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Occidente, Europa, Svizzera - Iniziativa svizzera Divieto minareti: risultato del voto e lettura

L’Occidente inizia a contrattaccare
29 novembre 2009 – Phyllis Chesler

È una calma domenica newyorkese e sto sorseggiando il mio caffè, leggendo le mie e-mail, il giornale, i media online, e guardo fuori dalla mia finestra verso i nuovi rami spogli, sotto un debole sole invernale. Improvvisamente – piccoli miracoli iniziano ad apparire.

Secondo la BBC, più del 57% dei votanti svizzeri in 29 Cantoni hanno supportato un Referendum che proponeva il divieto di costruire minareti. Risultati parziali dall’ultimo Cantone indicavano che il 68% della gente là ha supportato il divieto.

Guardate: capita che a me piacciano i minareti ma capisco pure che essi oggi simbolizzano l’Islam radicale, che è una cosa brutta sia per le donne che per altri Esseri viventi.

Sia donne occidentali che islamiche che altre donne immigrate, che desiderano assimilarsi, hanno di più da perdere se l’Islam radicale prende il Potere. Quindi, preventivamente, delle donne ( women ) hanno condotto un Sondaggio presso gli svizzeri in merito alla scelta se vietare o no i minareti. Solo il 31% degli uomini, per rapporto al 39% delle donne, votavano per il divieto. Alcuni dicono che ciò è stato dovuto ad una vigorosa Campagna femminista in merito ai Diritti delle donne. I Politici socialisti hanno visto le Femministe quali inaccettabili anti-immigrati. Le donne hanno visto i minareti come inaccettabili anti-donna. Julia Werner, una Casalinga del luogo, ha detto:

“Se gli diamo un minareto, ci faranno indossare a tutte il burka. Prima di rendercene conto, avremo la Legge della Shari’a e le donne che vengono lapidate a morte nelle nostre strade. Non saremmo più svizzeri”.

E, Julia Onken, una Leader femminista svizzera, ha avvisato che una mancanza nel vietare i minareti sarebbe stato “un Segno dell’accettazione statale dell’Oppressione delle donne”. Ha inviato 4'000 e-mail attaccanti gli islamici che condonano il Matrimonio forzato, i Delitti d’onore, e Picchiare le donne”.

Altre buone notizie:

L’uomo d’affari islamico più prominente di Gran Bretagna, ha che era intrappolato in un hotel in fiamme durante gli attacchi terroristici di Mumbari, sta chiedendo al Governo misure più dure contro i Predicatori estremisti. Sir Gulam Noon, uno dei Donatori più generosi laburisti, dice la porta è stata lasciata aperta a imam stranieri che radicalizzano migliaia di giovani islamici nelle moschee.

Infine, miracolo dei miracoli, Thomas L. Friedman, nel New York Times di oggi, scrive in merito al Jihadista di Fort Hood (“America vs the Narrative”) conclude quindi:

“Ogni volta che qualcosa come Fort Hood accade voi dite: “Questo non è Islam”. Lo credo. Ma voi continuate a dirci cosa l’Islam non è. Avete bisogno di dirci cosa è e mostrarci come le sue interpretazioni positive vengano promosse nelle vostre Scuole e Moschee. Se questo non è Islam, allora perché un milione di islamici si riversano nelle strade per protestare contro le vignette danesi del Profeta Muhammad, ma non uno scende in strada per protestare contro i bombaroli suicidi che fanno saltare in aria altri islamici, gente reale, creata ad immagine di Dio? Avete bisogno di spiegarlo a noi – e a voi stessi”.

Il vecchio incantesimo non funziona più? La gente non viene più facilmente fregata da false accuse di “Razzismo islamofobico”? Capiamo che è pericoloso tollerare l’intollerante?

Ah, ma quando qualcuno alla Casa Bianca capirà che sebbene l’Amministrazione Bush abbia fatto molti sbagli (non ha processato i Detenuti di Guantanamo molto presto, ed in un Tribunale militare) – la decisione dell’Amministrazione Obama di processare Khalid Sheikh Mohammed e altri come fossero Cittadini americani, è un errore persino più grande?

I miei ringraziamenti ad “Esther” che tiene Islam in Europe [*]. Prego leggetela per un’interpretazione più complessa di questo voto che lei non vede in favore di Valori liberali o femministi, ma piuttosto come voto di “Identità etnica” ( “ethnic identity.” ).

Fonte: http://pajamasmedia.com/phyllischesler/2009/11/29/the-west-begins-t...

[*] Opinione: un’interpretazione inespressa
Domenica, 29 novembre 2009 - Esther

Qualche pensiero sul voto svizzero di Divieto ai minareti.

Non ho pubblicato la mia predizione in merito al voto sui minareti, ma mi aspettavo che l’Iniziativa passasse, per diverse ragioni:

1. Sebbene un paio di Sondaggi ( couple of polls ) mostravano una Maggioranza che si opponeva al Divieto dei minareti, altri Sondaggi mostravano opinioni ancora più diversificate ( even split ) e persino una Maggioranza ( a majority ) in favore del Divieto.

2. Un Sondaggio generale sull’atteggiamento svizzero verso gli islamici mostrava che gli islamici non volevano l’Islam sbattuto sulle loro facce ( Islam in their face ).

Questo Sondaggio mostrava pure piuttosto chiaramente che i Cantoni germanofoni supportavano il Divieto, mentre i Cantoni francofoni si opponevano al Divieto, sebbene non fortemente:

“Similmente alla percezione generale degli islamici in Svizzera, il Dibattito in merito alla costruzione di minareti mostra maggiore Resistenza nelle aree germanofone (48% contro il 38% e il 14% senza opinione), che in quelle francofone (38% contro il 42% e il 20% senza opinione).

3. Il modo in cui vedo ciò, è che la gente anti-minareti ha avuto il fattore Entusiasmo dalla sua parte.

La pro-minareti lottava per la Libertà di Religione, che è generalmente considerata un Valore occidentale. Ma particolarmente dopo la Crisi delle vignette danesi, tutti sappiamo quanto l’Europa voglia combattere per i Valori occidentali.

La gente anti-minareti lottava per la sua Identità nazionale. Lottava per definire la Svizzera come Paese svizzero, che capita essere un’idea molto attraente per gli svizzeri. Il Divieto dice molto semplicemente agli islamici che possono essere ospiti tollerati, che possono essere autorizzati a costruire le loro case in Svizzera, ma che non sono a Casa loro. Diversamente dal Divieto francese al velo, non c’è un tentativo di nascondersi dietro al Divieto di “Simboli religiosi” o “grandi croci”.

Nella battaglia fra i Valori liberali e l’Identità etnica, scommetterei sull’Identità etnica.

C’era un’interpretazione non espressa di questa Iniziativa, riportata dalla citazione seguente ( by the following quote ):

“Se gli diamo un minareto, ci faranno indossare a tutte il burka”, ha detto Julia Werner, una Casalinga locale. “Prima di rendersene conto, avremo la Legge della Shari’a e le donne lapidate a morte nelle nostre strade. Non saremmo più svizzeri”.

È un salto piuttosto grande passare dalla costruzione di un minareto all’indossare il burka e la Legge della Shari’a. L’interpretazione inespressa è che l’Islam sta assumendo il Potere. L’Identità etnica europea è in pericolo di diventare una Minoranza, e l’Identità etnica di Maggioranza di essere presto quella islamica.

Il Divieto dei minareti non è inteso a rendere l’Islam più “europeo”. È intesto a tenere l’Islam fuori dalla vista pubblica, come se ciò facesse andar via l’Islam.

Il Divieto ai minareti potrebbe far pensare due volte alcuni islamici prima di immigrare in Svizzera, ma non fermerà la tendenza demografica in cui gli islamici stanno superando i “locali”.

Il modello di Referendum popolare svizzero è una spada a doppia-lama. Gli islamici svizzeri sono sparsi piuttosto uniformemente attorno al Paese, e mentre la proporzione della loro popolazione cresce, essi avranno sempre più Potere. Una volta che gli islamici avranno sufficiente Potere per vincere simili Referendum, mi attendo che questa sarà la loro prossima cosa a cui ricorreranno.

Poiché come immagine ultima, gli svizzeri si terrebbero piuttosto la loro Identità nazionale, come simbolizzata dalla croce sulla loro bandiera, piuttosto che i cosiddetti “Valori svizzeri”.

Fonte: http://islamineurope.blogspot.com/2009/11/opinion-unspoken-assumpti...

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Risposte a questa discussione

Perché gli svizzeri hanno avuto Ragione a proibire la costruzione di minareti
3 dicembre 2009 – di Hege Storhaug
[ http://pajamasmedia.com/blog/why-the-swiss-were-right-to-prohibit-c... ]

L’Islam, diversamente dalla Cristianità, ha una Dimensione politica che l’Occidente deve rigettare.


PARTE 1

I media europei sono affollati di editoriali che condannano gli svizzeri per aver votato di proibire la costruzione di altri minareti nel loro Paese. Qui in Norvegia, il giornale Dagsavisen è andato più in là di tutti, votando la sua intera pagina principale di lunedì a comparare l’intera Nazione svizzera con le Camice nere naziste. L’illustrazione della pagina principale non ammetteva fraintendimenti: gli svizzeri erano nazisti, punto.
Virtualmente tutti i media sono andati in pilota automatico nel loro abuso sugli svizzeri. Ciò che è in questione è la supposta “sacra” Libertà di Religione, che è diventata un’icona specialmente fra gli intellettuali di Sinistra e l’Industria europea di cortesia globalmente. Ma aspettate un attimo: per quanto ho notato, nessun commentatore maggiore o intellettuale che ha fucilato la Svizzera per questo plebiscito ha preso in considerazione il contenuto politico dell’Islam. Può qualcuno del mio stesso Paese di Norvegia, per esempio, mostrare una singola – ripeto una singola – Congregazione islamica fra i nostri confini che sia secolare? Ovvero, una singola Congregazione che rigetta la Shari’a e le ambizioni politiche dell’Islam?
Ad ogni modo, grazie al voto svizzero, l’Islam e la Cristianità sono ora messe assieme in un matrimonio combinato. Un minareto, ci continua a venir detto, è solo come un campanile di chiesa. Niente di nuovo qui: quando si tratta dell’Islam, gli editorialisti, gli articolisti, e gli oratori semplicemente non possono o non vogliono affrontare la Realtà. Questa gente decente è costernata dal rigetto della gente svizzera per i minareti – punto. Sì, io sarò la prima ad ammettere che il caso è uno sgradevole – ma ciò è così perché l’Islam stesso è sgradevole. Per dirla senza mezzi termini, una moschea con minareti “non” è l’equivalente di una chiesa con un campanile. Perché? Perché le chiese europee non hanno un programma politico, e perché esse non sono ossessionate dal meticoloso studio di vecchie “divine” Leggi che sono consistentemente piazzate sopra la Legge secolare.
È precisamente questo aspetto sgradevole dell’Islam, in contrasto con la Cristianità, che io penso sarebbe profittevole discutere apertamente e onestamente. Perché se potessi essere sicura che una Congregazione islamica (con o senza il suo proprio minareto, sebbene il minareto aggiunga una dose extra di Potere religio-politico) fosse fondata sugli stessi Valori basati sulla Libertà di, diciamo, la Chiesa statale norvegese, e che qualsiasi “lotta” che coinvolge quella Comunità fosse limitata ad argomenti come il matrimonio omosessuale o se Muhammad sia nato da una vergine, essa potrebbe costruire tanti minareti nel mio vicinato, quanti ne vogliono – perché in quel caso l’Islam non rappresenterebbe una sfida alla Libertà e alla Democrazia norvegesi. Ma sfortunatamente l’Islam rappresenta una sfida. Perciò io pongo questa sfida all’Elite del mio Paese: delle più di 100 Congregazioni islamiche in Norvegia, nominatemene una che lotterà per sempre con le unghie e con i denti contro la Shari’a e per una Norvegia secolare. Se una simile Comunità di Fede esiste, sta facendo veramente un buon lavoro nel tenere sé stessa nascosta.
Ciò che la gente di Svizzera ha compreso è che l’Islam, nei suoi fondamenti, ha delle ambizioni politiche. In contrasto, altrove in Europa – e certamente qui in Norvegia – i media sono stati perlopiù interamente silenti in merito alle condizioni del Mondo reale che aiutano a spiegare il voto svizzero, tanto per cominciare. La Svizzera aveva già tre moschee con minareti. Poi l’Associazione culturale turca della Città di Olten ha acquistato un lotto fuori Città, ed ha inoltrato la Richiesta di poter costruire una moschea con minareti. In merito a ciò è emerso che l’Idolo ideologico dell’Associazione era l’ultranazionalista Alparslan Türkes, Fondatore del partito razzista Movimento Nazionale, e del Gruppo paramilitare “I Lupi Grigi”, che è stato responsabile di diversi tentati omicidi in Turchia e altrove. Come diversi osservatori hanno notato, i legami fra Ideologie totalitarie quali Nazismo, Fascismo, e Islamismo (per esempio l’Islam politico) sono intimi. Non è sorprendente, quindi, che questa cosiddetta “Associazione culturale” sia infettata dall’Estremismo.
I legami fra questa Associazione culturale in Svizzera e il Fascismo nazionalistico in Turchia attesterebbe perciò il fatto che questa Comunità ad Olten pratica ben più che semplicemente Religione; c’è pure un grande carico di Politica nell’impasto. E questo ci porta dritti al core della questione: condannare il “no” della gente svizzera ai minareti – come virtualmente ogni Figura pubblica in Europa sembra stia facendo – perché il voto si suppone rappresentare un assalto alla Libertà di Religione, non è solo impreciso ma completamente sbagliato. I minareti d’Europa hanno in ogni pezzetto tanto significato politico e legale, quanto significato religioso.

PARTE 2

Permettetemi di menzionare il caso in cui i Media e gli Intellettuali avrebbero dovuto reagire fermamente al miscuglio fra Religione e Politica dell’Islam. Una delle più grandi ed importanti congregazioni in Norvegia, l’Islamic Cultural Centre (ICC), ha recentemente aperto una nuova moschea fuori Città ad Oslo che ha minareti risplendenti. Cos’è l’ICC? Bene, esso è direttamente connesso al Movimento Jamaat-i-islami del Pakistan, che è stato fondato da uno degli Ideologi islamisti di punta dell’ultimo secolo, ovvero Abu Ala Mauwdudi (1903 – 1979). Jamaat-i-islami è pure un Partito politico islamista, fondato dallo stesso Mauwdudi. L’Ideologia dell’ICC, quindi, è precisamente la stessa di quella di Mauwdudi e del Jamaat-i-islami.
Che il Gruppo islamista più grande al Mondo, la Fratellanza Musulmana, e Mauwdudi siano ideologicamente gemelli è confermato da diversi lavori di Mauwdudi. Per coloro di noi che viviono in Paesi dove le donne beneficiano di eguali Diritti, il suo libro del 1939 Purdah and the Status of Women in Islam (Purdah e lo Statuto delle donne nell’Islam) è un’opera maestra per quanto attiene il degradare lo statuto delle donne. Mauwdudi scrive, per esempio, che gli occhi di una donna sono una “zona erogena” che può condurre all’adulterio. Idem per il profumo. E lo stesso vale per la sua voce, che è l’agente del Diavolo. E non dimenticate il rumore dei suoi tacchi. Senza sorprese, quindi, la Segregazione dei generi è assoluta per Mauwdudi – e per l’ICC. A coloro di noi che erano qui in Norvegia è stata garantita un’introspezione speciale nella Mentalità di questa congregazione quando la nostra Regina, Sonja, ha visitato la nuova moschea dell’ICC nel vicinato di Oslo, Grønland all’inizio di quest’anno. Ritraetevi questo: quando la Regina Sonja entra nell’edificio, lei amabilmente offre la sua mano ad un rappresentante maschio della congregazione. L’uomo fa una smorfia e si sottrae, con la sua mano che zigzaga febbrilmente nell’aria prima di finire sulla spalla di un ragazzo al suo fianco, al quale egli chiede di salutare la Regina. Perciò egli ha evitato di rompere la Proibizione di Mauwdudi di toccare donne estranee.
“L’Islam è un’Ideologia onnicomprensiva”: questo è il motto di Mauwdudi. In altre parole, una società non è stata islamizzata finché tutte le manifestazioni della Vita – tutte le Istituzioni sociali e politiche – non siano governate secondo i Principi islamici. L’obiettivo non è solo di sviluppare uno Stato islamico con la Legge islamica, ma pure con l’Economia islamica, la Scienza islamica e così via. Qualcuno si permetterebbe di collegare una simile Ideologia alla Comunità ecclesiastica stabilita in Occidente o alle Interpretazioni contemporanee principali della Cristianità?
Uno si deve chiedere: cosa c’è in merito all’Islam che fa slittare questa Religione – specialmente nella sua forma organizzata - così facilmente nella Politica e nella Legge? Il Problema è iniziato con il suo Fondatore, Muhammed, il suo principale Messaggio, e le sue Azioni, che rendono l’Islam ancora più difficile da riformare e secolarizzare che la Cristianità. Come il Filosofo danese Kai Sørlander ha osservato, l’Islam e la Cristianità non sono affatto Fenomeni simili, ma sono, al contrario, radicalmente differenti. Infatti, Sørlander sostiene che il Messaggio al core della Cristianità stesso abbia giovato un ruolo critico nella revoca del Potere temporale del Clero, mentre l’opposto è accaduto in grande misura nelle parti del Mondo dominate dall’Islam.
Ma perché dovremmo preoccuparci di simili cose in questi Tempi moderni? La gente non può semplicemente essere autorizzata a credere che i campanili delle chiese e i minareti simbolizzino praticamente gli stessi Valori e gli stessi Modi di pensare – che le Religioni, in sintesi, siano gemelle? La Risposta di Sørlander a ciò è la seguente: è importante capire che se la Democrazia “si è sviluppata ed ha messo le sue radici in certe Società, ma non in altre, può essere a Causa della Differenza fra le Religioni che sono prevalse in questi diversi luoghi. Se uno preferisce che la gente che vive nelle Democrazie resti cieca a queste Differenze, allora uno non sta aiutando il rafforzamento della Democrazia. Al contrario, uno sta aiutando ad indebolire la sua capacità di preservare sé stessa”.
Prima che io vada oltre, voglio rendere chiara una cosa: comprendo che sto entrando in un’area qui che è già diventata minata nei Dibattiti pubblici. Molti pensano che è meglio, nell’interesse dell’Armonia e della Comprensione, di evitare Discussioni sulle Premesse basilari islamiche, e perciò stare alla larga da Conflitti spinosi e trattenersi dall’offendere gli islamici.
Io credo, comunque, che se non abbiamo questo Dibattito in merito alle Sfide che l’Islam pone alle nostre Società democratiche, noi dovremo un giorno scoprire che gli Elementi chiave dell’Islam – Elementi che ne rendono difficile l’Illuminazione fra la popolazione islamica – hanno messo radici nel nostro proprio Cortile. Qual è il Pericolo più grande: che un’aperta Discussione intensifichi le Tensioni per un imprevedibile periodo, o che i Problemi saranno autorizzati a crescere finché saranno oltre ad ogni Speranza di Risoluzione – il tutto perché abbiamo battuto la Ritirata davanti ad una scomoda Situazione? A parte ciò, se è veramente vero che la nostra Democrazia non può tollerare un’aperta Discussione su questo Soggetto, non significa ciò che la nostra Democrazia sia già criticamente indebolita?
Desidero parlare anche di un altro punto principale: discutere l’Islam e la Cristianità da una Prospettiva di Secolarismo e Democrazia, non è vedere l’Islam come avente meno Valore della Cristianità. Al contrario, questa è una Domanda di Esame di Eventi storici che ci possono aiutate a capire e ad essere consapevoli dei Modi in cui queste due Religioni sono funzionate sotto diversi Sistemi socio-politici. Ciò che è accondiscendente è non prendere l’Islam seriamente quale Sistema di Credenze.
Come comprendere la Differenza chiave fra l’Islam e la Cristianità, rispetto alla Separazione fra la Politica e la Religione? La Risposta di Kai Sørlander è di guardare ai Messaggi al core delle due Religioni, come espressi al Tempo della loro Fondazione – in altre parole, tornare ai principali Messaggeri delle Religioni, Gesù e Muhammed. La Cristianità si basa sulla Vita e sulla Predicazione di Gesù, come raccontati nel Nuovo Testamento, mentre l’Islam è basato sulla Vita e sulla Predicazione di Muhammed, come raccontati nel Corano e nelle varie collezioni di Ahadith (racconti delle azioni e dei detti di Muhammed). La Vita di questi due uomini e i loro Insegnamenti sono radicalmente differenti. Gesù non ha mai cercato Potere politico, ma deve essere caratterizzato piuttosto come socialmente impegnato. Egli ha segnato una chiara linea fra questo Mondo e il prossimo, che è forse più chiaramente illustrata dal Passaggio di Mattia che recita “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Gesù è stato, in più, un Pacifista che ha permesso a sé stesso di venire crocifisso senza Resistenza. Nemmeno ha introdotto un nuovo Modello di Leggi; al contrario, ha revocato Editti brutali che risalivano al Tempo di Mosé e che erano stabiliti nel Vecchio Testamento.
Forse, la migliore illustrazione di questo si trova nel Vangelo di Giovanni, in cui gli Scribi e i Farisei giungono a Gesù con una donna presa in Adulterio. “Maestro, questa donna è stata presa in Adulterio, sul fatto. Ora Mosé nella Legge ci comanda che una simile debba essere lapidata: ma cosa dici tu?”. Gesù ha risposto: “Colui che è senza Peccato, le scagli la prima pietra”. Quando gli Scribi e i Farisei sono andati, Gesù ha detto alla donna: “Nemmeno io ti condanno”. Quindi, Gesù ha comandato ai suoi Discepoli di “dare l’altra guancia”, di “non giudicare” e di “amare il tuo Nemico”. Questi Comandamenti non possono essere facilmente tradotti in Legislazione. Come fa notare Sørlander, infatti, simili Comandamenti minerebbero il Potere di un qualsiasi Stato. Per esempio, Sørlander chiede: “Quanto valido è un Esercito che dà l’altra guancia?”.
La Vita di Muhammed racconta una storia interamente differente da quella di Gesù. Per Muhammed, la Religione e la Politica erano una cosa sola e lo stesso Muhammed ha condotto un Esercito ed era il Giudice supremo nel suo Reame. Ha introdotto una Legislazione che copriva ogni area della Vita – Matrimonio, Divorzio, Custodia dei bambini. Ha stabilito Regolamentazioni finanziarie, inclusa la Proibizione degli interessi (per questa Ragione gli islamici in Europa hanno fondato Banche che offrono Prestiti senza Interessi). Ha formulato una Legge criminale che prescrive l’Amputazione e la Flagellazione. Diversamente da Gesù, che ha rigettato la Legge mosaica in merito alla Lapidazione delle Adultere, Muhammad ha stabilito che il Sesso extra-matrimoniale, fra altre cose, dovesse essere punito con la Lapidazione a Morte. Si consideri il racconto di una donna che andò a vedere Muhammed e gli disse che era stata infedele al marito e che era rimasta in cinta fuori dal letto coniugale. La storia continua con Muhammed che rifiuta di perdonarla. Lei l’ha visitato di nuovo, al momento in cui lui l’aveva, si suppone, istruita dopo la nascita del bambino. Lei lo fece, e le venne detto di nutrire il bambino finché non fosse stato svezzato dal latte materno. Quando la donna ebbe fatto ciò, Muhammed le prese il bambino e lo diede ad un’altra islamica, e organizzò la sua Punizione: lei fu interrata fino al collo e Muhammed ordinò che lei fosse lapidata a Morte. Persino oggi questo tipo di Punizione è condotto a termine da, fra altri, il Gruppo islamista violento chiamato al-Shabab, in Somalia del Sud (che beneficia di Supporto fra i somali norvegesi che pregano perlopiù presso la più grande, ma senza minareti, moschea di Oslo, il Tawfiiq Islamsk Senter).Recentemente un uomo in Somalia è stato lapidato a Morte per aver avuto Sesso extra-matrimoniale, mentre la donna con cui ha avuto Sesso è stata, si suppone, risparmiata – per il momento, comunque: dapprima, in accordo con l’Esempio e gli Insegnamenti di Muhammed, lei deve far nascere il bambino che ha in grembo.
Muhammed ha pure segnato alcune linee chiare quando si trattava della Differenza fra i Diritti degli uomini e delle donne, e fra i Diritti degli islamici e degli infedeli. La Società che creò nella Penisola araba 14 secoli fa era profondamente islamizzata – e ciò è considerato divino e degno di essere emulato in ogni Tempo.
Il titolo del Film di Ayaan Hirsi Ali fatto con Theo van Gogh nel 2004, Submission, è stato tutt’altro che scelto a caso. La parola Islam significa “Sottomissione” – nessuna sorpresa quindi, che la Religione autorizzi poco spazio al Dubbio e alla Ribellione. Come l’autore americano Paul Barman dice: “Nell’Islam, la Sottomissione è tutto. La Sottomissione a Dio permette all’Islam di creare una Società unificata, morale e soddisfacente – almeno potenzialmente, persino se gli islamici in carne ed ossa in ogni Era abbiano dimenticato le loro Obbligazioni religiose. La Sottomissione è la strada per la Giustizia sociale, per un’Anima soddisfatta, e per l’Armonia con il Mondo”.
La Legittimazione alla Rivolta da parte della Cristianità ha preparato la strada per la Rivolta di Lutero contro i Leaders della Chiesa. Lutero è andato al Core del Nuovo Testamento, fondando le sue Argomentazioni sulla Vita e sugli Insegnamenti di Gesù. Dapprima la Riforma ha causato che l’Autorità ecclesiale nei Paesi protestanti fosse trasferita al Re, ma – quale Risultato dello stesso tipo di Argomentazioni – il Re, pure, ha infine perso il suo Potere. Il fatto che la Bibbia, durante lo stesso Periodo, fosse stata resa disponibile in diverse Lingue, e che i cristiani ordinari siano stati in grado di interpretarla da loro stessi, ha contribuito ulteriormente al Processo di Secolarizzazione che ha condotto all’entrata nell’Illuminismo.
Non è necessariamente il caso, quindi, di dire – come spesso accade – che la Cristianità sia stata “obbligata” ad accettare le Idee illuministe. Al contrario, la Richiesta di Separazione fra le Sfere religiosa e politica è sgorgata da dentro la Chiesa stessa – perché la Cristianità ha fatto Spazio ad una simile Separazione. La Riforma islamica, al contrario, ha una Dinamica politica interamente differente, che è fortemente connessa alla diametrale Differenza fra Gesù e Muhammed.
La Secolarizzazione della Cristianità è stato un Processo che è stato motivato ed influenzato dalla Vita e dagli Insegnamenti stessi di Gesù. Focalizzarsi sulla Vita e sugli Insegnamenti di Muhammed, comunque, quale parte di un qualsiasi Tentativo di riformare l’Islam, avrebbe precisamente l’Effetto opposto – ovvero, la Sfera politica verrebbe profondamente islamizzata. Una Riforma del tipo di quella che ha sperimentato la Cristianità, quindi, condurrebbe pure al Wahhabismo puro, del tipo esistente in Arabia Saudita, non ad una Democrazia moderna e secolarizzata. È per questa Ragione, opina Sørlander, che qualsiasi Movimento nel mondo dominato dall’Islam, diretto alla Libertà e alla Democrazia, che si basa sulla Legge secolare, non è mai stato motivato dal didentro.
Questo non significa che gli islamici non possano essere democratici secolari, o che sia impossibile per i Paesi islamici di muoversi verso la Secolarizzazione. Ma un simile Sviluppo è molto più difficile per gli islamici e per i Paesi islamici, perché il Processo richiede a loro di violare i Precetti chiave della loro Fede. Quel che specialmente rappresenta una Sfida è che il Processo richiede che la Legge data da Dio, la Shari’a, venga scartata – un Problema che non esiste nella Cristianità.
Sono queste drammatiche Differenze fra la Cristianità e l’Islam che l’Elite europea manca di capire, o ha scelto di mettere sotto il tappeto – al Costo della Capacità del Continente di preservare Valori liberali. Questo Comportamento da parte dell’Elite è specialmente dannoso per gli islamici europei amanti della Libertà, che desiderano essere liberati dalle loro repressive case di Culto – con o senza minareti.
Un punto finale: in molti Paesi europei, inclusa la Norvegia, le Comunità religiose beneficiano del Supporto finanziario da parte del Governo nazionale. In altre parole, del denaro delle Tasse, che viene usato per diffondere le Ideologie di gente come Mawdudi e al-Shabab, in - si suppone – Paesi liberi. È assurdo – e pericoloso. Ma per l’Elite politica, mediatica e intellettuale, ahimé, questo sembrerebbe essere una scomoda Verità.

Questo Lavoro è apparso originalmente in Norvegese, sul Website di Human Rights Service, www.rights.no, ed è stato tradotto in Inglese da Bruce Bawer.

Hege Storhaug è autrice del Bestseller norvegese “But the Greatest of These Is Freedom: On the Consequences of Immigration” (“Ma il più importante di questi è la Libertà: sulle Conseguenze dell’Immigrazione”) – 2006 -.
11 dicembre 2009 - M. A. Khan
Divieto svizzero dei minareti: Diritti degli islamici verso Diritti dei non-islamici

Il Divieto svizzero ai minareti sulle moschee, sulla base del fatto che siano simboli di Dominazione poltiica dell’Islam, uno strumento incompatibile con la Società svizzera secolare con una stretta Separazione fra religione e Stato, ha attratto diffuse Condanne mondialmente.
Soprattutto, la Svizzera è nella messa nella situazione di essere portata davanti alla Commissione Europea o alle Nazioni Unite, per i Diritti umani, a causa del Divieto, che se applicato, costituirebbe una Violazione della Libertà religiosa degli islamici.
Il Divieto dei minareti costituisce una Violazione della Libertà religiosa degli islamici?
Può costituire una simile Violazione, ma solo in piccola misure, poiché la loro Libertà di pregare, inclusa la Libertà di costruire moschee, non è intaccata. Il minareto, religiosamente, non è una componente maggiore dell’Islam.
D’altra parte, il Divieto svizzero può rappresentare un Punto di scontro con la diffusa Violazione islamica della Libertà religiosa – dei non-islamici.
Mentre il Mondo è impegnato in un’intensa Condanna del Divieto svizzero dei minareti, quali Violazione delle Libertà religiosa degli islamici, centinaia, probabilmente migliaia, di non-islamici nel mondo islamico stanno soffrendo Intimidazione e Violenza, persino la Morte, semplicemente per essere non-islamici o per cercare di osservare i loro Rituali religiosi e Diritti nella maniera più pacifica e sottomessa.
Nelle passate settimane, mentre l’Isterìa del Divieto svizzero dei minareti andava avanti, una folla di 3’000 islamici fortemente isterici si è impegnata in Sommosse in Egitto, attaccando i cristiani e i loro negozi – un accadimento frequente. Inoltre, gli estremisti islamici in Uganda hanno attaccato una Congregazione della Sunday Church, ferendo molte persone e danneggiando la chiesa; I radicali islamici hanno giustiziato un Convertito al Cristianesimo in Somalia; un cristiano pakistano è dovuto nascondersi dopo che gli islamisti hanno richiesto la sua Conversione all’Islam (o la Morte); un uomo in Iran sta affrontando l’Impiccagione per aver apostatato, ed essersi rivolto alla Cristianità. Cosa più allarmante, un Sondaggio dice che il 59% degli islamici in Turchia, la Nazione islamica più secolare e tollerante e un Membro aspirante dell’Unione Europea, si oppone alla pubblica dimostrazione di Fede da parte di non-islamici.
Osservatori ingenui o non educati possono trovare il Divieto svizzero dei minareti una Violazione dei Diritti religiosi degli islamici, ma in Realtà, come dimostrato, il voto svizzero è un Divieto a simboli di Potere politico, mascherati da innocue Icone religiose. Ciò, quindi, tecnicamente, non viola alcun Diritto di chicchessia, di alcun genere.
Soprattutto, le Nazioni con i loro orizzonti foracchiati con minareti giganti ed eleganti, sono pure le terre della più estrema Violazione dei Diritti religiosi dei non-islamici, un andamento che è andato rapidamente peggiorando.
Come discusso altrove, i minareti islamici non emergono alla Nascita dell’Islam. Il profeta Muhammad, che ha fondato un Credo religioso puritano e spartano, adatto alla Società araba dei beduini, sottosviluppata e marchiata dalla Povertà, si sarebbe opposto all’erezione di eleganti minareti che bucano il cielo; egli disapprovò la costruzione di attraenti edifici dicendo: “In Verità, la cosa meno profittevole che mangia la Ricchezza di un credente, sono gli edifici” e “Ogni Spesa del credente sarà ricompensata eccetto la Spesa per gli edifici”.
I minareti sono, infatti, Icone cristiane, dapprima introdotte nelle moschee da parte dei Governanti ummayydi senza Dio, dopo l’Inizio dell’Islam – quindi nonostante la forte Condanna da parte dei pii per aver incorporato Icone cristiane nelle case di preghiera islamiche, e per aver costruito una struttura più alta delle pareti della moschea.
Da allora, i minareti che forano il cielo stile guglie, sono diventati gradualmente ciò che il rinomato sociologo e poeta nazionalista turco, Ziya Gökalp, ha descritto in un poema come: “I minareti sono le nostre baionette, i duomi i nostri elmetti, le moschee le nostre caserme, e i fedeli il nostro Esercito ….”. L’Affermazione di questo messaggio da parte di Tayyip Recep Erdogan, attuale Primo Ministro islamista della Turchia, avvenuta nel 1998 in un Incontro pubblico, gli ha fatto guadagnare un breve Pena detentiva per Incitazione all’odio religioso.
Da allora, i “minareti a forma di baionetta” hanno iniziato ad abbellire gli orizzonti dei centri di Potere islamico, conquistati con la spada: il Cairo, la Spagna, Damasco, Costantinopoli, Delhi e altri. Da allora, ovunque i sacri guerrieri islamici siano andati con l’aiuto delle spade a perseguire la Jihad per la Conquista globale, la prima cosa che loro hanno fatto è stato di innalzare imponenti moschee, riempite di eleganti minareti, spesso nei siti di templi o chiese distrutte, e frequentemente usando ciò che rimaneva delle Strutture religiose distrutte.
La moschea Quwat al-Islam (Potenza dell’Islam) e il minareto Qutb a Delhi sono esempi ideali: la loro costruzione è iniziata nel 1'192, ben prima del fermo stabilimento del Potere islamico, il Sultanato di Delhi, nel 1'206, e sono stati costruiti da ciò che rimaneva di molti templi induisti distrutti nell’area.
Una volta che le moschee con eleganti minareti sono stati eretti, simbolizzando lo stabilimento del Potere islamico, queste strutture sono diventate, come Gökalp ha perfettamente descritto, le “baionette” e le “caserme” dell’Islam. Essi sono diventati le case di Potere da cui spietata e irrefrenabile Jihad è stata condotta contro la gente non-islamica dei Territori circostanti, causando indicibile Sofferenza umana, Morte e Distruzione. In modo particolare, la Jihad islamica ha reclamato le Vite di – si stima – 270 milioni di persone, 60-80 milioni in India. Questo sostanzierebbe la Tesi di Gökalp/Erdogan e dei votanti svizzeri per cui i minareti sono, fondamentalmente, un simbolo del Potere politico dell’Islam. In più, essi sono portatori di una Storia di estrema Violenza ed Oppressione.
Ma, questa è Storia; chiedete soltanto ai pagani (che non esistono più) e agli ebrei d’Europa: le chiese, con i loro minareti, sono stati i simboli e i centri di non meno Brutalità ed Oppressione attraverso il Medio Evo. Oggi, comunque, le chiese perlopiù rappresentano “case di preghiera” apolitiche e spirituali; le Società secolari possono vivere con esse, riempite di minareti o no, in quasi perfetta Armonia.
Inoltre, le Comunità non-cristiane nelle Terre delle chiese, come in Occidente, possono esercitare la loro Libertà religiosa con illimitata Libertà, sebbene gli islamici siano diventati oggetto crescente di Sospetti, ma solo negli anni recenti, grazie perlopiù, se non esclusivamente, al modo di comportarsi degli stessi islamici.
Può lo stesso essere detto delle Terre dei minareti islamici?
Guardate all’Arabia Saudita, all’Iran, all’Egitto, al Pakistan, all’Afghanistan, al Bangladesh, alla Malesia e simili altri Paesi, dove gli orizzonti delle Città principali sono adornati con i minareti più raffinati, e in gran numero.
In Arabia Saudita, la Terra al cuore dell’islam, uno rischia una pesante Prigionia per aver portato con sé una Bibbia o un altro Testo religioso non-islamico, mentre la pubblica dimostrazione di preghiera non-islamica può persino costare a qualcuno la sua Vita, venendo decapitato o decapitata.
Persino in Paesi islamici come l’Indonesia, la Malesia o il Bangladesh – altamente lodati dall’Occidente per la loro Moderazione – erigere una chiesa, nonostante essa sia un luogo di preghiera completamente spirituale, è praticamente impossibile. In Paesi come il Bangladesh, l’Indonesia, l’Egitto e il Pakistan, i praticanti non-islamici sono soggetti a regolari Maltrattamenti, aperta Violenza, e Distruzione dei modi di vivere non-islamici, dei luoghi religiosi e degli stabilimenti commerciali.
Gli islamici, la popolazione che sta crescendo più velocemente in Occidente, dieci volte più velocemente dei non-islamici nel Regno Unito, perciò, stanno mettendo i Paesi europei nella situazione di diventare dei Paesi islamicamente dominati entro poche decadi, entro la fine del secolo. Gli islamici in Occidente sono - di media - più pii, radicali e persino violenti dei loro Fratelli - di media - nei Paesi islamici.
Abbiamo visto durante gli anni come le moschee nei Paesi occidentali siano state usate per predicare l’Intolleranza, la Violenza e persino il Terrorismo contro le Nazioni ospitanti, mentre gli islamici creano dei Ghetti islamici, facendoli diventare delle zone in cui i non-islamici non possono entrare, in Paesi come la Francia, la Svezia, la Norvegia, per dirne poche. Gli islamici che protestano per le strade d’Europa si permettono persino di attaccare e cacciare via la Polizia e gli ufficiali della Sicurezza.
Tutte le indicazioni suggeriscono che in Paesi occidentali, quando gli islamici domineranno la popolazione in numero, i Diritti dei non-islamici, inclusa la Libertà religiosa, saranno peggiori di quelli beneficiati oggi dai non-islamici nei Paesi islamici. Gli immigrati islamici sono già i maggiori attaccanti di omosessuali ed ebrei in Europa. La cittadinanza dell’Occidente, perciò, ha valide e razionali Ragioni per essere debitamente allarmata da questi Sviluppi e Prospettive, sebbene volutamente ignorati o rifuggiti dall’Elite politica.
Mentre è un bene che giornali liberali come The Age d’Australia abbiamo descritto la decisione svizzera come “Risposta irrazionale ad un’Ansietà razionale in merito all’Islam”, ed hanno iniziato a chiamare l’Ansietà svizzera in merito agli islamici una di tipo “razionale”, l’Iniziativa svizzera sui minareti dovrebbe pure essere considerata una ben ponderata e razionale. Dalla Prospettiva religiosa, è un compromesso irrilevante per gli islamici. Dal Punto di vista politico, in cui i minareti stanno quale simbolo politico che siede su una Storia di monumentale Violenza, Terrore ed Oppressione, il Divieto è uno più che legittimo, data la stretta natura secolare della Società svizzera; Icone politiche non dovrebbero essere parte delle case di preghiera.
Cosa è più importante da realizzare è che l’Eredità violenta dei minareti continua nelle Terre islamiche, come abbiamo visto. C’è un altro modo di misurare l’andamento della Violazione dei Diritti di centinaia di milioni di non-islamici, causata dai minareti. I minareti sono usati per chiamare i fedeli alle preghiere, per sottometterli alla Divinità islamica, cinque volte al giorno, ad un volume assordante. In una Società civilizzata, mentre gli islamici dovrebbero avere la Libertà religiosa, i non-islamici devono pure avere il Diritto di non udire la chiamata alla preghiera e alla sottomissione all’Islam ripetutamente su base quotidiana. In più, sollevare Opposizione a questa Violazione dei Diritti dei non-islamici, può risultare in Violenza da parte degli islamici, e quindi obbligare i non-islamici a confrontarla o a stare zitti. La Coercizione al silenzio tramite la Violenza o la Minaccia di Violenza, non dovrebbe essere inaccettabile in una Società civilizzata, se vuole mantenere lo status quo?
Il problema dell’Islam con le Società secolari va molto, molto più a fondo che i minareti. Fino ad ora, gli islamici hanno rifiutato di realizzare - o mostrato Intorpidimento o Incapacità intellettuale a farlo – di cosa ci sia bisogno per essere parti di Successo in seno a Società secolari-democratiche. Il Divieto svizzero dei minareti agisce come messaggio rude ma piccolo all’indirizzo degli islamici, aiutandoli a diventare coscienti di cosa ci si aspetti da loro per essere parti inclusive dell’Occidente secolare.
La domanda è: gli islamici riceveranno il messaggio?
Se lo fanno, potrebbe essere il primo lieve passo nella Risoluzione del problema monumentale dell’Islam con le Società secolari. Se loro non lo fanno, cosa indicata fino ad ora, lo Scontro di Civiltà potrebbe essere inevitabile. E qualsiasi parte vinca quella Battaglia, giungerà ad un pesante Costo. La nostra collettiva Umanità sarà la perdente.

Fonte: http://www.hudsonny.org/2009/12/swiss-minaret-ban-muslims-rights-vs...
lunedì 8 febbraio 2010
La Svizzera contro le baionette dell'islam Di James Neilson per l'Herald
[ http://umanisti-e-liberi.blogspot.com/2010/02/la-svizzera-contro-le-baionette.html ]

Al grande danno di tutti i benpensanti europei, questi arretrati di svizzeri tengono ancora a questa abitudine disusata di lasciare ai cittadini ordinari influire sulla politica del loro governo. I frutti di tale irresponsabilità sono apparsi in piena luce il 29 novembre 2009 quando una maggioranza ha deciso, mediante referendum, di proibire la costruzione di nuovi minareti in Svizzera. Le loro obiezioni non avevano nulla da vedere con questioni d'architettura. Infatti, come l'ha spiegato il primo ministro islamista della Turchia, Recep Erdogan, “i minareti sono le nostre baionette, le cupole i nostri caschi, le moschee le nostre caserme e i credonti i nostri soldati„. Dato che la maggioranza dei svizzeri non piace l' idea di farsi aprire le trippe dai soldati che sono per loro una credenza straniera, il desiderio del 57% degli elettori di tenere le baionette di Erdogan fuori della loro vista non era veramente una sorpresa.

Neppure sorprendende, che una serie di sondaggi improvvisati dai mass media europei il giorno dopo del voto abbia mostrato che una maggioranza ancora più grande di europei desidera bandire i minareti. “I' islamizzazione„ è ora una questione bollente ovunque in Europa, dal grande nord della Norvegia alle coste di Creta. Ciò non ha nulla a che vedere con il razzismo, come gli apologisti dello statuto quo cercando di farlo credere: nessuno infatti si offusca della presenza dei cinesi, degli indù o dei Sikh. Al contrario, si vede in loro immigrati modelli. In compenso, questi non hanno niente a che vedere con il rifiuto ostile di integrarsi di un grande numero di seguaci di una certa religione. Come i coloni europei d'ieri, i musulmani in Europa sembrano ben determinati ad imporre le loro credenze e le loro regole culturali agli indigeni europei, di cui molti si sentono denunciati dai loro governi.

Paradossalmente, la principale ragione per la quale i governatori europei hanno scelto di aprire grandi le porte ad un'immigrazione massiccia non sottoposta a condizioni, era l'orrore e la vergogna provati da molti a seguito dell'olocausto. Si persuasero che i pregiudizi religiosi e razziali conducevano inevitabilmente a genocidi e che non occorreva scegliere gli immigrati, ammettere coloro che sarebbero stati suscettibili di integrarsi, e rifiutare coloro che, secondo qualsiasi probabilità, non vi acconsentirebbe. Così una minoranza incredibilmente creativa è stata sostituita da un'altra il cui contributo alla società è stato, secondo la formula dedicata, mitigata. Certamente, un numero di individui di confessione musulmana sono buoni cittadini. Ma nell'insieme, queste grandi Comunità musulmane che si sono formate si sono rivelate porre grandi problemi d'ordine pubblico, ed essere estremamente costose in materia di prestazioni sociali. Interrogato da giornalisti sulle loro ragioni per proibire i minareti, numerosi svizzeri hanno risposto che non avevano alcuna voglia di vedere il loro paese seguire l'esempio della Francia, l'Inghilterra, il Belgio, l'Olanda dove delle sommosse urbane, minacce terroristiche, e crimini d'onore alimentano la rubrica dei fatti di cronaca.

Come ci si poteva aspettare, i portavoce governativi di queste roccaforti della libertà religiosa che sono la Turchia, l'Arabia Saudita, la Libia, ecc. ha duramente condannato la Svizzera. Nella maggior parte dei paesi musulmani, se qualcuno di abbastanza audacio per tentare di costruire una chiesa o una sinagoga riuscisse a superare i multeplici ostacoli amministrativi e legali, si farebbe probabilmente linciare da una folla vociferatrice. Ma tutti convinti di possedere la sola vera fede, questa gente non si imbarazza minimamente di questo tipo di piccoli dettagli. I loro simpatizzanti occidentali potrebbero dalla loro parte fare valere che, ciascuno dovendo di essere fedele ai propri principi, si dovrebbe tollerare in Europa ed in America moschee, minareti, burqa, ed altre intenzioni di decapitare chiunque osa criticare il profeta Mahomet e la sua eredità, ma che sarebbe completamente irragionevole esigere che i paesi musulmani trattano i cristiani, gli indù o gli ebrei con un rispetto simile. Per il momento almeno, non sembra che l'Europa voglia proibire la costruzione di moschee nell'attesa che l'Arabia Saudita autorizzi infine la costruzione di chiese e di sinagoghe sul suo territorio, anche nelle città “sante„ come La Mecca.

Ora generalmente si ammette che il multiculturalismo - questo concetto che vuole che tutti gli stili di vita e tutti i sistemi di credenze si valgono, e che a condizione che gli europei si ripentano del loro passato criminale, si potrebbe infine vivere tutti insieme e felici - era un grave errore. Infatti, senza un orgoglio necessario per i loro compimenti e quelli dei loro antenati, le società non é in grado di integrare nuovi venuti che respingono per definizione i dogmi del multiculturalismo, tanto sono persuasi che le loro tradizioni sono superiori a tutte le altre. Ahimè, sono trascorsi molti decenni perché la coscienza di questa verità che disturba faccia il suo cammino negli spiriti, decenni durante i quali l'Unione europea ha lasciato entrare una minoranza intollerante che è già forte di 20 milioni di individui, 50 milioni in tutta l'Europa, e che beneficiano del sostegno entusiasto delle monarchie petrolifere e dei paesi africani del Nord, che non hanno alcun scrupulo a fare ricatti economici. Già nel 1974, il dirigente algerino Hari Boumedienne vantava che l'islam avrebbe conquistato l'Europa “con il ventre delle nostre mogli„, una minaccia spesso ripresa dopo dal suo vicino libico, il Colonello Khadafi.

Attualmente l'esito del dramma in corso è imprevedibile, ma se si giudica dalla storia e ciò che é avvenuto in passato in India, in Europa ed altrove, i conflitti à venire tra i popoli di origine ed i nuovi venuti che aspirano apertamente a sostituirli non saranno realmente belli da vedere.

Fonte: Buenos Aires Herald
Pubblicato da Vituccio-Francesca a 12.58
10.12.2009
Bat Ye'Or : le référendum suisse est une défaite d'Eurabia
lundi 7 décembre 2009, par Paul Landau
[ http://www.mosci.info/ ]


Historienne, née en Egypte, Bat Ye’or a consacré toute sa vie à l’étude de la condition des minorités non-musulmanes (juive et chrétienne) en terre d’islam, qu’elle a décrite par le terme de "dhimmitude", objet de ses premiers livres (parmi lesquels Le Dhimmi, 1980 et Chrétientés d’Orient entre djihad et dhimmitude, 1991). Plus récemment, elle a étendu le champ de ses travaux aux prolongements actuels de la dhimmitude en Europe et en Occident, montrant comment le djihad se poursuit à notre époque et comment l’Europe est en train de se transformer radicalement, pour donner naissance à un nouveau continent, ou plutôt à une nouvelle réalité politique et culturelle, à laquelle elle a donné le nom d’Eurabia. Son livre du même nom * – largement ignoré par les grands médias en France – a eu un grand retentissement dans de nombreux pays et a été réédité sept fois aux Etats-Unis depuis 2005. Son dernier livre, Vers le Califat universel, a été récemment publié en Italie.

Paul Landau : Une récente polémique a opposé Riposte Laïque à la journaliste militante Caroline Fourest, qui siège au Conseil de la Fondation Anna Lindh pour le "dialogue entre les cultures". Pouvez-vous nous expliquer ce qu’est véritablement cette Fondation, pourquoi elle a été créée et quels sont ses objectifs ?

Bat Ye’or : La Fondation Anna Lindh (FAL) appartient au système transnational de gouvernance mis en place par l’Union Européenne. Depuis 2004 ce système s’est beaucoup développé et compte parmi ses plus importantes réalisations l’Alliance des Civilisations. Comment décrire ces organisations monstrueuses qui formatent la pensée des Occidentaux, de la naissance à la mort et dans tous les secteurs ? Vladimir Boukovsky a désigné ce système par le nom d’« UERSS » (EUSSR en anglais).

A l’instar du régime communiste, qui invoquait des objectifs humanitaires et pacifiques pour confisquer les libertés des peuples, ces systèmes de gouvernance transméditerranéenne et transnationale affichent des buts d’une haute tenue morale et d’une éthique politique irréprochable : état de droit, démocratie, droits de l’homme, établir la paix, l’amour et la compréhension entre les peuples, notamment entre Occidentaux et musulmans.

Pour parvenir à ce but fort louable, la Fondation Anna Lindh développe une stratégie visant à culpabiliser les Européens, à modifier leurs perceptions jugées racistes et intolérantes à l’égard de l’islam afin de préserver la paix et la sécurité en Méditerranée par le maintien des flux migratoires, le métissage des populations, le multiculturalisme et le gommage des identités culturelles et nationales.




La Fondation est donc au cœur du système d’Eurabia. Elle se définit comme un Réseau de réseaux et regroupe quarante Etats euroméditerranéens. Elle coordonne leurs réseaux nationaux et « fédère des centaines d’organisations civiles et institutionnelles », comme l’explique son site. Son Réseau compte des centaines d’ONG, d’universités, « associations, institutions publiques ou privées, de fondations sans but lucratif, de collectivités territoriales, toutes coordonnées par le chef de file de chaque réseau national ». Les Etats membres et la Commission Européenne assurent son financement.

L’organe suprême qui gère les orientations de la politique stratégique de la Fondation est le Conseil consultatif dont les recommandations sont transmises au Conseil des Gouverneurs, au Directeur et aux réseaux nationaux. A la tête de cette hiérarchie de la pensée unique siège le Président de la Fondation. Caroline Fourest est l’un des membres élus du Conseil Consultatif.

Les activités de la Fondation embrassent tous les secteurs culturels, artistiques, éducatifs, les programmes d’enseignement et les médias afin de conditionner, uniformiser et formater la pensée des Européens. La Fondation Anna Lindh est à l’origine de la pensée unique et du politiquement correct, qui emprisonnent la pensée et étouffent la critique dans ses myriades de réseaux. C’est elle qui fournit la nourriture intellectuelle qui alimente les peuples de l’Union européenne. Tout ce qui s’oppose à sa vision est éliminé par le boycott et le silence.

Paul Landau : Pouvez-vous nous rappeler qui est Anna Lindh ?

Bat Ye’or : Le nom pour une telle Fondation ne pouvait être mieux choisi, on le doit à Javier Solana, le grand concepteur de la politique méditerranéenne et de la gouvernance internationale de l’UE. Ce nom est celui du ministre des Affaires étrangères suédois dont la haine à l’égard d’Israël, selon les termes de l’ambassadeur d’Israël en Suède, Zvi Mazel « peut être seulement décrite comme pathologique. Sous son leadership, la Suède fut le pays de l’UE qui publia le plus grand nombre de condamnations unilatérales d’Israël ». Cette observation explique le choix du nom, de la personne, de la politique et de l’esprit de la FAL. Anna Lindh, comme Solana, nourrissait une admiration enthousiaste pour Arafat qui, comme on le sait, expérimenta sur les Israéliens toutes les formes de terrorisme aujourd’hui perpétrées en Occident et dans les pays musulmans.

La FAL travaille en synergie avec l’Organisation de la Conférence Islamique (OCI, 56 pays musulmans), et cette collaboration explique les modifications dans l’enseignement, la culture, les politiques et les orientations des médias dans l’UE. La FAL est un gouffre à milliards et bien que son siège soit à Alexandrie, elle n’a pas réussi à empêcher les attaques, les meurtres et les humiliations intolérables dont souffrent les Coptes, ainsi que les destructions de leurs biens et de leurs possessions dans divers villages d’Egypte.

En Turquie – pays qui aime donner des leçons de tolérance et où on aurait pu croire que les pauvres résidus des populations chrétiennes pré-islamiques, pourraient enfin jouir d’un peu de paix après les charniers du XXe siècle – les chrétiens du Tour Abdin (Mardin, Turquie) se voient contester la possession de leur antique monastère (4e siècle). Dans tout le monde arabe et particulièrement en Egypte, la littérature haineuse, loin de diminuer, a augmenté. C’est sans doute la FAL qui a formaté toute la désinformation concernant la riposte israélienne d’autodéfense contre les missiles lancés de Gaza durant sept ans sur la population civile israélienne.

Paul Landau : Comment interprétez-vous le résultat du référendum suisse sur les minarets et que répondez-vous à ceux qui y voient une atteinte à la liberté du culte (comme C. Fourest) ou une marque d’intolérance (comme B. Kouchner) ?

Bat Ye’or : Le peuple suisse a démontré son sens civique, son attachement à la démocratie et à la liberté. Il n’a pas porté atteinte au droit de culte des musulmans. Le minaret est un détail architectural et certains musulmans n’ont pas été choqués par cette interdiction. En même temps, ce vote a voulu mettre des limites aux demandes croissantes d’une population immigrée de fraîche date et maintenir le caractère national du territoire suisse. Le peuple suisse qui a 20% d’étrangers sur son sol est un peuple hospitalier et tolérant. Il reste fidèle aux principes qui en ont fait la plus ancienne démocratie d’Europe.

D’un autre côté, il faut espérer que ce vote puisse développer chez les musulmans une autocritique salutaire et la conscience des droits des autres peuples non musulmans qui les ont accueillis. L’émigration ne doit pas être une conquête, elle n’est pas un droit mais elle résulte d’une requête acceptée assortie du devoir de s’intégrer. Le peuple hôte reste maître chez lui. Puisque l’on nous répète à satiété que la majorité des musulmans ne sont pas religieux, cette interdiction qui ne lèse pas leur culte ne devrait pas les choquer. De fait, ce sont les lobbies eurabiens – qui sont leurs avocats – qui jettent de l’huile sur le feu.

Quant aux critiques émanant des pays européens voisins, les sondages effectués chez eux démontrent que leurs gouvernements ne représentent pas la volonté de leur peuple. En particulier le ’calife’ de Malmö, Carl Bildt – qui entend faire rentrer la Turquie en Europe et qui a déjà offert Jérusalem à l’OCI pour qu’elle en fasse le siège du Califat Universel, conformément à sa Charte de 2008 – il devrait consulter les populations européennes.

Paul Landau : Le référendum suisse est-il une défaite d’Eurabia ? Peut-il entraîner un coup d’arrêt à l’islamisation de l’Europe, et assiste-t-on à un sursaut des populations européennes ?

Bat Ye’or : Ce référendum est certainement une défaite d’Eurabia. Il met aussi en évidence l’écart entre la volonté des peuples et les politiques gouvernementales de l’UE. Cet écart est si énorme que l’on peut se demander s’il y a encore des démocraties dans l’UE. Quant à arrêter le processus d’islamisation de l’Europe, je ne le crois pas. Il faudrait pour cela revenir sur l’immense refonte démographique, politique et sociale de l’Europe qui fut menée durant 40 ans au niveau de la Commission Européenne par l’Association Parlementaire pour la Coopération Euro-Arabe, relayée par la Fondation Anna Lindh dans tous les secteurs, et l’Alliance des Civilisations, cette dernière liée à l’ONU.

Il faudrait aussi se rendre compte que les politiques intérieures et extérieures de l’Europe sont déjà déterminées par la globalisation, c’est-à-dire par les réseaux internationaux où collaborent l’Organisation de la Conférence Islamique, organe représentatif des 56 pays musulmans ou à majorité musulmane, la Ligue Arabe et leurs nombreux comités connexes. Ce sont ces réseaux complexes et sans visage qui dictent les politiques d’Eurabia et préparent l’avènement de la gouvernance internationale chère à Javier Solana où l’individu ne sera plus qu’une ombre.

Je crains toutefois qu’il y ait un durcissement général à l’encontre des droits démocratiques. En Hollande, le parlementaire Geert Wilders sera jugé pour avoir offensé les sensibilités religieuses des musulmans, en utilisant son droit constitutionnel de liberté d’expression. Mais les juges prendront-ils en considération la sensibilité de Geert Wilders, et celle des peuples européens dont la religion et les croyances sont l’objet de violentes attaques dans le Coran, les Hadiths et les livres religieux musulmans ? Et comment justifier que Wilders, citoyen hollandais, soit contraint de vivre avec des gardes du corps dans son propre pays, c’est-à-dire de subir la négation de tous ses droits humains ? Si les sensibilités religieuses ou culturelles des Hollandais sont négligées ou niées, c’est qu’on est déjà entré en Hollande dans le système asymétrique de la dhimmitude. Car on attend toujours que les musulmans modérés – vraiment bien muets – entreprennent une critique de ces textes si virulents à l’égard des autres peuples et acceptent d’en corriger la teneur.

Paul Landau : Que répondez-vous à ceux qui crient à la "théorie du complot" dès que l’on prononce le mot d’Eurabia ? (comme par exemple Caroline Fourest)

Bat Ye’or : Il y a aussi des gens qui nient la Shoah et les camps d’extermination même quand ils les voient sous leurs yeux. Et je ne parle pas ici de Caroline Fourest.

Ceux qui nient Eurabia sont ceux qui y participent. Car Eurabia se passe de démonstration. Elle est là en nous et autour de nous, ce n’est pas la réalité de demain mais celle d’aujourd’hui. Quand les synagogues et les cimetières juifs nécessitent une protection, comme l’exigent les églises dans les pays musulmans, c’est Eurabia. Quand des musulmans apostats ou libres penseurs et des intellectuels ou des politiciens doivent se cacher ou vivre avec des gardes du corps parce qu’ils offensent l’islam, ce n’est plus l’Europe des droits de l’homme mais Eurabia.

Quand des manifestations massives inondent les capitales d’Europe, en appelant à l’extermination d’Israël, ponctuées par des prières de milliers de musulmans sur le parvis des églises et dans les rues, c’est Eurabia. Les tribunaux de la charia fonctionnent en Angleterre et influencent l’enseignement de nombreuses universités. L’UE s’est déjà soumise à la loi de la charia concernant le blasphème, l’apostasie, la sujétion des femmes, la polygamie, les crimes d’honneur. Elle s’est jointe avec joie à l’exécration d’Israël et à la haine antisémite. Quel est le journal qui se hasarderait à donner une vision positive d’Israël ? Il n’y en a pas. D’ailleurs on ne peut même plus parler de l’Europe chrétienne ou de l’Europe des Lumières. Nous ne sommes plus dans un régime qui assure à chacun le libre exercice du culte et la liberté de pensée et d’expression, puisque des policiers et des gardes du corps sont nécessaires. Comme les dhimmis, nous devons observer un certain langage et nier notre identité.



Eurabia existe dans les villes peuplées de femmes voilées, dans les lieux où s’applique la charia, quand les idéologies politiques islamiques et la haine d’Israël fleurissent et quand les solides institutions démocratiques ne sont plus qu’un vague souvenir du passé. Elle se manifeste dans l’insécurité contrebalancée par les courbettes des leaders occidentaux, proclamant que l’islam féconda la civilisation occidentale. Comme si Jérusalem, Athènes et Rome qui en sont les sources vitales, se situaient en Arabie – comme si Gutenberg, Newton, Darwin, Louis Pasteur, Henri Dunant, Einstein s’étaient nourris du Coran.

Paul Landau : Quelles sont les racines historiques d’Eurabia ?

Bat Ye’or : Eurabia c’est l’enfant né de l’union de la Palestine avec le nazisme survivant après 1945 qui, étalé sur toute l’Europe, étreint et porte la Palestine, y enfouissant sa nostalgie lancinante de détruire Israël. Le pacte monstrueux d’Hitler et du Mufti de Jérusalem utilisa la passerelle ‘Palestine’ pour se poursuivre dans l’après-guerre. Quand Paul Dickopf, ancien officier SS de l’Abwehr, accède à la présidence d’Interpol en 1968 grâce aux votes arabes et laisse filer les terroristes palestiniens sous prétexte que le terrorisme n’est pas un crime mais un problème politique, c’est déjà Eurabia. **

Comme le dit une brochure de l’Association parlementaire pour la coopération euro-arabe (APCEA) publiée en 1994, la Palestine représentait l’une de ses causes essentielles ; elle la défendit si bien que sa participation au financement de l’Intifada de 1987 contre Israël draîna ses fonds. Dans cette brochure, l’Association reconnaît « le caractère discret de son travail, qui s’effectue en grande partie dans les couloirs des assemblées ». Elle se targue néanmoins de nombreux succès : le retour de la résolution 181 des Nations Unies de 1947 sur le devant de la scène, et l’adoption de ses propositions en 1980 par le Conseil des Ministres de la Communauté Européenne dans la ‘Déclaration de Venise’ qui entérinait la position de l’OLP et du monde arabe contre Israël. Elle en avoue encore d’autres dont l’émigration, tout en invoquant le devoir de discrétion.

Mon livre Eurabia s’appuie sur un nombre considérable de sources concernant les divers promoteurs et financements de cette politique menée dans la discrétion et qui conduit à cette situation qui n’est pas née par hasard. Je ne serais pas étonnée lorsque sous la bannière palestinienne d’Eurabia, les soldats eurabiens, passant du service d’Hitler à celui de la Palestine, et conduits par le calife de Malmö, se précipiteront pour ajouter à leurs trophées européens gagnés dans la Shoah, les restes du patrimoine d’Israël. Cette monstruosité s’appellera : ‘Paix, Justice et Amour de la Palestine’ et pour satisfaire Mgr Tutu : ‘Libération de l’Apartheid.’ Eurabia s’apprête à offrir Jérusalem à l’OCI pour qu’elle en fasse le siège du Califat Universel et pour que s’éteignent à jamais les lumières de l’Occident.

Propos recueillis par Paul Landau

* L’ouvrage fondamental de Bat Ye’or, Eurabia, l’axe euro-arabe, est paru en France aux éditions Jean-Cyrille Godefroy, 2006.

** Cet épisode est relaté par Karl Laske, Le Banquier noir, François Genoud, Seuil, Paris 1996.


Source : Riposte Laïque, 07.12.2009
Versione de 13/12/2009

A qualche amico e a qualche conoscenza del mondo dei media, della politica e delle comunità religiose ;
A tutte le persone interessate;

1. Dopo il voto sull’iniziativa anti-minareti (29 novembre 2009)

Dal terremoto alla ricostruzione
di Shafique Keshavjee1
(texte traduit du français par Gabriele Palasciano)

“C’è un tempo per distruggere ed uno per ricostruire” Ecclesiaste 3, 3
Il consenso del 29 novembre 2009 sull’iniziativa anti-minareti, da parte del 57,5% della popolazione
svizzera, è stato uno choc2.

* Choc per i promotori stessi che non si aspettavano un tale successo.
* Choc per altre personalità del mondo politico, mediatico e religioso che, opposti all’iniziativa, hanno
scoperto che una grande parte della popolazione svizzera non li aveva considerati.
* Choc per molti musulmani della Svizzera, dell’Europa e del mondo che, sovente, hanno scoperto che
qualcosa della loro religione era denunciata, criticata e discriminata.
* E, oggi, si aggiunge uno choc tra questi gruppi …

Non è facile avere una parola chiara su questo choc e sui suoi effetti, poiché è praticamente impossibile
indirizzarsi, con una stessa parola, a queste tre tipologie di pubblico cosi diverse e cosi disparate3.

Dunque, tre parole sono necessarie:

1. per i musulmani della Svizzera (dell’Europa e del mondo)
2. per i promotori dell’iniziativa
3. per gli oppositori all’iniziativa
A questo, occorre aggiungere una quarta parola per raggrupparle4.

1. Una parola per i musulmani della Svizzera (dell’Europa e del mondo)

Alla grande maggioranza dei musulmani che interpretano e vivono pacificamente l’islam, rispettando
coscienziosamente la Costituzione svizzera e le convenzioni dei diritti umani, è importante dire: “Questo
voto non è rivolto a voi!”. “Con voi, e tutti insieme, noi vogliamo continuare a creare una Svizzera aperta
e rispettosa dei suoi valori fondamentali che sono: la libertà, la democrazia, l’indipendenza, la pace, il
rispetto dell’altro e l’equità (cf. il Preambolo della Costituzione federale)”.

Diversamente, ad una piccola minoranza di musulmani che difendono un islam letteralista, militante e
conquistatore5, e che rispetterebbero strategicamente la Costituzione svizzera e i diritti umani (con lo
scopo di usufruire di questa libertà religiosa per imporre dei valori ed una forma d’islam dominatore), è
importante dire con la stessa chiarezza: “Questo voto si indirizza a voi!”. “Gli svizzeri6 non vogliono veder
sparire i loro valori giudeo-cristiani ed umanisti, e questi stessi valori non sono negoziabili”.

Leggere tutto qui: http://www.skblog.ch/public/Religions/Minarets/Dopo_il_voto_sull___...

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Muslim Terrorism Count

Thousands of Deadly Islamic Terror Attacks Since 9/11

Mission Overview

Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
3. SP Freedom from Voter Importation
Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
4. SP Freedom from Debt
The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

An additional Freedom from Religion is deducible if the law is applied equally to everyone:

  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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