardian UK:
… Leaders di estrema Destra in Europa hanno applaudito il voto svizzero e hanno chiamato a Proibizioni parallele in altri Paesi.
“La bandiera di una Svizzera coraggiosa che vuole rimanere cristiana sta sventolando su un’Europa quasi islamizzata”, ha detto Mario Borghezio, un Membro del Parlamento Europeo dell’anti Immigrati Lega Nord d’Italia.
In Olanda, l’anti Islam Partito dalla Libertà di Geert Wilders, che sta stabilmente crescendo in popolarità, ha chiamato ad un voto simile per gli olandesi. “È la prima volta che la gente in Europa si è levata davanti ad una forma d’Islamizzazione”, ha dichiarato.
Il gruppo di “Destra” Stop all’Islamizzazione d’Europa sta organizzando una Marcia, il 13 dicembre 2009, per prevenire la costruzione di ulteriori moschee nel Regno Unito ( prevent more mosque building in the United Kingdom ), mentre un Divieto alla costruzione di moschee nei Paesi non-islamici è richiesto all’interno di Internet.

PAN PER FOCACCIA!

Concernente il Divieto svizzero ai minareti, Nonie Darwish, la Fondatrice di Former Muslims United ( Former Muslim United founder Nonie Darwish ), ha emesso una dichiarazione lodando la mossa, facendo notare:
… molti Gruppi islamici stanno denunciando il Divieto quale Oppressione della Libertà di Religione. Comunque, simili Gruppi islamici saranno più credibili se prima denunciassero l’Oppressione delle Minoranze religiose nei Paesi islamici, che rendono illegale la Pratica di qualsiasi Religione diversa dall’Islam. I Gruppi islamici che dichiarano di essere oppressi in Europa dovrebbe essere i primi a levarsi e a gridare “non in nome della mia Religione” quando vengono bruciate chiese nei Paesi islamici. Ma invece tutti suoi udiamo da Gruppi islamici “io sono una Vittima” e “io sono offeso” mentre il sangue di non-islamici viene versato in nome della Shari’a ….
A questo proposito, un articolo che discute quanti islamici in Svizzera siano turchi e come essi saranno feriti dal Divieto, pure mette in luce come le chiese in tutta Turchia stiano chiudendo ( churches all over Turkey are being closed ). Perché? Per la volontà dei credenti, ovviamente, poiché come tanto del mondo islamico, la Turchia che è un Candidato all’Unione Europa, si è resa estremamente inospitale per i non-islamici di ogni sorta. Perché no, allora, ad insistere che venga messa una Moratoria sulla costruzione di moschee in Paesi non-islamici finché i Paesi islamici non smettono di perseguitare i non-islamici nei loro Paesi? Cosa dire di un ribaltamento del flusso d’Immigrazione, da parte di non-islamici in Paesi islamici?

“INTOLLERANTE” VERSO LA DIVERSITÀ?

Invece di rivelare l’”Intolleranza” svizzera verso altre Culture, il Divieto effettivamente dimostra la loro preoccupazione per tutti coloro che sarebbero oppressi, perseguitati ed annichiliti sotto la Dominazione islamica, come viene riflesso in molti Paesi islamico. Come dichiara Brigitte Gabriel dell’Organizzazione Act for America :
l’effetto del voto svizzero può essere riassunto come segue: “Ci apprestiamo a difendere la Diversità e la Libertà di Religione, non arrendendoci più all’Intolleranza islamista alla Diversità e alla Libertà di Religione”.
Sotto la Legge islamica o della Shari’a, le donne, i bambini, gli omosessuali e i non-islamici soffrono di tremenda Ineguaglianza. Prevenire l’Islamizzazione, perciò rappresenta un passo verso la Protezione di questi Gruppi diversificati.

FIUMI DI LACRIME DI COCCODRILLO

In questo articolo sul Divieto svizzero ( article on the Swiss ban ), il Guardian UK presenta la veduta opposta, riportando:
I Leaders islamici dal Mondo, anziani Personaggi di Chiesa, Politici europei e Esperti di Diritti umani hanno deplorato la decisione svizzera di vietare i minareti.
Il verdetto polarizzante in un Referendum svizzero tenutosi ieri ha sollevato domande fondamentali in merito alla Discriminazione e alla Libertà di Religione, con lo stesso Governo svizzero dubbioso circa se il voto popolare possa essere tradotto in una Legge nazionale, come richiesto dal Sistema di Democrazia diretta del Paese.
“Scandaloso” ha detto il Ministro francese degli Esteri Bernard Kouchner, mentre Babacar Ba, un vecchio Ufficiale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, ha reso attenti in merito ad un “Insorgenza dell’Islamofobia” in Europa.
La BBC riporta ( BBC also reports ) in merito all’”Oltraggio morale” relativo al Divieto:
Il Vaticano lunedì ha emesso uan dichiarazione presso la Conferenza dei Vescovi svizzeri, che criticava il voto di inasprire “i problemi di coabitazione fra Religioni e Culture”.
Il Gran Muftì d’Egitto Ali Gomaa ha descritto il Divieto quale insulto ai sentimenti della Comunità islamica in Svizzera e altrove.
Il risultato a sorpresa di domenica ha pure provocato sgomento da parte di Leaders secolari in Europa ….
Amnesty International ha detto che il voto violava la Libertà di Religione e sarà probabilmente ribaltato dal Tribunale supremo svizzero o dalla Corte Europea per i Diritti Umani.
Così tante lacrime di coccodrillo! Al Papa è stato dato piede libero per costruire chiese cristiane e cattedrali nelle Nazioni islamiche? È il Gran Muftì d’Egitto preoccupato in merito alla distruzione dell’antica Comunità cristiana-copta nel suo Paese? I secolarismi sono protetti ed il Pensiero libero e l’Ateismo promossi in Dar al-Islam? Amnesty International ha niente da dire in merito alle popolazioni native che vengono definitivamente distrutte ovunque l’Islam prenda seriamente appiglio? Cosa dire in merito al trattamento dei non-islamici, delle donne, degli omosessuali, ed altri, nel mondo islamico? Qualche preoccupazione per caso?

ISLAMOFOBIA VERSO INFEDELOFOBIA

Naturalmente, la parola “Islamofobia” è gettata attorno come roba da nulla quale è. Perché non c’è niente come la “Buddhismofobia”? O la “Hindufobia”? Forse, perché i buddisti e gli induisti non vanno in giro per il Mondo cercando di usurpare le popolazioni native? Il grado di “Islamofobia” è commisurato al grado di Aggressione da parte degli islamici, punto.
La postilla è che quando il Reame saudita e il resto del mondo islamico smettono di essere infedelofobici, forse i non-islamici risponderanno allo stesso modo. Ma non prima di allora. Naturalmente, questo significherebbe ripulire il Corano dai numerosi passaggi di odio verso gli infedeli ( numerous infidel-hating passages ), così nessuno resta con il fiato sospeso.

DOVE SONO I LEADERS OCCIDENTALI?

Molti cittadini in Paesi non-islamici hanno chiesto, dove sono i nostri Leaders politici mentre i nostri Paesi vengono resi ad orde di immigranti che non si assimilano? Se l’Autrice Bat Ye’or ha Ragione in merito al deliberato Complotto di Eurabia, i Leaders politici non solo sono consapevoli del Pericolo, essi lo stanno introducendo di proposito. Essi si sono venduti al denaro del Petrolio saudita e hanno fatto Accordi simili a quelli fatti dai Leaders pagani di fronte ad un Assalto cristiano secoli fa, o i Leaders tribali africani che hanno venduto la loro propria gente nella Schiavitù. Nel Califfato islamico globale pianificato, i Leaders non-islamici saranno autorizzati a governare come marionette dhimmi – come sembrano esserlo già.
Per una varietà di Ragioni, inclusa la Sicurezza nazionale, il Mondo ha disperatamente bisogno di sganciarsi dal modello petrolifero e di smetterla di dare trilioni di Dollari americani ai sauditi e ad altre Nazioni islamiche produttrici di Petrolio, quali l’Iran. Può essere troppo tardi, comunque, poiché gli islamisti hanno impiantato i loro uncini in molte altre Imprese, e con il Sistema bancario della Shari’a che viene spinto avanti ovunque, loro continueranno a mietere da praticamente ogni Transazione.
Vi ricordate la Regola d’Oro: colui che possiede l’oro, governa. Così, perché non boicottare i prodotti dalle Nazioni islamiche, come esse stanno sempre facendo con coloro che rigettano l’Islamizzazione o che “insultano” l’Islam?

FONTI ED ULTERIORI LETTURE

Swiss ban on minarets draws widespread condemnation
Vatican and Muslims condemn Swiss minaret ban vote
Former Muslims United Applauds Swiss Referendum Victory banning Minarets, 'the Bayonets of Islam'
Islam is not a race
'Death to Islamophobes!'

Fonte: http://www.islam-watch.org/iw-new/index.php?option=com_content&...
RIPRESI DAI RELATIVI SITI

Referendum sui minareti: una boiata ipocrita. Ma l'Islam fa paura, a ragione, e la Chiesa, ma non il Papa, sbaglia tutto al riguardo (L'Occidentale del 2 dicembre)

Un referendum ipocrita: questo è stato il voto elvetico sui minareti e per questo, fossi cittadino svizzero, avrei sicuramente votato no. Un giochino delle tre carte, siccome non era possibile violare la libertà di culto –sacra anche in Svizzera- si è permesso un quesito referendario trasversale, privo di ogni senso (i minareti elvetici sono solo decorativi e non vengono usati dai muezzin), ma con una valenza politica esplosiva. E’ infatti evidente che il 57,5% dei voti contro i minareti sottende una enorme paura per le moschee e l’aggressività dell’Islam. Detto questo, è anche ora che la Chiesa Cattolica prenda atto che la sua posizione nei confronti dell’Islam è indifendibile. E’ incredibile che a tutt’oggi nessuno nella Chiesa, tranne il pontefice Benedetto XVI° -in questo assolutamente isolato- abbia aperto un discorso calmo e pacato con i tanti interlocutori musulmani che affollano i convegni sul dialogo interreligioso sul tema del proselitismo. Non sulla “reciprocità”, che è altra cosa, ma sulla libertà di pensiero. Perché in tutti i paesi islamici (Turchia esclusa) non è permesso ai cristiani e a chiunque altro) convincere un musulmano ad abbandonare la propria fede. Chi lo fa, viene condannato a morte in Arabia Saudita, Iran, Pakistan, Yemen e Sudan, e a dure pene detentive anche in paesi laici come l’Algeria (due anni di galera) e la Siria. Considerazioni di opportunità politica –la difesa delle comunità cristiane nel mondo islamico- hanno consigliato alla Chesa postconciliare questa scelta che però si è rivelata fallimentare, oltre che opaca. Nonostante nessuna voce –tranne quelle di Asia News e di molti vescovi asiatici- si sia levata a denunciare questo oltraggio alla libertà di coscienza, i cristiani continuano a essere perseguitati non solo in Iraq, ma anche in Pakistan, Suda e Palestina (da Gaza e dalla Cisgiordania stanno ormai scomparendo).
Se persino la Chiesa –naturalmente senza nessuna aggressività e in pieno spirito di pace- si rifiuta di affrontare i due nodi che segnano il legame tra religione e violenza nell’Islam –la sottomissione della donna e la libertà di proselitismo, quindi libertà di pensiero- è chiaro che poi si hanno reazioni scomposte come quelle del referendum svizzero.
Gli elettori non sono scemi, in Svizzera e in Europa, quotidianamente verificano un carico di violenza, di sopraffazione di arrogante presunzione di sé, legato alla predicazione islamica normale, “moderata”. E’ questo lo sfondo vero, la molla che agita le paure. Poi c’è Tariq Ramadan che giustifica l’assassinio di bambini ebrei in Israele. Poi c’è il terrorismo islamico. Poi c’è uno Stato islamico, l’Iran, che minaccia di eliminare Israele dalle carte geografiche e nega la Shoà.
Si sente, si palpa nell’aria un Islam violento e aggressivo, che non tollera le vignette satiriche, che vuole imporre la sua legge shariatica anche in Europa, anche alle donne europee che, secondo l’Ucoii, per ottenere il divorzio, da schiave quali sono considerate, devono “offrire una compensazione materiale al marito” (sic!).
La tolleranza, il lassismo, addirittura la complicità dei tanti teologi cattolici che fanno finta che il Corano sia solo un libro di pace e nascondono volutamente che è anche un libro di guerra; che non spiegano a tutti che è l’unico libro profetico che insulta cristiani ed ebrei a più riprese e che incita apertamente a umiliarli e sottometterli, creano il feedback che abbiamo registrato in Svizzera. Favoriscono paure indistinte, spingono per scelte violente e radicali.
Si inizi a fare chiarezza sull’Islam di oggi, quello vero, quello che si predica nelle nostre moschee, si spieghi la portata eversiva dei due scismi che oggi lo caratterizzano (quello wahabita, che finanzia tre quarti delle moschee del mondo, e quello khomeinista), si chieda conto ai musulmani moderati del loro silenzio nei confronti degli estremisti (orrendo il loro silenzio nei confronti dei giovani dell’Onda Verde iraniana); si parli con chiarezza dell’oltraggio alla libertà di proselitismo nei paesi islamici, si chieda all’Algeria e al Pakistan di abolire le loro recenti e orrende blasphemy law.
Se lo si farà, si incanalerà la paura dell’Islam in un alveo di confronto serio e pacifico.
Oggi una parte dell’Islam vuole una nuova Lepanto e lavora per la rivincita. Per evitarla bisogna avere chiara questa evenienza.

Fonte: http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=809

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04/12/2009 08:39

ISLAM - EUROPA
P. Samir: Il rifiuto dei minareti, occasione per ripensare l’Islam e l'Europa
di Samir Khalil Samir

I sondaggi in Europa mostrano che il referendum elvetico avrebbe vinto anche in Francia, Olanda, Belgio, Italia, Spagna, Germania, Austria. Il no ai minareti è il no alle crescenti (e mai sazie) richieste islamiste. La popolazione europea pensa in modo diverso dai suoi leader e vuole riaffermare la sua identità. Il no ai minareti è un invito al vero dialogo.

Parigi (AsiaNews) - Il risultato del referendum degli svizzeri ha suscitato un’ondata di inchieste e domande su internet e sulla stampa, con reazioni talvolta molto violente, talvolta più favorevoli.

In genere i politici hanno reagito in modo negativo, criticando questo voto. Invece la gente in Europa è stata molto favorevole all’esito.

Alcuni siti e giornali europei hanno votato così:

I sondaggi in Europa
In Francia, il giornale Le Monde ha fatto un’inchiesta: “Organizzare un referendum come quello della Svizzera è un segno di democrazia o di irresponsabilità? Il 61,5% ha detto che è democrazia; 33,2% ha detto che è irresponsabilità; il 5,3% senza opinione.

L’Express ha fatto un’altra domanda: Se si facesse lo stesso referendum in Francia che cosa rispondeste? L’86% risponde sì, è contro i minareti; 11% no; 2% non risponde

Le Figaro, che è di destra: 77% sì al divieto; 23% no.

BFM, una tivu, ha avuto questi risultati: 75% di sì; 25% di no.

Radio Montecarlo 83% sì; 17% no;

Euronews, piuttosto di sinistra, 70% sì; 29% no; 1% non sa.

Le Soir in Belgio 63,2% si; 34% no; 2,8 senza parere.

In Spagna “Venti minutos” dà 94% di sì; 6% di no. El Mundo 79% sì; 21% no (con 25 mila intervenuti)

In Germania, Die Welt online: 87% sì; 12% no; 2% non so.

In Austria, Die Presse : 54% sì; 46% no. È la più bassa di tutte le inchieste.

In Italia ho visto solo “Leggo” che dà 84,4% sì; 13,6 no; 2% non so. Nando Pagnoncelli, direttore dell’IPSOS, afferma però che “in generale il tema dell'Islam e dell'immigrazione suscita preoccupazione e in alcuni casi anche allarme sociale, in quanto c'è una percezione di fanatismo”. Se ci fosse un referendum simile a quello svizzero, le voci favorevoli sarebbero largamente vincenti.

In Olanda Elzevier ha dato 86% sì; 16% no.

Questo dà un’immagine – forse non perfetta ma interessante: in tutta l’Europa c’è una reazione di paura di fronte a un pericolo che proviene dall’islam. E c’è anche un atto di coraggio per osare dire “basta” malgrado la propaganda dei politici e le minacce di ritaglio che lasciavano intravedere. Nel suo commento al voto, il Dr. Issam Mujahid, portavoce della comunità musulmana di Brescia, dice: “E’ un voto di paura”, ma aggiungeva “e tutti noi siamo responsabili”.

Alcune riflessioni su questi dati
Questo referendum può diventare un’occasione positiva per riflettere insieme. “Perché ora, dice Issam Mujahid, c’è la necessità e la possibilità di assumerci le nostre responsabilità per lavorare a favore del dialogo tra le civiltà e bocciare la tesi dello scontro”.

1. La gente in Europa non rigetta il minareto per difendere la cristianità. Non è un problema religioso: è un problema culturale e di visibilità.

2. La gente sente che se dice sì al minareto, domani si diffonderà anche l’appello alla preghiera, poi i microfoni; poi ci saranno le richieste per avere la carne halal negli ospedali o nelle mense scolastiche, poi verranno le interruzioni al lavoro per fare le cinque preghiere prescritte (come hanno cercato di fare con me all’università di Birmingham nel 1991 quando ci insegnavo) … Ogni tanto i musulmani fanno qua e là nuove richieste, che crescono sempre di più in luoghi e Paesi, portando nuove richieste. E una volta ottenuto una licenza non si ritorna mai indietro. Non si è mai visto che i gruppi musulmani si siano fermati a un certo punto. E questo fa riflettere gli europei.

3. Se guardiamo la situazione degli immigrati, solo un po’ più di un terzo provengono da regioni musulmane. Due terzi da altre zone (Asia, Europa orientale; Africa, America latina). Eppure quel terzo fa sempre parlare di sé, perché fa di continuo richieste di tipo religioso-culturale: I vietnamiti, i cinesi, gli indiani, gli africani non islamici, i latinos non hanno queste rivendicazioni culturali e di visibilità.

Qual è dunque il problema?

4. L’Europa sta scoprendo, con la presenza di altre culture che anche se stessa ha una propria cultura. La reazione italiana contro la decisione di Strasburgo di abolire il crocifisso nei luoghi pubblici, sottolinea la difesa di un elemento della cultura (oltre che della religione di molti). Questa riscoperta della cultura è essenziale per il dialogo.

I musulmani arrivano con un sentimento forte di identità culturale religiosa perché nel mondo islamico questi due campi non sono divisi. Gli europei invece, che sono però la maggioranza, faticano a dire qual’è la loro identità. Ora, non c’è vero dialogo se un partner ha un identità forte e l’altro debole, e neppure se i due partner sono deboli. Il dialogo è più duro quando ambedue hanno una forte identità, ma è più ricco e valido!

5. D’altra parte, come dice Issam Mujahid, “in Europa manca la cultura della società civile musulmana organizzata. In Europa, l’islam è rappresentato solo dalle moschee. E questo è sbagliato”. I musulmani integrati in Europa non aiutano la comunità islamica immigrata in tempi più recenti ad integrare i valori della cultura europea. Da parte loro, gli imam spesso non sono in grado di trasmettere questi valori, perché loro stessi non li hanno percepiti.

6. Il senso del voto svizzero potrebbe essere riassunto cosi’: “Noi non vogliamo più proteggere la diversità culturale e garantire la libertà religiosa sottomettendoci all’intolleranza degli islamisti ... che a loro volta non tollerano la diversità culturale e la libertà religiosa”.

Stabilire un vero dialogo inter-culturale
Da parte dei musulmani questa è un’occasione per dire cosa è davvero importante nella loro fede e nella loro cultura e cosa manca qui in Europa. Sicuramente, il musulmano non può riproporre tutto quello che aveva in patria, perché vive in un’altra nazione che ha le sue leggi, norme, usanze, ecc. Facendo così, si vedrà se è possibile stabilire qualche direttiva a livello nazionale, o privato o da soli.

Da parte europea è tempo di domandarsi cosa ci definisce e ci costituisce davvero.

L’Islam deve rinnovarsi, cercando di distinguere fra l’essenziale e l’occasionale; e l’occidente deve anch’esso approfondire e vedere cosa è essenziale nella propria identità.

Prendiamo ad esempio il velo
E’ un precetto, ma non vuol dire che sia essenziale. Molti grandi autori musulmani hanno scritto su questo. Gamal al-Banna, il fratello minore di Hassan al-Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani, ha scritto un libro e diversi articoli per dire che il velo non è un obbligo. É un consiglio dato anzitutto alle mogli di Maometto; poi non si capisce se è detto per tutte le donne. In ogni modo, non si capisce se questo è detto solo per una determinata situazione o per sempre.

Lo sforzo dell’esegesi e dell’ermeneutica sta proprio nel discernere se qualcosa è fondamentale o se è qualcosa di particolare, valida solo per quella volta.

Molti musulmani cercano di fare questa esegesi, ma i problemi sono tanti: non vi è una dottrina costituita; manca un magistero, un’autorità che decida e dirima le questioni controverse…

Per questo nel mondo islamico, fino a 50 anni fa, il velo era quasi scomparso da Paesi come l’Egitto, la Siria, il Libano, ecc. e nessun imam ha mai gridato allo scandalo. Da 30 anni è ricominciato a venir fuori ancora ed oggi è divenuto quasi un obbligo.

I musulmani, nel corso della storia fanno questa distinzione tra ciò che è fondamentale, e ciò che è secondario. Anche sulla preghiera: pochi musulmani fanno davvero, 5 volte al giorno, le preghiere. Sempre di più vediamo che la comunità musulmana rigetta la religione imposta e rispetta chi, credente, non vuol praticare. La libertà religiosa è il fondamento di tutte le libertà, e se i musulmani la richiamano per loro, a giusto titolo, in Europa, è ovvio che devono lottare per darla ai non musulmani nei paesi musulmani.

Fonte: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=17038&size=A

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La Svizzera proibisce i minareti: una possibile svolta
di Daniel Pipes
30 novembre 2009

Pezzo in lingua originale inglese: The Swiss Ban on Minarets: A Possible Turning Point

Nella principale stazione ferroviaria di Zurigo erano innumerevoli i manifesti referendari a favore del "no" ai minareti. Credit: Arnd Wiegmann

Da un certo punto di vista, il referendum indetto per bandire i minareti in Svizzera è una banalità. L'emendamento costituzionale non vieta le moschee, non demolisce i quattro minareti esistenti nel Paese, né tocca la pratica dell'Islam in Svizzera o incide sulle innumerevoli questioni riguardanti i musulmani svizzeri. Con ogni probabilità, l'establishment politico di Berna, che aborrisce l'emendamento, riuscirà in qualche modo a ribaltarlo.

Ma da un altro punto di vista, il 57,5 per cento dei "sì" contro il 42,5 per cento dei "no" rappresenta una possibile svolta per l'Islam europeo, una svolta equiparabile all'affare Rushdie del 1989. Il fatto che una larga maggioranza di quegli svizzeri che domenica si sono recati alle urne abbia esplicitamente espresso i propri sentimenti anti-islamici legittima in fieri simili sentimenti in Europa e fa da battistrada ad altri che ne vogliano seguire l'esempio. Il fatto che sia stata la Svizzera, solitamente tranquilla, di basso profilo, che non fa notizia, politicamente noiosa e neutrale, a manifestare di colpo e a gran voce i propri timori sull'Islam non fa che accrescere l'impatto di questo esito referendario.

Fonte: http://it.danielpipes.org/blog/2009/11/svizzera-proibisce-minareti
Il Divieto svizzero ai minareti è stato un voto per la Tolleranza e l’Inclusione
Sabato 5 dicembre 2009 - Ayaan Hirsi Ali
[ http://www.csmonitor.com/2009/1205/p09s01-coop.html ]

La recente Iniziativa svizzera che vieta la costruzione di minareti ha causato controversia attorno al Mondo. Ci sono due modi per interpretare il voto. Primo, quale rigetto dell’Islam politico, non un rigetto degli islamici. In questo senso è stato un voto per la Tolleranza e l’Inclusione, che l’Islam politico rigetta. Secondo, il voto è stata una rivelazione del grande fossato fra come la gente svizzera e l’elite svizzera giudicano l’Islam politico.
Atteggiamenti apologeti verso l’Islam radicale lo rendono solamente peggiore
Venerdì 4 dicembre - Tawfik Hamid

Ignorare un problema o cercare di trovare una giustificazione per il problema invece di affrontarlo può solo rendere le cose peggiori. Per esempio, il risultato sarebbe disastroso se qualcuno ignorasse l’inizio di un fuoco in casa sua, o un dottore ignorasse i segni iniziali di cancro nel corpo.
Schiaccianti prove supportano il punto di vista per cui una forma radicale e letale di Islam stia crescendo nel mondo islamico dalla fine degli anni Settanta. La Rivoluzione islamica iraniana, l’applicazione delle regole della Shari’a inumana in diverse parti del mondo islamico, la minaccia in crescita del Terrorismo islamico sono fatti concreti che indicano una minaccia maggiore crescnete per la Sicurezza e l’Armonia del Mondo.
Mancare di riconoscere e affrontare questa minaccia (o Islamismo) e le sue prime fasi è risultato in diverse conseguenze devastanti, quali l’11 settembre e le tante altre atrocità che gli islamici radicali hanno perpetrato tutt’attorno al Mondo.
Alcuni apologeti hanno pensato che ignorare la componente ideologia del problema del Radicalismo islamico avrebbe acquietato il mondo islamici e avrebbe prevenuto un possibile scontro fra Civiltà. Comunque, adottando un simile atteggiamento privo di difese, gli apologeti hanno in effetti reso le cose peggiori e incrementato la possibilità di una simile Collisione culturale.
L’impatto dell’ignorare il ruolo dell’Ideologia che crea il Radicalismo islamico è risultato nei tre seguenti risultati:

• l’atteggiamento apologeta verso l’Islam radicale ha impedito gli sforzi di Riforma in seno al mondo islamico. Ignorare il ruolo dell’Ideologia giocato nella creazione del problema ha reso la Riforma in seno all’Islam semplicemente non necessaria. Il mondo islamico non considererà di cambiare le interpretazioni violente del Testo religioso, finché gli apologeti occidentali insistono che l’Ideologia non ha giocato alcun ruolo nel creare il problema.
In altre parole, ignorare la Verità non fornisce alcun incentivo per gli islamici per fare un cambiamento nelle interpretazioni tradizionali della loro Religione. Le critiche delle interpretazioni violente dell’Islam sono necessarie per incoraggiare il mondo islamico a fare un cambiamento in simili interpretazioni ed adottare una comprensione più moderata della Religione.

• L’atteggiamento apologeta verso il Radicalismo islamico incoraggia i jihadisti e i terroristi ad attaccare di più perché essi riconoscono che, qualsiasi cosa essi fanno, gli apologeti occidentali troveranno una giustificazione. Lo stesso si applica a coloro che praticano la Lapidazione delle donne quale parte della Shari’a e agli apologeti occidentali che dichiarano che la Shari’a sia compatibile con i Diritti umani!
Per metterla più chiaramente: perché uno dovrebbe cambiare il suo comportamento violento se chiunque gli dice che è “pacifico”?

• Gli atteggiamenti apologeti verso l’Islam radicale hanno reso molti Politici in Occidente incapaci di prendere decisioni appropriate nell’avere a che fare con esso. Postulare ragioni non-ideologiche per il problema e ignorare i fattori ovviamente ideologici, hanno mandato fuori strada molti Leaders, e hanno condotto i loro sforzi verso la Causa (o le Cause) sbagliata del problema.
L’integrazione fra i risultati summenzionati relativi agli atteggiamenti apologeti, e l’Islam radicale, ha fornito più benzina al fuoco del Radicalismo islamico ed effettivamente ha reso le cose peggiori. Se gli apologeti dell’Islam radicale fossero onesti a sufficienza per ammettere il ruolo dell’Ideologia, passi e misure appropriate per prevenire atrocità violente potrebbero essere stati intrapresi da anni.
Ignorare la vera Causa del problema ha soltanto reso le cose peggiori.
Il crescente numero di persone che hanno una percezione negativa dell’Islam e il recente voto in Svizzera per vietare i minareti è una chiara prova del fallimento degli atteggiamenti apologeti, al fine di migliorare l’immagine dell’Islam.
Affrontare il problema dell’Islam radicale in un modo onesto e scientifico e avere a che fare con esso con Saggezza è stato, e resta ancora, il miglior modo di procedere.

Il Dr. Tawfik Hamid è l’autore di "Inside Jihad." È stato ex-associato del Dr. Alzawahiri (secondo Comandante di Alqaida) e attualmente è un riformatore dell’Islam. Per più informazioni visitare www.tawfikhamid.com . Gli scritti di Hamid su questo blog rappresentano soltanto i suoi pensieri e non i punti di vista dell’Istituto per cui lavora.
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Fonte: http://www.newsmax.com/tawfik_hamid/radical_islam_terrorism/2009/12...
Ma la Religione non ha niente a che fare con loro: i Minareti sono simboli politici
Il Giornale, 3 dicembre 2009 – Fiamma Nierenstein
[ http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&Id=2280 ]

Parte a)

Per quanto concerne la decisione della Svizzera di vietare i Minareti, vorrei dapprima dire che, nei miei anni quale Corrispondente da Gerusalemme, ho dovuto sopportarela chiamata del muezzin dalla moschea vicina ogni notte alle 4:00, molto prima del canto del gallo. E da non molto lontano da lui giungevano voci simili. Comunque, non ho mai pensato che il muezzin dovesse essere silente. Nel suo villaggio egli non canta per essere sentito pure da me, ma per chiamare i suoi seguaci a pregare. Questa è Libertà religiosa e Gerusalemme la dà a tutti. Pensare che, laggiù, stesse cercando di veicolare un Messaggio politico, oltre ad uno religioso, significherebbe andare ben oltre ciò che è legittimo per una persona che è democratica, liberale e rispettosa della Cultura e della Religione altrui.

In effetti, a parte alcuni casi patologici, l’Islamofobia è un’invenzione delle Nazioni Unite. Infatti, nel 2004, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan l’ha ufficialmente definita come la causa di frustrazione per molti Islamici, senza menzionare la Jihad rampante e altri enormi problemi. Infatti, nella maggior parte dei Paesi d’origine e altrove, l’Islam ufficiale non ha accettato la Dichiarazione universale dei Diritti umani. Ma ha risposto con altre iniziative quali la Dichiarazione del Cairo, che dichiara “chiunque ha il Diritto di supportare cosa è giusto e mettere in guardia da ciò che è sbagliato e dal Male, in linea con la Shari’a islamica”.

La Ragione ultima che ha condotto gli svizzeri a dire no a nuovi Minareti, non è poco Rispetto per la Libertà di Religione. Non è nemmeno la perdita l’Identità che ci sta guidando – erroneamente – a chiedere la croce sulla nostra bandiera. Non ha niente a che fare con ciò. Ci sono molte semplici Ragioni che hanno a che fare con la Diffidenza che ci impediscono di desiderare l’espansione dell’Islam. Non dovremmo nemmeno immaginare che questa scelta inviti gli Islamici ad abbracciare l’Estremismo. Ci sono infatti altre Ragioni dietro il Jihadismo – che è nutrito solo da sé stesso e dalla sua irreversibile decisione di convertire il Mondo. Gli svizzeri guardano la TV e sono preoccupati: la Shari’a conduce a Sentenze di morte, all’Impiccagione degli omosessuali, alla Lapidazione a morte della gente. In generale, i Paesi islamici sono governati da Dittature, i Dissidenti soffrono, essi muoiono, i Cristiani vengono perseguitati, per non parlare degli Ebrei. I gruppi e i Paesi che invocano la loro Fede più ad alta voce sono pure i più evidenti: certamente, sia l’Iran di Ahmadinejad che Hezbollah, o Hamas, o Alqaida, rappresentano modelli negativi e terroristi.

Parte b)

Naturalmente, l’Islam non è così. Ma lasciateci esaminare profondamente i Problemi senza essere accusati d’islamofobia; abbiamo un Problema, o lo risolviamo guardando negli l’occhi l’Immigrazione islamica, o presto questa Preoccupazione diverrà Rigetto. E l’idea che il vero Islam sia altrove, rispetto alla Jihad, non è in grado di placare queste Paure in seno all’Opinione pubblica; ci sono poche e rare istanze in cui le coraggiose voci islamiche parlano per garantire il Rispetto della Democrazia, della Sessualità, degli Individui convertiti, dei Dissidenti. È la Negazione politicamente corretta che rende prospera la Jihad: in Svizzera, dopo l’arresto di otto persone che hanno presumibilmente collaborato in alcuni Attacchi suicidi in Arabia Saudita, la Reazione del capo del gruppo islamico locale è stata che “il Problema non è la crescita del Fondamentalismo islamico, ma l’intensificazione dell’Islamofobia”. Negli Stati Uniti, lo stesso è accaduto dopo l’incidente di Fort Hood.

È vietato ridere per alcune Vignette che parlano dell’Islam. È vietato avere a che fare con l’orribile Oppressione delle donne, è disgraziato fare notere che c’è un’evidente Identificazione fra l’Islam e i Regimi totalitari. È orribile sollevare la questione dei Delitti d’onore, della Poligamia, e della Sfigurazione delle donne con l’Acido che ci riporta indietro nel Tempo (sì, molti di questi episodi risultano da Abitudini tribali e non religiose, ma prego lasciateci guardare alla Distribuzione geografica e sociologica di questi episodi) e specialmente è generalizzante parlare della Jihad …. E poi, dal momento che qualsiasi cosa concreta viene dimenticata, la Reazione è contro i Simboli dell’Islam.
Ci sono milioni di milioni di moschee senza Minareti nei Paesi islamici. Ma se essi vengono costruiti vicino a chiese, essi sono più alti, più orgogliosi e più potenti. La costruzione di un luogo di Culto islamico ha una serie di espliciti significati secolari che reiterano sempre la sacra Competizione dell’Islam per la Conquista del Mondo. Molte moschee sono state costruite su antichi Templi ebraici e cristiani.

Una Rivolta contro il politicamente corretto e l’Islam può avvenire ovunque e l’Avvìo non sarà l’Intolleranza religiosa: essa non appartiene a noi o alla Svizzera o all’Europa.
Minareti sono simboli di Bigotteria
Sami Alrabaa, FaithFreedom.org, 7 dicembre 2009
[ http://faithfreedom.org/islam/minarets-are-symbols-bigotry ]

La costruzione di Minareti è un’esibizione del Potere politico capeggiato dagli Islamisti. Queste “torri” sono semplicemente Simboli aggressivi di Fanatici che sfidano il Potere.

Di Dr. Sami Alrabaa, FaithFeedom.org, 4 dicembre 2009

Parte 1)


In un’Iniziativa nazionale domenica passata (29 novembre 2009), il popolo svizzero ha votato in favore di un Divieto di costruzione dei Minareti in tutta la Svizzera. Una Maggioranza di più del 57% ha approvato il Divieto. Ventidue dei ventisei Cantoni del Paese, hanno votato in favore del Divieto.
Il voto è stato descritto come una “catastrofe” dagli Apologeti dell’Islam e da quelli che supportano l’Islamismo. Alcuni Commentatori mediatici e politici capitanati dal Partito dei Verdi hanno condannato il Divieto come voto “di Destra” ed hanno supposto che va contro la Libertà di Religione.
La Verità sulla questione è che gli svizzeri di tutto lo Spettro politico hanno votato in favore del Divieto, non solo quelli di Destra. È pure vero che gli svizzeri ed il resto del Mondo non sono contro gli Islamici che praticano la loro propria Religione in Pace come tutti i seguaci di altre Religioni.
È pure vero che diversamente dall’Arabia Saudita, il Pakistan, la Turchia, per esempio, la Svizzera e il resto del Mondo permettono agli Islamici di costruire le loro proprie moschee. Per esempio, ci sono più di 2'700 moschee per 3,5 milioni di Islamici in tutta la Germania.
È pure vero che enormi moschee sontuose finanziate dai Petrodollari vengono costruite per dimostrare che l’Islam è onnipresente ovunque e che l’Islam – la migliore Religione in Terra! – sta venendo sempre più accettata e praticata in tutto il Mondo.
Inoltre, la maggior parte degli Stati arabi e islamici favoriscono l’Islam perché è uno Strumento repressivo di Governo. L’Islam è contro la Democrazia, contro la Formazione di Partiti politici, e supporta Governanti tradizionali.
Se, comunque, la gente attorno al Globo, specialmente in Occidente, legge il Corano e gli Ahadith e realizza come questa Religione inciti all’Odio e alla Violenza contro i Non-islamici, e alla Discriminazione contro le Donne, essi la classificherebbero come Ideologia estremista, come politicamente scorretta, e chiederebbero il Divieto di essa, come fanno con tutte le Organizzazioni estremiste. Controllate [i miei articoli] “Is Islam a Violent Faith?” (È l’Islam una Fede violenta?) e “Women in Hadith” (Le Donne negli Ahadith).
Ciononostante, la Comunità mondiale, inclusa la Svizzera accetta l’Islam come “Religione” e permette ai suoi seguaci di praticarla sotto il Principio della Libertà di Religione.
Se il Mondo conoscesse come i miei Compagni arabi e islamici pensano ed agiscono, essi (il Mondo) comprenderebbero meglio la Politica arabe e l’Islam, ed agirebbero di conseguenza.
Per esempio, è permesso/legale nell’Islam di truffare i Non-islamici. Numerosi Leaders sauditi ed egiziani hanno emesso delle Fatwa in supporto di questa Regola e Pratica. Il settimanale germanico, Der Spiegel (del 26 ottobre 2009), ha riportato che molti ricchi Islamici ricevono costosi Trattamenti medici in Germania e se ne vanno senza pagare.
Tristemente, sia la Maggioranza degli Islamici che la Maggioranza degli Occidentali, non hanno approfonditamente ed accuratamente letto il Corano e gli Ahadith, e quindi sono inconsapevoli di tutti questi numerosi atroci Passaggi che incitano all’Odio, alla Discriminazione, e alla Violenza, che conducono molti Bombaroli-suicidi e Auto-bombaroli ad uccidere loro stessi e ad assassinare gente innocente.
L’Occidente vede solo la facciata e non quello che c’è dietro ad essa. Persino il Presidente Obama chiama l’Islam una “Religione tollerante” e l’Università di Alazhar, che nutre Bigotti, una “torcia d’Illuminazione”.
Ho recentemente fatto un giro nel Medio Oriente. Ho pensato che i miei compagni arabi e islamici fossero cambiati, almeno un po’, diventando più positivi, ma ho trovato che avevo torto. Essi continuano a parlare di Pietà e a praticare il Male. Essi pregano cinque volte al giorno. Dopodiché, essi mentono e truffano. Essi pure credono che Allah perdoni i loro Peccati perché essi sono Islamici, “gli unici Credenti in Terra”. In una parola, la Religione/l’Islam è una Maschera!
I Media ed il Discorso politico non sono cambiati da anni nel Mondo islamico. Mentre i Media ed i Politici biasimano l’Occidente per la Miseria nelle loro società, essi riportano Sporcizia e Corruzione ovunque nel mondo arabo/islamico. La gente a tutti i livelli mente e distorce i Fatti. Invece di intraprendere un’Azione, indipendentemente da quanto piccola sia, essi si siedono sulla sporca Pigrizia e si lamentano della loro “mala Sorte”.

Parte 2)

Invece di chiedere urgentemente alla gente di lavorare e invece di chiedere urgentemente agli Sceicchi con i Petrodollari di investire in Programmi di Sviluppo, i Cappellani e i Commentatori politici intrattengono i loro auditorio con favole architettate su come “giusti” ed “umani” siano stati gli islamici di un Tempo.
È una Pratica comune a livello internazionale per cui prima che nuovi membri raggiungano un’Organizzazione o una Comunità, i come la Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) o l’Unione Europea, per esempio, essi abbiano da adempiere ad alcune Condizioni. Lo stesso, io credo, dovrebbe applicarsi agli Stati islamici.
Prima che l’Occidente accetti l’Islam come Religione esso deve chiedere che gli Stati islamici riformino l’Islam; accettino/applichino i Diritti umani universali e la Libertà di Religione nelle loro Società.
L’Islam (Corano+Ahadith=Shari’a) ancora nel XXI secolo chiede con urgenza agli uomini di chiudere in casa le loro Donne fino alla morte se esse non sono obbedienti. Il Corano incita gli Islamici ad uccidere gli infedeli (Cristiani+Ebrei). Una “Religione” che predica simili cose atroci e molte altre è assolutamente non candidata alla Libertà di Religione.
Molto pochi coraggiosi Scrittori arabi/islamici hanno ben accolto il Divieto svizzero di costruire i Minareti. L’Articolista kuwaitiano, Mohammed Alsaleh scrive nel Quotidiano Alqabas, che gli Islamici non hanno bisogno di Minareti alti come grattacieli per pregare. Essi possono pregare ovunque se sono veramente onesti e pii. Nidhal Na’eesa, scrivendo per un Blog arabo, Modern Discussion, si chiede cosa vogliono gli Islamici in Svizzera? Essi vogliono avere una Società islamici come quella da cui sono fuggiti, Società che non rispettano la Libertà religiosa, Società che discriminano contro i Non-islamici e le Donne? Na’eesa si chiede pure cosa abbiano realizzato tutti quegli innumerevoli Minareti nel Mondo islamico. Essi gettano solo la loro ombra sulla Miseria e sull’Arretratezza. Egli chiede urgentemente a coloro che chiedono i Minareti in Occidente di investire piuttosto il Denaro in Progetti di Sviluppo nel Mondo islamico. Egli suggerisce che invece dei Minareti nel Mondo islamico abbiamo bisogno di Ciminiere di fabbrica.
La costruzione di Minareti è un’esibizione di Potere politico capitanato dagli Islamisti. Queste “torri” sono semplicemente Simboli aggressivi di Fanatici che sfidano il Potere.
A parte ciò, dove sono stati tutti questi Apologeti che sparano alla Decisione svizzera, quando la Svizzera ha dato riparo a tutti quegli Evasori fiscali, Dittatori islamici e ai loro Petrodollari? Dove sono tutti questi Avvocati della Libertà di Religione di fonte alla Persecuzione religiosa dei Non-islamici nelle Società islamiche? Perché essi non protestano contro la Mancanza di Libertà religiosa e la Mancanza di Libertà di Parola negli Stati islamici? Perché essi non si esprimono contro l’Odio, la Discriminazione, la Violenza nell’Islam, in Teoria e in Pratica?
Cinquemila Cristiani irakeni hanno recentemente trovato Rifugio in Germania. Essi sono stati perseguitato nel loro Paese da Compagni cittadini islamici. Né i Politici germanici né i Media si sono permessi di criticare questo Atto barbarico. Ma quando una Donna islamica velata viene uccisa, i Politici e i Media protestano ad alta voce e lo descrivono come Crimine motivato dall’Ocio e dalla Discriminazione contro l’Islam e gli Islamici.
Gli Islamisti possono riposare tranquilli che la loro Lotta per la Vincita religiosa e politica è supportata dagli Apologeti occidentali, una Minoranza chiassosa. Ma quando si giunge all’Iniziativa, la Maggioranza nel Mondo occidentale ha pure rigettato l’Islam quale “Religione” dell’Età della pietra. Sono abbastanza sicuro che se l’Iniziativa svizzera si fosse tenuta in altri Paesi europei, la Maggioranza pure avrebbe votata in favore del Divieto di costruzione di Minareti. Il Pubblico europeo è meglio informato dei loro auto-nominatisi Difensori dell’Islam.
Sono sceso in strada per intervistare, assieme ad alcuni dei miei Ex-studenti, più di 500 Persone germaniche, Giovani e Anziani. Abbiamo chiesto loro se esse supportassero o rigettassero la costruzione di Minareti. Più del 70% degli intervistati erano in favore del Divieto.
Se i Tedeschi, gli Svizzeri, ed altri Europei hanno imparato in merito a tutte quelle fiere Predicazioni tenute in Turco, Arabo, nelle moschee, contro i Cristiani, gli Ebrei, e la Costituzione, in nome dell’Islam, essi supporterebbero assolutamente ogni Divieto di costruzione di moschee e Minareti, in grande Maggioranza. Odio, Discriminazione, e Violenza non hanno niente a che vedere con la Libertà religiosa.
Predicare Odio e Violenza deve essere vietato e i loro Perpetratori devono essere puniti. In aggiunta, il Mondo libero civilizzato deve chiedere agli Islamici e ai loro Istituzioni e Stati religiosi: lasciate cadere tutti quei Passaggi atroci dei vostri Corano e Ahadith se volete essere parte del Mondo civilizzato.
Gli Oppositori al Divieto svizzero minacciano di andare alla Corte Europea di Giustizia. Questo Tribunale potrebbe decidere il loro favore. Ma la Realtà sul suolo rimane la stessa. La gente è spaventata dall’Islam in Teoria e in Pratica. Sia le Scritture islamiche che gli Imam predicano, giorno dopo giorno, Odio, Discriminazione e Violenza.
La costruzione di Minareti ha niente a che fare con la Libertà di Religione. Sono un Simbolo di Bigotteria.
___________________________________________________________________
Il Dr.. Sami Alrabaa, un Ex-islamico, è Professore di Sociologia ed uno Specialista di Cultura arabo-islamica. Ha insegnato all’Università del Kuwait, all’Università King Saud, e all’Università di Michigan State. Scrive pure per il Jerusalem Post.
Minareti: le “baionette dell’Islam”?
M.A. Khan
[ http://www.islam-watch.org/iw-new/index.php?option=com_content&... ]

Il Primo Ministro islamista turco Erdogan ha recitato nel 1998 che “I minareti sono le nostre baionette”, e i votanti svizzeri hanno vietato i minareti in Svizzera in un’Iniziativa del 29 novembre 2009, dichiarando che essi sono il simbolo della Dominazione dell’Islam politico. Sia Erdogan che i votanti svizzeri hanno ragione. In più, i minareti non sono islamici, invece anti-islamici, e copiati dalla Cristianità ….


(Foto) I votanti svizzeri hanno vietato i minareti

PARTE A

In un Raduno pubblico nel 1998, Recep Tayyip Erdogan, Leader del Partito islamista governante e attuale Primo Ministro della Turchia, ha recitato ( recited ): "Le moschee sono le nostre roccaforti, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati …”.
Queste parole gli sono costate un’Accusa e una Detenzione minore per Incitazione all’Odio religioso.
Presa dalla recitazione di Erdogan o no, la frase “minareti nostre baionette” sembra aver allarmato gli svizzeri a causa della sua crescente popolazione islamica. In un’Iniziativa di domenica 29 novembre 2009, circa il 58% dei votanti svizzeri hanno supportato un divieto dei minareti sui tetti delle moschee in Svizzera, sulla base che essi sono simboli della Dominazione politica dell’Islam, che minaccia la natura secolare della società svizzera, poiché non c’è separazione fra Religione e Politica nell’Islam.
Il supporto all’Iniziativa – iniziato da Partiti di Destra, ma condannata dal Governo, dai Partiti politici maggiori, dai Media, dagli Intellettuali, persino fuori dalla Svizzera – ha sorpreso gli osservatori, inclusi gli iniziativisti, perché i Sondaggi d’opinione, giorni prima, mostravano che solo il 34% dei votanti avrebbe supportato l’Iniziativa.
Piuttosto comprensibilmente, il passaggio dell’Iniziativa ha causato boato globale e fiotti di condanne. C’è stata la Minaccia di boicottaggio dei prodotti svizzeri da parte dei Paesi islamici, fino alla convocazione del Governo svizzero davanti alla Commissione Europea e alle Nazioni Unite, perché la legislazione sul Divieto equivarrebbe alla negazione della Libertà di Religione agli islamici.
Coloro che hanno supportato la mossa sono stati svelti a rassicurare gli islamici in merito alla loro Libertà di Religione in Svizzera. Ha detto un attivista dietro la mossa: “… questo non cambierà in alcun modo il loro (degli islamici) Diritto a praticare la loro Religione, a pregare o riunirsi (nelle moschee) …. Comunque la società vuole di mettere una salvaguardia in riferimento all’area politico-legale dell’Islam, per cui non c’è alcuna separazione fra Stato e Religione”.
Mentre molto è stato detto in merito all’Iniziativa, questo articolo si focalizzerà su cosa i minareti rappresentino per l’Islam, religiosamente e storicamente. In altre parole: i minareti sono un simboli di “Dominazione politica” o le “baionette” dell’Islam?

Origine (dei minareti): non affatto islamica, ma cristiana

(Foto) Minareti sulle chiese cristiane

Qualsiasi cosa rappresentino, i minareti a forma di baionette sono diventati Oggi un orgoglioso ed esclusivo simbolo dell’Islam. Eppure, i minareti sono, fondamentalmente, né islamici né un’innovazione dell’Islam.
Andando indietro al profeta Muhammad – che di base ha fondato una Religione monoteistica, l’Islam, per gli arabi beduini del Deserto, senza nemmeno sognare che essa si sarebbe diffusa fuori dalla Penisola araba – egli stesso non aveva concepito i minareti; lui avrebbe puntualmente rigettato simili strutture sontuose sui tetti delle moschee o attaccati ad esse.
Adeguato ad un profeta del Deserto e alla situazione e alle istituzioni sociopolitiche prevalenti, Muhammad ha fondato un Credo, perfetto per il Deserto sottosviluppato dei beduini arabi. Si è opposto alla creazione di edifici su larga scala, dicendo che “in Verità la cosa meno profittevole, che mangia la ricchezza di un credente, sono gli edifici” e che “qualsiasi spesa del credente sarà ricompensata, eccetto la spesa per gli edifici”.
E, nonostante aver fondato uno Stato islamico potente, destinato a dominare il Mondo nelle due decadi successive, le due moschee originali fondate da Muhammad, una a Koba e la moschea del profeta a Medina, erano semplici strutture fino alla sua morte. La pioggia colava dal tetto nella sua decrepita moschea a Medina. E quando i compagni hanno chiesto se dovesse essere riparata, Muhammad ha risposto: “No, una moschea dovrebbe essere semplice e modesta, una capanna, come la capanna di Mosé”.
Ovviamente, simili strutture, in quanto approvate dal profeta come moschee, non avrebbero mai potuto avere minareti sui loro tetti. L’idea dei minareti non ha mai sfiorato la mente di Muhammad. E per otto decadi dopo la morte di Muhammad, i minareti non erano parte delle moschee.
I minareti sono diventati parte delle moschee nel periodo della Dinastìa ummayyde “senza Dio” che è giunta al potere in associazione con il nipote del profeta, Hasan (661 dopo Cristo), che più tardi ha sterminato i discendenti del profeta, incluso il suo altro nipote Husayn, un pretendente al Califfato (Battaglia di Garbala, 680 dopo Cristo). Gli ummayydi senza Dio dapprima hanno introdotto la Tradizione di costruire attraenti architetture e strutture, incluse eleganti moschee, sfidando la Tradizione precedente e le pie Ingiunzioni islamiche contro di esse.

(Foto) Minareti islamici presi dalla Cristianità

Il Califfo ummayyde al-Walid I (R. 695–715) è stato il primo ad introdurre minareti alle moschee, emulando il campanile, una struttura a torre con campana che era una creazione delle chiese cristiane. Questa mossa ha affrontato una forte resistenza da parte dei pii, che hanno obiettato alla costruzione di qualsiasi cosa che fosse più alta delle pareti della moschea. Essi hanno pure condannato i Governanti per aver incorporato simboli cristiani alle sacre moschee.
I minareti sono stati sottoposti a raffinamenti, diventando un attraente simbolo architettonico dell’Islam, ma essi sono ovviamente non islamici; infatti, essi sono anti-islamici e sono stati presi dalla Cristianità. Essi sono un simbolo religioso cristiano nella loro originalità. Persino il termine “moschea”, “masjid” in arabo, è pure usurpato alla Cristianità; è un modo arabo di rendere il termine aramaico “masgeda”, ovvero di uso cristiano, che significava il loro “luogo di preghiera”.
Cosa rappresenta un minareto?
Per la maggior parte degli osservatori, i minareti apparirebbero dei semplici simboli religio-architettonici, che non hanno niente a che fare con il “Potere politico”, al contrario di ciò che Erdogan e i votanti svizzeri ci farebbero credere. Ma i minareti hanno una dimensione politica, almeno, dal punto di vista della loro Origine e Storia.

PARTE B

Dopo aver messo a tappeto la seconda Potenza mondiale in grandezza, la Persia, ed aver catturato l’Asia Centrale e il Nord Africa, gli ummaydi – nonostante aver ottenuto basi considerevoli nell’Est cristiano e più tardi in Spagna – sono rimasti bloccati in un’impossibile, e spesso disastrosa, Battaglia con i bizantini cristiani come pure con l’Europa cristiana. Per molti secoli, il mondo criticano è rimasto il nemico per eccellenza dell’Islam. La Missione islamica di conquista globale, iniziata da Muhammad, è stata persistentemente tenuta a freno dall’Europa cristiana, nonostante la lenta perdita di terreno, prima di realizzare la Supremazia sui jihadisti islamici e averli sconfitti, e persino andando a catturare molte delle terre islamiche durante il cosiddetto Periodo coloniale.
Solo dopo che gli ummayydi hanno fatto diventare l’Islam la Potenza mondiale maestra, essi hanno iniziato a costruire e ad imporre strutture - inizialmente nella forma di palazzi sontuosi, a cui moschee attraenti, minareti e mausolei sono stati aggiunti più tardi – ovunque sui territori conquistati (sebbene chiaramente proibito da Muhammad e dal Corano), al fine di dichiarare la Supremazia religiosa e politica dell’Islam.
Per quanto concerne l’introduzione di minareti, il suo inizio è stato, infatti, un atto di adozione delle icone proprie delle strutture religiose cristiane, usate per dichiarare la Supremazia dell’Islam sulla Cristianità, l’astuto nemico dell’Islam. E non c’era miglior posto di fare ciò che la Palestina, la terra più sacra della Cristianità, e il luogo di nascita di Gesù. Qui, al-Walid I, nel 712, ha costruito la prima attraente moschea, la moschea di al-Aqsa, con un duomo (originario dell’Asia Centrale). Il duomo è stato costruito usando ciò che rimaneva di una chiesa distrutta in Asia Minore. In seguito, i minareti hanno iniziato ad essere aggiunti sui tetti delle moschee ovunque nel Mondo.
In seguito, ovunque gli islamici siano andati, le moschee, riempite di imponenti duomi e minarti, sono diventati la realizzazione di centri politici dell’Islam, dall’India alla Spagna a Costantinopoli, dichiaranti la Supremazia dell’Islam e degli islamici sui non-islamici. Quindi, la costruzione di moschee attraenti con minareti è diventata spesso la prima iniziativa architettonica, che i conquistatori islamici intraprendevano nelle terre appena conquistate. Per esempio, in India, la costruzione della famosa moschea Quwat-al-Islam (Potenza dell’Islam) e il Qutb Minar (minareto) a Delhi, è stata intrapresa dai conquistatori islamici negli anni 1'190, ben prima della fondazione del Sultanato islamico permanente nel 1'206.
Minareti che bucano il cielo, perciò, sono diventati un’icona familiare dell’installazione del Potere islamico, attraverso tutta la Storia. Istambul – la Costantinopoli catturata al cuore della Cristianità orientale, che è diventata un’indomita sede di Potere degli ottomani islamici, che hanno terrorizzato l’Europa cristiana per secoli – è pure punteggiata dai più raffinati minareti al Mondo, un’indicazione di quello che Istambul rappresentava per il mondo islamico. Erdogan, un esperto ideologo islamista, può essersi difficilmente sbagliato: i minareti sono le “baionette”, il simbolo del Potere islamico.
I minareti rappresentano una dichiarazione non solo di “chi è al Potere”, ma pure della Supremazia del Credo islamico. È da lì che ai residenti, islamici o non-islamici, viene ricordato, che ad uno piaccia o no, con una voce a tutto volume cinque volte al giorno, che l’Islam è al Potere, che l’Islam ti ha a tiro, che l’Islam è la tua scelta ultima. Non è solo una chiamata alla preghiera, ma pure una chiamata agli infedeli perché si sottomettano all’Islam, cinque volte al giorno, indipendentemente da quanto irritante può essere.
Se qualcuno ha viaggiato in Asia, egli/ella avrà trovato che pure in città prevalentemente infedeli dell’India, o a Singapore, dove l’Islam è stato sloggiato dal Potere, grazie in qualche modo all’intervento dei coloni britannici, la gente, perlopiù non-islamica, deve sopportare il ricordo della Sottomissione all’Islam cinque volte al giorno, inclusa la più irritante chiamata alla preghiera alla mattina prestissimo.
Il Potere islamico se n’è andato da queste terre, ma il simbolo rimane. E, dato l’alto tasso di procreazione fra gli islamici, esso corrisponde pure ad indicare come le cose saranno ancora: l’assenza dell’Islam al Potere, in queste terre, non è permanente.
Il Divieto svizzero ai minareti ha attirato epiteti quali vergogna, disgrazia, Razzismo svizzero, vittoria dell’Islamofobia, decisione illiberale e così via alla Nazione. Ma gli svizzeri hanno ovviamente capito giusto, prendendo il messaggio di Erdogan seriamente: i minareti sono il simbolo islamico di Dominazione politica.
Gli islamici sono la popolazione che cresce più in fretta nei Paesi occidentali, con crescente ortodossia e radicalismo islamici. Pure il mondo islamico, in qualche modo secolarizzato durante l’Epoca coloniale e dall’influenza occidentale del Socialismo/Comunismo dell’inizio XX secolo, sta assistendo all’incremento dell’integrazione politica dell’Islam. È la gente come gli Erdogan, che vogliono trasformare i minareti in baionette dell’Islam, che ricevono ineguagliabile supporto politico dagli islamici. Dati questi fatti, gli svizzeri, ovvero l’Occidente ampiamente secolare, hanno tanto da riflettere sul fatto che quelle terre siano destinate ad essere testimoni del Dominio islamico entro un secolo, se non mezzo.
Gli immigrati islamici in Europa, possono essere oggi d’accordo di non usare i minareti per chiamate alla preghiera a tutto volume cinque volte al giorno, come hanno promesso gli islamici svizzeri. Ma questo è ciò a cui i minareti sono intesi, e saranno votati nel tempo: dapprima chiederanno di poter usare i minareti per chiamate alla preghiera ad alto volume, ed infine di farli diventare baionette dell’Islam, introducendo la Shari’a in Occidente, qualcosa per cui essi stanno strenuamente lottando persino in quest’Epoca.

M. A. Khan è autore di Islamic Jihad: A Legacy of Forced Conversion, Imperialism and Slavery (Jihad islamica: un’Eredità di Conversione forzata, Imperialismo e Schiavitù) ed editore di islam-watch.org. (Osservatorio sull’Islam).

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Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
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Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
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The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

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  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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