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Occidente - Quaddafi, Wilders, e la Jihad contro la Svizzera (di Andrew Bostom, Autore)

Qaddafi, Wilders, e la Jihad contro la Svizzera

PajamasMedia 15.3.2010 - Di Andrew G. Bostom
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http://europenews.dk/en/node/30556 ]

 

Da quando i trionfi del profeta dell’Islam sono diventati l’ispirazione ultima per il Jihadismo, 14 secoli fa, gli islamici hanno specialmente riverito il bellicoso e conquistatore Muhammad di Medina. (Per un esempio pio contemporaneo, vedere di Yusuf AlQaradawi, "The Prophet Muhammad as a Jihad Model.”). Secondo un Hadith canonico (Sahih Muslim, Book 001, Number 0272), l’Islam essenzialmente appartiene a Medina, come un serpente alla sua tana, essendo la parola specifica “Veramente la fede (l’Islam) ritorna a Medina proprio come il serpente torna strisciando nel suo buco”.

Coerentemente con le virtù accettate dell’Islam predatorio medinese, ed il Jihadismo consacrato di Muhammad, il despota libico Muammar Qaddafi (Libyan despot Muammar Qaddafi) ha recentemente segnato il compleanno del profeta islamico (marked the Muslim prophet’s birthday) dichiarando una Jihad contro la Svizzera (jihad against Switzerland) “con tutti i mezzi”, inclusa la Jihad violenta. Questo è stato ostentatamente in risposta all’iniziativa svizzera per il divieto di costruire minareti (Swiss referendum banning construction of minarets:):

Non smetteremo la Jihad, perché è un dovere religioso. La Jihad costituisce un dovere religioso di auto-difesa. È la difesa della religione, combattere per il bene di Allah, per la difesa del profeta Muhammad, del Corano, e delle moschee …. Chiunque distrugga le moschee di Allah davanti agli occhi degli islamici vale una Jihad lanciata contro di esso. Se la Svizzera fosse situata al nostro confine, la combatteremmo, perché distrugge le moschee di Allah. La Jihad contro coloro che distruggono le moschee di Allah e i loro minareti è (vera) Jihad, e non terrorismo …. La Svizzera è un Paese infedele e peccatore che distrugge le moschee. La Jihad con tutti i mezzi possibili dovrebbe essere dichiarata contro di essa.

Egli descrive (decried) come “infedeli” tutti gli islamici che hanno continuato ad avere a che fare con la Svizzera, o gli editori europei delle banali caricature di Muhammad che sono originalmente apparse sul giornale danese Jyllands-Posten:

Qualsiasi islamico che compra prodotto svizzeri è un infedele. Lasciate che tutti gli islamici attorno al mondo lo sappiano. Qui c’è gente da tutto il mondo islamico. Qualsiasi islamico, ovunque nel mondo, che ha a che fare con la Svizzera è un infedele contro l’Islam, Muhammad, Allah e il Corano. Se continua ad avere a che fare con la Svizzera, e la gente che ha ritratto il profeta Muhammad nel modo più abominevole suoi loro giornali …. Se continuate ad avere a che fare con loro, comprando i loro prodotti, supportandoli, accettando i loro aerei, accentando le loro navi, e ospitando le loro ambasciate – non siete islamici. Qualsiasi islamico deve boicottarli.

La dichiarazione di Qaddafi ha esortato (exhorted) la comunità islamica globale:

Boicottate la Svizzera, i suoi prodotti, i suoi aerei, e le sue ambasciate. Boicottate questa comunità peccatrice ed infedele, che attacca le moschee di Allah. Le masse islamiche devono avanzare in tutti gli aeroporti del mondo islamico, e prevenire a tutti gli aerei svizzeri di planare. Essi dovrebbero avanzare nei porti e prevenire a tutte le navi svizzere di entrare. Dovrebbero spazzare i negozi e i mercati, rimuovendo i prodotto svizzeri. Allah ha detto: “lasciate che loro trovino durezza in voi”.

Proprio l’esempio della Libia indica che questi non sono vane minacce. Durante i mesi passati (Over the past two months) il governo di Qaddafi ha tagliato i rifornimenti di petrolio alla Svizzera, ha ritirato i capitali libici dalle banche svizzere, e si è mosso per chiudere tutte le compagnie svizzere attive in Libia – la Swiss Air è già stata fermata. Ed entro una settimana, entro giovedì 4 marzo, (Thursday, March 4), la chiamata di Qaddafi per la Jihad contro la Svizzera – manifestata come Jihad economica per ora – è stata sostenuta dai ministri della Lega Araba incontratisi al Cairo. I ministri della Somalia, dal Sudan, dall’Egitto, dal Marocco, dalla Mauritania, dall’Algeria, dal Djibouti, dalla Siria, dallo Yemen, dal Barhain, dal Kuwait, dagli Emirati Arabi Uniti, dalla Giordania, dall’Oman, dall’Arabia Saudita, dal Qatar, e dalla Tunisia, hanno tutti firmato un documento in supporto delle azioni della Libia, che ha pure denunciato la Svizzera quale “razzista”.

La diatriba sul sanzionamento jihadista di Qaddafi – ed il sostegno a lui da parte della Lega Araba – ignora le legittime preoccupazioni che l’elettorato svizzero ha espresso attraverso la loro leadership politica, ovvero il Partito Popolare Svizzero (SVP). Queste azioni verso gli svizzeri e l’Europa occidentale in genere da parte di Qaddafi, i suoi sostenitori della Lega Araba, ed altri leader islamici politici e religiosi, mostrano simultaneamente disconoscenza e minaccia imperialistica – comportamenti islamici archetipici (archetypal Islamic behaviors) verso le civiltà infedeli.

Per esempio, la brutale conquista jihadista araba, la colonizzazione ed il governo basato sulla Shari’a di una parte d’Europa occidentale per otto secoli (dall’VIII fino al XV), sebbene centralizzato nella Penisola iberica della miticamente tollerante Spagna islamica (mythically tolerant Muslim Spain), ha incluso devastazioni che hanno circondato quella che è ora la Svizzera moderna.

Charles Emmanuel Dufourcq, l’eminente storico delle campagne jihadiste islamiche arabe durante l’Europa occidentale medievale, ha descritto come gli invasori islamici abbiano raggiunto la Svizzera dal loro bastione ben stabilito in Provenza. Penetrando attraverso il nord, l’est ed il nord-est:

Essi hanno raggiunto Gap (~ 100 miglia a nord-est di Marsiglia) e Grenoble (che hanno assediato per circa vent’anni a metà del decimo secolo), sono avanzati fino ai passi montagnosi nelle alpi, che hanno controllato, facendo che tutti quelli che li attraversavano pagassero una tassa, in particolare presso il Gran San Bernardo (fra l’Italia e la Svizzera) …. Sono arrivati nel Vallese (un Cantone svizzeri), fino all’Abbazia di San Gallo (attualmente la città svizzera di San Gallo), diventando … “i padroni della Svizzera” per una decade o così (durante la fine del IX secolo).

I maggiori clerici e leader islamici contemporanei quali Sheikh Yusuf al-Qaradawi (leader “spirituale” della Fratellanza Musulmana), l’ex primo ministro turco Necmettin Erbakan,  Qaddafi stesso (Qaddafi himself), hanno apertamente esaltato questo passato imperialista (imperialist past) quale prologo per i moderni sforzi atti a cercare l’islamizzazione d’Europa. La fatwa pubblica che Qaradawi ha pubblicato il 2 dicembre 2002, chiedendo con urgenza agli islamici di conquistare l’Europa dichiarando: “l’Islam tornerà in Europa quale conquistatore e vittorioso dopo essere stato espulso da essa due volte – una volta dal sud, dall’Andalusia, e una seconda volta da est, quando ha bussato diverse volte alle porte di Atene”.  Sheikh Qaradawi ha stabilito (ruled), inoltre, che gli islamici dovrebbero riconquistare “le vecchie colonie islamiche presso Andalus (Spagna),  il sud Italia, la Sicilia, i Balcani, e le isole mediterranee”.

Simili sentimenti sono stati reiterati in modo egualmente stridente dai leader islamici europei presso una conferenza intitolata “Islam in Europa”, che ha accompagnato l’apertura della nuova moschea di Granata (the new Granada Mosque.), il 10 luglio 2003. L’oratore chiave a questa cosiddetta conferenza “ecumenica”, Umar Ibrahim Vacillo, un leader islamico spagnolo, ha implorato gli islamici di causare un collasso economico delle economie occidentali (dandosi alle monete d’oro e smettendo di usare le monete occidentali), mentre il leader islamico tedesco Abu Bakr Rieger ha detto all’auditorio di non adattare le lroo pratiche religiose islamiche (not to adapt their Islamic religious practices) per accomodare i valori europei (ovvero l’Illuminismo occidentale?).

Queste esortazioni, eclatanti e ripetute per un soggiogamento islamico d’Europa – un contesto ignorato dalle “analisi” dei media principali – hanno motivato il Partito Popolare Svizzero (SVP) all’iniziativa di successo (successful referendum) per vietare i minareti.

Il SVP si è riferito ai minareti (SVP has referred to minarets) come un accessorio all’adorazione, ovvero uno strumento per la chiamata islamica alla preghiera (o Adhan), e “un segno di dominazione”. Questa dichiarazione è meritevole? Certo che sì, secondo la voce ufficiale sui minareti sulla venerabile Encyclopedia of Islam. I minareti ottomani, in particolare, sono il classico esempio del loro ruolo duale “quale segno di potere, e strumenti per l’Adhan”. Nonostante le vedute islamiche ortodosse per cui i minareti sono ornamenti in necessari – e più precisamente da parte degli utili mostri dell’”Islam radicale” nella nostra era, i wahhabiti – gli ottomani hanno costruito:

… lance gigantesche, a forma di spillo, raggruppate per proteggere, come guardie d’onore, attorno alla cupola reale, hanno un impatto distintamente aggressivo e cerimoniale, largamente dipendente dalle loro proporzioni senza precedenti; il paio di minareti fiancheggianti la cupola Süleymaniye sono entrambi circa 70 metri.

Perciò la realtà storica oggettiva supporta la dichiarazione (claim) del SVP per cui “l’Islam non fa distinzione fra Chiesa e Stato, tanto che i minareti diventano l’espressione dell’influenza di natura non solo religiosa, ma politica. Il concetto è incompatibile con la tradizione secolare occidentale”.

Il parlamentare SVP Oskar Freysinger ulteriormente rigetta ogni pregiudizio anti-isalmico, ma ri-afferma (re-asserts):

Non vogliamo minareti …. Il minareto è un simbolo dell’Islam politico e aggressivo, è un simbolo della legge islamica. Nel momento in cui hai minareti in Europa., significa che l’Islam avrà preso il comando.

Le argomentazioni del SVP sono sostenuti dallo sfacciato discorso dell’allora maggiore di Istambul, attuale primo ministro turco Erdogan, che ha dichiarato nel 1997: "Le moschee sono le nostre baracche, le cupole i nostri elmi, i minareti sono le nostre baionette e i fedeli sono il nostro esercito”.

Mercoledì 3 marzo 2010, i votanti olandesi hanno consegnato un messaggio democratico persino più forte (March 3, 2010, Dutch voters delivered an even stronger democratic message), rigettante l’islamizzazione d’Europa, ironicamente solo qualche ora prima che la dichiarazione di Qaddafi di Jihad contro la Svizzera fosse raggiunta dai suoi correligionari presso la Lega Araba (was joined by his co-religionists in the Arab League.). Il Partito Per la Libertà (PVV) di Geert Wilders, partecipando per la prima volta alle elezioni municipali locali, ha vinto copiosamente ad Almere, una città di 200'000 abitanti. Il PVV è pure diventato il secondo partito per grandezza presso La Hague, la terza città più grande del Paese. Dati dei sondaggi (Polling data) indicano ora che il PVV potrebbe diventare il partito politico più grande dei Paesi Bassi, dopo le elezioni parlamentari nazionali di giugno.

Wilders ha celebrato queste vincite elettorali locali e prospettive nazionali ottimistiche, durante il suo rimarchevole discorso (remarkable address) dato a Londra, presso il parlamento britannico House of the Lords, venerdì 5 marzo. Ha invocato Winston Churchill, che in un commento del 1899 sull’Islam, nel libro "The River War” — una narrativa di prima mano del grande primo ministro britannico, che incontra il Jihadismo in Sudan in virtù di giovane ufficiale militare:

Non esiste al mondo una forza retrograda più potente. Lungi dall’essere moribondo, il Mohammedanesimo è una fede militante e proselita. Si è già diffusa attraverso l’Africa centrale, facendo crescere guerrieri senza paura ad ogni passo; e se non fosse che la Cristianità è protetta dalle forti braccia della scienza – la scienza contro cui ha vanamente lottato – la civiltà dell’Europa moderna potrebbe cadere, come è caduta la civiltà dell’antica Roma.

Wilders è stato d’accordo con la presentazione storica di Churchill, e poi ha fornito (provided) un’accurata analisi razionale dottrinale in merito alla natura bellicosa dell’Islam, e alla sua rilevanza attuale per l’Europa, cosa che trova adeguato riferimento nelle affermazioni di Qaddafi del 2006:

Non ho problemi ed il mio partito non ha problemi con gli islamici in quanto tali. Ci sono molti islamici moderati. La maggioranza degli islamici sono cittadini che accettano la legge e vogliono vivere una vita pacifica come voi ed io vogliamo. Io so ciò. Questo è il motivo per cui  io faccio sempre una chiara distinzione fra la gente, gli islamici, e l’ideologia; fra l’Islam e gli islamici. Ci sono molti islamici moderati ma non c’è una cosa come l’Islam moderato. L’Islam combatte per la dominazione mondiale. Il Corano comanda agli islamici di esercitare la Jihad. Il Corano comanda agli islamici di installare la legge della Shari’a. Il Corano comanda agli islamici di imporre l’Islam al mondo intero …. L’Islam non è meramente una religione, è principalmente un’ideologia totalitaria. L’Islam vuole dominare tutti gli aspetti della vita, dalla culla alla tomba. La legge della Shair’a è una legge che controlla ogni dettaglio della vita in una società islamica. Dalla legge civile e di famiglia, alla legge criminale. Determina come uno debba mangiare, vestirsi e persino usare la toilette. L’oppressione delle donne è bene, bere alcohol è male. Credo che l’Islam non sia compatibile con il nostro modo di vita occidentale. L’Islam è una minaccia per i valori occidentali. L’eguaglianza di uomini e donne, l’uguaglianza degli omosessuali e degli eterosessuali, la separazione di Chiesa e Stato, la Libertà di parola, essi sono tutti sotto pressione a causa dell’islamizzazione. L’Islam e la Libertà, l’Islam e la Democrazia, non sono compatibili.

Come ha detto l’ex primo ministro turco Erbakan: “L’intera Europa diventerà islamica. Conquisteremo Roma”. Il dittatore libico Qaddafi ha detto: “Ci sono decine di milioni di islamici nel Continente europeo oggi, ed il loro numero è in aumento. Questa è una chiara indicazione che il Continente europeo sarà convertito all’Islam. L’Europa diventerà un giorno, presto, un Continente islamico”. E proprio, per una volta nella sua vita, Qaddafi stava dicendo la verità.

Tag: BatYeor, Europa, GeertWilders, Immigrazione, ImmigrazioneIslamica, Islamizzazione, IslamizzazioneCoscienze, Jihad, LegaAraba, LibertaEspressione, Altro...Libia, Occidente, PVV, Qadafi, RelativismoCulturale, SVP, Sharia, SupremazismoIslamico, Svizzera, Turchia, WinstonChurchill, YusufAlQaradawi

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Risposte a questa discussione

Le acute concezioni di Wilders, se smussate, articolano le realtà contemporanee mentre riaffermano le visioni essenziali sull’Islam, osservate da grandi scolari i cui lavori sono antecedenti il malsano flagello del Relativismo culturale, dei giorni nostri.

Jacob Burckhardt (d. 1897), una figura iconica negli annali della storiografia occidentale, credeva che fosse dovere solenne degli eredi della civiltà occidentali, di studiare e prendere atto della loro propria unica eredità culturale – iniziando dalla cultura e dall’eredità della classica Atene. Burckhardt enfatizza come il concetto occidentale di Libertà fosse stato generato ad Atene, dove la sua fioritura è stata accompagnata dalla produzione di alcune delle opere letterarie e artistiche più sublimi della storia. Inoltre, mentre Burckhardt ha affermato l’irriducibile natura della libertà, un’accettata eguaglianza di fronte alla legge, egli ha denigrato la nozione – un dogma pervadente, rigidamente applicato nel presente – per cui tutti i modi di vita, le opinioni e le credenze fossero di eguale valore. Burckhardt ha opinato che questa reductio ad absurdum concettuale avrebbe distrutto la cultura occidentale, annunciando un ritorno al Barbarismo. E all’opposto dell’eredità occidentale di Atene – riassunta dalla Libertà – Burckhardt si è riferito all’Islam quale ideologia dispotica (Islam as a despotic) e totalitarista:

Tutte le religioni sono esclusive, ma l’Islam è piuttosto notevolmente così, ed immediatamente si è sviluppato in uno Stato che è sembrato essere tutto d’un pezzo con la religione. Il Corano è il suo libro di legge spirituale e secolare. I suoi statuti abbracciano tutte le aree della vita ... e rimangono fissi e rigidi; … (imponendo) questa natura su molte nazionalità e perciò (rimodellandole) per sempre (tramite un asservimento spirituale estensivo e profondo!). Questa è la forza intrinseca dell’Islam. Allo stesso tempo, la forma d’impero mondiale, come pure quella degli stati derivanti gradualmente da esso, non può essere altro che una monarchia dispotica. La vera ragione e scusa per l’esistenza, che è la guerra santa e la possibile conquista del mondo, non forgiano nessun’altra forma.

La più schiacciante prova della forza reale ed estremamente dispotica dell’Islam, è il fatto che esso è stato in grado di invalidare, in una tanto larga misura, l’intera storia (costumi, religione, precedente modo di vedere le cose, precedente immaginazione) della gente convertita ad esso. Ha realizzato ciò solo instillando dentro di loro una nuova arroganza religiosa che era più forte di qualsiasi altra cosa e li ha indotti a vergognarsi del loro passato.

G.H. Bousquet (d. 1978), uno dei principali scolari del XX secolo di legge islamica (Islamic law), ha spiegato come l’istituzione unica dell’Islam, quella della guerra della Jihad e dell’eterna richiesta d’imporre la Shari’a su tutta l’umanità, rappresenti la quintessenza del totalitarismo islamico. Scrivendo nel 1950, Bousquet (p. 104) mette ulteriormente in guardia su come queste dottrine islamiche antiche siano rimaste vive, e rilevanti per l’era moderna:

L’Islam dapprima è apparso al mondo quale sistema doppiamente totalitarista. Ha reclamato d’imporre sé stesso sul mondo intero e ha pure reclamato, tramite la divinamente designata legge muhammedana, secondo il principio del fiqh, di regolare fino ai più piccoli dettagli dell’intera vita della comunità islamica e di qualsiasi individuo credente …. Visto da quest’angolo, lo studio della legge muhammedana (per quanto secca e privativa possa apparire a quelli che confinano loro stessi allo studio indispensabile del fiqh), è di grande importanza per il mondo oggi.

L’appropriata prospettiva di Geert Wilders sul totalitarismo islamico lo conduce a formulare posizioni egualmente dirette – sia ideologiche che politiche – che egli enumera pure nel suo discorso del 5 marzo (March 5 speech) presso la House of Lords:

Dapprima, dobbiamo difendere la Libertà di parola. Questa è la più importante delle nostre libertà. In Europa e certamente nei Paesi Bassi, abbiamo bisogno di qualcosa come il Primo Emendamento americano. Secondariamente, dobbiamo finirla con il Relativismo culturale e liberarci di esso. Ai relativisti culturali, i socialisti della Shari’a, io dico orgogliosamente: la nostra cultura occidentale è molto superiore alla cultura islamica. Non abbiate paura di dirlo. Non siete razzisti quando voi dite che la nostra propria cultura è meglio. Terzo, dobbiamo fermare l’immigrazione di massa dai Paesi islamici. Poiché più Islam significa meno libertà. Quarto, dobbiamo espellere gli immigrati criminali e, secondo il processo di de-naturalizzazione, dovremo espellere criminali con una doppia nazionalità. E ce ne sono molti di costoro nel mio Paese. Quinto,dovremo proibire la costruzione di nuove moschee. C’è sufficiente Islam in Europa. Specialmente dal momento che i cristiani in Turchi, Egitto, Iraq, Iran, Pakistan ed Indonesia vengono maltrattati, dovrebbe esserci uno stop alla costruzione di moschee in Occidente.

Nel 1978, Dufourcq era preoccupato (persino allora) che il revisionismo storico e culturale potesse precipitare una ricorrenza di:

… lo sconvolgimento realizzato sul nostro Continente (ovvero l’Europa) dalla penetrazione islamica più di mille anni fa … con altri metodi.

Entro l’inizio degli anni Novanta, Bat Ye’or aveva già osservato che l’Islam europeo (Bat Ye’or had already observed that European Islam) stava aderendo alla sua ortodossia supremazista tradizionale, non facendo alcuno sforzo per eliminare dottrine incompatibili con il vero ecumenismo ed il core dei valori dell’Illuminismo europeo:

Non vedo seri segni di europeizzazione dell’Islam, da nessuna parte, una mossa che si esprimerebbe in … una veduta auto-critica della storia dell’Imperialismo islamico … siamo anni luce da un simile sviluppo …. Al contrario, penso che stiamo partecipando all’islamizzazione d’Europa, riflessa sia in accadimenti quotidiani e nel nostro modo di pensare … Tutto il fanatismo razzista che permea i Paesi arabi e l?Iran è stato manifestato in Europa negli anni recenti.

Muammar Qaddafi incorpora un simile supremazismo ed una simile belligeranza islamici quintessenziali – testimone ne è la sua chiamata alla Jihad contro la Svizzera, che è stata validata da rappresentanti dell’intera Ummah arabo-islamica (representatives of the entire Arab Muslim umma). In modo tangenziale, bizzarri aspetti del suo comportamento – ossessivamente messi in luce (obsessively highlighted) dai media principali (mainstream media) e dalle cosiddette pubblicazioni analitiche (so-called analytical publications) – sono confluiti in questa realtà preoccupante, quasi a voler volontariamente distrarre dalla minaccia jihadista che il regime libico di Qaddafi ha posto continuamente per più di quattro decadi. Il ritratto di Geert Wilders da parte delle stesse classi chiacchierone e dagli stessi analisti, è pure un egualmente deliberato simulacro della realtà, costruito con l’intento opposto. Il programma che traspare nella caratterizzazione di Wilders, è quello di demonizzare il politico d’Europa occidentale più informato e coraggioso, che resiste all’effettivo Jihadismo che Qaddafi rappresenta, indipendentemente dai comportamenti meramente bizzarri di Qaddafi. Ma l’iniziativa svizzera sui minareti, e persino più empaticamente, il fiorente supporto olandese per Wilders e il suo PVV, indicano che gli europei ordinari rigettano la capitolazione al supremazismo islamico, che i loro media culturalmente relativisti e le loro élite politiche deliberatamente spalleggiano.

Andrew Bostom (http://www.andrewbostom.org/blog/) è autore di "The Legacy of Jihad: Islamic Holy War and the Fate of Non-Muslims" – L’Eredità della Jihad: la Guerra santa islamica e il Fato dei non-islamici - (2005/2008) e "The Legacy of Islamic Antisemitism: From Sacred Texts to Solemn History" – L’Eredità dell’Anti-semitismo islamico: dai Testi sacri alla Storia solenne - (2008).

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