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It takes a nation to protect the nation

Mondo - Lancio dell'Alleanza per FERMARE la Shari'a (idea nata alla Conferenza annuale controjihadista internazionale, Zurigo 2010)

Alleanza contro la Shari’a
[
http://gatesofvienna.blogspot.com/2010/07/alliance-to-stop-sharia.html ]
Lunedì 12 luglio 2010 – The Alliance to STOP Sharia (Alleanza per FERMARE la Shari’a) 
di Baron Bodissey


Controjihad Zurigo 2010 [*]


L’incontro dello scorso mese a Zurigo della Controjihad è stato una pietra miliare per diverse ragioni, una delle quali è la partecipazione di un contingente sostanzioso di delegati francesi. Gandalf*, che è apparso diverse volte precedentemente su GatesOfVienna e su VéritéValeursEtDémocracie, ha dato una presentazione della da lui proposta Alliance to STOP Sharia.


In seguito all’incontro un gruppo di persone da un numero di Paesi europei (più gli Stati Uniti e il Canada) hanno iniziato i preparativi per il lancio dell’Alliance to STOP Sharia quale gruppo mantello che possa applicare strategie anti-Shari’a attorno all’Occidente intero.


I Paesi con il Secolarismo scritto nelle loro Costituzioni incontrano un problema in occasione di un qualsiasi sforzo ufficiale che si oppone all’Islamizzazione. Come puô essere fermato l’Islam quando ad uno Stato viene ingiunto di non interferire con gli affari religiosi? In particolare, le Costituzioni di Francia e degli Stati Uniti proibiscono ad un qualsiasi Stato di immischiarsi con le religioni. Noi americani abbiamo la clausola istituzionalizzata del Primo Emendamento, e i francesi hanno ufficialmente la politica della Laicità – la completa rimozione delle questioni religiose dall’ambito governativo.

 

L’Alliance, comunque, è totalmente priva di preoccupazioni circa le credenze religiose islamiche – per quanto le riguarda, gli islamici possono credere a qualsiasi cosa vogliono. Invece, la focalizzazione è sulla Shari’a, o Legge islamica.


La passata settimana, GatesOfVienna ha intervistato Gandalf in merito alle ragioni ed alla metodologia che stanno dietro la pianificata alleanza.


Alliance to STOP Sharia (Alleanza per FERMARE la Shari’a)

Domanda: dite di non entrare nel merito delle credenze islamiche o delle dottrine religiose, ma solo del corpo legale conosciuto come Shari’a. Può spiegare le ragioni per la vostra focalizzazione sulla Shari’a?

 

Risposta: bene, iniziamo con le credenze islamiche e le dottrine religiose. Non possiamo mettere in questione le credenze di qualcuno per la semplice ragione che noi rispettiamo i loro Diritti umani. In una società democratica si ha il diritto di credere in ciò che si vuole; è tanto semplice. Mi lasci aggiungere che mettere in questione ciò che sta nel cervello del proprio vicino sembra essere un modo veramente improduttivo di passare il proprio tempo.


La Shari’a è una questione interamente differente; la Shari’a in una società occidentale è di natura politica (essendo la Politica quella cosa che gestisce la società). In una società islamica, la Shari’a è d’essenza religiosa, ma noi non siamo in una società islamica, e non vogliamo considerare la loro Weltanschaaung in merito a ciò.

 

Alcune persone pretendono d’introdurre qualcosa che considerano come il loro corpo legale, nella nostra società - le leggi che regolano il comportamento individuale e collettivo, la morale, il modo di vestirsi, l’alimentazione, la giustizia, le relazioni matrimoniali, la vita sessuale, l’eredità, la cittadinanza, e persino ciò che si è autorizzati a credere o a non credere. Sono leggi votate da nessuno, leggi assolutamente incompatibili con i principi della Democrazia, leggi che violani qualsiasi ed ogni Diritto umano a cui si possa pensare, leggi che rigettano il nostro concetto civilizzatore basilare di dignità umana – e lei chiede perché focalizziamo le nostre preoccupazioni sulla Shari’a?


Mi lasci tornare alla domanda chiedendo ciò: perché non tutti, non ancora, nei nostri Paesi democratici, non si sono ancora focalizzati sul problema della Shari’a, che stiamo oggi affrontando?

 

Alcune anime buone dicono che ciò riguarda solo la gente islamica – perché dovremmo occuparcene?

 

Cos’è un islamico? Un nuovo tipo di cittadino che ha differenti diritti e obbligazioni? Un nuovo tipo di cittadino a cui vengono negati i benefici dei suoi Diritti costituzionali, dei suoi Diritti umani basilari – specialmente se questa persona islamica è una donna?

 

Non sappiamo cosa sia un islamico, e ad essere veramente onesti, non ci interessa. Ma sappiamo ciò che un cittadino libero sia, e sappiamo cosa faccia la Shari’a alla gente: la schiavizza in un servilismo degradante. La Shari’a è Schiavitù mentale, ecco perché la mettiamo in questione?

 

Domanda: così, se la comprendo correttamente, voi vi opponete completamente a qualsiasi applicazione della Legge della Shari’a, perché essa viola i nostri Diritti umani, come pure le nostre Costituzioni?

 

Risposta: la mia risposta à sì e no.

 

 

, ci opponiamo a qualsiasi comportamento individuale o collettivo (notare che stiamo parlando di comportamento, non credenza) che promuova un sistema politico che sia non-democratico ed incompatibile con i nostri Diritti costituzionali di cittadini e umani. Promuovere attivamente un sistema politico e sociale non-democratico nella nostra società, è chiamato Sovversione. Questa è un reato.

 

Preghiera accettabile

Insegnare ai bambini e ai cittadini che non possono usare le loro Libertà costituzionali e che devono obbedire ad una Legge straniera – per quanto questa obbligazione sia – è intollerabile. Non c’è una cosa come una Legge parallela che stia a fianco della nostra, e secondo noi chiunque cerchi di fare applicare una Legge straniera nel nostro Paese, persino nascondendo ciò dietro una facciata religiosa e comportamenti apparentemente innocui, deve essere fermato.

 

Lasciatemi fare un esempio, per essere molto chiari: il Ramadan. Sembra un costume inoffensivo, festivo e conviviale – giusto?

 

Sbagliato: il Ramadan è un’obbligazione dettata dalla Shari’a. In quanto tale, se non lo rispetti, diventi un kafir (una sorta di sub-umano non-islamico). In una società islamica (governata dalla Shari’a) puoi finire in galera oppure essere assalito dai tuoi vicini perché “insulti l’Islam” semplicemente mangiando o bevendo qualcosa durante questo periodo.

 

Ed in una società non-islamica, il Ramadan esercita una pressione sociale molto forte sugli individui che si permettono di prendersi libertà rispetto alle restrizioni della Shari’a. I nostri cittadini di fede islamica stanno soffrendo di questo “costume innocente e festivo” che permette la sorveglianza e la stigmatizzazione di coloro che sperano di vivere una vita libera.

 

Le vittime della Shari’a che hanno interiorizzato le regole a cui devono obbedire, pensano semplicemente che sia il modo “normale” di fare le cose. La gente non istruita vede la festa ed i pasticcini, ma è Legge della Shari’a, né più né meno di quanto lo sia la Lapidazione di donne per adulterio e l’Amputazione delle mani dei ladri.

 

La Shari’a è un “pacchetto”; non puoi prendere quello che ti attrae e dimenticare il resto. Ciò è quello che facciamo con le religioni in una società democratica, ma per favore, ricordate che la Shari’a esula dal reame della Democrazia ed esula dalla definizione occidentale di Civiltà.

 

Ciò che vediamo ora della Shari’a sembra perlopiù innocuo – cibo halal, un codice d’abbigliamento pubblicamente mostrato, eccetera – ma è fortemente legato con tutto il brutto contenuto a cui non vogliamo guardare. Accettare un passo è chiedere che venga fatto il prossimo. Se non vuoi andare in cantina, perché iniziare a scendere le scale?

 

La parte “no” di questa risposta riguarda ciò che la gente pensa essere innocuo nella Shari’a, come indossare orpelli distintivi, mangiare cibo speciale, costruire moschee, eccetera. In sé, ognuna di queste azioni non è significativa – orpelli, cibo, edifici … qual è il problema?

 

Se non ci fossero connessioni con la Shari’a, non ci occuperemmo di tutto ciò. Non abbiamo problemi con l’Islam in quanto religione.

 

Ma a presente, indossare abiti adeguati alla Shari’a è un segno ostentato di sottomissione, ed in quanto tale una promozione aperta della Shari’a, una bandiera di conquista sociale. Consumare cibo halal è un altro segno di sottomissione, e un contributo finanziario per più Shari’a nella nostra società. E, nelle moschee che appaiono nelle nostre città, la Shari’a viene spesso apertamente insegnata - quale norma comportamentale – ai nostri cittadini, ai bambini indifesi, ai nostri vicini.

 

Così sì, ci opponiamo definitivamente ad una qualsiasi applicazione della Legge della Shari’a, ad un qualsiasi suo insegnamento, e crediamo con fiducia che se abbastanza persone sollevano le loro voci per chiedere politiche efficienti contro la Shari’a, i nostri rappresentanti si dimenticheranno le loro paure e faranno ciò per cui sono stati eletti: proteggere le nostre nazioni e la nostra Democrazia.


Domanda: sembra asserire che un divieto contro la Shari’a sia una forza liberatrice per gli islamici, come pure per i non-islamici. È corretto?

 

Risposta: assolutamente! In un Paese democratico ad ogni cittadino è garantita un’intera paletta di Diritti e Libertà; egli ha il diritto di vivere la sua vita quale essere umano libero, fintantoché non minacci i Diritti e le Libertà degli altri.

 

Perché dovremmo tollerare che i predicatori/attivisti della Shari’a lavorino attivamente per la distruzione dei Diritti e delle Libertà dei nostri vicini tramite l’indottrinamento, la pressione sociale, e – più spesso che non – tramite la violenza fisica?

 

La “comunità islamica” (Ummah) è un concetto derivato dalla Shari’a che lega gli individui in una “comunità” con costumi ed obbligazioni specifici (la Legge della Shari’a). Questo concetto non ha assolutamente alcuna validità – o sei un cittadino o non lo sei; tutto il resto è irrilevante.

 

Un totale divieto della Shari’a ci aiuterà a proteggere i cittadini di fede islamica, da coloro che in modo insidioso cercano di legarli alla Schiavitù mentale della Shari’a. Le nostre società democratiche stanno offrendo un favoloso regalo di Libertà ad ogni cittadino di fede islamica, che voglia accettarlo. È nostro dovere collettivo di mantenere le condizioni che permettono ai nostri cittadini di rompere il giogo di una Legge aliena e barbarica.

 

Liberarsi dalla Shari’a proteggerà pure noi, perché la Shari’a riguarda pure i non-islamici.

 

La Shari’a promuove pesantemente discriminazione, odio, inganno, e violenza contro i non-islamici, o kuffar. La Shari’a crea disordine sociale e tensioni che conducono a situazioni urbane semi-insurrezionali, quando si mischia con questioni sociali e d’Immigrazione.


Chiunque beneficierà di una vita migliore senza la Shari’a. Chiunque.

 

Domanda: il vostro programma ha perfettamente senso. Comunque, i nostri Paesi hanno già in luogo Costituzioni e Leggi che sono antitetiche rispetto alla Shari’a. Che strategia proponete per persuadere i nostri leader a rigettare la Shari’a esplicitamente? Come li obbligate a fare applicare le proibizioni esistenti contro simili Leggi in democratiche?

 

Risposta: per rispondere a questa domanda bisogna dapprima spiegare alcune cose.

 

È esatto: i nostri Paesi hanno già Costituzioni e Leggi che sono antitetiche rispetto alla Shari’a. Questo semplice fatto dovrebbe tenerci al riparo da qualsiasi tentativo di introdurre la Shari’a nelle nostre società. In teoria sì, ma in realtà è molto differente, come tutti possiamo vedere.


Perché?

Informazione. Le Democrazie occidentali stanno soffrendo di una grave mancanza d’informazione.

 

*Siamo in guerra e non lo sappiamo nemmeno (ricordate che la Jihad contro i non-isalmici è un sacro dovere per chiunque obbedisca alla Shari’a).

*Affrontiamo un’ideologia politica e non lo sappiamo nemmano (la maggior parte delle persone è mentalmente bloccata in uno “scontro di Civiltà”, in un “conflitto religioso”, o in un problema “relativo al Razzismo”).

*Possiamo vedere i sintomi della crescente influenza della Shari’a e non sappiamo identificarli come tali (veli, cibo halal, un appassimento della Libertà d’Espressione dovuta ad un latente clima di minaccia e di violenza attorno a soggetti relativi alla Shari’a, eccetera).

 

Semplicemente non sappiamo cosa stiamo affrontando. La maggior parte delle persone non sa cosa sia la Shari’a, e nemmeno sa qualcosa delle sue relazioni con i testi fondamentali dell’Islam.

 

Chieda attorno – quanta gente conosce che abbia letto il Corano e gli Hadith, o che conosca ciò che è la Shari’a e ciò che non è?

 

La gente non sa cosa sia la Shari’a. La maggior parte degli islamici nei nostri Paesi nemmeno lo sa, fra l’altro. E i nostri leader? Perché dovrebbero saperne di più? Perché li si è votati? Ci pensi sopra ….

 

Questa è la radice del problema: la nostra incapacità societaria di individuare la presenza della Shari’a e di analizzare la minaccia che essa rappresenta per le nostre società democratiche.

 

Una volta che si viene educati in merito alla Shari’a e ai suoi pericoli, i nostri leader saranno in grado di difendere la Nazione contro di essa.

 

A questo punto giunge la risposta alla sua domanda.

 

Perché persuadere i nostri leader a mettere il nome “Shari’a” al nostro problema?

 

Come li obbligheremo a far applicare proibizioni contro la Shari’a?

 

L’informazione è la risposta. Una volta che si sa cosa è la Shari’a e come riconoscerla quando la si vede, si sa cosa fare.

 

Mostreremo alla gente e ai leader ciò che è la Shari’a e come essa si sia già infiltrata subdolamente nelle nostre strade, dove sta rapidamente crescendo quando non viene vigorosamente sfidata.

 

E quando si sa cosa è la Shari’a, mi creda, si sa di non volerla nel nostro Paese, mai.

 

E a questo punto se abbastanza di noi sollevano le loro voci per dire “Stop alla Shari’a adesso!”, i nostri leader ascolteranno i loro elettori.

 

Se non lo fanno, non rimarranno ulteriormente i nostri leader. La Democrazia non è un sistema tanto male, sa – una volta che le persone capiscono che i loro leader sono veramente ciechi e sordi ai bisogni della loro Nazione, li mandano fuori a pedate.

 

Verità in merito alla Shari’a: questa è la nostra strategia. La verità è la nostra arma; non abbiamo bisogno di nient’altro.

 

*Da non confondere con il blogger britannico Gandalf, che mestiche il sito controjihadista UpPompeii.


Questa intervista è stata originalmente pubblicata in quattro parti presso BigPeace.

 

NOTE

 

[*] CONTROJIHAD ZURIGO 2010

 

SitaSecure
[ http://sitasecure.wordpress.com/2010/06/23/conference-anti-jihad-in... ]

 

Conferenza annuale organizzata dall’Alleanza Internazionale della Libertà Civili (International Civil Liberties Alliance http://www.libertiesalliance.org/)  ha avuto luogo a Zurigo, in Svizzera, il 12 e 13 giugno 2010. Più dettagli su questa importante e produttiva conferenza seguiranno prossimamente su questo sito e di più su Gates of Vienna.

 

Articoli in merito alla conferenza:

 Slouching Towards Zurich

 English Defence League (EDL) Attend International Conference In Zurich

 English Defence League Represented At Counter Jihad Zurich 2

Tag: AlleanzaFermareSharia, Canada, ControJihad, DirittiUmani, Europa, Francia, Immigrazione, Mondo, Occidente, PoliticaOccidentaleVersoMondoIslamico, Altro...PoliticaVersoOccidente, Sharia, StatiUniti, Svizzera

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Merci indoeurpean, je vais ajouter l'interview de Gandalf (en italien)sur allianceffl, à la suite de la charte des nations rejetant la Charia.

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