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Islamic Anti-semitism not a Borrowing from Nazism (ITA + ENG)

ANTISEMITISMO ISLAMICO: LASCITO DEL NAZISMO O DEL CORANO?
Published on 05/05/10 at 00:07:30 GMT by pvmantel

[ http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=view... ]

Antisemitismo islamico: lascito del Nazismo o del Corano?
di Robert Spencer, traduzione di Paolo Mantellini

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La diffusa favola che l’antisemitismo islamico è derivato dal Nazismo, è uno dei tipici esempi di pio desiderio e di ostinata cecità. I suoi sostenitori immaginano che l’islàm sia una “Religione di Pace” senza elementi antisemiti (conoscete il ritornello, l’islàm rispetta il “Popolo del Libro” ecc. ecc.) che, purtroppo, è stata corrotta dai Nazisti. Così, per eliminare il problema, basta eliminare gli elementi derivati dal Nazismo e riportare i musulmani agli originali princìpi del Corano e il jihad svanirà. Che meraviglia! A parte il fatto che è un’idea completamente infondata e basata sull’ignoranza e sulla negazione della dottrina del jihad, della supremazia dell’islàm e dell’antisemitismo del Corano.

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Da ricordare anche quanto la mia stimata e infaticabile collega e collaboratrice, Pamela Geller ha rivelato a proposito del ruolo fondamentale giocato nell’Olocausto dal Muftì di Gerusalemme e dalle sue trasmissioni radiofoniche.

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1 Pamela Geller 2 Mohammad Amin al-Husayni, gran Mufti di Gerusalemme, incontra il Fürer


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Ed ecco l’articolo di Allan Hall pubblicato sul Telegraph il 21 Aprile, dal titolo “Un libro sostiene che le radici del fonamentalismo [sic!] islamico derivano dalla propaganda Nazista per il mondo Arabo”:

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Secondo quanto afferma un nuovo libro, le radici del fanatismo islamico possono essere fatte risalire ai messaggi radiofonici di Adolf Hitler trasmessi in tutto il mondo Arabo durante la Seconda Guerra Mondiale.
“L’unica vostra speranza di salvezza è la distruzione degli Ebrei prima che siano loro a distruggervi!” disse Hitler in un messaggio del 1942, uno delle migliaia di trasmissioni al Medio Oriente nel tentativo di blandire il mondo Arabo.
In una trasmissione indirizzata a suscitare una sommossa antisemita in Egitto, dichiarò: “Un gran numero di Ebrei residenti in Egitto, insieme a Polacchi, Greci, Armeni e Francesi, possiede armi e munizioni.
“Alcuni Ebrei del Cairo hanno addirittura chiesto alle Autorità Britanniche di piazzare mitragliatrici sui tetti delle loro case” ha anche affermato.

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Ma le trasmissioni Naziste del periodo bellico sono rimaste largamente nascoste nella storia del conflitto fino a quando non furono riesumate da uno studioso Statunitense, che sostiene che abbiano alimentato continui disordini in Medio Oriente.

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“Il conflitto tra Israele e i Palestinesi sarebbe finito da tempo se non fosse per l’intransigente odio, su base religiosa, degli Ebrei che fu chiaramente illustrato e a cui fu fornita assistenza dai propagandisti del Nazismo e che continuò dopo la guerra da islamisti di vario genere” ha dichiarato Jeffrey Herf, un professore di storia dell’Università del Maryland...
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Herf non è il primo a sostenere questa ottimistica e fantastica idea. Il giornalista Lawrence Wright scrive secondo questa linea nel suo libro “The Looming Tower: Al-Qaeda and the Road to 9/11 [La torre incombente: Al-Qaeda e la via verso l’11 Settembre]”:

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Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale … gli Ebrei vissero al sicuro – anche se sottomessi – sotto il dominio musulmano per 1200 anni, godendo totale libertà religiosa; ma negli anni ’30, la propaganda Nazista sulla radio in lingua Araba ad onde corte, associata alle calunnie dei missionari Cristiani nella regione, infettarono l’area con questo antico pregiudizio Occidentale [l’antisemitismo]. Dopo la guerra, il Cairo divenne un rifugio sicuro per i Nazisti, che consigliavano esercito e governo. L’ascesa del movimento islamista coincise con il declino del fascismo, ma in Egitto si sovrapposero, e il virus si trasmise a un nuovo portatore.
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3 4
3 Jeffrey Herf 4 Lawrence Wright


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Questa è un opinione comune, ma la realtà è che nell’islàm esiste un forte ceppo originario di antisemitismo, radicato nel Corano. Il Libro sacro dei musulmani contiene una grande quantità di materiale che costituisce il fondamento di un odio per gli Ebrei continuato per tutta la storia islamica. E’ contagioso e difficile da eradicare. Il Corano dipinge gli Ebrei come i più scaltri, i più ostinati e più implacabili nemici dei musulmani – e non esiste alcuna Autorità islamica che abbia mosso un dito per mitigare la più deleteria interpretazione di questa rappresentazione. Il materiale Coranico relativo agli Ebrei costituisce il prisma attraverso cui troppi musulmani hanno guardato e guardano il conflitto Israelo-Palestinese – e gli Ebrei in generale – fino ai giorni nostri.

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Una nitida dimostrazione di questa realtà comparve in modo evidente nel 2004 su “Islàm Online ”, un sito web fondato nel 1997, insieme ad altri, dallo Sceicco Yusuf al-Qaradawi, conosciuto internazionalmente. Benché al-Qaradawi si sia guadagnato il plauso di uno studioso del calibro di John Esposito, per essersi impegnato in “una interpretazione riformista dell’islàm e della sua relazione con la democrazia, il pluralismo e i diritti umani”, questo impulso “riformista” non pare si sia esteso alle sue idee sugli Ebrei (ha giustificato le esplosioni suicide contro i civili Israeliani) o alle idee sugli Ebrei che ha permesso fossero pubblicate sul Islàm Online.


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5 Yusuf al-Qaradawi 6 John Esposito


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Nel 2004 il sito pubblicò un articolo dal titolo “Gli Ebrei come descritti nel Corano”, in cui lo Sceicco 'Atiyyah Saqr, il precedente capo del Comitato per le Fatwe della più rinomata Istituzione dell’islàm Sunnita, l’Università Al-Azhar del Cairo, descrive in modo agghiacciante gli Ebrei, dipingendoli a tinte fosche e negative, corredate da abbondanti citazioni del Corano. Tra le altre accuse che rivolge agli Ebrei, Saqr afferma che “sono abituati ad inventare le cose e ad attribuirle falsamente ad Allah”; a loro piace “ascoltare le menzogne”; disobbediscono ad Allah e ignorano i suoi comandamenti; augurano ogni “male alla gente” e cercano di “trarla in inganno”; e “stanno male quando vedono che gli altri sono felici mentre si rallegrano quando sono afflitti da disgrazie”. Aggiunge anche che “ per loro è facile scannare e uccidere gli innocenti” perché “sono spietati e senza cuore”. E dopo ogni accusa riporta la corretta citazione Coranica (includendo, tra le altre, 3:75; 5:64; 3:181; 5:41; 5:13; 2:109; 3:120; 2:61; 2:74; 2:100; 59:13-14; 2:96; e 2:79).

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Benché offra molti esempi tratti dal Corano per confermare queste caratteristiche perverse degli Ebrei, Saqr non cita i noti brani Coranici in cui un furibondo Allah trasforma gli Ebrei in scimmie e maiali: 2:63-66; 5:59-60; e 7:166. Il primo di questi brani ci mostra Allah mentre dice agli Ebrei che hanno “profanato il Sabato”: “Siate come scimmie reiette!” Continua dicendo che questi maledetti serviranno da “monito per il loro tempo e per tutti i tempi che verranno”. Il secondo ci mostra Allah che ordina a Maometto di ricordare al “Popolo del Libro” “coloro che incorsero nella maledizione di Allah e nella Sua ira, coloro che trasformò in scimmie e maiali, coloro che venerarono il male”. Il terzo è una ripetizione dei precedenti, in cui si riferisce degli Ebrei che interruppero il Sabato che, quando “nella loro insolenza trasgredirono (tutti) i divieti”, Allah disse loro “Siate voi scimmie disprezzate e reiette”.

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Secondo la teologia islamica tradizionale, questi passaggi non si applicano a tutti gli Ebrei. Il classico commentatore del Corano, Ibn Kathir, il cui commento è ampiamente diffuso e rispettato tra i musulmani anche oggi, cita precedenti saggi che affermavano che “coloro che violarono la santità del Sabato furono trasformati in scimmie, poi morirono senza progenie” e che “vissero sulla terra solo per tre giorni, poiché nessuna persona trasformata può vivere per più di tre giorni”. “Mentre parti del Corano sono ostili agli Ebrei, in questo caso, la maledizione di Maometto era limitata ai profanatori del Sabato, e non a tutti gli Ebrei.

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Tuttavia, ciò non ha impedito ai jihadisti contemporanei di riferirsi frequentemente agli Ebrei come ai “discendenti di scimmie e maiali”. Si sottintende di conseguenza che gli Ebrei di oggi sono di natura bestiale e nemici di Allah, proprio come lo furono i profanatori del Sabato. Il Grande Sceicco di Al-Azhar, Muhammad Sayyid Tantawi, recentemente scomparso, che fu l’ecclesiastico più rispettato al mondo dai musulmani Sunniti, definì gli Ebrei “i nemici di Allah, discendenti di scimmie e maiali”. Lo Sceicco Saudita, Abd al-Rahman al-Sudayyis, imam della principale moschea della Mecca, la città più santa dell’islàm, ha affermato in un sermone che gli Ebrei sono “la feccia della razza umana, i ratti del mondo, i violatori di patti e accordi, gli assassini dei profeti e la prole di scimmie e porci”-

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7 Muhammad Sayyid Tantawi 8 Università Al-Azhar, il Cairo


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Un altro Sceicco Saudita, Ba'd bin Abdallah al-Ajameh al-Ghamidi, ha reso esplicito questo collegamento: “Il comportamento attuale dei fratelli di scimmie e maiali, la loro doppiezza, la violazione degli accordi e la profanazione dei luoghi sacro … è collegato alle azioni dei loro antenati nei primi periodi dell’islàm – il che prova la grande somiglianza tra tutti gli Ebrei che vivono oggi e quelli che vissero all’alba dell’islàm”. Una pubblicazione di HAMAS del 1966 afferma che gli Ebrei di oggi hanno un’indole bestiale e questa è una manifestazione della punizione inflitta ai loro antenati. Nel Gennaio 2007, il Presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, dichiarò “I figli d’Israele sono ricordati come i corruttori (dell’umanità) sulla terra”, citando il Corano, 5:64.

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Tutto ciò dimostra che i più alti dirigenti musulmani non affrontano il Corano come un documento radicato nella storia, ma come uno schema per comprendere il mondo di oggi. In questo modo, lo Sceicco 'Atiyyah Saqr descrive gli insegnamenti del Corano concludendo che, poiché gli Ebrei “si ribellarono contro i comandamenti divini … non ricevettero mai una calda accoglienza in alcuno dei paesi in cui cercarono di stabilirsi. Piuttosto, furono scacciati o vissero isolati”. Inoltre, “Allah Onnipotente ci ha assicurato che manderà persone che verseranno su di loro una pioggia di severi castighi che durerà fino al Giorno del Giudizio”. Poi arriva la minaccia: “Tutto ciò ci reca la buona notizia dell’imminente vittoria dei musulmani sopra di loro se manterranno forte la fede e assoluta la fiducia in Allah e useranno i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia moderna”.

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I commentatori classici del Corano non cercano di mitigare le parole Coraniche contro gli Ebrei, ma aggiungono combustibile all’incendio. Ibn Kathir ha spiegato il versetto 2.61 (“furono colpiti dall'abiezione e dalla miseria e subirono la collera di Allah”) in questo modo: “Questo Ayah [versetto] indica che i figli di Israele furono afflitti dall’abiezione e che ciò continuerà, il che significa che questa situazione non avrà mai fine. Continueranno ad subire l’umiliazione da parte di tutti quelli che hanno rapporti con loro oltre alla vergogna che provano internamente”. Un altro commentatore medioevale, ancora molto influente, 'Abdallah ibn 'Umar al-Baidawi, spiega lo stesso versetto in questa maniera: “Gli ebrei sono umiliati e abietti per lo più per loro spontanea volontà o per paura che la loro jizya [tassa punitiva di protezione sul Popolo del Libro] venga raddoppiata”.

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Ibn Kathir riporta tradizioni islamiche che predicono che alla fine del mondo “gli Ebrei sosterranno il Dajjal (il Falso Messia) e i musulmani, insieme a 'Isa [Gesù], figlio di Maria, uccideranno gli Ebrei”. Nell’islàm l’idea che la fine del mondo sarà caratterizzata dai musulmani che uccidono gli Ebrei deriva dallo stesso profeta Maometto, che disse: “L’Ora non sarà stabilita finché non combatterete contro gli Ebrei e la pietra dietro cui l’Ebreo si nasconderà non dirà: ‘O musulmano! ecco un Ebreo che si nasconde dietro di me, uccidilo!’ [Adith Sahih Muslim, Libro 41, N° 6985, N.d.T.]”. E certo non sorprende che questo sia un tema favorito e ricorrente tra i jihadisti contemporanei.
Il 30 Marzo 2007 il Dr. Ismail Radwan, portavoce di HAMAS, dichiarò alla Televisione dell’Autorità Palestinese:

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L’Ora [della Resurrezione] non arriverà fino a quando i musulmani non combatteranno gli Ebrei e i musulmani non li uccideranno e la roccia e l’albero non diranno: ‘O musulmano, o servo di Allah, c’è un Ebreo dietro di me, uccidilo!’
Dobbiamo ricordare alla nostra nazione Araba e musulmana, ai suoi dirigenti e al suo popolo, ai suoi studiosi e ai suoi studenti, dobbiamo ricordare a tutti loro che la Palestina e la Moschea Al-Aqsa non saranno liberate né dai Vertici né dalle Risoluzioni Internazionali, ma saranno liberate dal fucile. Non saranno liberate da negoziati, ma saranno liberate dal fucile, perché questa occupazione non conosce altra lingua che la lingua della forza … O Allah dai forza all’islàm e ai musulmani, e conduci alla vittoria i tuoi devoti che combattono nel jihad, in Palestina e altrove … Allah elimina gli oppressori Ebrei, gli Americani e i loro alleati!”
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La storia degli Ebrei che vivevano sotto il dominio musulmano è più o meno, una ininterrotta registrazione di umiliazioni e miserie sancite su basi teologiche. Come ai Cristiani, anche agli Ebrei era permesso praticare la loro religione, se pur entro limiti definiti, ma gli fu raramente permesso di dimenticare la loro umiliazione. Sebbene il rigore con cui erano applicate le leggi della dhimmitudine (lo stato di servaggio di Ebrei e Cristiani) variasse, queste non furono mai abolite e in tempi di rilassamento le popolazioni sottomesse vivevano sempre nel timore che avrebbero potuto essere rafforzate con maggiore severità. I governanti musulmani non dimenticarono che il Corano stabilisce che sia gli Ebrei che i Cristiani debbano “sentirsi sottomessi”. Un esempio degno di nota è riportato dallo storico Arabo Phillip Hitti: “Il Califfo al-Mutawakkil nel 850 e nel 854 decretò che Cristiani ed Ebrei dovessero affiggere immagini lignee di diavoli sulle loro case, livellare le loro tombe al livello del suolo, indossare fuori di casa vesti color miele, cioè gialle, mettere sugli abiti dei loro schiavi due pezze gialle … e cavalcare solo muli o asini con selle di legno contrassegnate da due palle grandi come melegrane fissate sull’arcione [la parte posteriore della sella]”. Dopo un millennio, nel 1888 quasi nulla era cambiato.

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9 Mahmoud Abbas 10 Ismail Radwan 11 Moschea al Aqsa


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Un Ebreo Tunisino ha scritto:

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In questo paese agli Ebrei è proibito indossare abiti uguali a quelli dei musulmani e non possono indossare il Tarbush [un copricapo rosso simile al fez, N.d.T.]. Può essere visto inchinarsi con tutto il corpo davanti a un bambino musulmano e consentirgli il tradizionale privilegio di colpirlo in viso, un gesto che può comportare gravi conseguenze. In verità, chi scrive ha subito queste percosse. In questa materia, il colpevole agisce nella più completa impunità, poiché questo comportamento è una abitudine consolidata da tempo immemorabile.
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Nel 1291 Isaac ben Samuel, un Ebreo Palestinese, noto Kabbalista, cercò rifugio in una regione Cristiana della Spagna, dopo il crollo dell’ultimo regno Crociato del Levante. Spiegò il fatto dicendo: “Perché, agli occhi dei musulmani, i figli di Israele sono aperti agli abusi come campi senza protezione. Anche nella loro legge e nei loro ordinamenti stabiliscono che la testimonianza di un musulmano deve sempre essere creduta contro quella di un Ebreo. Per questa ragione i nostri Rabbini, di cui veneriamo la santa memoria, dissero: ‘Piuttosto sotto il giogo di Edom [la Cristianità] che quello di Ismaele [l’islàm]. Essi [i Rabbini] implorarono misericordia davanti al Santo Unico, che Lui sia Lodato, dicendo ’Signore del Mondo, concedici di vivere sotto la Tua ombra, o almeno sotto quella dei figli di Edom’ (Talmud, Gittin 17a)."

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La scelta di ben Samuel di rifugiarsi nella Spagna cristiana è paradossale, dato che si suppone che la Spagna musulmana sia stata una famosa eccezione alla oppressione degli Ebrei che prevaleva altrove sia tra i Cristiani che tra i musulmani. La panegirista dell’islàm, Karen Armstrong, illustra la prevalente opinione quando afferma che “fino al 1492 Ebrei e Cristiani vivevano tutti insieme pacificamente e proficuamente nella Spagna musulmana – una coesistenza impossibile altrove in Europa”. Anche il Dipartimento di Stato degli USA ha affermato che “in Spagna, durante il periodo islamico, Ebrei, Cristiani e musulmani vivevano insieme in pace e con mutuo rispetto, creando una società diversificata, in cui avvennero vivaci scambi di idee”.

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12 Phillip Hitti 13 Tarbush 14 Karen Armstrong


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Eppure, il filosofo Maimonide, un Ebreo che aveva vissuto per qualche tempo nella Spagna musulmana e che poi era fuggito da quella terra generalmente ritenuta tollerante e pluralistica, affermò: “Sapete, fratelli miei, che a causa dei nostri peccati Dio ci ha gettato in mezzo a questo popolo, la nazione di Ismaele, che ci perseguita senza posa ed escogita modi per nuocerci e per avvilirci … Nessuna nazione ha mai fatto più danni a Israele. Nessuna l’ha uguagliata nell’avvilirci ed umiliarci. Nessuna è riuscita a ridurci come questa ci ha ridotti … Abbiamo sopportato l’umiliazione che ci hanno imposto, le loro menzogne e le loro assurdità, che sono oltre il limite di ogni umana sopportazione”.

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Degno di nota, Maimonide stabilì che gli Ebrei potevano insegnare la legge rabbinica ai Cristiani, ma non ai musulmani, perché, diceva, i musulmani interpreteranno quanto verrebbe loro insegnato “secondo i loro erronei princìpi, e ci opprimeranno. Per questo motivo … odiano tutti [i non-musulmani] che vivono tra di loro”. Mentre i Cristiani, aggiungeva, “ammettono che il testo della Torah, come noi lo abbiamo, è autentico” a differenza della opinione islamica che sostiene che Ebrei e Cristiani hanno corrotto le loro Scritture. I Cristiani, continuava Maimonide, “non trovano, nella loro legge religiosa alcuna contraddizione con le nostre”.

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Anche María Rosa Menocal, nella sua romantica e fantasiosa agiografia della Spagna musulmana, The Ornament of the World, riconosce lo stato di cittadini di seconda classe in cui Ebrei e Cristiani erano relegati. “In cambio di questa libertà di coscienza religiosa, il Popolo del Libro (i pagani non avevano questo privilegio) era loro richiesto il pagamento di una tassa speciale – i musulmani non pagavano tasse – e l’osservanza di numerosi obblighi restrittivi: a Cristiani ed Ebrei era proibito ogni proselitismo verso i musulmani, la costruzione di nuovi edifici di culto, l’esposizione di croci o di campane. In definitiva era vietava quasi ogni esibizione pubblica dei loro riti religiosi”.

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15 Mosè Maimonide 16 Maria Rosa Menocal


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Secondo lo storico Richard Fletcher “la Spagna Moresca non era una società tollerante e illuminata neppure nella suo periodo più raffinato. Il 30 Dicembre 1066, circa quattro mila Ebrei furono massacrati a Granada da una folla di musulmani inferociti – più di quanti furono uccisi negli infami pogrom dei Crociati nella valle del Reno a metà del XII secolo. Ciò che fece infuriare i musulmani di Granada fu il potere politico del visir Ebreo Samuel ibn Naghrila e di suo figlio Giuseppe: la folla si sentiva offesa perché questi uomini avevano autorità sui musulmani, cosa che loro vedevano come una “violazione della sha’ria”. La folla fu incitata ad uccidere gli Ebrei da un poema composto dal giurista musulmano Abu Ishaq: “Io stesso sono arrivato a Granada e ho visto che questi Ebrei si immischiavano nei suoi affari … Così, affrettatevi a trucidarli, è un ottimo lavoro, con cui vi guadagnerete la benevolenza di Dio, offrendoli in sacrificio, come grassi montoni”.

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La folla seguì il suo richiamo. Un cronista musulmano (e successivamente Sultano di Granada), 'Abd Allah, riportò che “sia la gente comune che i nobili erano disgustati dalla furbizia degli Ebrei, dagli evidenti cambiamenti che avevano introdotto nell’ordine naturale delle cose, e dalla posizione che occupavano in violazione del loro patto [di cittadini di seconda classe].” E riferì che la folla “passò a fil di spada ogni Ebreo della città e arraffò grandi quantità delle loro proprietà”.

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“Troverai che i più acerrimi nemici dei credenti sono i Giudei …” – Corano 5:82. Hitler non ha scritto il Corano.

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L’antico Corano di Utman, Adolf Hitler e un Corano moderno


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Titolo originale: ”The persistent fiction that Islamic anti-Semitism is a borrowing from Nazism”
Pubblicato su: http://www.jihadwatch.org/2010/04/the-persistent-fiction-that-islam... il 21 Aprile 2010
Tradotto e illustrato da Paolo Mantellini
Robert Spencer è il Direttore di Jihad Watch. E’ autore di nove libri sulla jihad e il terrorismo islamico, tra cui i bestsellers del New York Times: “The Politically Incorrect Guide to Islam (and the Crusades)” [in Italiano: Guida (politicamente scorretta) all'Islam e alle crociate, Editrice Lindau, 2008] e “The Truth About Muhammad”.
Questo testo può essere trasmesso o inoltrato purché venga presentato in forma integrale e con informazioni complete sul suo autore, data e luogo di pubblicazione e URL originale.

Tags: AntiSemitism, JihadWatch, Lisistrata, Nazism, PamelaGeller, PaoloMantellini, RobertSpencer

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Replies to This Discussion

The persistent fiction that Islamic anti-Semitism is a borrowing from Nazism
[ http://www.jihadwatch.org/2010/04/the-persistent-fiction-that-islam... ]
by Robert Spencer

This is a common species of wishful thinking and willful blindness. Its proponents imagine that Islam is a Religion of Peace™ with no anti-Semitic elements (you know the drill, Islam reveres the "People of the Book," etc.), but it was corrupted by the Nazis. Thus all one needs to do to solve this problem is to eliminate the Nazi elements and call Muslims back to the true teachings of the Qur'an, and the jihad will end. How wonderful! Except it's completely fictional, and based on ignorance or denial of the jihad doctrine, Islamic supremacism, and Qur'anic anti-Semitism.

Note also what my estimable and indefatigable colleague and collaborator Pamela Geller has revealed about the Mufti of Jerusalem's role in the Holocaust, and his own radio broadcasts.

"Roots of Islamic funamentalism [sic] lie in Nazi propaganda for Arab world, book claims," by Allan Hall in the Telegraph, April 21:

The roots of Islamic fanaticism can be traced to Adolf Hitler's radio messages broadcast around the Arab world during the Second World War, according to a new book.
"Your only hope for rescue is the destruction of the Jews before they destroy you!" Hitler said in a 1942 message, one of thousands broadcast across the Middle East in an attempt to woo the Arab world.

In a broadcast aimed at provoking an anti-Semitic uprising in Egypt, he said: "A large number of Jews who live in Egypt, along with Poles, Greeks, Armenians and Frenchmen, have guns and ammunition.

"Some Jews in Cairo have even asked the British authorities to set up machine guns on the roofs of their houses," he claimed.

But the Nazi's wartime broadcasts had remained a largely hidden chapter in the history of the war until the transmissions were unearthed by a US scholar, who believes they have fuelled continuing unrest in the Middle East.

"The conflict between Israel and the Palestinians would have been over long ago were it not for the uncompromising, religiously inspired hatred of the Jews that was articulated and given assistance by Nazi propagandists and continued after the war by Islamists of various sorts," said Jeffrey Herf, a history professor at the University of Maryland....


Herf is not original with this roseate and fantastic view. Journalist Lawrence Wright writes in this vein in The Looming Tower: Al-Qaeda and the Road to 9/11:

Until the end of World War II ... Jews lived safely--although submissively--under Muslim rule for 1,200 years, enjoying full religious freedom; but in the 1930s, Nazi propaganda on Arabic-language shortwave radio, coupled with slanders by Christian missionaries in the region, infected the area with this ancient Western prejudice [anti-Semitism]. After the war, Cairo became a sanctuary for Nazis, who advised the military and the government. The rise of the Islamist movement coincided with the decline of fascism, but they overlapped in Egypt, and the germ passed into a new carrier.
This is a common view, but in reality there is a strong native strain of anti-Semitism in Islam, which is rooted in the Qur'an. The Muslim holy book contains a great deal of material that forms the foundation for a hatred of Jews that has perdured throughout Islamic history. It is virulent and hard to eradicate. The Qur'an portrays the Jews as the craftiest, most persistent, and most implacable enemies of the Muslims -- and there is no Islamic authority that has moved to mitigate the most destructive interpretations of all this. The Qur'anic material on the Jews remains the prism through which far too many Muslims see the Israeli-Palestinian conflict--and Jews in general--to this day.

A vivid illustration of this came in 2004 from Islam Online, a website founded by, among others, the internationally influential Sheikh Yusuf al-Qaradawi in 1997. Although al-Qaradawi has won praise from Islamic scholar John Esposito for engaging in a "reformist interpretation of Islam and its relationship to democracy, pluralism, and human rights," that "reformist" impulse doesn't seem to carry over to his view of Jews (he has justified suicide bombings against Israeli civilians), or the view of them he has allowed to be published on Islam Online.

In 2004 the site posted an article titled "Jews as Depicted in the Qur'an," in which Sheikh 'Atiyyah Saqr, the former head of the Fatwa Committee at the most respected institution in Sunni Islam, Al-Azhar University in Cairo, depicts Jews in a chillingly negative light, illustrated with abundant quotations from the Qur'an. Among other charges he levels at the Jews, Saqr says that they "used to fabricate things and falsely ascribe them to Allah"; they "love to listen to lies"; they disobey Allah and ignore his commands; they wish "evil for people" and try to "mislead them"; and they "feel pain to see others in happiness and are gleeful when others are afflicted with a calamity." He adds that "it is easy for them to slay people and kill innocents," for "they are merciless and heartless." And each charge he follows with Qur'anic citations (including, among others, 3:75; 5:64; 3:181; 5:41; 5:13; 2:109; 3:120; 2:61; 2:74; 2:100; 59:13-14; 2:96; and 2:79).

Though he offers many examples of the alleged evil traits of the Jews supported by the Qur'an, Saqr doesn't mention the notorious Qur'anic passages that depict an angry Allah transforming Jews into apes and pigs: 2:63-66; 5:59-60; and 7:166. The first of those passages depicts Allah telling the Jews who "profaned the Sabbath": "Be as apes despicable!" It goes on to say that these accursed ones serve "as a warning example for their time and for all times to come." The second has Allah directing Muhammad to remind the "People of the Book" about "those who incurred the curse of Allah and His wrath, those of whom some He transformed into apes and swine, those who worshipped evil." The third essentially repeats this, saying of the Sabbath-breaking Jews that when "in their insolence they transgressed (all) prohibitions," Allah said to them, "Be ye apes, despised and rejected."

In traditional Islamic theology these passages have not been considered to apply to all Jews. The classic Qur'anic commentator Ibn Kathir, whose commentary is widely distributed and respected among Muslims today, quotes earlier authorities saying that "those who violated the sanctity of the Sabbath were turned into monkeys, then they perished without offspring," and that they "only lived on the earth for three days, for no transformed person ever lives more than three days." While parts of the Qur'an are hostile to the Jews, Muhammad's curse, in this case, was limited to these Sabbath-breakers, not to all Jews.

However, that hasn't stopped contemporary jihadists from frequently referring to Jews as the "descendants of apes and swine." The implication is that today's Jews are bestial in character and are the enemies of Allah, just as the Sabbath-breakers were. The recently deceased grand sheikh of Al-Azhar, Muhammad Sayyid Tantawi, who was the most respected cleric in the world among Sunni Muslims, called Jews "the enemies of Allah, descendants of apes and pigs." Saudi sheikh Abd al-Rahman al-Sudayyis, imam of the principal mosque in the holiest city in Islam, Mecca, said in a sermon that Jews are "the scum of the human race, the rats of the world, the violators of pacts and agreements, the murderers of the prophets, and the offspring of apes and pigs."

Another Saudi sheikh, Ba'd bin Abdallah al-Ajameh al-Ghamidi, made the connection explicit: "The current behavior of the brothers of apes and pigs, their treachery, violation of agreements, and defiling of holy places ... is connected with the deeds of their forefathers during the early period of Islam--which proves the great similarity between all the Jews living today and the Jews who lived at the dawn of Islam." A 1996 Hamas publication says that today's Jews are bestial in spirit, and this is a manifestation of the punishment of their forefathers. In January 2007, Palestinian Authority president Mahmoud Abbas stated, "The sons of Israel are mentioned as those who are corrupting humanity on earth," referring to Qur'an 5:64.

All this shows that leading Muslim authorities approach the Qur'an not as a document rooted in history, but as a blueprint for understanding the world today. Likewise, Sheikh 'Atiyyah Saqr describes the Qur'anic teachings that because Jews "revolted against the Divine ordinances ... they found no warm reception in all countries where they tried to reside. Rather, they would either be driven out or live in isolation." Moreover, "Almighty Allah told us that He'd send to them people who'd pour on them rain of severe punishment that would last till the Day of Resurrection." Then comes a threat: "All this gives us glad tidings of the coming victory of Muslims over them once Muslims stick to strong faith and belief in Allah and adopt the modern means of technology."

The classic Qur'anic commentators not do not mitigate the Qur'an's words against Jews, but only add fuel to the fire. Ibn Kathir explained Qur'an 2:61 ("They were covered with humiliation and misery; they drew on themselves the wrath of Allah") this way: "This Ayah [verse] indicates that the Children of Israel were plagued with humiliation, and that this will continue, meaning that it will never cease. They will continue to suffer humiliation at the hands of all who interact with them, along with the disgrace that they feel inwardly." Another Middle Ages commentator of lingering influence, 'Abdallah ibn 'Umar al-Baidawi, explains the same verse this way: "The Jews are mostly humiliated and wretched either of their own accord, or out of coercion of the fear of having their jizya [punitive tax] doubled."

Ibn Kathir notes Islamic traditions that predict that at the end of the world, "the Jews will support the Dajjal (False Messiah), and the Muslims, along with 'Isa [Jesus], son of Mary, will kill the Jews." The idea in Islam that the end times will be marked by Muslims killing Jews comes from the prophet Muhammad himself, who said, "The Hour will not be established until you fight with the Jews, and the stone behind which a Jew will be hiding will say. 'O Muslim! There is a Jew hiding behind me, so kill him.'" This is, not unexpectedly, a favorite motif among contemporary jihadists. On March 30, 2007, a spokesman for Hamas, Dr. Ismail Radwan, said on Palestinian Authority television:

The Hour [Resurrection] will not take place until the Muslims fight the Jews and the Muslims kill them, and the rock and the tree will say: "Oh, Muslim, servant of Allah, there is a Jew behind me, kill him!"
We must remind our Arab and Muslim nation, its leaders and people, its scholars and students, remind them that Palestine and the Al Aqsa mosque will not be liberated through summits nor by international resolutions, but it will be liberated through the rifle. It will not be liberated through negotiations, but through the rifle, since this occupation knows no language but the language of force.... O Allah, strengthen Islam and Muslims, and bring victory to your Jihad-fighting worshipers, in Palestine and everywhere.... Allah take the oppressor Jews and Americans and their supporters!


The history of Jews who lived under Muslim rule is a more or less unbroken record of theologically sanctioned humiliation and wretchedness. Like the Christians, Jews were allowed to practice their religion within restrictions, but they were seldom allowed to forget their humiliation. Although the strictness with which the laws of dhimmitude (the subservient status of Jews and Christians) were enforced varied, they were never abolished, and during times of relaxation the subject populations always lived in fear that they would be enforced with new stringency. Muslim rulers did not forget that the Qur'an mandates that both Jews and Christians must "feel themselves subdued." One notable instance is recounted by the Arab historian Phillip Hitti: "The caliph al-Mutawakkil in 850 and 854 decreed that Christians and Jews should affix wooden images of devils to their houses, level their graves even with the ground, wear outer garments of honey color, i.e. yellow, put two honey-colored patches on the clothes of their slaves, ... and ride only on mules and asses with wooden saddles marked by two pomegranate-like balls on the cantle." A millennium later, in 1888, little had changed. A Tunisian Jew noted:

The Jew is prohibited in this country to wear the same clothes as a Muslim and may not wear a red tarbush. He can be seen to bow down with his whole body to a Muslim child and permit him the traditional privilege of striking him in the face, a gesture that can prove to be of the gravest consequence. Indeed, the present writer has received such blows. In such matters the offenders act with complete impunity, for this has been the custom from time immemorial.
In 1291 Isaac ben Samuel, a noted Kabbalist and Palestinian Jew, sought refuge in a Christian-controlled area of Spain after the collapse of the last Crusader kingdom in the Levant. He explained, "For, in the eyes of the Muslims, the children of Israel are as open to abuse as an unprotected field. Even in their law and statutes they rule that the testimony of a Muslim is always to be believed against that of a Jew. For this reason our rabbis of blessed memory have said, 'Rather beneath the yoke of Edom [Christendom] than that of Ishmael [Islam]. They [the rabbis] plead for mercy before the Holy One, Blessed be He, saying, 'Master of the World, either let us live beneath Thy shadow or else beneath that of the children of Edom' (Talmud, Gittin 17a)."

Ben Samuel's choice of Christian Spain is paradoxical, as Muslim Spain was supposed to have been a famous exception to the oppression of Jews that prevailed elsewhere among both Muslims and Christians. Islamic apologist Karen Armstrong enunciates the common wisdom when she says that "until 1492, Jews and Christians lived peaceably and productively together in Muslim Spain--a coexistence that was impossible elsewhere in Europe." Even the U.S. State Department has proclaimed that "during the Islamic period in Spain, Jews, Christians, and Muslims lived together in peace and mutual respect, creating a diverse society in which vibrant exchanges of ideas took place."

Yet the philosopher Maimonides, a Jew who lived for a time in Muslim Spain and then fled that supposedly tolerant and pluralistic land, remarked, "You know, my brethren, that on account of our sins God has cast us into the midst of this people, the nation of Ishmael, who persecute us severely, and who devise ways to harm us and to debase us....No nation has ever done more harm to Israel. None has matched it in debasing and humiliating us. None has been able to reduce us as they have....We have borne their imposed degradation, their lies, and absurdities, which are beyond human power to bear."

Notably, Maimonides directed that Jews could teach rabbinic law to Christians, but not to Muslims. For Muslims, he said, will interpret what they are taught "according to their erroneous principles and they will oppress us. [F]or this reason ... they hate all [non-Muslims] who live among them." But the Christians, he said, "admit that the text of the Torah, such as we have it, is intact"--as opposed to the Islamic view that the Jews and Christians have corrupted their scriptures. Christians, continued Maimonides, "do not find in their religious law any contradiction with ours."

Even María Rosa Menocal, in her romantic and fantastic hagiography of Muslim Spain, The Ornament of the World, acknowledges the second-class status to which Jews and Christians were relegated there. "In return for this freedom of religious conscience the Peoples of the Book (pagans had no such privilege) were required to pay a special tax--no Muslims paid taxes--and to observe a number of restrictive regulations: Christians and Jews were prohibited from attempting to proselytize Muslims, from building new places of worship, from displaying crosses or ringing bells. In sum, they were forbidden most public displays of their religious rituals."

According to historian Richard Fletcher, "Moorish Spain was not a tolerant and enlightened society even in its most cultivated epoch." On December 30, 1066, about four thousand Jews in Granada were murdered by rioting Muslim mobs--more than would be killed in the Crusaders' infamous Rhineland pogroms of the mid-twelfth century. What enraged the Granadan Muslims was the political power of the Jewish vizier Samuel ibn Naghrila and his son Joseph: the mob resented the fact that these men had authority over Muslims, which they saw as a "breach of sharia." The mob was incited to kill the Jews by a poem composed by Muslim jurist Abu Ishaq: "I myself arrived in Granada and saw that these Jews were meddling in its affairs. ... So hasten to slaughter them as a good work whereby you will earn God's favor, and offer them up in sacrifice, a well-fattened ram."

The mob heeded his call. A Muslim chronicler (and later sultan of Granada), 'Abd Allah, said that "both the common people and the nobles were disgusted by the cunning of the Jews, the notorious changes they had brought in the order of things, and the positions they occupied in violation of their pact [of second-class status]." He recounted that the mob "put every Jew in the city to the sword and took vast quantities of their property."

"Strongest among men in enmity to the believers wilt thou find the Jews..." -- Qur'an 5:82. Hitler didn't write the Qur'an.

Posted by Robert on April 21, 2010 7:36 AM | 47 Comments

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At the moment, one of the main actors exploiting these defects, is Islam, so this site pays particular attention to that threat.

Islam, operating at the micro and macro levels, is unstoppable by individuals, hence: "It takes a nation to protect the nation". There is not enough time to fight all its attacks, nor to read them nor even to record them. So the members of 4F try to curate a representative subset of these events.

We need to capture this information before it is removed.  The site already contains sufficient information to cover most issues, but our members add further updates when possible.

We hope that free nations will wake up to stop the threat, and force the separation of (Islamic) Church and State. This will also allow moderate Muslims to escape from their totalitarian political system.

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These 4 freedoms are designed to close 4 vulnerabilities in Secular Democracy, by making them SP or Self-Protecting (see Hobbes's first law of nature). But Democracy also requires - in addition to the standard divisions of Executive, Legislature & Judiciary - a fourth body, Protector of the Open Society (POS), to monitor all its vulnerabilities (see also Popper). 
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