The 4 Freedoms Library

It takes a nation to protect the nation

Stati Uniti - Former Muslims United: nuova Organizzazione ufficiale di Apostati dell'Islam

Apostati dall’Islam americani, dichiarano la loro Libertà
Gates of Vienna - 24 Settembre 2009, di Baron Bodissey

Nonie Darwish è una conosciuta Ex-islamica. È nata in Egitto, si è convertita dall’Islam, e ora vive negli Stati Uniti. Ma persino qui – in un Paese dove la Libertà di Parola e di Religione sono costituzionalmente garantite – lei affronta Intimidazioni e Maltrattamenti per essersi permessa di lasciare l’Islam.

Come ha scritto ieri ( wrote yesterday ) Phyllis Chesler:

Nonie Darwish, la più calorosa, mentalmente sana, Egiziana con i minori Pregiudizi che io conosca, è stata sia attaccata che non ancora difesa dall’Élite amministrativa del Whittier College Law School (Scuola di Diritto), dove è previsto che parli oggi in Giornata. Secondo Steven Emerson, la Muslim Student Association (Associazione di Studenti islamici) del Campus, ha diffamato Darwish ed ha cercato di fermare la sua Presentazione o quantomeno di posticiparla.

Non sorprende. Si sono specializzati in simili Demonizzazioni e Campagne di Censura. La Darwish perora la Causa delle Donne islamiche i cui Diritti umani vengono seriamente violati dalla Legge della Shari’a. Ma gli Amministratori accademici della Whittier Law School non hanno vigorosamente difeso il suo Diritto di parlare, e nemmeno hanno lodato il suo Lavoro. Ciò è imperdonabile; secondo Emerson, capita spesso che una Donna sia anche una Femminista.

Questo è un Processo che è diventato fin troppo familiare negli scorsi Anni, quando coraggiosi Apostati dell’Islam sono stati abbandonati sia da Libertari civili che Femministe. L’Ipocrisia della Sinistra progressista è ora completamente esposta: i Diritti umani che hanno putativamente sostenuto per tutti questi Anni non sono universali. Quando l’Islam entra dalla Porta, la Sinistra diventa improvvisamente e misteriosamente silente in merito al Diritto degli Islamici di scegliersi il loro proprio Destino.

Comunque, gli Ex-islamici d’America non stanno aspettando l’Approvazione della Sinistra per dichiarare la loro Libertà. Essi hanno organizzato un nuovo Gruppo chiamato Former Muslims United (Ex-islamici uniti), sotto la Leadership di Nonie Darwish, Mohammed Asghar, Amil Imani, Wafa Sultan e Ibn Warraq:

Former Muslims United è stato creato a Settembre 2009, da un Gruppo di prominenti Apostati dall’Islam americani – Nonie Darwish (Direttrice), Mohammed Asghar, Amil Imani, Wafa Sultan, e Ibn Warraq – per educare il Pubblico americano e gli Attori politici in merito alla Necessità di rifiutare la Minaccia della Shari’a autoritaria alla Libertà religiosa e la Sicurezza degli Ex-islamici. La nostra Campagna nazionale per i Diritti civili e la Sicurezza fisica per gli Ex-islamici è stata lanciata con la Creazione della Promessa – per i Leaders islamici – di firmare “La Promessa islamica per la Libertà religiosa e la Sicurezza dal Pericolo per gli Ex-islamici”.

Ad un primo Gruppo di Leaders islamici è stata inviata la Promessa in Coincidenza con la Data del 25 Settembre 2009.

Avrei qualcosa in più da dire in merito alla Promessa di cui sopra. Ma dapprima, alcuni Estratti dalla Missione del Gruppo:

1.
Sviluppare un Contesto legale per assicurare il Diritto civile agli Individui e alle Organizzazioni americani di fornire un Rifugio agli Ex-islamici senza essere assoggettati a Penalità legali o Minacce.

2.
Chiamare tutti gli Islamici e i loro Leaders spirituali a rigettare, pubblicamente e senza Riserve o Eccezioni, qualsiasi Dottrina della Shari’a che permette o rivendica la Punizione o la Discriminazione contro gli Ex-islamici, incluse l’Intimidazione e le Minacce contro Persone o Proprietà. Questo Rigetto della Violenza si applica agli Individui, alle Autorità della Shari’a, ai Tribunali islamici o ad altri Corpi della Shari’a, ai Governi, e ai Corpi para-governativi.

3.
Formare un Gruppo di Supporto per rafforzare e dare Conforto agli Ex-islamici rendendoli in grado di levarsi per le loro Libertà religiose sotto la Costituzione degli Stati Uniti.

[…]

7.
Chiedere ai Leaders islamici di rigettare e denunciare qualsiasi Letteratura islamica che chiama alla Morte o ad altre Punizioni per gli Ex-islamici.

I Membri di Former Muslims United stanno affrontando la Questione più urgente che può essere affrontata da coloro che hanno scelto di lasciare l’Islam. In qualsiasi Paese dove c’è un Numero significativo di Islamici, gli Apostati affrontano il Rischio di Morte per Mano dei loro vecchi Compagni. L’Islam permette – e meglio richiede – la Pena di Morte per Apostasia, come pure per altri Crimini quali la Blasfemia e l’Adulterio.

Poiché le Scritture della Shari’a vanno in Senso contrario rispetto alle Libertà garantite dalla Costituzione degli Stati Uniti, Former Muslims United richiede che i Leaders islamici negli Stati Uniti affermino specificatamente e inequivocabilmente i Diritti civili degli Ex-islamici, rinunciando alla Shari’a ovunque contraddica questi Diritti.

Venerdì 25 Settembre 2009 – dopodomani – 50'000 Islamici è previsto che si raccolgano in Preghiera sulla Capitol Hill. FMU ha scelto questa Occasione per omaggiare i Leaders islamici americani con la Promessa di Libertà. La Lettera di Presentazione della Promessa afferma:
Vi spediamo questa Lettera perché la riceviate il 25 Settembre 2009. In questa Data, 220 Anni fa, nel 1789, il Congresso statunitense ha passato il Bill of Rights (Nota sui Diritti). Questa è la Data giusta per presentare la nostra Promessa al Mondo, poiché il primo di questi Diritti garantisce la Libertà religiosa e la Libertà di Parola. Questi Diritti sono, come dichiara la nostra Dichiarazione di Indipendenza, inalienabili – essi non possono essere negati ad Alcuno di noi. Per gli Ex-islamici, che attraverso la Storia hanno perso le loro Libertà e le loro Vite quando hanno lasciato l’Islam, sia il Primo Emendamento che la Dichiarazione d’Indipendenza hanno un Significato speciale.

Quali Fondatori di Former Muslims United, ora noi mettiamo in Pegno le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore, per far realizzare agli Ex-islamici i loro inalienabili Diritti alla Vita, alla Libertà e alla Ricerca della Felicità. Noi reclamiamo questi Diritti quali Fondamento per il nostro Diritto alla Libertà dalla Shari’a. Noi vi chiediamo con Urgenza di raggiungerci.
La nostra Richiesta è semplice. Il Bisogno è urgente. Per Favore, firmate la Promessa e incoraggiate Altri nella vostra Organizzazione a fare altrettanto. Attendiamo la vostra Risposta.
E la Promessa di Libertà stessa recita:

La Promessa islamica per la Libertà religiosa e la Sicurezza dal Pericolo per gli Ex-islamici
Considerato che:Tutte le quattro Scuole di Legge islamica sunnita (hanafi, maliki, shafi’i, e hanbali), come pure le altre Scuole maggiori di Legge islamica shiita (al-isma iliyyun e ithna ashariyya), all’Unanimità concordano che un Ex-islamico maschio, pure conosciuto come un Apostata, debba essere giustiziato. Mentre alcune ritengono che un’Apostata donna debba pure essere giustiziata, the Encyclopedia of Islamic Law: A compendium of the Major Schools (l’Enciclopedia delle Legge islamica: un Compendio delle Scuole maggiori), adattata da Laleh Bakhtiar, dichiara che lei debba essere imprigionata o picchiata cinque Volte al Giorno finché non si penta o muoia. Queste specifiche Autorità islamiche legali, mondialmente riconosciute, hanno raggiunto il seguente Consenso:

1) il Capo del Concilio delle Fatata di Al-Azhar, Abdullah Al-Mishadd, presso l’Università di Al-Azhar, l’Autorità preminente della Shari’a, ha sortito una Fatwa il 23 Settembre 1978: “Quest’Uomo ha commesso Apostasia; deve essergli data la Possibilità di pentirsi, e se non lo fa, allora deve essere ucciso secondo la Shari’a. Per quanto concerne i suoi Figli, finché sono bambini sono considerati islamici, ma dopo che hanno raggiunto l’Età della Pubertà, se essi rimangono con l’Islam essi sono islamici, ma se essi lasciano l’islam e non si pentono essi devono essere uccisi …”;

2) il Muftì del Libano, a Beirut, ha sortito una Fatwa il 13 Novembre 1989: “Ora, se l’Apostata (maschio o femmina) persiste nella sua Apostasia, gli dovrebbe essere data la Possibilità di pentirsi, prima della sua Messa a Morte, per Rispetto del suo Islam. Un Fraintendimento da Parte sua potrebbe aver avuto luogo, e ci sarebbe perciò un’Opportunità di rettificarlo. Spesso l’Apostasia ha luogo a Causa di un’Offerta (o per Induzione). Così, l’Islam deve essere presentato ad un Apostata, le Cose devono essere chiarite, e il suo Peccato deve essere reso manifesto. Egli dovrebbe essere imprigionato per tre Giorni, così che possa avere l’Opportunità di riflettere sulla sua Situazione. Questo Periodo di tre Giorni è stato considerato adeguato. Ma se l’Uomo o la Donna non si pentono del loro Raddah, ma continuano a persistere in Ciò, lui o lei dovrebbero essere messi a Morte …”;

3) Ibn Rushd (Averroè), The Distinguished Jurist’s Primer (Testo elementare del Giurista distinto), “Capitolo sul Hukm del Murtadd (Apostata)” Volume II, (P. 552), Sezione 56.10: “Un Apostata, se catturato prima che dichiari Guerra, deve essere giustiziato come d’Accordo nel Caso di un Uomo, in Base alle Parole del Profeta (la Pace di Dio e le Benedizioni su di lui), “Uccidete coloro che cambiano la loro Religione”. Essi hanno discordato in merito all’Esecuzione di una Donna, e se debba esserle chiesto di pentirsi prima dell’Esecuzione. La Maggioranza ha detto che una Donna (Apostata) debba essere giustiziata …”.

4) Ahmad ibn Naqib Al-Misri, Reliance of the Traveller (Dipendenza del Viaggiatore), Traduzione approvata dall’Accademia islamica di Ricerca di Al-Azhar, e da IIIT, 1994, (P. 595): “08.1 Quando una Persona che ha raggiunto la Pubertà ed è in grado d’intendere e di volere volontariamente apostata dall’Islam, merita di essere uccisa ....”; “08.4 Non c’è Indennità (da pagare) per aver ucciso un Apostata (oppure: non c’è alcuna Espiazione, poiché è uccidere qualcuno che merita di morire).”;

5) Ismail R. Al-Faruki, il Fondatore dell’International Institute of Islamic Thought (IIIT, Istituto internazionale di Pensiero islamico), Islam, 1979, (P. 68): “Ciò è il Motivo per cui la Legge islamica ha trattato la Gente che si convertiva via dall’Islam come Traditori politici …. (L’Islam) deve avere a che fare con i Traditori, quando condannati dopo dovuto Processo di Legge, sia con l’Esilio, con l’Imprigionamento a Vita, o con la Pena capitale … ma una volta che la loro Conversione è proclamata, si deve avere a che fare con loro come Traditori dello Stato.”;

6) Louay Safi, l’Ex-direttore esecutivo dell’IIIT e il Direttore esecutivo dell’Islamic Society of North America’s (ISNA, Società islamica del Nordamerica), Leadership Development Concil (Concilio per lo Sviluppo della Leadership), “Peace and the Limits of War” (La Pace e i Limiti della Guerra), IIIT Publication, 2003 (P. 25): “Una quieta Diserzione dei Doveri islamici personali non è una Ragione sufficiente per infliggere la Morta ad una Persona. Solo quando la Diserzione della Persona è usata quale Strumento politico per istigare una Condizione di Disordine, oppure una Rivolta contro la Legge dell’Islam, l’Apostata individuale può essere messo a Morte quale giusta Punizione per il suo Atto di Tradimento e per il Tradimento della Comunità islamica.”;

7) lo Sceicco Syed Abul A’ala Maududi, Autorità islamica pakistana, “ The Punishment of the Apostate According to Islamic Law” (La Punizione dell’Apostata secondo la Legge islamica), Traduzione di Syed Silas Husain, 1994: “In qualsiasi Caso il Cuore del Problema è che i Figli nati da Lignaggio islamico saranno considerati islamici, e secondo la Legge islamica la Porta dell’Apostasia non dovrà mai essere aperta loro. Se qualcuno di loro rinuncia all’Islam, sarà meritevole di Esecuzione quale Persona che ha rinunciato al Kufr (Miscredenza) per diventare islamica, e nuovamente ha scelto la Via del Kufr. Tutti i Giuristi dell’Islam concordano con questa Decisione. Su questo Soggetto non esiste assolutamente alcuna Differenza fra gli Esperti della Shari’a.”.Perciò:Per supportare i Diritti civili degli Ex-islamici, pure conosciuti come Apostati dall’Islam, io sottoscrivo “La Promessa islamica per la Libertà religiosa e la Sicurezza dal Pericolo per gli Ex-islamici”:

Rinuncio, la ripudio e mi oppongo a qualsiasi Intimidazione fisica, o verbale, o Punizione corporale degli Apostati dall’Islam, in qualsiasi Modo questa Punizione possa essere determinata e portata avanti, da me stesso o da qualsiasi altro Islamico, inclusa la Famiglia, la Comunità, i Leaders della Moschea, il Tribunale o il Giudice della Shari’a, il Governo o il Regime islamico, dell’Apostata.

Questa ispirata Iniziativa è un’Arma preziosa tesa proprio al Cuore del Dilemma affrontato dagli Islamici americani.

Se, come essi ripetutamente acclamano, i Leaders islamici veramente supportano la Libertà politica e i Diritti garantiti dalla Costituzione degli Stati Uniti, allora essi non dovrebbero avere alcun Problema a firmarla.

D’altra Parte, se essi la firmano, essi stanno violando i Princìpi della loro propria Religione, come codificata nel Corano e negli Ahadith e supportati da 1'400 Anni di Tradizione giuridica islamica. Coloro che acconsentono di firmare la Promessa diverranno perciò vulnerabili di Vendetta proprio da Parte della stessa Gente che minaccia Nonie Darwish, Wafa Sultan, e tutti gli altri Americani che hanno scelto di lasciare l’Islam.

I Leaders islamici americani iniziano ad essere messi alle Strette. Come risponderanno?

Fonte: http://europenews.dk/en/node/26487

Tag: AbulKasem, AmilImani, ControJihad, FormerMuslimsUnited, LibertaEspressione, MohamedAsghar, NonieDarwish, StatiUniti, WafaSultan

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Risposte a questa discussione

Associazione islamica studentesca statunitense: “Libertà dalla paura” verso “Libertà di espressione”
Jerry Gordon, The Iconoclast, 23 ottobre 2009

***

Gli apostati Mohammed Asghar e Nonie Darwish, co-fondatori dei Former Muslims United, hanno l’ultima parola:

“Non tutti meritiamo la Libertà dalla paura?”

Concordo che tutti gli Esseri umani meritino la Libertà dalla paura, inclusa quella che emana dalla religione, chiamata Islam. Chiede ai suoi aderenti di uccidere tutti coloro che non credono in Allah, Muhammad e nel Giorno del giudizio. Conseguentemente, la maggior parte dei non-islamici, che hanno compreso l’Islam e i suoi insegnamenti, rimangono nella paura costante di essere giustiziati dai suoi seguaci, ovunque i primi si trovino fra i secondi.

Per far mettere in pratica agli islamici ciò che essi predicano e dichiarano in merito al diritto dell’Umanità di essere libera dalla paura, potremmo chiedere agli islamici di rimuovere dal Corano quei passaggi che richiedono di uccidere i non-credenti e di convertirli all’Islam tramite persuasione o forza, oppure di eliminarli dalla faccia della Terra?

Mohammed Asghar

E possiamo chiedere agli islamici di rimuovere tutte le leggi della Shari’a dalle scritture islamiche che condannano a morte gli islamici che scelgono di lasciare l’Islam?

Nonie Darwish

***

Il giornale studentesco presso la mia alma mater, The Columbia Spectator, ha stampato un editoriale del consigliere della sezione dei graduati della Muslim Student Association (MSA). L’editoriale s’intitolava: “ Wild, Wild Wilders,” di Adel Elsohly, e opinava in modo moralistico e relativista che la “Libertà dalla paura” fosse tanto importante quanto la “Libertà d’espressione”. I repubblicani della Columbia University College hanno invitato il Parlamentare olandese Geert Wilders per parlare, e secondo Elsohly egli si è impegnato in un “Discorso d’odio verso l’Islam”. Il sottotitolo a “Wild, Wild Wilders” di Elsohly è:

Il discorso di Wilders, mentre è iniziato come una discussione relativa al libero discorso, è preso diventato qualcosa di un po’ più che un aperto, vizioso attacco all’Îslam e agli islamici, dichiarando che l’ultimo obiettivo dell’Islam è di conquistare il Mondo e forzatamente imporsi sui conquistati.

Interessante, i gruppi del campus che hanno supportato il suo punto di vista includevano Hillel, un’organizzazione ebraica del campus, la Hindu Student Association, e la Sikh Students Association. Tutte questi tre gruppi sono presi di mira dall’odio coranico citato da Wilders nel suo discorso alla Columbia. I gruppi che hanno supportato il consigliere dei graduati della MSA, includono l’African Student Association, l’Ahimsa, il Club Bangla, il Club Zamana, i democratici del Columbia University College, il Native American Council, l’Organization of Pakistani Students, la SIPA Arab Student Association, e Turath.

Qui c’è la logica di Elsohly che ha sedotto i gruppi non-islamici di kafir increduli, a firmare questo Patto di dhimmitudine da campus:

Inoltre, riferendosi all’Ilsam come religione di violenza e “la nemica della Libertà d’espressione”, Wilders ha chiesto la fine del relativismo culturale. In breve, lui ci leverebbe non solo il nostro diritto di praticare la nostra religione, ma pure la nostra capacità di vedere il valore nelle culture che non aderiscono al suo punto di vista. In poche parole, Wilders ha chiesto che la cultura occidentale sia lo standard con cui tutte le altre culture misurino loro stesse. Chiedendo che i residente delle società occidentali semplicemente si assimilino, Wilders contraddice soltanto il suo obiettivo ultimo di provvedere Libertà civili e a coloro che vivono sotto la sua giurisdizione.

Dicendo che è amico degli islamici, Wilders ha dichiarato duranto il suo discorso che il suo obiettivo centrale è di demonizzare l’Islam, chiedendo urgentemente a tutti di levarsi contro questa religione e non contro i suoi praticanti. Comunque, per necessità, ciò può solo significare levarsi contro la gente, poiché senza seguaci un’ideologia non ha bisogno di essere opposta. È stato a questo punto che la linea fra la Libertà d’espressione e il Discorso d’odio inteso ad incitare la paura dell’Islam e degli Islamici in seno alla comunità allargata, è stato superato.

Oggi, chiediamo a tutti, non in quanto ad islamici, membri di un gruppo culturale o di una Università, ma in quanto ad Esseri umani, di chiedersi in tutta sincerità: non meritiamo tutti la Libertà dalla paura?

Così ecco qui la “Libertà dalla paura” che sovrasta la “Libertà d’espressione”, secondo Elsohly.

Ciò è pericoloso come ha fatto notare un commentatore, “Menckenlite”:

È illogico dire che Wilders “non solo vorrebbe levarci il diritto di praticare la nostra religione ma pure la nostra capacità di vedere il valore nelle culture che non aderiscono al suo punto di vista”. Criticare la religione è Discorso protetto e non nega la Libertà di praticare la religione. Opporsi ad un simile discorso è Censura.

Dire “la linea fra la Libertà d’espressione e il Discorso d’odio inteso ad incitare paura dell’Islam e degli islamici in seno alla comunità allargata, è stata superata”, non ha alcun senso. Il Discorso d’odio è Discorso protetto. Come si è stabilita l’intenzione di Wilders? Negare il Discorso d’odio è promuovere la Censura. La Libertà dalla paura non è un diritto. La gente che abbandona la sua Libertà per la Sicurezza, non la merita. Equiparare il discorso con i bombaroli suicidi, la decapitazione delle suore per aver criticato la religione, mostra quanto distorte siano le menti degli studenti liberali del college di questi giorni. Superare un Corso di logica dovrebbe essere richiesto per la partecipazione ad un pubblico discorso.

Bravo a “Menckenlite.”

In una storia simile sul Columbia Spectator di oggi “Dutch Leader Tests Free Speech,” i repubblicani del CU College difendono l’aver portato Wilders a parlare presso l’alma mater:

“I repubblicani del CUC hanno invitato Geert Wilders non a causa dei suoi punti di vista, che il club non supporta in ogni caso, ma piuttosto perché è una delle vittime più prominenti della limitazione della Libertà di parola in Europa ed in altre parti del Mondo”, hanno scritto i repubblicani. “Come chiunque abbia studiato la Storia della Libertà d’espressione sa, la sua difesa non giace dove vengono espressi i punti di vista della maggioranza, ma piuttosto fra coloro che detengono punti di vista impopolari, offensivi o estremi”.

Ma il pezzo dello Spectator erroneamente riporta che Wilders è stato bloccato a metà discorso presso la Temple University dove ha parlato il giorno precedente, a Filadelfia:

L’apparizione di Wilders alla Columbia è giunta solo un giorno dopo che aveva parlato alla Temple University, dove il suo discorso fu tagliato a metà ed il suo invito è stato ufficialmente rescisso a causa di proteste studentesche. Alla Columbia, alcune persone in protesta sono state fuori dall’International Affairs Building, dove alcuni ufficiali di polizia curavano le porte. Solo un poster poteva essere visto, che diceva: “No al Razzismo, no all’Islamofobia, fermate l’Euro-fascismo di Geert Wilders”.

“Gli studenti della Columbia, appassionati come sono, hanno un rispetto ammirevole per il dialogo e i repubblicani del CUC credono che ciò sia esattamente quello cha ha avuto luogo ieri sera”, hanno detto i repubblicani. “Gli studenti, invece di silenziare Wilders come quelli della Temple hanno fatto martedì, hanno espresso i loro punti di vista appassionati in merito alle domande ragionevoli di Wilders ed alla sua inchiesta costruttiva”.

Il collega Lori Lowenthal Marcus cha ha assistito all’apparizione di Wilders a Filadelfia, incluso l’evento alla Temple University, mi ha mandato una e-mail facendomi notare l’errore:

Il discorso di Geert Wilders non è stato interrotto alla Temple. La sezione di domande e risposte è stata troncata perché uno studente insisteva nel tenere un discorso invece di chiedere una domanda e perciò gli studenti si sono arrabbiati quando l’oratore è stato interrotto.

È stato lasciato a “Menckenlite” , tramite un commento a questa storia sul Columbia Spectator, di riportare direttamente in merito alla minaccia posta dalla “Libertà dalla paura”, promossa dall’editoriale della MSA:

“Noi fondamentalmente accettiamo la Libertà di parola, che non è negata nell’Islam”, ha detto Adel Elsohly, un consigliere diplomato della MSA della Columbia. “Ciò che neghiamo sono i commenti odiosi e ridicolizzanti”. Il concetto popolare di supporto alla Libertà di parola è di supportare il discorso che ti piace e di opporti al discorso che non ti piace. Ciò non è Libertà di parola ma è supporto al Discorso amichevole. L’idea di Libertà di parola è di proteggere il discorso che tu odi. Elsohly si oppone alla Libertà di parole tramite le sue stesse parole.

“Elsohly ha opinato che la “Libertà dalla paura” è tanto importante quanto la Libertà di parola, ma ha aggiunto che la MSA sceglie di non protestare in merito all’evento al fine di sottolineare il suo impegno ai principi del I Emendamento”. Sotto quale sistema è la “Libertà dalla paura” tanto importante quanto la Libertà (sic) di parola?”. Senza Libertà di parola tutti le altre Libertà spariscono. Il I Emendamento non si applica alla Columbia in quanto istituzione privata. Elsohly dimostra di essere fuori strada in merito a questa distinzione.

Resta solo (sic) la scia dell’apparizione di Wilders alla Columbia. Chiunque sia “Menckenlite”, merita riconoscimenti per la sua critica ai sofismi della MSA presso l’alma mater.

Gli apostati Mohammed Asghar e Nonie Darwish, co-fondatori dei Former Muslims United, hanno l’ultima parola:

“Non tutti meritiamo la Libertà dalla paura?”

Concordo che tutti gli Esseri umani meritino la Libertà dalla paura, inclusa quella che emana dalla religione, chiamata Islam. Chiede ai suoi aderenti di uccidere tutti coloro che non credono in Allah, Muhammad e nel Giorno del giudizio.

Conseguentemente, la maggior parte dei non-islamici, che hanno compreso l’Islam e i suoi insegnamenti, rimangono nella paura costante di essere giustiziati dai suoi seguaci, ovunque i primi si trovino fra i secondi.

Per far mettere in pratica agli islamici ciò che essi predicano e dichiarano in merito al diritto dell’Umanità di essere libera dalla paura, potremmo chiedere agli islamici di rimuovere dal Corano quei passaggi che richiedono di uccidere i non-credenti e di convertirli all’Islam tramite persuasione o forza, oppure di eliminarli dalla faccia della Terra?

Mohammed Asghar

E possiamo chiedere agli islamici di rimuovere tutte le leggi della Shari’a dalle scritture islamiche che condannano a morte gli islamici che scelgono di lasciare l’Islam?

Nonie Darwish

Fonte: http://formermuslimsunited.americancommunityexchange.org/2009/10/23...

Articolo e video (in inglese) del discorso di Wilders: http://atlasshrugs2000.typepad.com/atlas_shrugs/2009/10/geert-wilde...
“Tollerare l’intolleranza non è una virtù”

Ed West incontra la straordinaria egiziana convertita che mette in guardia gli europei di non abbandonare la loro eredità giudeo-cristiana
9 ottobre 2009

(Foto) Nonie Darwish: “In tempi problematici gli arabi si fidano degli ebrei. Non si affidano al loro proprio odio” www.ddconsult.eu

Non costruita ed abbigliata in stile classe media araba influenzata dall’Europa, Nonie Darwish potrebbe essere una qualsiasi benestante levantina di Parigi o Londra occidentale.

Ma dietro l’apparenza d’egiziana eleganza c’è una donna che è una macchina anti-jihadista, una convertita alla Cristianità dall’Islam, fondatrice di un gruppo chiamato Former Muslims United e autrice di due libri altamente critici della legge della Shari’a, della politica araba verso Israele e delle ambizioni islamiste di conquista globale.

Darwish viene spesso paragonata ad Ayaan Hirsi Ali, la femminista olandese nata somala, ma mentre Ali è un’atea che si leva per i “valori dell’Illuminismo” europei contro l’Islam, Darwish è una cristiana che crede che la “cultura giudeo-cristiana produca società più sane, più felici e più giuste, mentre la cultura islamica produce regimi tirannici ed oppressione”.

Quale risultato, la sua vita è in pericolo. C’è una qualche minaccia di morte specifica, le chiedo, quando ci incontriamo a Londra centrale?

“Non sono al corrente di una Fatwa, ma la mia vita è in pericolo”, dice alzando le spalle. “Proprio come chiunque parli in merito alla natura dell’Islam”.

E i fondamentalisti islamici hanno ogni ragione di odiarla. Lei viene regolarmente attaccata sulla pagina principale dei giornali egiziani, dove è chiamata “traditrice”. Lei fa Campagne contro la legge della Shari’a e contro coloro che minacciano gli apostati. Lei è regolarmente impegnata in circuiti di lezioni, in cui lei critica la politica estera araba.

E forse persino molto più irritante per molti a casa, lei è la fondatrice del gruppo che sembra un ossimoro “Arabs for Israel”, ed ha scritto due libri con sottotitoli che hanno bisogno di poche spiegazioni: “Ora mi chiamano infedele: perché ho rinunciato alla Jihad per l’America, Israele e la Guerra al terrore”, e di recente ha pubblicato “Punizioni crudeli ed abituali: le terrificanti implicazioni globali della legge della Shari’a”.

E cosa rende la storia ancora più stupefacente è che lei è la figlia di un nonno appartenente al Movimento di resistenza palestinese.

Nata e cresciuta al Cario, è cresciuta a Gaza, dove suo padre, Luogotenente Generale Mustafa Hafez, è stato Capo dell’Intelligence dell’Esercito egiziano a Gaza, e fondatore dei Fedayeen, la forza paramilitare che ha ucciso più di 400 israeliani ad inizio degli anni Cinquanta. Ciònonostante, come lei fa notare, con un aspetto di fiera lealtà: “A quel momento i Fedayeen non facevano i bombaroli suicidi”.

Ma nel 1956, quando Nonie aveva solo otto anni, l’Israeli Defence Force uccise suo padre, che fu proclamato martire dal Presidente Nasser, che poi chiese ai suoi figli: “Chi di voi vendicherà la morte di vostro padre, uccidendo ebrei?”

Darwish spiega che lei ha sempre biasimato Israele per la sua morte e che è cresciuta promettendo la Jihad contro i vicini dell’Egitto.

Ma lei è pure vissuta in due mondi differenti. Essendo di una famiglia educata, della classe media, ha frequentato la scuola cattolica britannica ed un’università americana, ed ha sperimentato gli ultimi giorni dell’Egitto cosmopolita e secolare, proprio quando il disastroso Nazionalismo arabo del Presidente Nasser cacciava le antiche comunità di greci, italiani, armeni ed ebrei.

“I britannici furono in grado di separare la Moschea dallo Stato. Ci abituammo a ciò, e ci vollero due decadi per tornare alle nostre radici”, dice lei. “Quando i britannici sono stati in Egitto per 70 anni, abbiamo avuto incredibili riforme nel campo dei Diritti umani, le Minoranze erano protette, e ci fu un Movimento femminista protetto dai britannici. Nel 1919 la femminista egiziana Hoda Shaarawi visitò l’Europa e tornò ad Alexandria; arrivando alla stazione ferroviaria, ha gettato via il suo velo copricapo insieme ad altre 20 donne della classe alta. È stato un enorme evento, e questo è il motivo per cui mia nonna e mia madre non indossarono mai l’hijab. E devo dire, grazie, Gran Bretagna, per aver protetto queste donne, e per aver impedito che andassero in prigione o fossero uccise”.

Dopo l’università lei ha lavorato quale editrice e traduttrice per la rispettata Middle East News Agency, prima di emigrare negli Stati Uniti nel 1978. Ha sposato un americano e si è convertita alla Cristianità, ed ora frequenta una chiesa evangelica, eppure è rimasta ostile ad Israele fino ad uno straordinario incidente avvenuto 40 anni dopo la morte di suo padre.

“Mio fratello, nel 1995, che viveva a Gaza, ha preso un colpo ed è rimasto incosciente. Qualcuno ha detto alla sua famiglia: “Se volete che viva, mandatelo in Israele”. Essi (gli arabi) preferiscono gli ospedali israeliani. Sapete, persino gli arabi non credono al loro proprio odio. In tempi problematici gli arabi si fidano degli ebrei. “Essi hanno salvato la vita di mio fratello, e sono stati molto gentili con la mia famiglia. Ed ho iniziato a cambiare il mio punto di vista dopo di ciò”.

Lei ora dichiara fermamente che “gli arabi palestinesi sono vittime del mondo arabo” e “se Israele si ritira dal West Bank, è finito”. “Ho appena scritto un articolo chiamato “la miseria fatta dagli arabi”. È la politica della Lega araba di mai assorbire i palestinesi, poiché poi non ci sarebbe pressione”. Lei cita pure il governo disastroso di Hamas nella terra in cui è cresciuta, dopo il ritiro di Israele.

“Invece di prestare attenzione a questioni interne, invece di costruire un centro di commercio, invece di renderla l’Hong Kong mediorientale, ed essa è in posizione veramente centrale, cosa hanno fatto? Essi hanno iniziato a sparare missili dalle scuole. Essi hanno iniziato una Guerra civile”.

Il suo viaggio spirituale è stato completato visitando l’Egitto con i suoi figli nati americani, ad agosto 2001, dopo diversi anni negli Stati Uniti.

“Ho visto che la povertà non è affatto migliorata, la disoccupazione, e l’oppressione dei cristiani”, lei dice. “I cristiani sono molto oppressi. Ricevo storie ogni giorno. Una donna chiamata Sherine, un’islamica, è stata presa in una chiesa, è stata arrestata, le è stato fatto un interrogatorio ed è stata apparentemente torturata e uccisa, solo per essere stata trovata in una chiesa”.

Ma c’è stato qualcos’altro. “Fin dal primo minuto in cui sono arrivata ho pensato: “Sono atterrata in Arabia Saudita?”. È cambiato totalmente. Non ho mai indossato un velo copricapo quando ero un’islamica. Le donne indossavano abiti modesti, i paesani indossavano copricapi ma non era a causa della religione. Era piuttosto tradizione, e una protezione contro il sole.

“Quando ho lasciato l’Egitto era un giorno caldo e chiunque venne a salutarmi con abiti estivi, senza maniche. Quando sono atterrata di nuovo, nel 2001, questi stessi cugini sono venuti a salutarmi indossando abiti islamici, nel caldo d’agosto egiziano. Una di loro era completamente coperta di nero. Persino la sua faccia, era una fenditura. Lei ha studiato da fisico, e l’ha fatto da sé – il Governo non l’ha obbligata, e nemmeno suo marito. Infatti, è lei ad aver obbligato il marito ad andare di più in moschea e ad essere più obbediente alla tradizione islamica. Alcune donne sono più radicali degli uomini.”

"Per una donna islamica, per avere rispetto ed una buona carriera e riconoscimento sociale, lei deve diventare tanto radicale, se non di più, di un uomo. In Egitto, io ho indossato un modesto costume sull’asciugamano. Vicino a me c’era una donna che era piuttosto educata, suo marito era un medico, era piuttosto sofisticata in molti modi, eppure non mi ha parlato perché non indossavo abiti islamici.”

Darwish ha iniziato a scrivere in merito alla Shari’a un anno dopo gli attacchi di settembre 2001 nella sua terra d’adozione (che furono condotti da un egiziano), come modo per avvertire l’Occidente. Lei dice che se una religione resta incontrollata essa diviene “come la Mafia”, con tutti troppo spaventati per denunciarla. Ed è piuttosto convinta che l’Islam vuole espandersi.

“L’Occidente è la grande civiltà che l’Islam vuole assediare e conquistare. Non toglieranno i loro occhi da essa. Poiché la superiorità dell’Occidente fa provare vergogna all’Islam”.

"L’intero mondo arabo ha vissuto nel totale indottrinamento per molto tempo. Essi sono abituati ad essere oppressi, a vivere sotto la Shari’a, a non avere alcuna Libertà di parola. Essi sentono solo una parte delle notizie, e votano in accordo a ciò. Persino gli arabi benestanti credono alle più incredibili teorie – ho sperimentato ciò persino prima dell’11 settembre”.

Ma l’Islam è stato moderato di tempo in tempo, lo faccio notare. Voltaire ha dato il suo meglio descrivendolo come setta violenta che è diventata “benigna e tollerante”.

"Vi dico perché l’Islam è diventato moderato, ed è perché l’Islam era debole. Poi hanno scoperto il petrolio, e molti islamici hanno guardato al petrolio saudita come una benedizione da Dio”.

Ma anche, forse, è dovuto al fatto che l’Occidente non crede in sé stesso.

"L’Occidente non è più fiero della cultura giudeo-cristiana e della Democrazia. Non crede nelle sue credenze. Tollerare l’intolleranza non è un segno di virtù, ma di grande negligenza. L’Occidente odia sé stesso e ciò è molto triste”.

Lei scuote la testa al pensiero che elementi della Shari’a vengono riconosciuti in Inghilterra.

“Guardiamo alle democrazie europee come nostra via di fuga verso la libertà. In quanto ad ex-islamica e a persona che è vissuta sotto la legge islamica, una delle principali ragioni per cui sono andata in America è stato quella di fuggire dal mio statuto di cittadino di seconda classe”.

“Ci sono forze riformiste in Medio Oriente. Le persone stanno accatastando le loro teste nelle liste nere, siano loro giornalisti, intellettuali o semplicemente gente che vuole un cambiamento. Quando vediamo l’Occidente trattare gruppi come Hamas quali Governi legittimi, e permettere che qualcosa come la legge della Shari’a venga praticata, ciò indebolisce veramente la loro posizione. Ed i radicali vedono che la violenza funziona!”
E questo è proprio molto, molto triste.

“Cruel and Usual Punishment: The Terrifying Global Implications of Sharia Law” è disponibile su Amazon a £11.49.

Fonte: http://www.catholicherald.co.uk/features/f0000478.shtml
Conferenza stampa per lanciare "Former Muslims United" (New York, 25 settembre 2009)

Video: http://www.youtube.com/user/formermuslimsunited#p/c/2F46C737B498A2A7

PARTE 1

1) Nonie Darwish

Sono Nonie Darwish e dall’11 settembre parlo contro la Jihad. Ho scritto due libri di cui uno “Ora mi chiamano infedele” proprio perché qualcuno mi ha chiamato infedele. Il secondo è “Punizione crudele ed abituale” e parla dell’impatto della Shari’a nel mondo islamico e in Occidente. Oggi abbiamo immigrati islamici che vanno in Europa e in America e siamo in tanti. Spostiamo il buono e il cattivo del Medio Oriente. La cosa peggiore è quando la vittima non può parlare. E questo è il caso di coloro che hanno lasciato l’Islam. È ciò che accade in America per gli apostati dell’Islam: hanno troppa paura per parlare. Come me, e altri. Essere un islamico non è una relazione con Dio; molti ebrei, cristiani e induisti hanno una relazione personale con Dio. Ma come islamico ti viene messo sul passaporto e la tua è una relazione con lo Stato islamico. Se rinunci sei contro la legge. Le scritture islamiche sono piene di comandamenti contro coloro che lasciano la religione. Ci sono libri che vengono venduti anche qui negli Stati Uniti. E viene predicato anche nelle moschee qui in America: “chiunque lasci l’Islam, uccidetelo”. È la legge dell’Islam. I libri della Shari’a, sunniti, shiiti, wahhabiti, hanbaliti, malikiti, concordano che una persona che lascia l’Islam deve essere uccisa. Ecco perché ci nascondiamo. Ma la cosa peggiore è quando il sistema legale permette agli islamici per strada di uccidere gli apostati; non verranno puniti. Il sistema legale islamico dà il diritto agli islamici per strada di uccidere gli apostati. Ciò che mi spaventa non sono le Autorità; potrei andare in Egitto e dire che sono un apostata e la polizia potrebbe non farmi nulla. Sono spaventata dai miei vicini, dalla mia famiglia, dai miei amici, da qualcuno che potrebbe vedermi entrare in una chiesa o tenere una Bibbia. E possono uccidermi. E sotto la legge islamica non andranno in prigione. Questo è accaduto nel 1992 ad un giornalista, Foda, che è stato effettivamente ucciso davanti a casa sua. Quando il caso è finito in tribunale, il Capo dell’Università di Al-Azhar, che è la più vecchia istituzione del Medio Oriente ed ha mille anni, ha testimoniato in favore del killer. Niente po’ po’ di meno che i nostri leader religiosi testimoniano in favore dei killer dei nostri familiari, per apostasia. Ti guardi in giro perché non sai chi ti ucciderà. E questo è perché la legge islamica può fare in modo che la polizia non uccida i killer, ed è la parte più vile: mettere islamici contro islamici, padri contro figli, fratelli contro fratelli. È quello che succede. Un apostata non può testimoniare in tribunale; non eredita dalla sua famiglia – io sono già stata diseredata dalla mia famiglia, che era benestante in Egitto -; il matrimonio di un apostata sotto la legge islamica viene immediatamente sciolto – persino se l’altro coniuge non vuole divorziare. C’è stato un caso in Egitto di un uomo che non era apostata ma si comportava come apostata: il loro matrimonio, contro la volontà dei coniugi, è stato sciolto -. E signore e signori, ho una brutta notizia da darvi: c’è gente così che vive in America e ci sta terrorizzando. È una minaccia silenziosa e nell’ombra: viviamo nella paura proprio qui in America perché abbiamo scelto di non praticare l’Islam. Non c’è un giorno che passa senza che io pensi a questa minaccia. Quando lascio la casa in auto, di notte quando il cane abbaia, quando dei fondamentalisti mi dicono infedele; mi chiamano “amante degli ebrei”, in campus proprio qui in America. Perché ho bisogno di personale di sicurezza? Perché Wafa Sultan ha dovuto lasciare la sua bella casa per vivere in un appartamento? Perché Irshad Manji ha dovuto vivere nascosta per svariati anni? Perché l’omicida del giornalista riformista l’ha fatta franca? L’omicidio è stato difeso; l’omicida è difeso, diventa un eroe. E il caso del giornalista egiziano Said Elkhemani – era un famoso giornalista, ed è andato alla TV a dire che non era un apostata e che criticava solo alcuni aspetti della Shari’a che discriminavano contro le donne. Qui in America giocano la carta del razzismo per mettere a tacere la gente; in Medio Oriente e nelle comunità islamiche giocano la carta dell’apostasia per farlo. Non bisogna nemmeno dichiarare di essere apostati; basta comportarsi da tali. La ragazza in Nordamerica che è stata uccisa da suo padre perché si rifiutava di indossare l’hijab: si è comportata da apostata. Cosa è accaduto a quel giornalista, pochi mesi fa: 5'000 moschee in tutto l’Egitto, in un venerdì, hanno chiesto la sua morte. Una Fatwa è stata redatta per chiedere la sua morte. Lo stesso Presidente Hosni Mubarak è stato considerato apostata perché gli ha dato un premio. Riformare l’Islam è praticamente impossibile. Nessuno sa perché il Presidente Sadat sia stato assassinato: pochi mesi prima dell’assassinio – vivevo in Egitto ed ero giovane - ho sentito nelle moschee che si diceva che Sadat era un apostata perché aveva firmato un Accordo di pace con Israele. Persone vicine a lui dicono che lui sapeva: aveva detto che “firmando l’Accordo con Israele firmo la mia condanna a morte”.

2) Perché ho formato Former Muslims United? Perché trovo molto triste che i nostri figli, qui in America, fuggono da casa per cercare protezione. È il momento di uscire da dietro le pietre e da dietro gli alberi e dire “adesso basta”. Perché succederà sempre di più: ci saranno sempre più Rifqa Bary; figli che vengono minacciati da genitori fondamentalisti. Dobbiamo uscire alla luce e parlare: è quello che abbiamo fatto con Ibn Warraq, Wafa Sultan, Mohammed Asghar, Amil Imani. Chiediamo ad altri di uscire allo scoperto. Raggiungiamo pure leader islamici, i cosiddetti moderati, che non amano l’uccisione degli apostati, perché firmino il nostro patto: esso spiega perché abbiamo paura, e si dice che rigettiamo la paura e la tirannia. Cerchiamo pure di raggiungere il Governo statunitense, chiedendo se ha qualche piano per aiutarci e cosa può fare il Governo per aiutarci, e così per la Commissione dei Diritti civili. Vogliamo che questa tirannia non abbia la possibilità di attecchire in America. L’Occidente non sta facendo un favore agli islamici permettendo questa tirannia, affatto. Usando la correttezza politica, perché state incoraggiando i tiranni. Essendo troppo concilianti e politicamente corretti, state rafforzando i tiranni che ci terrorizzano. Gente che vuole ucciderci. Non sono i Diritti umani che devono superare il test della religione; è la religione che deve superare il test dei Diritti umani. Tollerando l’intolleranza stiamo dicendo alle vittime dell’Islam radicale: arrangiatevi, non possiamo aiutarvi. Tollerare quelli che praticano la Shari’a e i radicali non è un segno di compassione; non è essere compassionevoli verso gli islamici quando autorizzate la tirannia verso la gente che lascia l’Islam. È una grande negligenza, ed è una grande negazione della minaccia che sta arrivando in questo bel Paese, e che sta cambiando il nostro sistema.

Ibn Warraq

Voglio ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questo evento e a tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte a livello organizzativo, a livello volontario. Circa sei anni fa avevamo avuto l’idea di formare un gruppo di ex-islamici, ci siamo chiamati “articolo 18”, e ci siamo fatti registrare come Organizzazione benefica, ma non abbiamo avuto l’appoggio di tutti questi volontari. Sono stato coinvolto nella questione dopo che Rushdie ha avuto una Fatwa di morte sulla sua testa per aver scritto “Versetti satanici” e sono rimasto shockato vedendo che la gente biasimava la vittima. Una Libertà che dovrebbe essere supportata da tutti, quella di parola, non veniva supportata, a parte quello che hanno fatto poche personalità. Ma c’è stato un gran numero di intellettuali, anche famosi, che non hanno supportato Rushdie, perché erano troppo preoccupati di offendere la sensibilità degli islamici. Ho scritto un libro nel 2003 ho scritto un’antologia di ex-islamici “Lasciare l’Islam: apostati parlano”. La prima parte dice – e spero che la mandiate al Dizionario delle citazioni perché venga pubblicata, così saprò che la mia vita non è stata sprecata -: “Solo noi ex-comunisti sappiamo di cosa parlate, quando parlate di ciò che implica lasciare l’Islam”; seconda “Il dramma della Civiltà occidentale è che non è consapevole dei valori che sta per perdere”; terza – con le scuse a Grucho Marx, e questa dovete ascoltarla attentamente – “Mi rifiuto di essere membro di una religione, che non vuole non avermi come suo membro”.
PARTE 2

3) Il contesto storico in cui è nato questo articolo 18 della Dichiarazione universale dei Diritti umani, del 1948, che dice: “Ognuno la ha libertà di credo e di coscienza; questa libertà include la libertà di cambiare il proprio credo, e di manifestarlo in privato o pubblico, individualmente o con altri”. La libertà di cambiare il proprio credo fu aggiunta su richiesta del rappresentante del Libano, un cristiano; il Libano ha accettato molti rifugiati, fuggiti perché perseguitati in base al loro credo – ed il Libano ha specificatamente obbiettato alla legge islamica sull’apostasia. Comunque molti Paesi islamici hanno espresso forte opposizione, in merito al diritto di cambiare la propria religione. Il delegato egiziano per esempio ha detto: “Molto spesso un uomo cambia religione o le sue convinzioni, finendo in situazioni non raccomandabili, come il divorzio”, aggiunge che teme che dando la libertà di cambiare religione o credo la Dichiarazione universale dei Diritti umani incoraggi il proselitismo missionario ben noto in Oriente, che fa di tutto per convertire alla sua fede la gente d’Oriente. In modo sorprendente, il Libano è stato supportato dal Pakistan, che appartiene alla comunità ahmadina, che ironicamente è stata gettata fuori dalla comunità islamica negli anni Settanta, essendo dichiarata non-islamica. Quindi, se neghi uno qualsiasi dei principi centrali dell’Islam, vieni dichiarato apostata. Gli Ahmadini negano che Muhammad sia stato l’ultimo profeta, e perciò sono tutti dichiarati apostati. Sono stati gettati fuori dalla comunità islamica, sotto pressione dell’Arabia Saudita, negli anni Settanta. Da allora sono perseguitati in Pakistan. Alla fine, tutti i Paesi islamici a parte l’Arabia Saudita, hanno aderito alla Dichiarazione universale dei Diritti umani. Durate la discussione sull’articolo 18, nel 1966, l’Arabia Saudita e l’Egitto volevano sopprimere la clausola che garantisce la libertà di cambiare la propria religione. Infine una proposta delle Filippine e del Brasile è stata accolta per placare i Paesi islamici: “la libertà di cambiare la propria religione o il proprio credo” è stato rimpiazzato da “la libertà di adottare la religione o il credo di propria scelta”. Nel 1981 durante una discussione sulla Dichiarazione contro ogni forma d’intolleranza e discriminazione basata sulla religione o sul credo, l’Iran con il suo nuovo Regime ha ricordato a tutti che l’Islam punisce l’apostasia con la morte. I Baha’i, che pure negano che Muhammad sia stato l’ultimo profeta, sono anche loro perseguitati, ed hanno avuto i loro templi dissacrati, eccetera. L’Iran, supportato dalla Siria, parlando in nome dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, ha espresso le sue riserve su qualsiasi clausola che contraddica la Shari’a islamica. Mentre il delegato egiziano ha detto che bisognava evitare che certe clausole fossero usate a scopo politico per interferire negli affari interni degli Stati. Ed infatti la Dichiarazione islamica dei Diritti umani è evasiva in merito alla questione della libertà di cambiare religione, siccome l’Islam chiaramente proibisce l’apostasia e la punisce con la morte. Qualcuno ha opinato che la mancanza di libertà di scegliersi la religione nella Dichiarazione islamica dei Diritti umani, dove invece questa è indistintamente garantita nella Dichiarazione universale dei Diritti umani, mentre i leader islamici rifiutano di abolire la pena di morte per apostasia, dimostra l’enorme differenza fra la loro mentalità e quella della moderna filosofia di Diritti umani. La Dichiarazione islamica è chiaramente non-universale, poiché introduce i criteri del credo islamico nella sfera politica, mentre la Dichiarazione dei Diritti umani del 1948 colloca i Diritti umani in una visione interamente secolare ed universale. L’Islam riduce i Diritti delle donne, dei non-islamici e degli apostati che non accettano l’ortodossia islamica.

Questo è l’estratto di un discorso che ho tenuto alle Nazioni Unite, sull’apostasia, nel 2003 o 2004: “Chiediamo urgentemente la Commissione per i Diritti umani delle Nazioni Unite di richiedere agli Stati di far applicare i Diritti umani universali nelle loro legislazioni nazionali e di vietare Fatwa e sermoni che predicano violenza in nome di Dio, contro coloro che non hanno una visione ortodossa o verso coloro che hanno lasciato la religione”.

4) Nonie Darwish

Spero che qui in America, siate voi repubblicani, democratici, liberali o conservatori, abbracciate la nostra causa; non ha a che vedere con la politica, ed è staccata dai partiti, e concerne sia la sinistra che la destra. Questo tipo di tirannia, così contro i liberali e i democratici, dovrebbe offendere qualsiasi americano, perché nega la libertà di religione di qualsiasi cittadino americano. Spero che quando la sinistra comprende la nostra questione ci appoggerà; ci sono anche tanti cristiani e liberali che attualmente non capiscono la nostra causa. Spero che con il tempo la nostra Organizzazione riuscirà a spiegare al pubblico americano in cosa consiste veramente questa questione.

Ibn Warraq

Credo che sia un problema di correttezza politica, che abbraccia tutto lo spettro politico. Abbiamo bisogno di essere critici; in genere la sinistra è molto critica della Cristianità ma non dell’Islam. Questo accade anche in Europa, dove la sinistra è alleata con gli islamisti. Dobbiamo essere fermi nella nostra critica all’Islam, ma con i documenti appropriati. I liberali tendono ad usare la correttezza politica, ma anche molti della destra e conservatori religiosi tendono a rifiutare la critica religiosa. Da entrambi le parti c’è la tendenza a minimizzare il pericolo della Shari’a e dell’islamificazione dell’Occidente. È un pericolo veramente reale e abbiamo bisogno di educare il pubblico di entrambi le parti.

Nonie Darwish

Credo che ci sia un gran numero di islamici che non praticano più l’Islam in America. Ma non lo annunciano. Pure nel Medio Oriente, persino in Egitto, ma non sappiamo il loro numero.

Ibn Warraq

Dal Times of London, di Antony Brown (2005): “Gli apostati islamici vengono esclusi dagli amici e dalla famiglia. Mentre i cristiani che si convertono all’Islam stanno al sicuro, i 200 mila islamici che hanno lasciato la loro fede affrontano abusi, violenza e persino l’assassinio”. Non so dove abbia preso i dati, ma sono questi. Ho dato un’idea di ciò nel mio libro, in merito al regime di terrore in Algeria, negli anni Novanta: ci sono stati casi in cui le ragazze sono state sgozzate perché indossavano il trucco, e credo che ci siano migliaia di persone che sono state uccise, islamici contro islamici. In Algeria molti si sono convertiti alla Cristianità proprio nel momento in cui il terrore islamico era all’apice. Le chiese non amano fare pubblicità sul numero di convertiti; le chiese in Francia detengono le cifre sui convertiti, e non è un numero spettacolare. Sono circa duecento persone all’anno, in Francia.

In Indonesia molti induisti si sono convertiti all’Islam e poi si sono riconvertiti, ed essi erano diverse centinaia di migliaia.

Nonie Darwish

Ci sono spettacoli televisivi nel mondo islamico che parlano di convertiti, persino in Arabia Saudita e in Egitto.

Ma mi chiedo: va bene, hai lasciato l’Islam e vivi in Arabia Saudita. Cosa farai? Non puoi andare in chiesa, non puoi tenere una Bibbia, i tuoi figli non possono ereditare la tua Cristianità. Dunque è come se tu fossi in una grande prigione. Tu sei cristiano solo nella tua mente, poiché è molto difficile per una persona che vive nel mondo islamico praticare altro che l’Islam, in quanto è contro la legge.

Ecco il signor Ali, che viene dall’Arabia Saudita, ed è un grande combattente per la libertà: egli firmerà la nostra promessa, e ciò è fantastico. Grazie, grazie tanto per il suo supporto.

Ibn Warraq

Speriamo di riuscire a mettere sul Sito due video di YouTube che mi hanno inviato settimana scorsa, di atei alla Mecca, e persino un imam, che parlano che l’Ateismo sta avanzando là, e alcune persone – è una dichiarazione molto breve – dichiarano il loro ateismo. È a Ryhad, e questo è piuttosto coraggioso.
Religione e Mercato
30 ottobre 2009 – Amil Imani, Former Muslims United

È tempo per l’Islam di lasciar cadere il suo “burka”. Il segreto è stato svelato. Nell’Era della Comunicazione istantanea e con l’aumento dell’alfabetizzazione, il compito di mantenere questo credo medievale chiamato Islam sotto una coperta, è diventato impossibile.

Nessun sistema di credenza o sistema di idee, sia esso religioso, scientifico, filosofico, politico o altro, dovrebbe essere tenuto protetto da una critica onesta. Sta al Consumatore individuale decidere da sé, al meglio delle sue capacità e alla natura convincente dell’Informazione, il valore e la veracità di qualsiasi offerta sul Mercato delle idee.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite deve sonoramente sconfiggere questa pericolosa Risoluzione e mandare un chiaro messaggio agli islamisti: questo è il XXI secolo e gli islamici farebbero bene a lasciar cadere il loro credo obsoleto, primitivo e bigotto.

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L’Islam è nella sua marcia mortale su molti fronti. Un fronte molto pericoloso è stato recentemente ri-aperto presso le Nazioni Unite da parte dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), il più grande gruppo in seno alle nazioni Unite, con l’introduzione di una nuova Risoluzione.

La Risoluzione in oggetto – contro la diffamazione delle Religioni – intende erigere il potere e il prestigio delle Nazioni Unite in difesa della Religione, dichiarando che le Religioni sono esentate dalle discussioni praticate in ambiti non-religiosi.
Il senso della Risoluzione è di imporre un bavaglio alla gente, perché non sospiri nemmeno una parola che i religiosi possano trovare diffamante o offensiva. Non è questa una grande idea, gente? Ora un qualsiasi picchiatello, più che mai, può dar avvio ad uno schema che chiamerà Religione. E facendo così, egli potrà risiedere sotto l’ombrello protettivo delle Nazioni Unite, esente da qualsiasi critica o contenzioso. In modo contrastante, qualsiasi Ordine religioso può portare un qualsiasi trasgressore in tribunale per dichiarazioni offensive.

Posso proprio vedere le legioni di Azioni legali che saranno lanciane finanziate dagli islamisti ricchi di petrodollari in un incessante sforzo d’imbavagliamento di qualsiasi persona e di tutte le persone che potrebbero permettersi di far notare la verità in merito all’Islam. La spesa ultima per il litigio, persino senza condanna, può rovinare qualsiasi individuo o Organizzazione.

E cosa accade al I. Emendamento, la Libertà di parola, di inchiesta e di espressione? Le Libertà che abbiamo devono diventare un bene prezioso, da celebrare quale tesori senza prezzo, per la gente libera e le società libere?

La risposta: bene, c’è bisogno anche di limiti, particolarmente quando i limiti servono gli interessi di coloro che vogliono stabilirli. In questo caso essi sono gli islamisti recentemente rafforzatisi, incorreggibili e impenitenti dei Secoli bui, e il loro seguito.

Il mio responso è che gli ordini imbavaglianti, indipendentemente da dove vengano applicati, riscuotono un prezzo inaccettabilmente alto per il presunto bene che potrebbero fare. Nel mio mondo ideale, vorrei vedere un Mondo in cui tutte le idee e i credo, religiosi o altrimenti, siano espressi, persino si scontrino, e si difendano in un campo di battaglia fatto di idee.

Idee e credo dovrebbero prosperare o fallire solo in base ai meriti, non perché qualcuno dice che essi siano i migliori e chiunque deve accettarli senza metterli in questione. Lasciate che i meritevoli e i più adatti sopravvivano e lasciate che i falsi e inadatti muoiano. È questa forma di libertà che è stata il motore del progresso in tutti i campi dello sforzo umano. Ed è esattamente la pratica opposta di soffocamento della libera inchiesta in molte Religioni organizzate, che è la causa principale della maggior parte delle superstizioni, della stagnazione, e persino di inaudita sofferenza.

Ciò che deve calare nella mente della gente occidentale è la realizzazione che, per gli islamici, l’idea di libertà e di libero pensiero è largamente un concetto alieno.

Dalla nascita in poi, il cervello islamico è impacchettato nella nozione che tutto nella vita è basato sulla volontà di Allah. Allah è incaricato di tutte le cose ed in ogni Tempo. Allah è piuttosto un Dio alla mano. Lui pensa, lui ordina, egli decide il risultato di tutto, grande o piccolo. E poiché Allah sa tutte ed è onni- ogni cosa, il dovere del fedele è di obbedire senza fare domande in tutti i campi, indipendentemente da qualsiasi e ogni prova contradditoria. Qualsiasi disapprovazione e prova contradditoria in merito ai precetti islamici viene considerata come macchinazione illusoria del maledetto Satana. Perciò, è dovere sacro del credente di mettere i suoi paraocchi islamici e sottomettersi di tutto cuore e senza esitazioni a ciò che gli viene predicato. È in seno a questo assetto mentale degli islamici, profondamente ingranato, che lui o lei non dice niente o non commette niente senza il preambolo “inshallah” – “se Allah vuole”. In un certo modo, questa è una grande sortita per l’islamico. Se vuole fare qualcosa, e lo fa, è Allah che l’ha voluto. Se non vuole fare qualcosa, e non lo fa, è Allah che l’ha visto non appropriato.

È questo tipo di mentalità che è, in gran parte, responsabile di quei Governi islamici – beneficiari del loro sistema fatalista e patologico -, che hanno audacemente proposto la Risoluzione alle Nazioni Unite. Sono i poteri islamici che vogliono mantenere la loro valevole stretta alla gola sulle masse, per tenerle nell’oscurità dell’ignoranza e per impedire loro di essere esposte alla luce della verità.

Domanda: Perché gli islamici sono così dannatamente determinati a far passare Leggi e Risoluzioni del tipo che stanno spingendo?

Risposta: Poiché l’Islam è carico di credenze difettose e bizzarre, come pure di molte pratiche primitive, discriminanti, e vergognose. Così, hanno bisogno di costruire un recinto d’acciaio attorno al loro bestiame d’assurdità, al fine di proteggerlo dal divenire fatiscente, sotto l’assalto della verità. Essi hanno molto da nascondere e la cosa che temono di più è essere esposti.

Domanda: Perché questi seguaci di Allah non menzionano altre Religioni insieme all’Islam, che beneficino del privilegio che stanno cercando?

Risposta: perché per gli islamici, l’Islam è la Super-religione e la Religione finale di Allah. L’Ebraismo e la Cristianità sono le uniche altre due Religioni a cui è garantito un minimo riconoscimento con riluttanza, da parte dell’Islam. Tutte le altre Religioni, e coloro che sono senza Religione, sono blasfemia e blasfemi.

Se esentiamo le Religioni dalla critica (qualcuno la chiama diffamazione), sorgono molti problemi. Dapprima, cosa è qualificabile come Religione, e cosa no? O, chi o quale Corpo prende una simile decisione?

Per esempio, un tribunale parigino ha condannato la chiesa di Scientology di frode e l’ha multata di più di 600'000 Euro (900'000 Dollari americani), martedì, ma ha fermato il divieto all’esistenza del gruppo, come avevano chiesto i prosecutori. Ai tribunali verrà data l’autorità di emettere giudizi in affari religiosi? La Francia apparentemente considera la chiesa di Scientology meno di un’ossatura di Religione, ma vede l’Islam come Religione. Su che base la Francia dichiara ciò? È perché ci sono cinque milioni di persone in Francia che si definiscono islamici? È il gioco dei numeri, dunque? Perché dunque gli islamici non riconoscono i bilioni di buddisti ed induisti quali seguaci di Religioni legittime? Stranamente, varie sette dell’Islam considerano altre sette come eretiche, che meritano il più duro trattamento. Si bombardano vicendevolmente le moschee, le processioni funerarie e persino i mercati affollati con anche altri islamici.

Le Nazioni Unite stabilirà la questione in merito a cosa costituisca una Religione, oppure il problema sarà lasciato a discrezione di ogni Paese? L’Arabia Saudita permetterà ai cristiani di costruire una chiesta in quel Paese, o persino che una Bibbia venga venduta nelle librerie? La Repubblica Islamica dell’Iran porrà fine al programma genocidale contro i baha’i? I Mullah desisteranno dall’imprigionare i baha’i per mesi e anni senza alcuna accusa formale, o persino nemmeno un processo fittizio, per cui sono degli infami?

Leonard A. Leo, presidente della Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale, la settimana passata ha testimoniato ai membri del Congresso che l’unica Religioni e gli unici aderenti religiosi che sono specificatamente menzionati nelle Risoluzioni della “diffamazione” – di quest’anno e dell’anno passato – sono l’Islam e gli islamici.

“A parte l’Islam, le Risoluzioni non specificano quali Religioni meritino protezione, o spiegano come o tramite chi ciò venga determinato”, ha dichiarato Leo.

La Segretaria di Stato statunitense Hillary Clinton ha dato voce alla forte opposizione statunitense verso la cosiddetta Risoluzione “diffamazione delle Religioni”, facendo notare la sua fondamentale natura discriminante.

È tempo per l’Islam di lasciar cadere il suo “burka”. Il segreto è stato svelato. Nell’Era della Comunicazione istantanea e con l’aumento dell’alfabetizzazione, il compito di mantenere questo credo medievale chiamato Islam sotto una coperta, è diventato impossibile.

Nessun sistema di credenza o sistema di idee, sia esso religioso, scientifico, filosofico, politico o altro, dovrebbe essere tenuto protetto da una critica onesta. Sta al Consumatore individuale decidere da sé, al meglio delle sue capacità e alla natura convincente dell’Informazione, il valore e la veracità di qualsiasi offerta sul Mercato delle idee.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite deve sonoramente sconfiggere questa pericolosa Risoluzione e mandare un chiaro messaggio agli islamisti: questo è il XXI secolo e gli islamici farebbero bene a lasciar cadere il loro credo obsoleto, primitivo e bigotto.

Fonte: http://formermuslimsunited.americancommunityexchange.org/2009/10/30...
Darwish risponde ad un articolo di una dispensa della Columbus, sulle penalità della Shari’a per gli apostati
19 novembre 2009 – FormerMuslimUnited.com

“… ci sono tre omicidi in cui gli islamici non vengono puniti, che significa che un islamico non è punito se egli uccide sotto 3 condizioni. Una di queste condizioni è se uccide un apostata.”

Di Nonie Darwish, 19 novembre 2009

In un articolo scritto da Merdith Heagney, Columbus Dispatch, il 17 novembre, intitolato: “120 maratone per Rifqa fuori dal Palazzo di Giustizia della Columbus”, lei ha citato che Alan Godlas, un Professore di Studi islamici all’università della Georgia, ha detto in un’intervista telefonica che la Legge islamica permette l’esecuzione di una persona il cui tradimento della Fede risulterebbe nella morte di islamici, ma la conversione di Rifqa non entra in considerazione. “Se tu uccidi qualcuno ingiustamente, sei un omicida” sotto la Legge islamica – ha detto Godlas.
Il signor Godlas non è accurato nella dichiarazione che ha fornito alla signora Heagney. Secondo la Legge islamica, tutte le Scuole della Shari’a concordano che un islamico che lascia l’Islam deve essere ucciso immediatamente e penso che il signor Godlas concorda con ciò. Comunque, ciò che il Professore ha dimenticato di citare è che secondo la principale Legge shafi’ita, ci sono tre omicidi in cui l’islamico non verrà punito, che significa che l’islamico verrà perdonato se uccide sotto 3 condizioni. Una di questre condizioni è uccidere un apostata.
Il Professore di Studi mediorientali può aprire il principale libro di Legge shafi’ita, Reliance of the Traveler, legge numero 05.4, pagina numero 593, per vedere che una simile legge incoraggia la Giustizia di strada vigilante contro gli apostati. Gli assassini degli apostati sono spesso difesi da nient’altro che i più importanti sceicchi di Alazhar.
Il signor Godlas ha pure dichiarato che sotto la Legge islamica “se tu uccidi qualcuno ingiustamente, tu sei un omicida”. Ciò è corretto ma ciò si applica solo ad un islamico che uccide un altro islamico, sì, essi sono assassini e ricevono la Pena di morte. Comunque, ha mancato di citare che la Shari’a dichiara: “Non c’è alcuna punizione se un islamico uccide un non-islamico” (rif. 01.2(2), pagina 584). Perciò, se un islamico uccide un altro islamico riceve la Pena di morte, ma se uccide un non-islamico non riceve la Pena di morte.
Mi chiedo perché il signor Alan Godlas ha mancato di citare ciò?

Fonte: http://formermuslimsunited.americancommunityexchange.org/2009/11/19...

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Most Western societies are based on Secular Democracy, which itself is based on the concept that the open marketplace of ideas leads to the optimum government. Whilst that model has been very successful, it has defects. The 4 Freedoms address 4 of the principal vulnerabilities, and gives corrections to them. 

At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

The 4 Freedoms

These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
1. SP Freedom of Speech
Any speech is allowed - except that advocating the end of these freedoms
2. SP Freedom of Election
Any party is allowed - except one advocating the end of these freedoms
3. SP Freedom from Voter Importation
Immigration is allowed - except where that changes the political demography (this is electoral fraud)
4. SP Freedom from Debt
The Central Bank is allowed to create debt - except where that debt burden can pass across a generation (25 years).

An additional Freedom from Religion is deducible if the law is applied equally to everyone:

  • Religious and cultural activities are exempt from legal oversight except where they intrude into the public sphere (Res Publica)"

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