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Occidente - Intervista (a Mohamed Sifaoui, islamico, algerino, esiliato in Francia) su Tariq Ramadan (e i Fratelli Musulmani)

21/04/2010

Québec : Dutrizac intervista Mohamed Sifaoui su Tariq Ramadan
[ http://www.postedeveille.ca/2010/04/qu%C3%A9bec-dutrizac-interview-... ]

Mohamed Sifaoui è un giornalista, scrittore ( écrivain ) e cinematografo francese che si è chinato sul personaggio di Tariq Ramadan. Ne cuce un ritratto alla tramissione di Benoît Dutrizac sulla radio 98,5fm di Montréal. L’intervista è stata realizzata a novembre passato in occasione della prima tournée di conferenze di Tariq Ramadan in Québec. È stata diffusa il 15 aprile in occasione della seconda tournée di conferenze del signor Ramadan. Ciccare qui per ascoltare l’intervista: Cliquer ici . Qui sotto, una trascrizione.

Tariq Ramadan a fatto il tutto esaurito a Montréal. Conta migliaia di partigiani da noi, fra la gioventù islamica, che dovrebbe essere un soggetto di grande preoccupazione.

« Lo ridico e lo ripeto, che l’ideologia dei Fratelli Musulmani, quella stessa diffusa da Tariq Ramadan oggi, è totalmente incompatibile con i valori universali. » - Mohamed Sifaoui

Leggere anche:

Martineau sur Tariq Ramadan et l'islamisme : "Québécois, réveillez-vous !"

Québec : Joseph Facal plaide pour l'islamolucidité

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PARTE 1

Dutrizac : Chi è Tariq Ramadan – un personaggio piuttosto controverso?

Sifaoui : Tariq Ramadan, è la voce europea ufficiosa del pensiero, dico bene del pensiero, dei Fratelli Musulmani. Se ne difende: lui e i suoi amici dicono di non essere membri direttamente dei Fratelli Musulmani, ciò che è vero. I Fratelli Musulmani non sono un partito politico o dove si ottiene la tessera per essere militanti. I Fratelli Musulmani è un pensiero, un’ideologia. Come si poteva essere comunisti senza essere tesserati al Partito Comunista, si può oggi essere islamisti, ovvero aderenti al pensiero dei Fratelli Musulmani, senza per questo esserne membri in modo strutturale. È il caso di Tariq Ramadan. Difende da sempre il pensiero dei Fratelli Musulmani, semplicemente utilizzando dei codici, specificatamente il linguaggio e la scrittura occidentali in modo generale. È utilizzando delle sottigliezze della società occidentale, ovvero lo scritto e l’orale, che riesce a fare passare dei messaggi che sono quelli degli integralisti. Sottolineo la parola perché si ha spesso tendenza a scordare che i Fratelli Musulmani, sono molto semplicemente il pensiero salafita detto riformista, che è in realtà un pensiero integralista che, per esempio, consacra le ineguaglianze fra gli uomini e le donne, non accorda tutti i loro diritti alle minoranze sessuali e religiose, e questo è un eufemismo. Tariq Ramdan, è un po’ tutto ciò. Da anni, egli propaga, in maniera molto intelligente, bisogna riconoscerlo, il pensiero di questo Islam che io, personalmente, in quanto ad islamico e credente, combatto.

Dutrizac : Il nonno di Tariq Ramadan è il fondatore dei Fratelli Musulmani. I Fratelli Musulmani, a cosa sembrano concretamente?

Sifaoui : Concretamente, il programma dei Fratelli Musulmani che ho studiato e che ho potuto leggere molto attentamente, è contro la Modernità, contro la Laicità, e contro la Democrazia. Certi vi diranno “sì, ma ci sono dei partiti islamisti che si riconoscono nel pensiero dei Fratelli Musulmani, che partecipano a delle elezioni e creano dei partiti politici.” Questo è totalmente vero. Semplicemente, la Democrazia non si riassume con l’impegno di un gruppo di persone nei processi elettorali. Si fa spesso, dirai, l’amalgama fra coloro che sono dei veri democratici e dei democratici auto-dichiaratisi, come lo sono i Fratelli Musulmani.

I Fratelli Musulmani fanno uso dei processi elettorali sperando di ottenere il potere. È il caso di Hamas, per esempio, in riferimento all’Autorità Palestinese, e è il caso, per esempio, del Partito Islamista Turco. Allora, sono delle persone che utilizzano la Democrazia ma che non si riconoscono, ciononostante, nei valori democratici. E i valori democratici, sono semplicemente il fatto di poter consacrare tutte le libertà individuali e collettive. Ora, il pensiero profondo dei Fratelli Musulmani non consacra tutte queste libertà. La libertà di coscienza non viene riconosciuta. È chiaramente detto nel programma dei Fratelli Musulmani che un islamico che cambia la religione deve essere condannato a morte. Le minoranze sessuali, come gli omosessuali in particolare, non vengono riconosciute; si preconizza la loro condanna a morte. È un pensiero che è proprio una truffa oggi in Europa, perché si presenta in vestito e cravatta, sotto un’aura totalmente modernista, ma che in realtà, in fondo, nasconde un’ideologia al tempo reazionaria e, direi, neo-fascista. Infatti il pensiero dei Fratelli Musulmani aveva fatto uso, negli anni Trenta, dei Regimi totalitari che hanno attraversato l’Europa, e precisamente il Nazismo e il Fascismo italiano.

Dutrizac : Immagino, signor Sifaoui, che i matrimoni forzati, i delitti d’onore, le uccisioni, questi fanno parte dei valori dei Fratelli Musulmani?

Sifaoui : Diciamo che sono un più subdoli di così. Quel che mi descrivete, sono piuttosto i fanatici, i tradizionalisti, i wahhabiti, eccetera. I Fratelli Musulmani hanno sempre fatto attenzione a dare un’immagine, e precisamente in Occidente, che rompe con le cose orribili che descrivete.  I Fratelli Musulmani diffondono, o incitano i loro adepti a farlo, lo sposalizio a dottrine oscurantiste, ma si guardano bene di chiedere apertamente i matrimoni forzati, eccetera. Semplicemente sono molto indiretti: i matrimoni misti, ovvero fra una donna islamica ed un uomo non-islamico, sono proibiti secondo il pensiero dei Fratelli Musulmani. Essi agiscono precisamente con pressioni sociali poiché si tratta di un’ideologia che promuove un com’unitarismo esacerbato e che esercita sui suoi differenti membri una pressione sociale pesante. È la ragione per cui, lo ridico, e lo ripeto, l’ideologia dei Fratelli Musulmani, quella stessa che viene diffusa da Tariq Ramdan oggi, è totalmente incompatibile con i valori universali.

Dutrizac : Ovunque, si evince che Tariq Ramadan usi un doppio linguaggio, un doppio discorso, eufemisticamente parlando. Dice una cosa in pubblico e un’altra nella comunità islamica. Dice una cosa che mi preoccupa molto: accetto queste leggi finché non mi obbligano a fare qualcosa contro la mia religione. Come bisogna interpretare questi propositi di Tariq Ramadan?

Sifaoui : Fondamentalmente, è qualcuno che ha chiaramente detto che bisognerebbe rispettare le leggi del Paese in cui si vive, fino al momento in cui queste entrano in conflitto con le leggi di Dio, e quando esse vi entrano in conflitto, sono le leggi di Dio che soppiantano le leggi dei Paesi democratici. Dunque, è qualcuno che, che-che se ne dica, fa prevalere le leggi religiose sulle leggi dei Paesi democratici. Ed in sé, questo è inaccettabile. È inaccettabile perché i continenti europeo ed americano sono stati attraversati dal Secolo dei Lumi, e parlo precisamente dell’Europa. C’è una grande cultura di secolarizzazione delle religioni, c’è una grande cultura della separazione fra il religioso e il politico. Di conseguenza, bisognerebbe molto semplicemente che Tariq Ramadan, fosse veramente modernista, potesse dire: “Sono fondamentalmente per la Laicità e per una separazione chiara e senza giri di parole fra il religioso, dunque lo spirituale, e la politica.”, e che fosse dunque contro questa dottrina che vuole considerare l’Islam come un tutto inglobante. Poiché è il termine che viene utilizzato dal pensiero dei Fratelli Musulmani: l’Islam è un “inglobante”, ovvero l’Islam fa parte della vita di un essere umano dal suo risveglio fino al momento in cui si addormenta la sera. Ed è esattamente ciò che propaga Tariq Ramdan, con eufemismi molto elaborati e sofisticati, naturalmente negando sistematicamente che lui sia un islamista. Io, l’ho detto, ho condotto un’inchiesta su di lui, ho incontrato delle persone che l’hanno affiancato durante tanti anni e tutti concordano: Tariq Ramadan è un islamista che propaga il pensiero salafita detto riformista dei Fratelli Musulmani. E su ciò, bisogna che la gente non sia credulona, e che sia sufficientemente cosciente di ciò che può rappresentare questa ideologia e la sua incompatibilità, ancora una volta, lo ripeto, con i valori universali che sono contenuti nelle società occidentali.

 

(Continua nella PARTE 2)

Tag: AlTaqyyia, Algeria, Francia, FratelliMusulmani, MohamedSifaoui, MondoIslamico, Occidente, PoliticaVersoOccidente, TariqRamadan

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Risposte a questa discussione

Dutrizac : Un islamista si riconosce canadese, danese, norvegese, francese?

Sifaoui : Ah no! Ah no! Assolutamente no! Un islamista non si riconosce assolutamente in una nazionalità. Un islamista non si riconosce canadese, francese, danese o belga. Un islamista si riconosce soltanto, in ogni caso innanzitutto, come islamico. Il principio di cittadinanza non è affatto riconosciuto, proprio come non sono riconosciuti altri valori, come la Democrazia o la Laicità.

Dutrizac : Al principio di cittadinanza, un islamista ricorre quando ha bisogno d’aiuto, quando vuole utilizzare la carta delle libertà, quando vuole sfruttare la società d’accoglienza.

Sifaoui : sono molto prudente relativamente a questi concetti, perché ci sono anche, bisogna riconoscerlo, degli slittamenti - in Occidente e a causa di questi islamisti – fra il concetto di arabi, islamici, islamisti, eccetera.
Bisogna dirselo, gli islamisti rappresentano solo una minoranza. Stiamo parlando di un fenomeno marginale che non rappresenta affatto l’Islam, né gli islamici, bisogna ripeterlo, perché penso che sia importante. [N.d.T.1]

Dutrizac : Ma c’è un silenzio.

Sifaoui : Ci sono molti islamici praticanti che vanno alla moschea, che sono totalmente pacifici, che sono dei cittadini completamente responsabili, questo pure bisogna dirlo. Di seguito, abbiamo effettivamente dei becchi appestati, degli estremisti, della gente che effettivamente utilizza le democrazie perché offrono loro un quadro che il loro Paese d’origine non offre loro. Molto spesso, questo terreno democratico permette loro effettivamente di propagare molto più semplicemente la loro ideologia e di muoversi, direi, pure nelle loro azioni più estremiste, spesso in tutta impunità, perché la è consacrata nelle democrazie, e tanto meglio. [N.d.T.2]

L’Islamismo mette a prova la Democrazia perché il pericolo è di andare verso degli atteggiamenti estremisti al contrario, un po’ alla George W. Bush, un po’ verso delle Crociate contro gli islamici e, precisamente, noi media, dobbiamo porci delle domande. [N.d.T.3] Chiamo qui perché ci sia un’eguaglianza nel trattamento delle differenti religioni e dei differenti estremismi. Non c’è ragione di essere mediaticamente estremamente fermi, a volte violenti, contro l’estremismo ebraico o cattolico quando si esprimono, ed essere totalmente impassibili o passibili davanti all’estremismo islamico quando si esprime. Bisogna riservare lo stesso trattamento, la stessa risposta. Gli intellettuali devono reagire alla stessa maniera: la Libertà d’Espressione, la Libertà d’Opinione, come la Libertà di Coscienza, sono dei valori che devono essere salvaguardati e che non dovrebbero essere affatto soggetti a dibattito. Sono delle acquisizioni che oggi sono indiscutibili. Non bisognerebbe lasciare che gli islamisti li rimettano sul tavolo delle negoziazioni [N.d.T.4]

Fonte : 98,5 fm Montréal, émission Dutrizac l'après-midi

(FINE)

NOTE DEL TRADUTTORE

[N.d.T.1] Intanto di proteste contro i gruppi estremisti, da parte di cosiddetti islamici moderati, ce ne sono fra le poche e le nulle. Invece: a) qualora ci siano dei cosiddetti islamici moderati che dicono qualcosa contro l’Islam estremista, o contro la Shari’a, questi vengono regolarmente minacciati di morte dagli islamici estremisti, b) mentre nel caso di ex-islamici, che siano pubblicamente critici dell’Islam, questi vengono minacciati dagli islamici estremisti, e pure maltrattati (insultati e diffamati) dai cosiddetti islamici moderati. Quanti islamici cosiddetti moderati si sono schierati contro la “Dichiarazione dei Diritti umani universali nell’Islam”, redatta al Cairo nel 1990, che si basa esclusivamente sulla (discriminante, razzista e sessista) Shari’a islamica, negando di fatto la “Dichiarazione dei Diritti umani universali”, redatta dalle Nazioni Unite nel 1948 (e negando pure di fatto la “Carta dei Doveri umani universali”, fra i cui promotori c’è stata Rita Levi Montalcini, datata 1993), anche – e soprattutto – per quanto riguarda le libertà individuali, compresa quella di coscienza/religiosa?

[N.d.T.2] Solo la critica all’Islam viene fatta tacere, e per essa non vale più la …. I critici dell’Islam vengono fatti tacere, tramite protesta dei cosiddetti islamici estremisti oppure, quando ad esporsi sono ex-islamici, critici dell’Islam, la critica viene fatta tacere anche dai cosiddetti islamici moderati, e per essa non vale più la – il tutto supportato dai così, islamicamente, detti “idioti utili”. Quanti islamici cosiddetti moderati si sono schierati contro la proposta (dal Blocco dei Paesi islamizzati presso le Nazioni Unite) di “Risoluzione anti Diffamazione delle Religioni” (= “anti Critica all’Islam”), che dovrebbe avere valore a livello internazionale/mondiale?

[N.d.T.3] Naturalmente “è sempre colpa degli altri”, e precisamente dei non-islamici, e possibilmente dei cristiani, e per quanto possibile delle Crociate. Dal momento che è vietato ( negata) criticare l’Islam (ed è quindi vietato criticare i suoi Testi e la sua Storia), è di riflesso anche vietato parlare delle “Crociate islamiche”, ovvero della Jihad islamica, condotta contro il prossimo fino dagli inizi dell’Islam stesso (vita di Muhammad), e che continua ad essere condotta contro il prossimo ancora oggi (vedere Sudan ed altri Paesi africani, e altri Paesi).

[N.d.T.4] Essi vengono messi – privatamente - in discussione anche dai cosiddetti islamici (non “islamisti”) …: come dunque discernere fra –ici e –isti?

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